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Giulietta al sexy-shop

Una mattina che non avevamo lezione andammo al quartiere cinese pieno di sale benessere (massaggi erotici) e negozi di ogni genere. Entrammo in un sexy-shop dove ci accolsero un giovane e una ragazza cinesi tutti sorrisi e inchini. Le pareti erano tappezzate di membri e oggetti erotici di ogni forma e misura. Spiegammo la nostra esigenza e subito ci venne mostrato un rullatore che Francesca giudicò adatto per mamma. Guardandomi in giro ebbi la folgorazione. Ero sempre alla ricerca di qualcosa adatto a punire Marisa per la sua azione violenta sulle mie parti intime e l’occhio mi cadde su un grosso cazzo nero lungo almeno 20 cm dotato di vibratore a varie velocità.

“plovale” chiese il ragazzo sorridente indicandomi una serie di vibratori non confezionati sul banco a disposizione per “plova”, continuando nella mia ricerca l’occhio mi cadde su uno strap-on veramente esagerato 25×5 diametro! era montato su una cintura da legare in vita dopo averlo appoggiato alla figa, con una stringa robusta che passando sotto la figa e dentro la fessura delle natiche si allacciava alla cintura dando stabilità al sistema, inoltre dietro la piastra di appoggio c’era un prolungamento di 7/8 cm da inserire nella figa proprio sotto il clito. Quello che mi lasciava dubbiosa era il membro floscio e non capivo l’utilità. La ragazza cinese mi prese la mano e disse “io plovale pel te”, afferrando l’oggetto e conducendomi verso la cabina destinata alle prove. Francesca sorrideva divertita non sapendo dove volevo andare a parare ma le dissi di seguirci.

Entrate in cabina la ragazza cominciò a spogliarsi per indossare il mostro nero ma la fermai dicendo che avrei indossato io. “si,bene,io plendo, anche culo se vuoi” Scoppiammo tutte a ridere e mi spogliai anch’io. Francesca assisteva. Cin-lao, così si chiamava la ragazza cinese aprì la porta e chiese qualcosa in cinese al ragazzo. Era nuda e mentre aspettava si coprì alla bell’emeglio la fighetta con una mano perchè nel negozio c’erano altri clienti. Il suo collega portò un preservativo “pel culo” disse mostrandomelo. Mi aiutò a indossare il mostro nero e io le dissi indicando il membro floscio così non funziona. Si, gualda, e premette un pulsante rosso sopra il membro che cominciò a crescere e gonfiarsi dandomi una piacevole vibrazione sul clito.

Il grosso cazzo raggiunse ben presto dimensioni e rigidità ottimali, intanto Cin-lao si era sdraiata sulla panca al centro della saletta con le gambe bene aperte. “metti” disse io mi avvicinai un po’ timorosa di farle male. Cin-lao aveva bagnato di saliva il cazzone nero e se lo puntò sulla figa mentre mi abbassavo e salivo sopra di lei. Spinsi e cominciai a pompare mentre il vibratore sul clito mi stava rapidamente conducendo all’orgasmo. Cin-lao disse “no tutto dentlo!! tloppo lungo” e ridemmo divertite (lei un po’ meno!!!) pompavo sempre più velocemente e venni abbandonandomi sopra la povera ragazza col mostro nero tutto dentro la sua figa. Francesca mi aiutò a rialzarmi e Cin-lao, implacabile chiese “plova culo”? Sicuro dissi io perchè era quello lo scopo principale dell’acquisto. Cin-lao mise il preservativo sul membro e bagnò con la saliva la punta.

Francesca le spalmò un po’ di crema sull’orifizio anale e io puntai il mostro spingendo con decisione. Avevo rimesso in moto il vibratore e spinsi con forza il mostro dentro il culetto di Cin-lao, “ahi ahi male! Dopo passa risposi pensando a Marisa e spingevo sempre più in fondo penetrando nel retto della ragazza che aveva rialzato il culo per favorire la penetrazione. L’arnese reggeva bene il carico mantenendosi rigido mentre il vibratore mi dava un gran piacere stimolando il clito. Avevo perso il controllo e Cin-lao piangeva sopraffatta dal dolore finchè Francesca prendendomi dal culo e dalla cinghia, sollevandomi tirava fuori il cazzone nero. Cin-lao non si muoveva e Francesca le spalmò ancora della crema dentro e fuori il culetto che rimaneva aperto come se lo sfintere si fosse rotto. Mentre mi rivestivo Francesca massaggiava il culo arrossato e le natiche che avevo sculacciato con forza per mitigare il dolore della povera Cin-lao. Infine si rialzò e cominciò a rivestirsi.

Grazie carina, sei stata gentile dissi allungandole 50 euro. Le feci togliere il preservativo sporco di cacca e sangue, segno che le avevo procurato qualche lacerazione anale, ci facemmo riconfezionare lo strap-on e uscimmo dal negozio completamente soddisfatte degli acquisti. Arrivate a casa consegnammo a mamma il rullatore, ci chiese com’era andata al sexy-shop e noi con indiffereza le dicemmo: “niente di che, ci siamo state pochi minuti, il tempo di comprare il tuo rullatore. Salite in macchina scoppiammo in una gran risata, altro che pochi minuti! Ho rotto il culo a quella povera ragazza ma pensavo di avere sotto Marisa! Per questo pompavo con forza e di gusto!

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