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Che culo

Vivo in un paese piccolo in Puglia. Dovete sapere che nel centro le abitazioni non sono molto distanti l’una dall’altra, in estate capita spesso di affacciarsi e scambiare due chiacchiere con i vicini dirimpettai. La cosa non mi è mai dispiaciuta, anche perchè le mie vicine sono tutte molto arrapanti, donne sposate sulla 40ina, ma molto arrapanti. Non nego di essermi masturbato non poche volte spiandole mentre fanno le faccende di casa. Il tutto senza che loro mai si accorgessero… “il rispetto” MI HA SEMPRE FRENATO. Quest’anno però la svolta. Era settembre e da un paio di mesi di fronte avevano preso in affitto un appartamentino una famiglia polacca. Il padre lavorava nei campi, la madre accudisce un vecchietto, e poi le due figliole, una piccola 12anni, e lei…. Erika 24 anni, bionda occhi azzurri due tette da terza soda, ed un culo da sballo. Le due ragazze trascorrevano molto tempo ij casa e cosi tra un’affacciata e l’altra sul balcone ho avuto modo di intensificare la conoscenza di Erika. L’averla conosciuta non m’impediva di spiarla, e molte volte dato il caldo a cui non era abituata, mostrava le sue grazie… ed io giù seghe!! Una sera mai mi sarei aspettato… (da premettere che mia nonna è sarta), vado a fare una visita alla mia “nonnina”. Mi viene ad aprire e mi lascia solo in cucina dicendomi che stavo nella sala di prova con una ragazza. Sentivo le voci, e con la scusa di andare in bagno, passai dalla sala prova e spiai dal buco della serratura.. non potevo crederci era lei, Erika, col suo culo in bella mostra un perizoma fuxia che metteva in risalta le sue chiappe abbronzate. Godevo di quella visione, avevo il cazzo durissimo, riuscii a vederle anche le tette visto che era nuda degli abiti di sopra.. stavo morendo dall’eccitazione. Appena m’accorsi che stavano uscendo dalla sala m’allontanai quando lei usci ci salutammo e poi dopo avere chiacchierato un po’ mi offrii d’accompagnarla verso casa e fare due passi.

La conversazione divenne piacevole e andammo in un bar a bere. Qui rimanemmo per circa un’ora a parlare della sua e della mia infanzia, mi chiese se andavo spesso da mia nonna, se ero legato a lei ecc… le risposi di si e motivai anche la mia risposta ironicamente dicendole che mi piaceva farle visita perchè avevo anche la possibilità di sbirciare le belle donne del paese. a quel punto lei sorridendo mi chiese se l’avessi fatto anche ora con lei, le risposi con una bella faccia tosta di si.. lei arrossì, ma non si scompose. Dopo due giorni sentii suonare al citofono, era lei che mi portava il vestito da far aggiustare da mia nonna, mi chiese la cortesia di portarglielo. Sali, e dopo i convenevoli le dissi che anche a me sarebbe piaciuto fare il sarto, ma più per le misure delle donne che per altro. Iniziammo il gioco cosi, facevo finta di essere il sarto, iniziai a prendere le misure, vita, fianchi e poi seno. Qui la mia mano si bloccò sulle su tette, iniziai a baciarla sul collo. in un attimo fummo di fronte, la mia lingua attorcigliata alla sua. avevo le mani sul suo culo, che data la sua gonna molto corta non mi fu difficile. un culo sodo, liscio, le tolsi la maglietta e lo spettacolo era fantastico. quelle tette che iniziai a leccare, i capezzoli, che succhiavo. avevo il cazzo durissimo, le mie mani si facevano strada tra le sue mutandine fino ad arrivare alle labbra bagnatissime. lei nel frattempo mi slaccio i pantaloni, m’abbassò gli slip ed ebbe il mio cazzo in bocca. il suo calore intensificava la mia eccitazione, leccava e m accarezzava le palle. io le palpavo le tettone e ne approfittai per ficcarglielo in mezzo abbandonandomi ad una spagnola. la feci sedere sul tavolo e iniziai a leccarle la fica, bevevo i suoi umori, era bagnatissima ed ansimava come una troia, mi implorò perchè la penetrassi. aspettai ancora un po’, comandavo io, e quando sentivo che stavo scoppiando glielo ficcai in un solo colpo. i colpi erano lenti all’inizio ma poi aumentai il ritmo, lei venne dopo poco, a me non bastava. la feci girare a pecorina e la penetrai nuovamente. la visuale era la migliore quel culo e le sue tette tra le mie mani… godeva e urlava. volli penetrarla in culo… lei non voleva ma l’eccitazione di cui era preda non le permise di opporsi. feci un po’ fatica all’inizio ma poi ebbi ragione del suo sfintere e mi sentii avvolgere. continuai per un po’, rivolli la figa. ero all’apice e quando sentii che era il momento di venire lo estrassi la feci inginocchiare e venni tra le sue tette mentre mi masturbava. fu la scopata migliore. la rivedo ancora Erika, scopiamo due tre volte a settimana ma l’eccitazione della prima volta non l ho più provata.. le ho proposto di farmi scopare anche con la madre, kissà. | FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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