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Festino di Maturità

Il racconto, tolto l’aggiustamento di alcuni nomi e di qualche particolare è una storia realmente accaduta.
All’epoca dei fatti tutte le persone citate avevano come minimo 18 anni tranne Debora, Serena & Enrico che ne avevano uno in più, avendolo già compiuto.

Serena era stata l’ultima. Ero andato ad assistere al suo colloquio di maturità, orgoglioso la scrutavo, palpitavo con lei, ascoltavo le sue risposte, ero abbastanza agitato probabilmente più di lei. La osservavo continuamente, lei bellissima, piccolina così morbida e rotonda… sì i miei pensieri viaggiavano già a quello che speravo sarebbe successo la settimana successiva, quando tutti avremmo avuto gli esiti dell’esame e…
Beh… tagliando corto si era più o meno scommessa tra cari ed intimi amici una festa, per quanto ci riguardava, un po’ diversa dalle solite.
Il suo svolgersi naturalmente era condizionato dal fatto che tutti noi si doveva aver passato il terribile scoglio in maniera positiva e ciò restringeva il campo a me e ad Enrico perché le nostre dolci fanciulle la promozione l’avevano già in tasca e Luca doveva solo vedere quale voto avrebbe preso, problema assai grave visto che la fascia di incertezza era d ai 90/100 in su.
E accadde il miracolo!
Lo seppi da Debora che mi telefono dicendomi assai allegramente che sia io sia il suo Enrico eravamo stati cacciati, seppur stranamente, fuori dal liceo e ancora più incredibilmente con un bel sessantacinque io e il caro Enrico addirittura un settanta!! Luca non si sa come era riuscito a rubare i pieni voti, Debby (solo? ) un 92 mentre Elena 95 e la mia Serena? Un bel 93.
La chiamai subito, di quel che il suo caro Valerio le comunicava fu felicissima.
Ci mettemmo d’accordo che ci saremmo incontrati con gli altri al pub irlandese intorno alle nove e mezza per definire i dettagli organizzativi della nostra festa particolare, anche se la suddivisione dei compiti mi era già abbastanza prevedibile.
Appunto! A Luca spettò il mettere a disposizione della truppa la cascina in collina e di procurarsi il dolce, alle ragazze le vettovaglie e quello che riguardava la cena vera e propria, ad Enrico e al sottoscritto come da copione toccò il reparto vizio: alcool in varie forme, hashish ed erba, che per l’occasione avrebbe dovuto essere di qualità superba, e per finire un po’ di quelle cosette che “fan bene all’amore”.
Tutto fu perfetto. Oltre la migliore delle soluzioni positive che la mente poteva presupporre.
L’euforia e la tensione sessuale erano già altissime quando iniziammo, veramente palpabili.
La vedevi sul dolce e simpatico volto di Serena, nei lievi gesti e nei profondi occhi neri di Elena, nei sorrisi e sulle guance più rosee del solito di Debora, la sentivi nelle loro parole, nei discorsi soliti di noi maschietti e l’abbigliamento delle ragazze non faceva nulla per farlo passare.
L’eccitazione crebbe durante l’intera durata della cena e a poco le avremmo dato il giusto sfogo.
Non eravamo immacolati ad amplessi meno privati tra le nostre tre coppie, all’ultimo capodanno la cosa ci aveva coinvolto particolarmente anche se non ricordo benissimo come ci siamo finiti… ma ognuno godeva col proprio partner senza scambi con le altre due coppie salvo qualche contatto di mani, braccia cosce o gambe.
L’accordo per questa serata speciale era chiaro: doveva essere un baccanale in piena regola, nulla di necessariamente obbligatorio ma libertà totale in segno della più esaustiva sfrenatezza.
Eravamo già al terzo giro di erba, più o meno tutti e sei seduti circolarmente sul grande tappeto di fronte al caminetto acceso che con una lampada alogena, tenuta appositamente molto bassa, era l’unica fonte di illuminazione del locale.
La mente iniziava ad aprirsi e i gesti tra ciascuna coppia più decisi e decisamente più espliciti. Io assaporavo a fondo la cavità orale della mia adorata Serena in cui trovavo ancora qualche gradito segno dell’ottimo dolce alla frutta di poco prima contemporaneamente non ponevo freni alle mie mani avide che scorrevano sulle sue abbondanti curve ora dei seni e ora dei glutei.
In un attimo di pausa vidi alla mia destra Elena essere già completamente nuda dalla vita in su e Luca completamente in estasi lodare con un estemporaneo poema le perfette coppe dei suoi seni; sfiorava il suo petto con la punta delle dita descrivendo cerchi perfetti e sempre più larghi attorno alle sue areole continuando la sua ode.
Serena mi trasse a sé e io la baciai con più foga di prima avventandomi voracemente sulle sue labbra piccole ma carnose, ma lei voleva farmi notare Debora ed Enrico già completamente nudi e che prendevano reciprocamente piacere in uno splendido 69…
Io e il mio amore ci levammo gli indumenti sopra la cintola e ce ne stemmo per un attimo abbracciati a guardarli… senza parole… erano splendidi. Personalmente ho sempre trovato Enrico molto bello: biondo capelli lunghi, occhi azzurri, fisico decisamente atletico ma fortunatamente non gonfiato e in quel frangente questo splendido corpo era percorso da scosse di piacere lunghe ed interminabili grazie all’altrettanto bella Debora che si stava impegnando in una delle fellatio più delicate mai viste… molto quieta nei movimenti, lunghe aspirazioni, grandi movimenti di lingua, profondi respiri… il piacere che le stava dando Enrico era nettamente diverso, non la turbava come il suo, più impalpabile, più profondo, più puro.
Continuarono fino a che Enrico non le venne in bocca, a quel punto lui notando che lo spettacolo che aveva offerto aveva avuto successo mi fece un cenno e mentre stuzzicava Debora sul clito dopo che l’aveva fatta sdraiare sul tappeto con mia sorpresa fu proprio Serena ad incoraggiarmi dicendomi che la nostra cara amica aveva bisogno di me, tutto a posto.
Mi accorsi che era stato così deciso, allora tolsi calze, pantaloni e boxer alla velocità della luce e mi misi sopra Debora ansimante e ormai prossima al parossismo.
Ci sono cara, finisco io il lavoro… come? di più? spinte pelviche decise e a fondo sempre più veloci, sempre più a fondo, il suo seno bianchissimo come la pelle del suo viso era uno spettacolo unico vederlo ondeggiare grazie ai miei colpi e quando la guardai in volto vidi i suoi capelli nerissimi coprire ormai il graziosissimo volto sopra il quale erano chiare le tracce del suo orgasmo, il mio non dovette aspettare molto di più. Mi piegai un attimo su di lei afferandole i seni, poi insieme ce ne andammo in cucina avevamo bisogno di un po’ di fumo. Mentre inalavamo la resina dalla molletta incendiandola ci guardammo e di quello che era appena successo fummo subito d’accordo: fantastico!
Tornai di là e vidi il primo rapporto lesbico del mio amore già in stato avanzato, primo che vedessi io, sia ben inteso, dato che Serena mi aveva chiarito fin dall’inizio della nostra relazione che ero il suo primo amante, maschile però.
Conduceva lei il rapporto e praticava ogni tipo di lappamento, risucchio, slinguazzamento sulla fortunata, lasciatemelo pur dire, Elena che veniva montata dal mio amore.
Luca chiese di poter intervenire, non avendo ancora potuto godere immaginavo il suo stato, e sentii nettamente la voce di Serena urlargli che siccome cavolo non ci era ancora arrivato da venti minuti ci avrebbe pensato lei: lasciò, meglio mollò letteralmente Elena in balia di Enrico in lenta ripresa e diede avvio ad uno spettacolare smorzacandela col timido Luca.
Io e Debora eravamo molto contenti e in viaggio verso castelli d’aria costruiti dal fumo. Mi sfiorò per un attimo l’idea di partecipare al gioco nel salotto. L’abbondante culo di Elena per tutto il liceo mi aveva solleticato, ma pur sapendo da Enrico che a lei non risultava affatto sgradita la pratica, anzi, non lo feci sia perché non volevo sodomizzare un’altra sotto gli occhi di Serena, e con lei non l’avevo mai fatto anche se lo gradisco molto, e sia perché l’effetto della canapa stava montando sempre più in me e in Debora che incominciavamo a ridere a crepapelle toccandoci un po’ ovunque ma nulla più che fare gli scemi tra noi con battute cretine.
Enrico fece quello che a me balenò in quell’istante.
Prese la generosa Elena da dietro dopo averle imburrato il deretano con l’ottima Johnson che era nostro compito portare tra l’altro e la prese impalandosela da seduto sul divano in pochi movimenti, denotando familiarità con il biblico peccato di Gomorra & Sodoma.
Io e Debby continuavamo persi ciascuno nell’ilarità dell’altro, mentre il mio amore mi mostrava con trionfo la sua quinta misura danzare ritmicamente sul suo corpo che regolava il suo orgasmo e quello di Luca, al contempo Elena veniva inculata e masturbata da quel bellissimo stallone di Enrico, con reciproca somma gioia, giudicando i sospiri, i grugniti, le urla che la coppia emetteva.
E furono gli orgasmi!
E vinti dall’amore ci ritrovammo tutti a dormire stremati e soddisfatti, avvinghiati l’uno con l’altro, sul tappeto.
Venne, anche, una nuova alba… FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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