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Che uomo, il mio nipotino!

Salve a tutti! Mi chiamo Adriana e dopo aver letto tutte quelle vostre storie eccitanti su questo sito (a proposito, complimenti per l’iniziativa! ) mi sono decisa a scriverVi quello che mi è successo l’anno scorso. I protagonisti della
vicenda sono io e mio nipote, Leonardo… e una deliziosa complice commessa.

è successo tutto per caso.
Sono uscita di casa verso le undici perché si avvicinava il Natale e mi ero decisa a iniziare a fare le compere per me (a proposito: sono ancora nubile nonostante i miei trentasette anni e la mia bellezza, come dicono i miei vari amanti, e ancora non mi sono decisa a mettere testa a partito, come dice mia sorella) e i vari regali per i miei famigliari più stretti (fra cui il mio Leo).
Avevo preso la 54 ed ero scesa in P. zza S. Babila.
Qui avevo incominciato a guardarmi intorno (sia le vetrine che i maschioni che c’erano in giro, maschioni che, nonostante la mia bellezza: mi ero messo una mini nera e delle calze color crema che lasciavano abbondantemente scoperte le cosce di cui vado fiera insieme al mio culo e alle mie tette, anche se porto solo una terza, mentre mi sarebbe piaciuto avere tanto le tette di mia sorella, la madre del mio ometto, che ha una quarta abbondante!
Ma loro sembravano più presi dallo sbavare con gli sguardi sulle ragazzine che mostravano con nonchalance tutto quello che la madre natura ha dato loro).
Dunque, avevo preso a guardare le vetrine e mi ero fermata davanti alla Benetton, quando è incominciato a venire una piaggia da matti.
Il cielo non era così nero quando ero uscita, ma nel giro di mezz’ora era scoppiato un mezzo diluvio.
Mi ero rifugiata sotto la protezione del corso e avevo ripreso a guardare le vetrine.
Mi ero fermata a guardare una vetrina dove era esposta della lingerie magnifica, quando, spostando un attimo lo sguardo vedo arrivare, piano piano, lemme lemme, il mio nipotino Leo.
Aveva un ombrello e camminava tranquillamente osservando ora le ragazzine ora le vetrine del corso. Subito l’ho chiamato.
– Leo! Leo, sono qua. – lo chiamo alzando il braccio per farmi vedere da lui.
Lui mi ha visto e si dirige verso di me.
– Ciao, zia! Cosa fai sotto la pioggia senza ombrello? – mi chiede subito, non senza aver dato uno sguardo rapido alle mie gambe.
– Meno male che qualcuno se ne è accorto! -penso dentro di me grata al mio nipotino.
– Quando sono uscita c’era il sole… dopo neanche mezz’ora è scoppiato il finimondo. Tu, piuttosto, come mai ti ritrovi l’ombrello? Stamattina c’era il sole.
– Oh… questo lo porto sempre con me, nello zaino. è piccolo, ma serve in casi di emergenza.
– Previdente. Bravo! – gli dico mentre noto il suo sguardo sempre più teso a guardare le vetrine dove c’è della magnifica lingerie esposta – Ti devo chiedere un favore… – gli dico.
Non so come o cosa mi portò a fare quello che feci, ma mi venne spontaneo nell’osservare quegli occhi che fissavano quelle mutandine, quei reggicalze e quei reggiseni bellissimi addosso a quei manichini in forma da donna e, all’improvviso, desiderai essere uno di quei manichini per poter essere guardata in quel modo da quei occhi stupendi.
(A proposito: Leo ha dei magnifici occhi di un celeste intenso, li ha ereditati da suo padre, mentre i capelli, castano chiaro, da mia sorella. ) Rimango a guardare lui che fissa quei manichini mentre mi immagino di prendere a muovermi, nella vetrina, davanti ai suoi occhi, solo per lui, in pose eccitanti e seducenti…
– Leo…
– Si, zia. – mi risponde volgendo finalmente lo sguardo verso di me e distogliendolo, controvoglia, devo ammetterlo, dalla vetrina.
– Ti dispiacerebbe accompagnarmi a fare compere, sempre che non hai impegni, naturalmente! Sai… non vorrei che il tempo peggiorasse. Sono andata dal parrucchiere ieri e non vorrei doverci ritornare così presto per colpa di questo temporale.
Non appena termino quella frase… Zac… un fulmine!
I fulmini mi hanno sempre terrorizzata, più dei tuoni, per cui mi viene spontaneo afferrare mio nipote per abbracciarmi a lui, per trovare protezione alla mia paura.
Leo sa di questa mia fobia, per cui non si muove fin quando, allontanatosi anche il tuono, mi riprendo un po’.
Nel momento in cui mi riprendo mi rendo conto che mi sono addossata a lui come una medusa e mi accorgo anche che c’è della gente che ha assistito alla scene e che ride, senza malizia, di me e della mia paura.
Ma mi accorgo anche di un’altra cosa, che loro non possono sentire, perché la sento io, con il mio corpo, il mio bacino… !!!
Già! Il mio bacino.
Presa dall’ansia mi sono stretta talmente a Leo che il mio bacino aderisce perfettamente contro il suo e… molto probabilmente era già eccitato per quello che vedeva nella vetrina, per cui non posso non sentire il suo cazzo che si appoggia dritto e duro contro la mia fica.
Forse è stato l’effetto della paura unita all’eccitazione di avere un cazzo dritto che puntava direttamente sulla mia fica, che immediatamente incomincio a sentirmi bagnata.
Sono shockata!
Sento la fica che mi si bagna sempre di più e, per di più, non voglio per nulla allontanarmi da quello splendido trofeo che sento contro di me.
Guardo Leo negli occhi e, da donna eccitata quale sono in quel momento, non posso non sentire l’eccitazione dell’uomo che ho attaccato al mio corpo.
Anche se quell’uomo è il mio nipotino, in quel momento sento solo il suo cazzo contro di me!
Il suo volto è arrossito e i suoi occhi mi dicono quanto gli piace sentire il mio corpo su di se, il mio bacino a contatto con quel suo cazzo che mi fa colare sempre di più.
Con un grande sforzo mi allontano da lui.
– Scusami, tesoro! Ma mi sono spaventata troppo… quel fulmine… bbrrrrrr…
– faccio rabbrividendo non so se per la paura o per il piacere che ormai sento per tutto il corpo – Stavo dicendo se volevi accompagnarmi mentre faccio un po’ di compere.
– Co… Si, certo. Non ho impegni. Dove ti accompagno, zia? – mi chiede quasi balbettando.
è eccitato quanto lo sono io… forse non proprio quanto me, ma…
– Ecco, dovrei entrare un attimo nel negozio qui accanto, – dico indicando la vetrina piena di indumenti intimi che lui guarda con rinnovata eccitazione – poi… poi magari andiamo a mangiare qualcosa? Ti va?
– Si. Va bene, zia. Come vuoi tu.
– Oh, grazie, tesoro. Sapessi che peso mi hai tolto dal cuore. Sapendo di avere un ometto al mio fianco avrò meno paura dei fulmini. Grazie. – gli dico veramente grata e, nello slancio di gratitudine, non resisto e gli stampo un bacio sulle labbra.
Oddio! Solo a sentire per un attimo il calore e la dolcezza di quelle labbra imberbi, un’altra scarica di piacere mi parte dal cervello e mi arriva fin nella fica.
Vedo Leo deglutire e capisco che anche lui ha provato una sensazione
simile alla mia.
– Che nipote stupendo che ho! … Che zia degenere che sono! – penso dentro di me mentre sento sul pancino ancora la presenza e il calore del suo cazzo teso.
– Entriamo! – dico prendendolo per mano come quando era un dolce cucciolo e lo portavo a passeggio comprandogli tutto ciò che un bambino potesse desiderare.
Entriamo nel negozio mentre, cercando di non farmi vedere da lui, osservo ogni sua reazione.
Vedo i suoi occhi seguire le mani della commesse che mostrano alle signore l’ultima collezione di lingerie, li vedo posare lo sguardo sulle mutandine, sulle mani delle commesse e delle signore che toccano i tessuti per sentirne la morbidezza e il calore e…
– Buongiorno, signora. Posso esserle utile? – mi chiede una commessa facendomi distogliere lo sguardo da Leo e dai miei impuri pensieri.
La commessa è una bella ragazza.
Deve avere circa la mia età.
Alta almeno un metro e ottanta centimetri, capelli corvini, occhi azzurri, e un corpo da favola reso ancora più evidente dal fatto che il bel vestito rosso che indossa aderisce completamente a tutto il suo corpo disegnandone perfettamente le forme.
– Si, grazie. Vorrei vedere quel completo di pizzo viola, in seta, che avete in vetrina. – chiedo osservando il bel viso, cosa che fa anche Leo.
– Subito, signora. Un attimo, prego… – dice facendomi segno con gli occhi di seguirla.
La seguiamo osservando il suo splendido culo che ancheggia mentre si dirige verso il bancone.
Passa dietro e solleva le lunghe braccia per prendere una scatola sul terzo scaffale.
Peccato che si trovi dietro il bancone!
Sicuramente quel movimento avrà liberato una bella porzione delle sue cosce che Leo non potrà vedere.
Non so cosa mi spinge, ma fu questione di un attimo.
Mi sollevo sulla punta dei piedi e porgo lo sguardo oltre il bancone. Fiiuuuu… ! Eccome se si vedono le cosce!
Fino alle autoreggenti!
Con mia sorpresa volgo lo sguardo verso Leo e… mi accorgo che anche lui ha fatto come me e si gode lo spettacolo.
Sorrido dentro di me e poi alla commessa che si è voltata e sorrido anche al pensiero di come deve essere il cazzo di Leo dopo quello spettacolo. Uuuhhhmmmm… che magnifica sensazione nella mia fica! Eccitantissima!
Mi avvicino al bancone mentre la commessa tira fuori la biancheria.
– Guardi, signora. è un capo veramente delizioso! Senta come è morbido e caldo… sembra una seconda pelle! Lo so perché lo indosso! – mi dice guardandomi con malizia – è una sensazione stupenda, mi creda. Sentire la morbidezza della seta sui seni… sui capezzoli… in mezzo alle cosce! Viene voglia di camminare solo per poterne sentire il tocco delicato sulla pelle!
Fisso la commessa negli occhi.
– Da… davvero! ? – chiedo persa nei suoi occhi.
– Non mi crede? Tocchi pure… – mi dice porgendomi le mutandine e fissandomi.
Le prendo e incomincio a toccare la parte che avrebbe aderito alla mia fica… NO! Che aderisce a quella della commessa… !
– Siii… è una sensazione stupenda, bellissima! – dico continuando a toccare le mutandine e alzando gli occhi a fissarli in quelli di lei.
Mi piace giocare con lei. Mi sto eccitando!
Me ne convinco mentre nella mia mente immagino me e la commessa nello spogliatoio mentre mi mette le mutandine… le tira su per le gambe mentre i suoi occhi si sollevano a guardare la mia fica completamente esposta al suo sguardo… mentre le tira su per le cosce accarezzandomele e… siiii… mentre le sistema per bene sulla mia fica ora davanti al suo viso che, con la lingua in fuori, si avvicina sempre di più verso il centro infuocato del mio essere… oh, mio dio! Ohhooh… che piacere queste scariche di delizia!
– Forse… se non si fida del giudizio di una donna, può farle sentire a suo…
– Nipote! – dico subito consapevole che mi sto facendo condurre oltre il semplice gioco. Ma in quel momento…
– Si! Certo. Leo… ? – chiamo voltandomi – Ti puoi avvicinare un attimo, per favore? – gli chiedo con il tono più dolce che posso assumere e con lo sguardo complice verso di lei – Vieni qui, tesoro. Ti dispiacerebbe…
– Tua zia… ! – mi interrompe lei fissandomi con quello sguardo complicemente eccitante che mi sta portando alla pazzia –
Tua zia vorrebbe avere il giudizio di un uomo su questo splendido completo di seta. Sai… sono le donne ad indossarlo, ma… sono gli uomini che ne sanno gustare appieno la bellezza e… il calore… – termina con voce altrettanto calda fissandolo negli occhi seducenti quanto mai per Leo.
– IO… io non so… non… – balbetta il mio nipotino.
Poverino! Senza rendersene conto è caduto nelle braccia di due donne a cui piace giocare con gli uomini anche per il solo piacere di vederli arrossire e balbettare come sta facendo in quel momento il mio dolce, piccolo ometto!
– Su… prendile in mano… – gli dice porgendogli le mutandine – senti come sono morbide… senti la sensazione di esse sulla pelle! è come un vento caldo… di passione… ! – termina la commessa.
Le mani di Leo tremano leggermente. Il suo volto è caldo e rosso.
Continua a deglutire. Oddio! è eccitato!
Accade lo stesso a me quando sono eccitata e la saliva mi riempie la bocca mentre lo stomaco si chiude e la fica si apre emettendo altrettanti umori… almeno pari alla saliva che emette la mia bocca.
Ed io, il mio corpo, risponde come sempre.
La bocca è piena di saliva e la fica… ha bagnato completamente le mie mutandine di pizzo.
– Si. è… è come ha detto lei… sono morbide… calde… – dice tutto di un fiato lasciando cadere le mutandine sul bancone e volgendo lo sguardo all’interno del negozio, ma… poverino!
Ovunque si volta ci sono belle donne che non fanno altro che portare la sua eccitazione al massimo.
– Vuole provarlo? – mi chiede la commessa.
I suoi occhi mi incitano a dire di si… a continuare in quel gioco eccitantissimo.
– Si. – rispondo acconsentendo ad andare avanti.
– Bene. – dice con un sorriso di approvazione – Mi segua, prego.
La seguo mentre i miei occhi non perdono un solo movimento di quelle anche eccitanti.
Mi porta verso una zona del negozio dove non avevo notato ci fosse uno spogliatoio.
– Prego! – dice aprendo una porticina su cui vi è uno specchio che la ricopre all’interno, e poi, lasciando la porta aperta, apre la tenda e, guardandomi sorridente, continua – Incominci pure a spogliarsi!
Il suo tono di voce è gentile, ma vi ho notato un so che… come un ordine implicito.
Entro. Mi volto per chiudere la tenda, ma la sua mano mi blocca.
– Prego. Si spogli pure. Alla tenda ci penso io.
Un altro ordine implicito.
Prendo a spogliarmi.
Lei rimane ad osservarmi mentre mi tolgo la giacca e rimango con la camicetta.
Poi prendo a sbottonarmi sempre sotto il suo sguardo vigile.
Quando mi tolgo la camicetta, mostrandole il mio petto ricoperto dal reggiseno di pizzo bianco, lei mi sorride e prende a far scorrere la tenda fin quasi sul bordo.
Poi si allontana. Mi lascia sola. Sono delusa.
I suoi occhi che seguivano i miei movimenti nello spogliarmi mi avevano dato altri brividi di piacere… ma ora non ci sono più.
Mi sento defraudata!
Sporgo la testa verso il bordo della tenda lasciata aperto nella speranza di poterla vedere da lì.
La vedo! è vicino a mio nipote e, con gentilezza e sorrisi, gli sta parlando.
Poi lo prende sotto braccio e lo conduce verso… Uhuuhuhmmmm… uno spasmo… !
Lo sta portando verso il mio camerino!
Rimetto la testa dentro, mentre le dita della mia mano destra, freneticamente, si ficcano sotto la gonna, allontanano il bordo delle mutandine… che piacere… !!! Sono bagnate di piacere… !
Mi tocco lo spacco leggermente e un brivido mi percorre tutta facendomi chiudere gli occhi e soffocare il mugolio che vuole uscire dalle mie labbra.
– Scusami, – sento, mentre sono persa nel mio piacere, che sta dicendo la commessa a Leo – ma lì sei troppo vicino al camerino delle signore… qui, invece, puoi stare fin quando tua zia non finisce di provare il completo… mi capisci, vero?
– chiede alla fine con tono insinuante.
– Si… si, certo… mi scusi, non ci avevo fatto caso…
– Oh, non ti preoccupare. Non c’è nulla di cui scusarsi. Ma ora ti devo lasciare. Il lavoro… sai. Buon divertimento! – la sento dire mentre i suoi passi si allontanano.
– Cosa voleva dire con “Buon divertimento” – penso dentro di me.
Sono ancora con la mano sulle labbra della mia fica bagnata e… una fitta intesa, di un piacere diabolico… !!!
Apro gli occhi e ritorno alla realtà.
Sempre con le dita sulla mia fica sposto il busto verso la parte della tenda rimasta aperta.
Allungo la testa e vedo Leo. Che delusione!
La commessa l’ha portato lì per continuare il suo gioco con me, e lui… non mi guarda nemmeno!
Che diamine! Tutti i ragazzi avrebbero approfittato della possibilità di sbirciare dietro una tendina lasciata socchiusa, specialmente se dietro a quella tenda c’era la loro zietta calda e con la fica bagnata disposta… aahaahh… ssiiiii… che sensazione meravigliosa!
Stupenda fichetta mia, ssiiii… disposta a farsi vedere… anche nuda… !!!
Dal suo bel nipote che mantiene ancora il suo cazzo duro, lo vedo benissimo!!
Sono arrabbiata ed eccitata.
Sbadatamente urto lo sgabello.
Lo sguardo di Leo si sposta verso di me.
Tiro in dentro la testa.
Ora mi sta guardando, ma come faccio a… fargli vedere come sono bagnata! Siii, mio dolce cazzuto nipote!
Guarda come è bagnata la tua zietta!
Ed è tutto merito tuo! Si, tuo e… di quel cazzo duro che mi hai fatto sentire prima e che mi sta portando alla pazzia adesso… !!!
Ho ancora le mani sulla mia fica e la gonna sollevata.
Abbasso lo sguardo verso lo sgabello e… i miei occhi vengono attratti da una figura che mostra impudicamente, le sue cosce, i fianchi ricoperti da delle mutandine di pizzo bianco, la gonna sollevata, su un piccolo specchio costituito da un fascio largo circa venti centimetri e lungo almeno tre metri, ma…
Mio dio! Sono io! E… Leo… no, non mi sta guardando.
I suoi occhi sono rivolti verso la sua destra!
Una fulminazione! Lo specchio! Lo specchio interno della porta!
Leo mi stava guardando, invece… sta guardando con il piacere dipinto sul volto quella splendida donna che è la sua zietta e che gli si sta mostrando senza pudori!
– Siiiii… ancora… guarda come si tocca la tua zietta tutta eccitata! Vorresti vedere la mia fichetta bagnatissima?
Certo che ti piacerebbe vero, Leo?
Ma dobbiamo ancora continuare il gioco, non ti ricordi? – dico dentro di me ricordando a me stessa che sto ancora continuando il gioco con lui.
Decido, consapevole dello sguardo di lui ormai fisso su di me, di fare come se lui non esistesse, anche se… il pensiero dei suoi occhi posati sui miei fianchi, sulle mie cosce scoperte, la mia mano ancora nelle mutandine… aaahhahaaaa… ooooddiiiooohhhh… mi sta guardando mentre ho le dita dentro le mutandine e gioco con la mia fichetta bagnatissima… uuhhmmmm, che piacere che mi sai dare… mio piccolo tesoro cazzuto… !!
Cerco di recuperare un po’ di cervello alla ragione.
Tiro un sospiro e porto fuori la mano dalle mutandine…
Una visione sublime! Io che mi lecco le dita bagnate del mio succo! Siiii, sarà eccitantissimo per Leo!
Così, mentre con la sinistra tengo su la gonna mostrandomi spudoratamente a mio nipote, con la destra prendo a salire verso le mie labbra…
– Uuhhhhmmm… buonissimo come sempre! – penso dentro di me mentre, ad occhi chiusi, lecco quelle dita immaginando che sia il cazzo tesissimo e duro di mio nipote!
– … Che buono… com’è duro, teso, rosso, grosso, lungo, caldo, vermiglio…
violaceo… ooddioiohhoo… sta godendo… !!!!
E la sua sborra mi colpisce in pieno viso mentre la mia bocca si precipita sul suo cazzo e la mia lingua lecca tutto quello che trova sul suo cazzo ancora ritto e duro!
Un’altra fitta mi colpisce la fica e devo piegarmi ed allungare il braccio alla parete del camerino per sorreggermi mentre il mio bacino si muove sinuoso e la mia fica cola come un fiume in piena.
La sento scendere giù per le cosce… uuuhhhmmmm… peccato che non ci sia nessuno a leccarmi, a ripulirmi di questo piacere che andrà perduto!
Lo vedi, Leo!!
Lo vedi come la tua zietta ha goduto! Ha goduto per te, perché sei stato tu a farla godere!
Peccato che tu non voglia assaggiare il mio piacere.
Rimani lì, fermo, a guardarmi mentre mi tolgo la gonna, il reggiseno, le mutandine! Oddio!
Sono fradice! Adesso mi vedi tutta, vero?
Immaginavi che la tua zietta fosse una fica di tal genere! Guarda!
Ora ti faccio vedere per bene il mio culo e la mia fica!
Ora mi piego per prendere i vestiti che ho lasciato cadere per terra…
ooopss… lo vedi il culo sodo e armonioso della tua zietta? !
Li vedi i peli e le labbra aperte delle fica della tua zietta?
Non sono stupendi? Non ti piacerebbe toccarl!
i, leccarli? Ma che sto dicendo… ?
Non ti piacerebbe metterci dentro il cazzo duro che hai nei jeans?
E fare avanti e indietro… avanti e indietro… mentre io faccio indietro e avanti… indietro e avanti per sentirti tutto dentro il mio culo e la mia fica… ssiii… hai due cazzi stupendi, tesoro della zia! Ma adesso basta!
Non voglio che mi vieni dentro… adesso! Dopo… chissà… !
Prendo il reggiseno, stando bene attenta a che tu veda le mie tette piene e i capezzoli turgidi… temporeggio un po’ con i ganci, poi… me lo infilo!
E per te finisce lo spettacolo delle tette della zia!
Ma non ti preoccupare, tesoro, c’è ancora la mia fica e il mio culo per te!
Mi giro togliendoti lo spettacolo del mio culo ma donandoti quello della mia fica sempre più fradicia.
Un pensiero fugace! Bagnerò completamente le mutandine!
Non importa, tanto lo devo comprare… fosse solo per ricordo di questa splendida mattinata… grazie, fulmine agghiacciante!
Mi infilo le mutandine stando bene attenta a che tu ti goda ogni mio movimento delle anche e poi perdo tempo a sistemarmele per bene sulla fichetta.
Oh, madonna!
C’è già una macchia all’altezza del buco, e sono tutta bagnata in mezzo alle cosce!
Lo hai visto, Leo?
Lo vedi come sa godere la tua zietta dei tuoi sguardi e… di quel cazzo che sta forzando i jeans e che smania per poter uscire?
Sei crudele con lui,
Leo! Ma… d’altra parte non puoi tirartelo fuori e menartelo davanti a tutte queste signore, però… potresti entrare, senza farti vedere, nel camerino e… oohhooho… sto godendo di nuovo, tesoro… !
Al solo pensiero di vederti entrare nel camerino con il cazzo teso verso la mia fica aperta per accogliertiaaaahhhhhah… un’altra scarica di godimento… !
Tu si che mi sai dare piacere, tesoro!
Ma adesso… Cosa c’è! Vedo Leo che toglie lo sguardo dallo specchio e fa finta di niente… oh, capisco!
è la commessa! Che cattiva, vero tesoro!
Ma è così bella… e poi… senza di lei non avresti visto tutto quello che la zietta ti ha voluto mostrare, non credi?
Sorridigli, tesoro!
– Come le sta? – mi chiede la commessa, rimanendo sull’entrata del camerino, non potendo fare a meno di notare la macchia che si è ulteriormente allargata sulle mutandine
– Credo che ormai non ne potrà più fare a meno! – termina guardando ora me ora la macchia.
– Si. – le rispondo corrispondendo al suo sorriso – E troppo importante ormai.
– Ne sono pienamente convinta. – dice la commessa mentre fa una cosa che eccita me fino allo spasimo e, sono sicura, anche te, tesoro mio.
Le sua mano destra si allunga e va diritta diritta dove c’è, evidentissima, la mia macchia del mio piacere.
Le sue dita vi passano sopra una, due, tre volte, fin quando non le sente bagnate sufficientemente, poi, con lentezza eccitante, se le porta verso le labbra, tira fuori la lingua e ne assapora il gusto.
I suoi occhi si chiudono quando le dita entrano dentro la bocca e lei incomincia a succhiarle con piacere immenso.
Un mugolio… uno spasmo dentro la mi fica… un altro mugolio… non resisto… goddoohooo…
I suoi occhi si aprono all’istante nel momento in cui sentono il mio respiro farsi ansante e il mio piacere uscire dalla bocca socchiusa.
Le sue dita dalla sua bocca vanno di nuovo a posarsi sulle mie mutandine sempre più oscenamente bagnate, ne spostano il bordo e vannooooohhhhh… den… troohoho… eccoooohhhoo… ancora, ancora, siiiiiii… due labbra sulle mie che con la lingua assorbono il piacere che grido all’esterno.
Continuiamo a baciarci non so per quanto tempo… non c’è più il tempo… c’è solo quella lingua agile e dolce e quelle labbra piene, la sua saliva, la mia, sempre più intensa.
Poi si allontana. Ci guardiamo.
Non sono schifata, anche se è la prima volta che bacio una donna… in quel modo, poi!
Ci voltiamo entrambe verso la striscia di specchio.
Sei allo spasimo vero, tesoro mio!
Sono proprio cattive le donne! Ci fissiamo, ora.
Poi lei mi sorride, mi fa l’occhiolino indicando te, e… poi mi lascia.
Vado alla cassa.
Pago ed esco, mentre Leo mi segue come un cagnolino che ha sentito l’odore della sua cagnetta.
Mentre esco mi volto e la vedo che mi sta guardando sorridendo.
La guardo, guardo Leo, ci voltiamo e le sorridiamo entrambi.
Ciao, altro tesoro mio.
– Ho fame! – dico voltandomi sorridente verso il mio piccolo complice
– Ti va di mangiare con la zia o… hai degli impegni!
– No. Nessun impegno. Telefono alla mamma e gli dico che sono con te! – mi dice estraendo il telefonino dalla tasca.

Siamo al MacDonald.
Abbiamo preso il nostro vassoio e ci sediamo in un posto appartato.
Non c’è molta gente, gli impiegati si riverseranno fra tre quarti d’ora circa, ma a quell’ora… uuhhhhmmm… calmati, devi calmarti!
Non anticipare i tempi! Ma è difficile, soprattutto con lo sguardo di Leo che mi guarda non più come un zia dolce e cara, ma… direi… una troia, una puttana… anzi… una puttana di zia pronta a farsi scopare dal suo nipotino!
Uuuuhhhhmmmm… che pensieri focosi! Il mio braccio urta il sacchetto dove c’è l’oggetto della nostra complicità e va a finire per terra.
– Lascia, lo prendo io, zia… – mi dici mentre ti chini sotto il tavolo.
Tranquillamente mangio le mie patatine mentre allargo le cosce.
Non te lo aspettavi, vero tesoro?
La tua zietta porcona non ha le mutandine e tu puoi bearti pienamente delle sue cosce spalancate e del tesoro in mezzo ad esse.
Non riesci a vederlo il tesoro?
Va bene, le allargo ancora di più!
Il tuo sospiro mi dice che questa volta hai visto tutto e per bene, ma ora è tempo che ti tiri su se non vuoi che tutti i ragazzi che ci sono qui si chiedano cosa stia facendo la sotto e si mettano a guardare anche loro!
Chiudo le cosce e tu, con un sospiro, rialzi la testa da sotto il tavolo porgendomi il sacchetto.
– Ecco, zia… – riesci appena a dire inghiottendo altra saliva.
Il mio spettacolino deve averti eccitato sino allo spasimo. E anche me! Non immagini quanto!
– Grazie, tesoro.
– Grazie a te, zia! – mi dici e mi guardi negli occhi facendomi capire che non c’è la fai più.
Ti capisco, tesoro mio.
– Che ne diresti di venire a casa mia? Mi è passata la fame. – dico osservando i tuoi occhi che si illuminano.
Non dici niente.
Non riesci più a dire niente, ma lo sguardo di sfuggita che lancio alla patta dei tuoi jeans spiegano tutto.
– Ci alziamo entrambi e, lasciando lì i nostri vassoi, testimoni di un piacere non più prorogabile, usciamo.

Non piove più, ma questo è un particolare secondario.
Facciamo appena in tempo a prendere il bus.
La pioggia ha costretto molta gente a rientrare a casa prima del solito, per cui l’autobus è pieno.
Entriamo. Non possiamo aspettare oltre.
Dietro di me ci sei tu, e dietro di te altra gente che preme per salire.
Ti sento. Il tuo cazzo poggia sul mio culo.
Mi sposto per farlo alloggiare meglio… nello spacco.
Lo sento. Il suo calore è contagioso.
Il movimento del bus agevola i nostri sfregamenti eccitandoci ancora di più.
Finalmente la nostra fermata.
Scendiamo e, quasi di corsa, ci dirigiamo verso il mio appartamento.
L’ascensore è qui, facciamo prima.
Mi giro per chiudere le porte, schiaccio il bottone del sesto piano mentre tu ti schiacci contro di me.
Ho le tette che premono contro la porta dell’ascensore e il tuo bacino che preme contro il mio culo.
Poi sento le tue mani che mi accarezzano ancora indecise le cosce.
Con calma incomincio a muovere il mio culo massaggiando il tuo cazzo ancora più teso, se possibile, mentre con le mani afferro le tue e me le porto in mezzo alle gambe facendoti sentire come sono già bagnate del piacere che viene fuori da quella grotta che ora mi stai accarezzando… ssiiiiii… tesoro mio, siiiii… infilami le tue dita dentro, cosììììì… la senti come è bagnata la tua zietta?
Ed è tutto merito tuo, tesoro!
Bravo, hai preso coraggio!
Bene, palpami il culo come si deve, così!
Solleva la gonna se vuoi vederlo, ecco, bravo.
Sei un allievo tutto speciale.
Ti piace il culo della zietta?
No! Che fai, tesoro, vuoi mettermelo in culo?
Qui! Nell’ascensore? No. Aspetta… ecco… ricomponiti, siamo arrivati, non si sa mai!
Usciamo mentre io cerco le chiavi.
Le mani mi tremano mentre vedo le tue che si aprono e si chiudono per la voglia di accarezzarmi di nuovo.
Eccole, finalmente! Apro la porta.
Finalmente soli!
Ci fissiamo. I volti arrossati, il respiro ansante, gli occhi lucidi.
C’è ancora voglia in te, tesoro. E anche in me.
Ci buttiamo uno nelle braccia dell’altra e cominciamo a baciarci.
– Uuuuhhhmmmm… non sapevo sapessi baciare così bene! – ti dico staccandomi un attimo dalle tue labbra – Chi ti hai insegnato?
– A… amiche… compagne di scuola… – mi dici mentre non smetti di baciarmi e di toccarmi dappertutto.
Mentre non smettiamo un attimo di baciarci, cominci a spogliarmi. Poi io comincio a spogliare te.
Ci dirigiamo verso la mia camera da letto.
Il letto! Ci siamo sopra, distesi!
– Siiii… tesoro, baciami le tette… cosìììì… bravo! Mi fai bagnare tutta quando mi baci le tette…
Tu non rispondi sei impegnato a fare tutt’altro.
Il tuo pensiero è uno solo! SCOPARTI LA ZIETTA!
Ed io! Pensi che sia da meno?
VOGLIO SCOPARTI E SPOMPARTI FINO ALL’OSSO!
Sento il tuo cazzo caldo e duro sulle mie cosce. Voglio toccartelo,
prenderlo in mano.
Tu intuisci i miei desideri e ti muovi agevolandomi. Eccolo, finalmente!
è mio! Le mie mani ti stanno facendo godere, ma non voglio sprecarlo in questo modo.
Mi posiziono la fica sotto il tuo cazzo, lo dirigo verso di essa, verso il mio foro e… eccoooo… siiii… ora sei dentro!
Sei dentro la zietta! Sssssiiiiii… cavalcami, così, così… il tuo cazzo mi sta facendo morire di piacere… mi sta ravanando tutta la fica piena di umori caldi che scivolano fuori ogni volta che lo tiri via per poi infilarmi con più forza provocando quell’osceno ed eccitante rumore dei nostri bacini che si scontrano e lo sciacquio dentro il mio foro bollente.
Eccoooo… ssiiii… più forte adesso… più forte, tesoro… siiiiiii… cossssììì… vengoooo… vengoohhhoooooo…
E vieni anche tu con me!
Sento il tuo piacere che mi bagna tutte la vagina.
E come l’acqua dei pompieri, soltanto che questo è il tu piacere che si fonde con il mio… caldo ed eccitante!
Che invece di spegnermi mi eccita ancora di più!
Ma tu sei già pronto a prendermi un’altra volta! Che uomo! FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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