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Dialogo con un foglio bianco

L’ho persa. Di nuovo. La mia sicurezza. La mia voglia di essere e vedermi bella. Di nuovo lo specchio rimanda l’immagine di me con addosso gonne lunghe e coprenti e vestiti che mi nascondono. Eppure avevo cominciato ad apprezzare lo specchio. E la mia immagine riflessa. In fondo non ero poi male, capelli corti neri lisci, occhi castani grandi, un corpo minuto, una fichetta stretta ma accogliente, una piccola gemma di piacere pronta a gonfiarsi al tocco di dita esperte, due tettine (si! Sono sempre state il mio cruccio), piccole ma carine, due gambe ben tornite, un bel fondoschiena (così almeno affermano i ragazzi che sono stati con me – ma si sa che gli uomini hanno la fissa per il sedere femminile). E una intelligenza. Non furbizia o malizia ma capacità dialettica multipla. Casa sto scrivendo? Questo non si evince da uno specchio. O forse si. Basta guardare oltre le apparenze. Ma nessuno lo fa. La prima immagine, il primo sorriso, il primo incrociare di sguardi restano subito impressi in mente e a livello inconscio non cancelleranno più l’immagine che uno ha dato all’altro. Ed io da quella festa di Carnevale gli ho fatto capire che ero disponibile, che sarei stata un’avventura. Senza rendermene conto. Perché io volevo un’avventura ma con un uomo. Con il mio uomo. Ero vestita da gatto. Una tutina lucida nera, una lunga coda nera, stivali in pelle, mascherina sugli occhi, guantini bianchi a rappresentare le zampette, una sciarpa di piume bianche intorno al collo. La coda copriva a malapena il mio punto forte. Il fondoschiena. O punto debole secondo me. Mi sentivo esibizionista. Lo ero in quel momento. Volevo sentire gli sguardi dei ragazzi addosso. Volevo scioccare gli amici maschi che mi conoscevano sotto un’altra veste e fare invidia alle donne. Volevo lasciare una scia di ormoni del sesso dietro di me. Perché l’attrazione è questione di odore. Odore di pelle, odore di riproduzione a livello inconscio, odore di desiderio e piacere. E quella sera ho lasciato quell’odore ma addosso alle persone sbagliate. Uno voleva stare con me solo quando il cazzo gli tirava – quante volte capita alla settimana agli uomini ? – l’altro mi ha etichettato subito come un’avventura intelligente. Si un’avventura che sarebbe stata <<sessualmente ed intellettualmente attraente>> ma sempre un’avventura, una persona da poco conto. è strano che le mie avventure debbano durare in media un anno e che invece quelle che considero storie serie con persone importanti durino solo un paio di mesi…. Per le avventure non scelgo mica l’uomo della mia vita. Scelgo persone che sia completamente incompatibili ma che abbiano un cazzo sempre pronto per me. Mi piace che un uomo abbia voglia di stare con me. Sempre. Lui invece mi ha scambiato per una che aveva casa per conto proprio. Per una che aveva una casa alcova. Come se potessi avere un uomo diverso ogni giorno della settimana, mentre lui voleva per noi solo la domenica. La domenica pomeriggio scorre lenta – cosa ci sarebbe stato di meglio – avrà pensato – che passarlo a letto con un’avventura. ? Io invece pensavo che solo le coppie, solo gli innamorati passassero la domenica pomeriggio abbracciati. Mi sbagliavo. Chissà se si ricorda il mio nome. Un nome può dire tante cose, può riflettere il carattere o può dare un’immagine sbagliata. E mi ha fregato in pieno. Solo perchè quel giorno volevo fare “la gatta”. Non mi ha fatto credere nulla, non mi ha mai detto di volermi bene. Ma Cristo Santo (ops! Scusate) quando esci per mesi con una persona e ci parli per notti intere, lasciando che la vita scorra per un motivo… può capitare di sbagliarsi, no? Io sono stata per lui solo quella tipa “simpatica” con una logica tutta sua, strano però che sia i suoi che i miei amici abbiano pensato che stavamo insieme. Invece mi pressava, mi opprimeva perchè aveva voglia di farsi una scopata mentre io mi negavo. Mi negavo non solo perchè avevo un’avventura con un’altra persona, che mi scopava quando volevo io, ma anche perchè volevo metterlo alla prova. Se mi vuol bene saprà aspettare – pensavo tra me e me. Invece no, il cazzo gli tirava e quindi voleva concretizzare la sua avventura. Con una ragazza che oltre a saper scopare sa anche parlare di tutto. è brutto quando ci si ritrova dopo l’orgasmo come due estranei nel letto. Io invece ho sempre avuto la capacità di saper tener viva la conversazione e l’interesse. Sarà un difetto, forse, perchè gli uomini diranno mentalmente << ma che ha da parlare così tanto questa? >> ma di certo con me non si annoiano.
Allora non parlo più. Scrivo. Su un foglio bianco. Se mi avesse detto che non potevo aspettarmi nulla da lui avrei capito ed avrei preso una decisione. L’altro aveva chiarito subito i nostri rapporti. Come vorrei potervi far leggere tutte le lettere che mi ha mandato o farvi ascoltare le parole che mi ha detto. Ma non ho conservato nulla. Nel mio egocentrismo (quante volte mi ha accusato di ciò) ho conservato solo i miei pensieri e quindi non posso dimostrare nulla. Io egocentrica? Solo perchè non gliela davo. Questo è il mio punto di vista. Ci sono in giro diversi “figli di puttana”. Questo era il tipo educato e colto, che dice e non dice, che parla poco così non puoi fraintendere, il tipo timido e riservato che sai che non ti farà mai del male. Ma è molto più forte il dolore del cuore che quello fisico. Puoi perdonare uno schiaffo in un momento di rabbia, puoi sopportare un abbandono, ma non lo strappo del cuore. Non posso più ricreare un rapporto sentimentale che non c’è mai stato. FINE

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