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Coabitazione

Laura. Mia sorella, non la vedevo almeno da dieci anni, da quando lei, diplomata programmatore, si trasferiva in una operosa cittadina del nord, assunta da una multinazionale del settore: io facevo ancora la scuola media, e non avrei mai immaginato che avrei fatto anch’io il programmatore e tanto meno che sarei stato assunto dalla stessa ditta. Nei dieci anni trascorsi, anche se lei scendeva a passare qualche giorno in casa, i miei impegni sportivi (pallacanestro) o sessuali (una bella vedova) non mi consentivano di frequentarla più di tanto: nella mia vita Laura era una meteora. Ed ora, con due valigioni, bussavo alla sua porta per chiederle una temporanea ospitalità, almeno finchè non avessi superato il periodo di prova. Venne ad aprire la porta: me la ricordavo alta, ma non quanto me -mt. 1. 85- un volto serio su un bel corpo, equilibrato, un paio di lenti senza montatura, i capelli tirati indietro, raccolti con un elastico: se non fosse stato per un bel seno avrei detto che era mio fratello, e non mia sorella. Indossava una t-shirt, un paio di pantalacci, giapponesi.

“Entra, benvenuto, dimmi com’è andata”. La casa era abbastanza grande, ben tenuta, un locale cucina e bagno a pianoterra, due locali bagno e terrazzo al primo piano, in un complesso a schiera. Entrai direttamente nel soggiorno, molto luminoso, ben arredato: Computer, HIFI, televisore, divani

“portiamo su le valige, poi scendiamo, sarai stanco del viaggio”.. uno studiolo con un divano-letto .. una stanza da letto, con un lettone .. armadi a muro ovunque.. veramente una bella casa.. scendemmo nel soggiorno.. si erano fatte le 19.. vedemmo il telegiornale chiacchierando dei fatti di casa e del colloquio che avevo superato..

“stasera si va in pizzeria con alcune mie amiche.. non ho voglia di cucinare, offro io”.. una doccia, ed alle 20 in pizzeria, con Gina, Alba, Ornella, colleghe di Laura, belle ragazze, spigliate ed allegre. Dopo la pizzeria rimanemmo io, Gina e Laura, ed andammo a casa per un drink…. ero stanco morto.. andai a dormire. L’indomani mi presentai in ditta, e presi servizio… alla mensa ci ritrovammo con le amiche di Laura, che decise che in serata avrebbe cucinato da noi la Gina. Rientrammo in tre a casa: io salii a farmi una doccia, le ragazze se la fecero con grandi schiamazzi giù. Infilai una t-shirt ed un paio di jeans freschi, e raggiunsi le ragazze per veder di aiutarle. Laura era in t-shirt e pantalacci, Gina aveva indossato un grembiulino su un tanga e reggiseno: era veramente carina e molto femminile

“mi scusi l’abito? Ho caldo e devo stare vicino ai fornelli”

“se è per me puoi levarti tutto” Laura mi lanciò un’occhiataccia, e mi rifugiai nel soggiorno. La Gina era veramente bona: sui 1. 70, una quarta di seno, pancino piatto e culetto a mandolino.. proprio un buon bocconcino: beato chi se la faceva. Mi chiamarono in cucina per mangiare… ed era pure una grande cuoca! .. risotto ai funghi, ossobuco con piselli, frutta con ottimo barbera! Durante la cena, però, notai che Gina si covava con gli occhi Laura: ogni desiderio di Laura vedeva Gina alzarsi per accontentarla.. forma di plagio, pensai. Dopo cena.. un ramino? Non me lo ricordavo.. lasciai le ragazze a giocare, un bacetto sulle tempie ad entrambe, e salii a dormire. Dopo un paio d’ore mi svegliai, forse perché era sbattuta la porta di ingresso, e mi riaddormentai. Passarono una decina di giorni: quasi tutte le sere la Gina veniva a cucinare da noi, e notai che si mostrava completamente sottomessa a mia sorella. Una sera che eravamo rimasti soli io e Laura, finalmente potemmo chiacchierare.. il lavoro, la possibilità di una mia assunzione, l’ambiente di lavoro, le amicizie..

“ma che cosa le fai tu a Gina? L’hai stregata? ”

“Ma credi che solo tu ti puoi fare una fidanzata? è la mia fidanzata”

“Ma siete due femmine”

“E cosa vuol dire? Abbiamo una bella storia”

“Dai, non ci credo.. e chi è il maschio? ”

“IO, ti meraviglia? ” osservai attentamente il corpo di Laura.. una magnifica femmina..

“Mi meraviglio.. e come avete cominciato? ”

“Un paio di anni fa, mi ero appena trasferita in questa casetta, e Gina mi stava aiutando ad ordinare la casa, quando venne un nubifragio che mi costrinse a trattenere gina a dormire. Le prestai una mia camicia da notte, ed andammo a dormire mentre fuori infuriava la tempesta: lampi, tuoni, acqua. Dopo un tuono da rompere i timpani ci ritrovammo strettamente abbracciate, e dopo poco sentii le sue cosce avvilupparsi alla mia, e il suo boschetto strusciare vicino alla mia pelle.. non capivo cosa stava accadendo, e sentii le sue dita penetrarmi la vulva ed scappucciare il mio clitoride: la sua patatina di bagnò la gamba e la mia patatina le bagnò la mano.. ansimavamo come mantici.. le nostre lingue si avvitarono.. ci sfilammo le camicie da notte e.. pelle a pelle.. capezzolo a capezzolo ci ritrovammo a fare un meraviglioso 69: la sua vulva mi scaricò in bocca litri di godimento.. il mio clito e la mia vagina la saziarono.. e poi Gina mi cavalcò, il mio clito sul suo, ed ebbe molti orgasmi. Non le ho mai chiesto se aveva avuto altre esperienze, per me quella fu la prima, e molto piacevole: Ero ancora vergine, e da allora siamo amanti, io il maschio lei la femminuccia. Cosa ne pensi? ”

“penso che ciascuno vive la propria sessualità come meglio crede.. ma credo che sia un vero peccato che tu limiti la tua al rapporto omosessuale.. sei una bellissima femmina.. è un vero peccato, credini. D’altra parte, se Gina, che a sua volta è una bella femmina, ne è soddisfatta, vi benedico. Sono comunque convinto che sia un vero peccato sprecare due meravigliose femmine in un rapporto omosessuale”

“Ma sai.. forse è l’unico possibile.. il paese è piccolo e pettegolo.. la ditta ancora di più.. e poi.. malattie, AIDS, e così via.. forse è il più comodo.. anche se ti devo confessare che a volte mi vengono certe curiosità.. Andiamo a dormire? .. ti va una doccia? Come quando eri bambino, e ti insaponavo la schiena? ” levò le lenti, e si avviò verso il bagno sfilandosi la camicetta.. la seguii, spogliandomi.. alla fine arrivammo in bagno io in boxer lei topless con un tanga da schianto, Laura sfilò il tanga, io i boxer e ci infilammo sotto la doccia, che aveva il piatto abbastanza grande per due. Lei prese una spugna e la imbevve di sapone da doccia, ed iniziò ad insaponarmi la testa, il collo, il torace.. io non ero cieco, e ne ammiravo le mammelle, una buona terza misura con morbidi capezzoli, rosei, ed areole ancor più rosee.. chiesi se c’era un’altra spugna, me la diede ed iniziai ad insaponarla a mia volta.. iniziai dal collo, e scesi subito al seno.. intanto il mio uccello si era eretto, e Laura sorridendo scese con la spugna ad insaponarlo, scendendo anche allo scroto.. la dolcezza delle carezze della spugna mi faceva arrapare sempre di più, ed ancor più mi irrigidii quando scesi con la mia spugna ad insaponarle la vulva: ci guardavamo fissi negli occhi, quasi a chiederci dove volevamo arrivare.. si voltò di schiena.. uno schianto! La insaponai dalla nuca al culetto, e lei mi chiedeva di smettere perché voleva insaponare la mia schiena.. mi voltai.. e, posizionato il miscelatore, controllato il tepore dell’acqua, aprii il getto della doccia.. ci voltammo.. ci abbracciammo, pelle a pelle, ventre a ventre.. e le nostre lingue si avvitarono, e lei si attaccò al mio labbro, mugolando di gioia: ebbe un forte orgasmo e mi morse le labbra.. uscimmo dal piatto e ci asciugammo reciprocamente.. Laura levò la cuffietta da doccia, liberando un meravigliosa massa di capelli, che le arrivava quasi fino al culo, e con la dolcezza dipinta in volto mi disse

“sai, i Faraoni si sposavano fratello e sorella, padre e figlia, e nessuno parlava di taboo”

“Ti voglio, sei la mia Faraona , andiamo a dormire” Nel suo lettone ci sdraiammo, nudi, e ci baciammo.. la mia bocca scese a leccarle il collo.. lentamente conquistò una mammella.. l’areola, il capezzolo.. l’altra mammella.. Laura mugolava parole dolci e mi accarezzava il capo.. scesi a baciarle l’ombelico.. arrivai al boschetto.. alle grandi labbra che dischiusi con le mie dita.. rosea e bagnata la vagina, dove risaltava un piccolo cazzo.. un grande clitoride, che scappucciai e leccai finche, inarcato il bacino, Laura non ebbe una serie impressionanti di orgasmi finchè la vulva non si seccò.. decisi allora di cambiare gioco, e mi misi a cavalcioni sulle sue tette, tormentandole i capezzoli.. lei strinse il mio uccello tra le mammelle, e così me le scopai, alla fine sborrando abbondantemente sul suo dolcissimo viso.. ci abbattemmo, sfiniti.

“è meraviglioso godere come femmina, non ci avrei mai creduto”

“Non è niente ancora, vedrai.. ” Ci addormentammo.

Avevamo dormito abbracciati tutto il venerdì notte, il sabato mattina appena sveglio mi chiesi se non era stato un meraviglioso sogno, e per convincermene iniziai ad accarezzare quel meraviglioso corpo che ancora dormiva accanto a me.. che dolcissimo viso.. che labbra.. che tette! .. ne sfiorai i capezzoli rosei che mi risposero all’istante indurendosi.. che bel ventre.. che boschetto.. morbido, caldo.. si inumidisce … che cosce! …

“non puoi immaginare quanto ho goduto! Ti amooo! ” biascicò mia sorella svegliandosi, cercando le mie labbra…

“meglio essere femmina, molto meglio”.. limonammo a lungo, scambiandoci sensuali carezze.. andammo in cucina.. fette biscottate, marmellata, caffè.. poi il bagno.. fece pipì, ed un bidet.. mentre a mia volta facevo pipì: ero a mezz’asta .. Laura mi osservò, comparò le mie dimensioni a quelle del suo clitoride..

“ma non mi farai male? ”

“dipende” risposi… tornammo a letto, baciandoci profondamente… la feci distendere supina: che gioia ammirarla! Un corpo perfetto.. iniziai a baciarla dai piedi.. le cosce.. il ventre… le tette.. il collo.. la voltai.. la nuca.. la schiena.. il culetto.. l’ano.. la patatina… la feci voltare ancora.. la mia lingua nella sua vulva… mille rigagnoli di passione, che succhiai golosamente… passai le sue cosce intorno ai miei fianchi, affacciando il mio glande sulle sue labbruzze..

“vuoi? ”

“siii”.. un colpo per lacerarle l’imene e poi.. una lenta penetrazione nel suo utero bollente che fremeva come un battito di cuore mentre mi avvolgeva in un fiume caldo e veloce.. quanti orgasmi ebbe Laura non me lo ha mai saputo dire….

“godimi dentro, anche se facciamo un figlio” anch’io le donai un fiume di sperma, mentre urlavamo per il godimento… non

Ci staccammo.. rimasi dentro di lei finchè il suo utero non pulsò più.. ci alzammo, ci vestimmo ed andammo a mangiare in pizzeria. Laura era radiosa, io pure: ci eravamo innamorati.

“sento ancora il tuo bastone nel mio ventre” sussurrò Laura

“Dio, mi sto bagnando di nuovo.. è bellissimo.. ma succede sempre così? ”

“è la novità.. non immaginavi che ci potesse essere un rapporto così profondo, e poi.. sei stata sverginata, lo ricordi? ” Parlammo ancora dei faraoni, e ponemmo il problema dei figli… meglio evitarli.. avrebbe preso la pillola, e nell’attesa.. non ci sarebbero stati problemi. Infatti, tornati a casa, di corsa a letto, quasi strappandoci gli abiti di dosso. Stesi sul letto, mi agguantò l’uccello..

“Non ne ho mai baciato uno.. posso? ”

“Piano con i denti.. fai giocare la lingua, e le mani” le sue mani mi avvolsero lo scroto.. la sua lingua si impossessò del mio glande, la sua bocca mi imboccò l’asta, ed iniziò a pompare, mentre il suo corpo fremeva per i ripetuti orgasmi.. prima di arrivare le sollevai la testa e me la misi a cavalcioni: puntai il glande contro la vulva

splendidamente bagnata.. si piantò il mio bastone in corpo, tutto, fino alle palle, mentre le tormentavo i capezzoli.. un fiume di sborretta mi arrivò fino ai coglioni, e bagnò il lenzuolo.. pompò violentemente.. quasi a farmi male, poi arrivò ancora.. la scostai, e le porsi il cazzo alle labbra.. bevi, porcella, … litri di sborra, che ingoiò avidamente fino all’ultima goccia, e poi.. leccò l’asta ..

“buonoo, ma l’abbiamo prodotto noi questo nettare? ”

“e per un mese non avrai che questo.. finchè la pillola non farà il suo effetto”.

“Dio, stasera avevo appuntamento con Gina.. cosa faccio? Non posso nasconderle cosa è successo.. ma le voglio bene, sarà un brutto colpo per lei.. cosa dobbiamo fare? ”

“Ha perso il fidanzato, hai ragione, ma anche tu hai cambiato sesso, noo? Credi che, almeno per ora, io la debba consolare”

“Dopo due giorni già mi metti le corna? ”

“il problema è il tuo, non il mio”

“Hai ragione, amore mio: dovremo comunque regolarci in questo modo… gliene parliamo prima? ”

“Non credo.. la natura farà il suo corso.. Gina ha sicuramente stimoli e libido femminile, no? Falla venire stasera, e falla cucinare. MI devi dire come iniziate voi, e vedrò cosa fare” ci assopimmo, e pensai a Gina.. non era bella come mia sorella, ma era sempre uno schianto.

“Ha un punto debole? Che non capisce più niente? ”

“è sensibile alle tette”

“bene, falla venire”. Alle 18 Gina bussò.. andai ad aprire.. si avviò verso la stanza di Laura, indossava un tubino nero… un vero schianto quel bel culetto… dopo pochi minuti mi raggiunse in cucina, dove stavo leggendo un giornale.. indossava il solito grembiulino sopra un reggiseno, un tanga, autoreggenti… deglutii a vederla… cosa ci prepari stasera… saltimbocca alla romana… Laura le avrà detto qualcosa… Laura dov’è? … a far la doccia… Gina mi venne a fianco… spostati che devo preparare i saltimbocca… me ne vado via.. ma no, basta che ti sposti… mi alzai, e mi spostai alle sue spalle… ora o mai più, e da dietro le mie mani le avvolsero le mammelle… che belle tette che hai! .. smettila, porco, o strillo! … strilla pure.. e le mie mani sgusciarono sotto il reggiseno, le mie dita le strinsero i capezzoli… smettila, disgraziato… continuavo a martoriarle i capezzoli.. voltò il viso.. mi attaccai alle sue labbra, forzai le sue labbra con la mia lingua.. scoppiò a piangere.. la lasciai andare.. porco, porco, continuò a singhiozzare, ed entrò Laura, in accappatoio..

“cosa è successo? ”

“niente” risposi, mentre Gina si asciugava il volto ..

“Vieni di là, debbo dirti una cosa” prese l’amica per mano, e se la portò in camera da letto. La porta era socchiusa.. mi fermai ad osservare.. Laura si sfilò l’accappatoio, denudò Gina e si sdraiò sul letto, offrendo il suo corpo alla lingua dell’amica..

“non ti sei accorta che il maschietto di casa ora è mio fratello? ”

“che me ne importa” farfugliò Gina , imboccando il clitoride di Laura,

“tu sei il mio maschio”

“non lo sono più, mi ha fatto ridiventare femmina, ed è bellissimo, anche se io ti amo ancora, e ti voglio.. ma voglio che anche tu ti completi come femmina.. ci penserà lui.. ”

“noo, non voglio”

“Lo voglio io.. e tu farai come dico io… Carloo.. Carloo.. ci raggiungi? ” dopo pochi secondi entrai… Laura mi mostrò la Gina, che appariva stralunata, …

“vedi che tette? Morsicandole un capezzolo.. e che boschetto? “…. una bionda pelurie velava le grandi labbra, assai gonfie..

“e.. che aspetti? .. via i boxer… Gina, toccagli il cazzo.. visto quanto è grosso? Leccaglielo, come fai con me.. mentre io lecco la tua patatina.. sei già arrivatà.. continua”.. Gina aveva cominciato a pomparmi, ma preferii attaccarla direttamente io, succhiandole i seni, baciandola in bocca, mordicchiandole il ventre, mentre lei era ormai un lago di godimento puntai la mia asta sul suo imene.. un colpo e.. dentro tutto, fino alle palle, mentre lei urlava prima per il dolore, poi per la goduria, mentre Laura le baciava le labbra, e le infilava parecchie dita nel culetto.. Gina arrivò ancora, abbondantemente, e ebbe un attimo di smarrimento, il ventre colmo della mia sborra, l’ano trafitto.. e poi venne ancora, finchè non fu tutta seccata … si rilasciò, e cercò prima le labbra di Laura e poi le mie…

“avevate ragione, ma… che stanchezza! ” Io ritirai il mio uccello dalla sua topina solo quando si fu seccata, ma le mie mani continuavano a carezzarle le mammelle.. e lei era tutto un fremito.. ci accomodammo.. Laura le succhiava la passera, ricolma di sangue e dei nostri umori. Un dito nel suo culo, l’altra mano ad accarezzare il mio bastone, e Gina rantolava per il godimento un momento di pausa, e ci riassestammo: io supino, le due ragazze a farmi un divino pompino, mentre io tormentavo i loro capezzoli.. le feci venire in prolungati orgasmi, ed alla fine Laura volle essere inculata mentre Gina le leccava la fica.. arrivammo insieme, rantolando beati. Gina rientrò a casa sua, raccomandando Laura di non consumarmi. Il giorno dopo, usciti dall’ufficio, Gina ci raggiunse: come entrò, baciò in bocca Laura..

“maiala, gli hai già fatto un pompino”.. infilò una mano nella mia patta..

“c’è ancora qualcosa? ” E volò ad infilarsi il grembiulino, questa volta però non indossava intimo.

“Cosa preparo? ”

“Per ora preparaci il culetto” rispose Laura, riportandola in camera da letto.

“Riscalda il piccolino mentre io mi spoglio”.. disse Laura facendole imboccare il mio uccello.. si sdraiò..

“leccami la patatina, anzi facciamo un 69.. spalmale la vasellina nel culetto… ungiti il cazzo.. allargala con un dito.. punta la capella.. sfonda! ”

“ahi mi fai male”

“smetto? “. noo, noo, sfondami il culo, è meraviglioso.. non mi mordere perdonami, . godo troppo vengoo.. vengoo.. succhiami la fica, Laura, è meraviglioso.

“.. ci abbattemmo.. e poi.. di corsa alla doccia, dove Laura volle che la chiavassi in tutti i suoi buchi, con sborrata finale sulle mammelle.. andammo in cucina a preparar la cena. Le ragazze erano sfinite, dopocena Gina rientrò a casa sua, io e mia sorella a letto subito… un 69 e dormire! Avevo scatenato tutta la sessualità latente di Laura, che mi convinse ad andare al sex-shop a comprare un bel fallo di discrete dimensioni, perché voleva assaporare la doppia penetrazione, e farla gustare anche alla nostra amante . Mi diedi da fare, e trovai un doppio fallo (da 20 cm per parte) con doppio serbatoio. Non ne parlammo con Gina fino al venerdì sera, quando ci raggiunse a casa di Laura per il weekend. Al solito, Gina andò ad indossare il grembiulino, niente sotto. Andò in cucina, e si mise a lavare dell’insalata. Laura si spogliò, silenziosamente, e riempì di acqua tiepida entrambi i lati del fallo da me acquistato, e li cosparse di vasellina: introdusse nella sua vagina un lato dell’uccello, ed aggrappandosi alle tette di Gina le introdusse nel culetto l’altra estremità. La Gina dopo un attimo di smarrimento iniziò a mugolare per il godimento, mentre io armavo il mio uccello ungendolo di vasellina.. con le mani divaricai le chiappe di mia sorella e la inculai, meravigliosamente.. ero io a dare il ritmo al sandwich, e le mie amanti iniziarono a rantolare, mentre dai miei ciglioni sentivo risalire una ondata di sperma.. accelerai le mie pompate, tormentando i capezzoli di Laura, ed infine le versai nel culo una enorme sborrata. Lei a sua volta azionò lo svuotamento del doppio cazzo nel proprio ventre ed in quello di Gina.. barcollando ci distaccammo. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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