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Fatti scopare!

Ieri sera il mio pulcino mi ha voluta portare in discoteca.

“Che gli sarà preso? ” mi sono chiesta,

“Sa perfettamente che non amo quei locali. Troppa gente, musica altissima, provoloni ovunque, strafighe mezze nude che si dimenano… No, non è posto per noi, che ci dovremmo andare a fare? ” Con calma mi ha spiegato che effettivamente non era stata una sua idea, i suoi amici avevano organizzato la serata, e lui non se l’era sentita di tirarsi indietro, ma allo stesso tempo non voleva andare senza di me.

“Dai” mi aveva detto, “lo so che non ti piace, ma fallo per me amore, passiamo una serata diversa dal solito”. E così, alla fine, mi aveva convinta. Trucco leggero: ombretto chiaro, matita, mascara e rossetto rosa brillante. Una canottiera in microfibra di un color azzurro intenso, che lasciava intravedere la bretellina doppia del reggiseno azzurro che faceva completo con il perizoma dello stesso colore che indossavo, ridottissimo, a filo, e con un triangolo in pizzo davanti a coprire giusto la zona pilifera del mio pube. Sopra una minigonna, rigorosamente bianca, e sandali col tacco. Pronta per uscire.

“Sei uno schianto! ” sono state le ultime parole del mio adorato pulcino prima di chiudere la porta di casa, “Farai morire d’invida perfino le cubiste! ” Che esagerato! Chissà come riesco a piacergli tanto, me lo sono sempre chiesto. In fondo non sono niente di eccezionale, anzi. Eppure lui riesce a vedermi sempre così stupenda, al di sopra di tutte, e vi assicuro che non è cosa da tutti gli uomini. Lo adoro, mi fa sentire la persona più preziosa ed importante del mondo! Una volta arrivati in discoteca abbiamo cercato i suoi amici. C’era già un folto gruppo di gente, alcuni erano a loro volta accompagnati dalle proprie compagne o da semplici amiche, altri erano soli. Molti li conoscevo, ma qualcuno lo ricordavo solo di vista, o addirittura non l’avevo mai visto prima. Dopo i saluti mi sono lanciata in pista con altre ragazze che conoscevo per i balli di gruppo, mentre il mio tesoro è rimasto accanto al bar a parlare coi suoi amici, ma senza mai togliermi gli occhi di dosso. Mi guardava compiaciuto, e forse anche lievemente eccitato dato che le sue mani stavano davanti al suo membro, come a volerlo nascondere. Tornata da lui mi ha fatto notare, estremamente soddisfatto, che molti dei suoi amici gli avevano fatto apprezzamenti sul mio conto, chiedendogli dove mi avesse tenuta nascosta in questo tempo, oppure dicendogli che ero

“da fuori di testa”, o ancora che se loro avessero avuto per le mani una figa del genere l’avrebbero tenuta segregata in casa.

“Ma sai che a me piace mostrarti tesoro! ” aveva aggiunto. Quelle frasi mi avevano fatto piacere, ma al tempo stesso mi avevano fatta sorridere, non mi sentivo affatto tanto figa come loro mi avevano descritta. Dopo avermi offerto da bere mi aveva riportata in pista, ma stavolta era rimasto a ballare con me.

“Quegli stronzi dei miei amici continuano a guardarti” mi ripeteva “E non solo loro! Hai occhi famelici puntati ovunque! ” Dopo un po’ mi ha presa per mano e mi ha invitata a seguirlo. Siamo andati in un angolo della discoteca dove la musica si sentiva più bassa e si riusciva a parlare meglio. Lì mi ha detto

“Ora guardati bene intorno ed indicami il ragazzo che ti piace di più qua dentro”. Sono rimasta sbalordita.

“Come scusa? ”

“Dai, non fare la timida! Hai capito benissimo! Ti guardi intorno e mi dici qual è la persona da cui vorresti farti sbattere fino a domani mattina! ”

“Ma amore, che stai dicendo? ” gli ho chiesto io stralunata, ma lui ha continuato

“Senti, mi stai facendo perdere la pazienza! Fai come ti ho detto. Non avere fretta, scrutali bene tutti, uno ad uno, diciottenni e cinquantenni, tutti, compresi i miei amici, e quando hai individuato il fortunato con cui vorresti scopare senza ritegno me lo dici”. Mi sono lasciata andare al suo gioco, incuriosita di sapere al più presto dove volesse arrivare. Dopo qualche minuto il mio sguardo si era fermato su un ragazzo di circa trent’anni. Bellissimi occhi, belle mani, bel viso, belle spalle, braccia muscolose al punto giusto, bel fisico in generale. Non mi sembrava di conoscerlo, quindi ho ben sperato che non fosse un amico del mio tesoro. Lui l’ha guardato con un sorriso beffardo, quasi complice nei suoi confronti, e poi mi ha detto

“Bene amore, allora adesso vai da lui, e quando gli sei di fronte ti sfili il perizoma, glielo lasci là a terra, e poi torni da me”. L’ho guardato, ma non mi ha dato il tempo di aprire bocca.

“Avanti”, ha proseguito “non fare quella faccia! Ti do l’opportunità di fare la troia e tu invece di ringraziarmi mi guardi così? Che ingrata!!! … Dai tesoro, lasciati andare, pensa che non ci sia nessuno, pensa di essere sola con me, pensa che sia io al suo posto… Vai su! ” Ho fatto quello che mi aveva chiesto il mio pulcino, e quando sono arrivata davanti al ragazzo il gioco ha iniziato a divertirmi, nonché a piacermi ed eccitarmi. Con sguardo da vera porca mi sono sfilata il perizoma guardando negli occhi il mio prescelto, che mi guardava sorridendomi, seppure il suo sguardo sembrasse stupito ed incredulo. Tornando dal mio pulcino vedevo che i suoi occhi scrutavano oltre la mia figura, probabilmente dritti in quelli dell’altro ragazzo. Mi ha presa per i fianchi, e mi ha parlato all’orecchio dicendomi

“Ora continua a guardarlo. Guai a te se distogli il tuo sguardo dal suo anche solo per un secondo! ” Quando mi parla con quel tono non riesco a tirarmi indietro; so che non mi farebbe mai niente di male, ma la mia mente si annebbia di una sorte di paura, come se non volesse nemmeno provare a rischiare contraddirlo, e così gli obbedisco. E del resto mi piace da morire assecondarlo in quelle situazioni… Le sue mani sono rapidamente scivolate sotto la mia canottiera, e l’hanno tolta dopo avermi energicamente palpato i seni. Ha portato una mano sotto la mia gonna, mentre con l’altra è andato a sganciare il reggiseno e ha ripreso a tastarmi le tette. Chissà quanta gente ci stava guardando, avrei voluto fare una rapida panoramica, ma non dovevo avere occhi che per quel giovane uomo, così mi era stato ordinato.

“Che gran troia! ” mi ha sussurrato il mio pulcino “hai già la fica fradicia! Allora ti è piaciuto spogliarti per un altro, razza di puttanella, eh? ” Il bollore mi stava prendendo l’intera vulva, le sue parole mi eccitavano da morire. Stavo in una discoteca piena di gente, con addosso soltanto la minigonna ed i sandali, tette al vento, figa e culo scoperti, eppure non me ne rendevo conto. Continuavo a guardare quel ragazzo che nel frattempo si era messo a farmi gesti osceni, e le sue labbra mi facevano cogliere una sola ed unica frase:

“Quanto sei troia!!! “. Mi stavo infradiciando sempre di più, non riuscivo in nessun modo a placare la mia figa da quel continuo ed immenso colare di umori, e nemmeno lo volevo. Non ero mai stata tanto troia in vita mia!

“Vai da lui! Vai a fare la puttana! ” mi aveva detto allora il mio tesoro. Certo non me lo sono fatta ripetere due volte. Ero talmente eccitata che non capivo più nulla, volevo soltanto un grosso cazzo che mi sbattesse e mi facesse godere. Non ho fatto a tempo ad arrivargli davanti che quello stronzo mi ha preso le tette con entrambe le mani ed ha iniziato a succhiarle avidamente. I miei capezzoli erano diventati enormemente duri tra le sue labbra, e lui ne aveva approfittato mordendoli ripetutamente. Mentre guardavo il mio pulcino che mi sorrideva massaggiandosi la patta dei pantaloni ho sentito una mano affondare tra le labbra della mia figa; non riuscivo ad individuare quante dita fossero, ma come letta nel pensiero mi sono sentita dire

“Sono tre… troppo poche? ” La gente intorno a noi ci guardava incredula; stavamo creando il caos, qualcuno si era messo ad imitare le gesta del mio amore, qualche altro carezzava o massaggiava i seni ad una donna, che il più delle volte lo ricambiava carezzandogli l’uccello. Dopo avermi scopata con le dita per un po’ il ragazzo mi ha sollevata e mi ha sbattuta sul tavolino lì a fianco.

“Ora ti faccio sentire troia davvero! ” mi ha urlato. Ha estratto il cazzo duro come marmo, di dimensioni che avrebbero potuto soddisfarmi quasi senza dubbio. Mi ha spalancato le gambe con forza, ha mirato con la cappella la vagina, e mi ha infornata. Sentendo quel grosso cazzo strofinare ripetutamente tra le pareti della mia figa mi sono lasciata andare ad una serie di gemiti. Nonostante la musica continuasse ad essere abbastanza alta ci sentivamo perfettamente, eravamo come estraniati.

“Brava cagna… godi! Sì, così… dai! ” E ad ogni suo affondo i maschi intorno lo incitavano come se avessero fatto parte di una tifoseria !

“Dai sbattila quella puttana! ”

“Falla godere! ”

“Sborrale in faccia! ”

“Mungila quella vacca! ”

“Non vedi che gode come una troia? Aumenta il ritmo! ”

“Dai, scopatela tutta quella cagna in calore! Daglielo tutto! ”

“Forza stallone, goditi la puledrina! ” erano solo alcune delle innumerevoli e volgari frasi che sentivo pronunciare. Ma lui sembrava sordo, non pensava ad altro che alla nostra scopata.

“So benissimo come ti piace godere troietta… Non ne hai mai abbastanza vero? Vuoi essere riempita dappertutto! Ma non preoccuparti, ti darò tutto quel che meriti” E così dicendo, dopo aver riempito di saliva il suo dito medio, l’ha portato sotto il mio culo sfondandolo piacevolmente. Sì, era proprio quello ciò che più desideravo in quel momento. Ha continuato a scoparmi la figa con quel suo bel cazzo, continuando a tenere il dito nel mio culo. Godevo come una porca. Il mio pulcino continuava a guardarmi menandosi l’uccello sempre più velocemente. Allora il pensiero e la voglia di eccitarlo ancora di più mi hanno preso la mente, e senza accorgermene le mie dita sono scivolate sul clitoride iniziando a stuzzicarlo. Era durissimo, ed incredibilmente gonfio. Sono bastati pochissimi movimenti delle dita per farmi avere un orgasmo da urlo, ma lui non si è fermato, ha continuato a sbattermi fino a quando è venuto dentro di me. Ha riempito la mia figa di sborra ed è rimasto lì fino ad aver svuotato completamente il cazzo, fino ad aver schizzato anche ogni più piccola gocciolina nella mia vagina. Poi è uscito dalla mia fregna soddisfatto, ed è tempestivamente arrivato il mio amore.

“È proprio una bomba! Grazie, sono in debito con te. Ti pagherò il caffè tutto il prossimo mese. Ci vediamo lunedì al lavoro! ” Con queste parole il ragazzo aveva ringraziato e salutato il mio pulcino. Allora si conoscevano… erano colleghi! E magari si erano già messi d’accordo! ? ! Lui però si è limitato a fargli un sorriso, poi mi ha guardata e mi ha detto

“Vieni piccola, ti porto a casa. ! So che ne hai ancora voglia… ” Era proprio così, finchè non mi scopa lui non riesco a placare le mie voglie. Abbiamo fatto l’amore per tutta la notte, ed è stato fantastico, come sempre. Dell’episodio accaduto e del suo amico non abbiamo ancora parlato; avrei mille domande da fargli ma non mi va di rovinare tutto. Forse è meglio che per questa volta mi trattenga e lasci le cose come stanno. Se ne avrà voglia inizierà lui il discorso… FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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