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Dolci ricordi

Alcuni giorni fa, leggendo i vari racconti di un newsgroup, mi sono
accorto che stavano riaffiorando dei dolci ricordi della mia adolescenza.
Nitidamente, come fosse successo ora, ricordo la mia prima volta!
A quel tempo, sono ormai passati diversi anni, la mia famiglia abitava in
una cittadina di provincia: mio padre avvocato, mia madre casalinga, mia
sorella più grande di me ed io naturalmente.
Avevo quasi diciotto anni ma le mie esperienze sessuali erano ancora a
zero, era un po’ di tempo che avevo cominciato a spararmi le seghe, ma con le ragazze nessun contatto tranne qualche sgrillettamento a mia sorella.
Lei sopraggiungeva alle mie spalle quando stavo studiando in casa al
pomeriggio ed appoggiandosi alla mia schiena mi strusciava le sue tette e
con la bocca mi succhiava il lobo del mio orecchio.
Naturalmente io reagivo subito, continuando a far finta di leggere,
allungavo la mia mano sotto la sua gonna ed accarezzando salivo lentamente le sue gambe fino a raggiungere la sua figa timidamente pelosa.
A quel punto lei allargava leggermente le gambe in modo che il mio dito
potesse gingillare il suo clitoride e poi entrare anche in lei; qualche rara
volta si compiaceva di tirarmi fuori il cazzo dai pantaloni e cominciava una
sega mai portata a termine, infatti appena arrivava all’orgasmo scappava via di corsa lasciandomi come un coglione, da solo a finire ciò che lei aveva iniziato!
Con mia sorella ho avuto molti di questi “incontri” anche più battaglieri ma
non sono mai riuscito a fotterla veramente tranne un’unica volta, molti anni
dopo, un giorno che era venuta a casa nostra dopo il suo matrimonio.
La mia prima chiavata avvenne in una caldissima notte d’estate a casa e
purtroppo la donna fu mia madre.
Mio padre era andato in tribunale di un’altra città e rimase fuori casa per
due giorni, dopo cena mia sorella si mise davanti al televisore, io dovetti
accontentare mia madre, a lei piaceva moltissimo farsi leggere dei libri,
cosa che a me rompeva veramente le palle!
Infatti appena mia sorella spense il televisore, chiesi a mia madre di
smettere, lei mi pregò di continuare ancora per un po’ ed io sapendo che lei
appena si sdraiava, si addormentava, le proposi di continuare a leggere nel
suo lettone.
Accettò, in camera ci spogliammo e distesi sul letto, ripresi la lettura;
come avevo previsto subito dopo lei si addormentò ed io spensi la luce.
Penso di essermi addormentato subito, però ad un certo punto della notte
molto lentamente mi sono svegliato con uno strano senso di gonfiore-calore del mio uccello.
Appena sono riuscito a far mente locale, mi sono accorto d’essere supino
accanto alla mamma con un braccio appoggiato alla sua pancia e con la sua mano sopra il mio cazzo.
Rimasi paralizzato non sapendo cosa fare, credevo lei dormisse e che quella sua mano fosse dovuta al sonno; non era così, infatti sentii che un
movimento al rallentatore faceva scorrere la pelle lungo la mia verga.
Con movimenti microscopici scesi con la mano lungo il ventre di mia madre fino a raggiungere un bosco meraviglioso, al tatto sembrava seta, ancora un po’ e sentii la sua figa con il clitoride già eretto; incominciai a stuzzicarlo quindi tentai di far entrare il mio indice nella vagina, e qui mia madre fece finta di stiracchiarsi nel sonno in modo di aprire maggiormente le gambe e far passare la sua mano dal mio cazzo a sopra la mia testa.
Mi ritrovai con la mano libera di frugare completamente la figa e la testa attaccata alla sua ascella, il mio naso fiutò un leggerissimo odore di sudore e ciò mi fece diventare un toro furioso.
La mamma, fino a questo punto, faceva sempre finta di dormire anche se io ormai mi ero fatto meno prudente e sentivo che il suo respiro si era fatto più affannoso, ma quando alzai la gamba per scavalcarla e mettermi sopra di lei, con uno scatto improvviso si mise di fianco ed io mi ritrovai dietro di lei, con il cazzo duro all’inverosimile appoggiato sulla fessura delle sue natiche.
Invano cercavo di farlo penetrare attraverso le chiappe, lei si era irrigidita a tal punto che mi sembrava di sbatterlo contro il muro; la mia testa scoppiava, il cazzo pulsava ed ero sicuro anche se non lo potevo vedere che il glande doveva essere violaceo come quando mia sorella lo prendeva in mano.
Dopo un po’, non sapendo che pesci pigliare, riuscii a far passare il braccio sotto la mamma in modo d’abbracciarla da dietro e con le mani mi aggrappai letteralmente alle sue mammelle.
Mai, fino ad allora, avevo toccato dei seni e per puro caso incominciai a giocare con i capezzoli, riuscii a capire che si stavano indurendo ed a quel punto avvenne il miracolo, sentii mia madre rilassarsi come pure le sue chiappe e il mio uccello che entrava un pochino tra loro.
Mi feci coraggio, presi con una mano il cazzo e lo indirizzai verso la vulva facendolo passare con le dita attraverso le grandi labbra; esso entrò imperiosamente ma solo la grossa cappella perché io completamente appoggiato al culo di mia madre non potevo spingerlo più a fondo.
Continuai a stantuffare in quel modo alternando colpi lenti e veloci, la mamma sempre ” addormentata” si stiracchio un’altra volta sollevando una gamba e permettendomi così di infilarmi tra le sue; con quel suo movimento aveva fatto uscire il membro ma io, ormai sistemato in posizione eccellente, lo puntai nuovamente e spinsi con decisione.
Ricordo perfettamente, ebbi l’impressione che entrasse, entrasse e non finisse mai di entrare quasi fosse lungo dei metri, sentii il caldo della vagina ed il pulsare del cazzo teso all’inverosimile, le palle schiacciate contro le cosce materne, la testa mi girava ed il corpo tremava tutto.
Non ricordo per quanto tempo abbia continuato a pomparla, sono sicuro invece che ad un tratto lei s’inarcò ed emise una serie di respiri che sembravano dei singhiozzi, poco dopo mi resi conto che dalla sua figa stava uscendo del liquido caldo, il quale mi bagnava completamente l’uccello ed anche le sue natiche.
Impossibile resistere in queste condizioni, spinsi con le reni a più non posso, il cazzo entrò in tutta la sua lunghezza ma allo stesso tempo incominciò a sborrare copiosamente inondando completamente la vulva; finalmente mi fermai rimanendo immobile e qui ebbi una sorpresa, distinsi chiaramente la figa di mia madre mungere il mio cazzo che stava lentamente sgonfiandosi.
Spossato, stavo pensando a tutto quel che mi era accaduto, quando sentii mia madre alzarsi ed accendere la luce, immediatamente chiusi gli occhi facendo finta di dormire, lei si girò dalla mia parte e con voce molto seccata mi disse:
“Con il tuo girarti e rigirarti nel letto mi hai svegliata ed ora devo andare al bagno! ” FINE

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