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Una ragazza con slip colorati in atteggiamento erotico

Giuseppina

Erano passate da poco le 13: 00, era tarda primavera, faceva caldo. Finalmente la mattinata era terminata. Nello studio in questo periodo mi annoio un po’. Il mio collega è in ferie e quindi io per qualche giorno posso chiacchierare solo con i rari clienti che passano di qua.

Mi stavo avvicinando alla porta per chiuderla quando si affacciò una ragazza molto carina, io le dissi subito che poteva ritornare nel pomeriggio perché stavo chiudendo.

Lei con aria impertinente replicò che conosceva l’orario dello studio perché ben informata da una amica ma sapeva anche di me e della mia disponibilità e mi disse che aveva una pratica che voleva valutassi con calma.

Rimasi per un attimo bloccato non comprendendo appieno la situazione ma per la sua bellezza, alta circa 170 cm con i capelli neri lisci, gli occhi scuri con lo sguardo vispo e per il suo corpo che intanto avevo avuto modo di valutare, sottolineando l’orario, la feci entrare ma per lo stesso le dissi che avrei chiuso le porte.

La invitai ad accomodarsi e mentre entrò nello studio notai la bellezza del suo corpo: aveva un paio di jeans aderenti che esaltavano un culo perfetto come pochi se ne vedono, portava un giacchetto sbottonato con sotto una leggera camicia bianca di cotone anch’essa generosamente sbottonata che metteva in orgogliosa evidenza due tette, saranno state una quarta, dalle curve perfette con al centro i segni dei capezzoli, evidentemente non portava reggiseno.

Credo che lei notò la pausa della mia vista sul suo seno perché guardandosi in basso sorrise come soddisfatta.

Ripresomi chiesi cosa volesse sapere. Mi disse che si chiamava Giuseppina e allungandomi una cartellina mi chiese se per me quella pratica fosse in regola.

Mentre davo un occhiata ai documenti notai con la coda dell’occhio che si era tolta il giacchetto per rimanere con la sola camicia esaltando le forme del suo corpo.

Ne frattempo con una voce calma e morbida mi diede tutti i ragguagli sulla pratica.

Cercai di riprendere la concentrazione, non senza difficoltà, a me a prima vista sembrava tutto in regola ma tra i fogli c’erano alcuni documenti di cui non comprendevo l’origine sembravano dei testi, dei dialoghi.

Le chiesi spiegazioni e così facendo entrambi facemmo mezzo giro della scrivania affiancandoci. Guardò i documenti e mi chiese scusa, mi disse che era una attrice di teatro e che quello era il suo copione e che non sapeva come mai fosse finito li.

La cosa mi incuriosì e mi feci vedere interessato e le chiesi del suo lavoro.

Mi disse che faceva l’attrice di teatro e quello era il testo del suo ultimo spettacolo in cui interpretava la strega cattiva.

Io risi e le dissi che era impossibile che lei potesse fare la strega perché che era troppo bella per quel ruolo.

Lei ebbe prima un espressione compiaciuta ma poi replico con energia che era vero si avvicino a me e aprì dalle mie mani la cartellina ed iniziò a cercare.

Mentre cercava il documento che attestasse la sua attività più o meno inconsapevolmente per sostenere la cartellina la mai mano fini sul suo seno.

Non so se si rese conto ma io oramai avevo la mano premuta sulla sua tetta sinistra e sentivo perfettamente il suo capezzolo, mi eccitai da morire e forse il mio sguardo tradì il mio stato. Ad un certo punto si rese conto della cosa e abbassò lo sguardo sul suo seno, mi aspettavo una sua reazione ma con mia piacevole sorpresa non mi sembrò per nulla turbata continuando a parlare del suo lavoro mi guardò e sorrise.

Dopo quello sguardo la mia eccitazione aumentò e nulla avrebbe potuto fermarmi. Come un giocoliere tenni la cartellina con una mano mentre l’altra ormai esploravo tutta il suo seno soffermandomi sul capezzolo.

Il cazzo stava per esplodermi ancor più quando la vidi socchiudere leggermente gli occhi in chiaro segno di godimento.

Le diedi in mano la cartellina e iniziai a sbottonargli completamente la camicetta e mentre le dicevo che era stupenda e che mi stava facendo eccitare da morire sentii la sua mano sfiorarmi il cazzo che sembrava volermi esplodere negli slip.

Eccitato all’inverosimile mentre si chinava, forse per appoggiare la cartellina a terra, mi tirai fuori in cazzo con una mano mentre con l’altra le presi la testa e in un solo colpo glielo infilai tutto in bocca.

Inizialmente sembrò perplessa ma subito dopo sembrava proprio che non aspettasse altro iniziando a leccarmelo e succhiarmelo mentre mugolava di piacere.

Era uno spettacolo stupendo vedere quella stupenda ragazza appena conosciuta farmi un bocchino con tanto impegno inginocchiata ai miei piedi.

Godevo con un gran porco mi sarebbe piaciuto sburrargi in faccia e in bocca ma mi trattenni, volevo di più.

Dopo avergli dato un paio di forti pompate in bocca le presi un braccio e l’alzai e mentre si leccava le labbra le aprii completamente la camicia godendo di una vista stupenda: due tette sode e dritte verso l’alto.

Inizia subito ad accarezzarle, palparle, strizzarle e poi baciarle, leccarle e mordicchiarle mentre lei godeva e mi incitava.

Ero eccitato e lei non meno di me, notai che con una mano teneva il mio cazzo stretto mentre con l’altra era infilata nei suoi pantaloni e si accarezzava.

Non mi feci invitare ulteriormente, le slacciai completamente i jeans glieli feci scivolare a terra assieme al piccolo perizoma nero che portava.

Per un attimo mi fermai a guardarla, era bellissima, aveva un corpo perfetto e la sua fica era come piace a me, ben rasata con un solo ciuffetto centrale.

La presi di peso e la misi a sedere sulla scrivania e le allargai le cosce, che spettacolo!

Oramai non potevo più resistere! Puntai il mio cazzo nelle sua fica e piano piano entrai!

Ero eccitatissimo e la sua fica calda e bagnata mi stava facendo toccare tutti i paradisi del piacere, era bellissima ed eccitata e mi incitava a spingere sempre di più. Con il mio cazzo dentro le alzai ed allargai le gambe fino ad avere la fica oscenamente aperta.

Ad ogni spinta le sue tette oscillavano e con i capezzoli dritti in su che mi eccitarono come non mai. Mentre mi incitava le dissi che era una gran porca e questo la eccitava ancora di più, dalle sue smorfie e da quello che disse credo che venne almeno un paio di volte.

Avrei voluto che la situazione durasse all’infinito ma iniziai a sentire che stavo venendo anche lei lo capì perché si fermò e mentre si accarezzarsi la fica prese il mio cazzo in bocca e riprese a farmi un bocchino. Dopo pochi secondi tenendogli al testa ferma con entrambe le mani gli venni in bocca guaendo come un lupo. Lei intanto mugolando succhiò tutto e ingoiò velocemente.

Dopo un attimo per prendere fiato ci baciammo lei si fermò un attimo e disse: “Allora non sono solo voci quelle che girano” e poco dopo disse “Ma questo è solo l’inizio”.

Dopo essersi rivestita mi salutò con un bacio da far venire il capogiro mentre con una mano mi stringeva il cazzo e uscendo disse: ” La cartellina puoi anche buttarla, non mi serve più e neanche ricordo dove l’ho rubata! ” FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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