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Fisica… Applicata

Frequentavo ancora l’Università: a pochissimo dalla Laurea, dovevo a tutti i costi recuperare l’esame di Fisica 2, per cui anche se non ero preparato tentai di passare lo scritto. In aula prima dell’esame notai una bella ragazza bionda, seduta nella mia stessa fila: una gonnellina corta, belle gambe, una camicetta celestina, da cui si intravedeva appena il reggiseno bianco: era molto preoccupata ed ansiosa, si rigirava in mano nervosamente una penna. I miei pensieri? Quali, se non di desiderare di conoscerla ma poi, tornando al dovere, mi concentrai sul compito e così, assorto nella risoluzione di quesiti rognosi, non mi accorsi nemmeno che lei aveva consegnato ed era andata via. Consegnai a mia volta il compito e girai un po’ per la Facoltà cercandola, ma inutilmente. Dopo due giorni, andai all’Istituto la mattina presto per vedere i risultati del compito: in realtà la cosa non mi interessava affatto e la mia uscita mattutina era dovuta all’intenzione di rivedere quella bella ragazza. Ed eccola, arrivò anche lei con altri colleghi, chiacchierando e scherzando con loro. Il bidello uscì ad affiggere i risultati: come previsto non ero passato, ed anche lei si allontanò dagli amici con uno sguardo triste. La seguii per le scale e mi accesi una sigaretta. Lei, mi notò e mi chiese del fuoco. Quale occasione più favorevole? In breve scoprii che neanche lei aveva superato l’esame e subito le proposi di ripassare il programma insieme, così che fissammo un appuntamento il pomeriggio stesso a casa mia. Mi sembrava troppo semplice, anche se avevo certi pensierini in proposito. Rincasai subito e a mettere un po’ di ordine nella mia stanza. Lei arrivò molto puntuale, anzi, forse con anticipo, la feci subito entrare in casa e, dopo avergliela mostrata, la condussi nella mia camera che come non mai era in perfetto ordine.
Lei indossava la sua gonnellina corta, con una camicetta bianca ben chiusa sul davanti. Ci sedemmo ed incominciammo a vedere degli esercizi. Dopo un’oretta le proposi di fare una pausa per bere qualcosa di fresco, l’idea a lei piacque molto e la lasciai seduta alla scrivania che faceva ancora dei calcoli. Non mi assentai che qualche minuto: al ritorno la trovai sdraiata sul letto che leggeva un libro, le gambe un po’ alzate che lasciavano intravedere un microscopico slip bianco. Lei nel vedermi si girò e, scoprendo ancora di più le belle gambe mi ringraziò per la bibita fresca. Mi girai di spalle per posare i bicchieri sulla scrivania: lei si era già accorta che la osservavo in modo strano e che alla vista delle sue gambe mi ero eccitato. Si sbottonò quella dannatissima camicetta accollata, in modo da mostrarmi il reggiseno chiaro e mi disse: “Dai siediti qui vicino a me”. Seduti sul letto, lei mi carezzò dapprima una gamba, poi senza parole, sfiorò la patta dei miei jeans, accarezzando il mio sesso ben duro e facendo cadere gli appunti sul pavimento. A questa mossa, risposi appoggiandole una mano tra le gambe, e sfiorandole appena arrivai con le punta delle dita fino alle mutandine: lei sorrise. Non so come, ma in un momento, ci ritrovammo quasi completamente nudi. Le baciai i seni, li strinsi forte, erano piccoli ma molto ben fatti, poi scesi giù sulle gambe e le tolsi anche lo slip, che ormai era l’unico indumento che indossava. La leccai prima molto delicatamente, poi con più energia, fino a sentire tutti i suoi sapori. Le sue mani carezzavano il mio sesso: ad un certo punto lei scivolò più in basso, in modo da farmi sprofondare dentro. La penetrai con forza, era caldissima, fino a quando si rigirò su di me e scuotendosi con vigore mi fece venire dentro di lei. Scivolò su di me ripulendomi accuratamente il sesso con la lingua. Ci fumammo una sigaretta, poi lei riprese a stuzzicare il mio sesso facendomelo ritornare duro come pietra, si girò e abbassandosi mi mostrò lo splendore dei glutei. La presi da dietro e senza neanche pensarci troppo mi ritrovai a violare l’altro passaggio. Lei ansimava, mentre io penetravo nel suo bel culetto con molta energia, fino a raggiungere un secondo piacevolissimo orgasmo. Continuammo così a baciarci e a sperimentare nuove posizioni per tutto il pomeriggio. Fattasi sera, ci rivestimmo e lei prima di andare via mi chiese “Vogliamo rivederci anche domani per studiare? ” Cominciammo così a frequentarci regolarmente e, quel che più conta, grazie al nuovo metodo di studio nella sessione successiva passammo l’esame a pieni voti. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L’immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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