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I compagni di scuola

Non vedevo Paolo e Antonio da un paio d’anni, da quando cioè avevamo fatto l’esame di maturità. Erano andati a vivere in un’altra città, ed ora lavoravano insieme in una ditta di computer. Li incontrai per strada un sabato pomeriggio e li invitai a cena da me. Mia moglie Anna fu molto felice di conoscerli, e non fece problemi ad avere ospiti a cena con così poco preavviso.
Seduti tutti e quattro a tavola chiacchierammo allegramente per ore, senza renderci conto del tempo che passava. Ci accorgemmo di quanto tardi era solo quando Paolo guardò il suo orologio e disse che era arrivato il momento di tornare a casa. Anna, vista l’ora, invitò i miei due vecchi compagni di scuola a dormire da noi, dato che entrambi vivevano piuttosto lontano ed erano tutt’altro che sobri. Entrambi accettarono volentieri. Mia moglie sistemò velocemente la camera degli ospiti, poi salutò e andò a letto. Fu allora che mi accorsi di come Antonio si soffermasse a guardare attentamente le sue gambe ed il suo sedere. Paolo, invece, indugiava nella scollatura della maglietta di Anna. La cosa, stranamente, non mi dava per niente fastidio.
Quando Anna ci lasciò io e gli altri due continuammo a parlare e a bere. Entrambi mi fecero i complimenti per la bellezza di mia moglie. La cosa mi fece sorridere ed ebbi un pensiero. Corsi in camera a prendere una videocassetta, che inserii subito nel registratore. Le prime immagini di Anna che ballava li fecero rilassare. Erano delle riprese che avevo fatto io qualche mese prima, le avrò riviste cento volte. Quando Anna iniziò a spogliarsi i miei due amici sobbalzarono e si fecero più attenti. Nessuno parlava più, e quando Anna fu finalmente nuda, sdraiata sul letto a gambe aperte, la nostra eccitazione era al massimo. Il video continuava con le riprese di alcune nostre scopate, ma non volevo farle vedere a Paolo e Antonio, così li accompagnai in camera ed andai a letto.
Quando mi svegliai la mattina Anna dormiva ancora, nuda come d’abitudine. Intendiamoci: Anna non è una troia, ma il nostro rapporto è molto vivo sul fronte sessuale. Credo che si sarebbe incazzata come una biscia se avesse saputo che avevo fatto vedere ad altri la nostra cassetta, che tra l’altro mi ero dimenticato nel videoregistratore. Comunque andai a fare la doccia, anche perché ero discretamente eccitato alla vista del corpo nudo di mia moglie. Quando uscii dal bagno mi resi conto di aver lasciato spalancata la porta della camera da letto. Se Paolo ed Antonio si fossero alzati avrebbero potuto vedere mia moglie in tutta la sua bellezza. Ma la loro camera era chiusa… e loro erano in cucina! Mi accolsero con uno strano sguardo, probabilmente non si aspettavano quello spettacolo di prima mattina. Bevemmo un caffè in silenzio. Non sapevo cosa aspettarmi da loro. Alla fine Antonio disse: “Certo che tua moglie è veramente bella! “. Il commento mi fece sorridere. Avevamo finito la colazione e tornammo verso le nostre camere per cambiarci. Avevo di nuovo dimenticato la porta aperta! Anna si era messa supina, ed il suo bel seno si alzava ed abbassava al ritmo della respirazione. Che bella… restammo tutti e tre ad osservarla in silenzio per diversi istanti. Prima che potessi fare o dire qualcosa Paolo era entrato nella stanza. Antonio lo seguì. Io ero come in trance, entrai in camera come attratto da un raggio. Anna aveva le gambe leggermente divaricate e potevamo vederle il boschetto di peli che le copre il Monte di Venere. L’eccitazione dei miei amici era evidente sotto i pantaloni del pigiama. Antonio si portò una mano al cazzo. Sobbalzai stupito. Entrambi si spogliarono e capii che ormai era fatta: senza neanche rendermene conto avevo offerto mia moglie a due miei vecchi compagni di scuola! Paolo aveva un uccello normale, come il mio, ma Antonio era enorme, non avevo mai visto una cazzo così grosso. Finalmente mi scossi, e andai alla finestra ad aprire le imposte. La luce improvvisa svegliò Anna, che si coprì subito il viso con un braccio. Antonio e Paolo salirono sul letto mentre lei riapriva gli occhi. Urlò dallo spavento, ma i miei due amici le si fecero più vicini, iniziando a palparla. Lo sguardo di mia moglie scansionò la stanza fino a che non mi vide, e si rese subito conto che in fondo quella situazione non mi dispiaceva.
– Va bene, stalloni. Sono tutta vostra!
La sua reazione mi stupì. Come ho detto Anna non è una zoccola, ma evidentemente si era resa conto che i due l’avrebbero scopata comunque, e allora tanto valeva godersela… Mia moglie afferrò Paolo per il cazzo e se lo piantò tutto d’un fiato nella fica, mentre cercava di spompinare l’uccello enorme di Antonio. Sembrava assatanata, non l’avevo mai vista così.
– Dai stronzo, chiavami più forte. Più forte! Sborrami dentro, forza!
Avevo l’uccello teso da scoppiare, Anna non si era mai comportata così, non aveva mai parlato così. Rimpiansi di non avere la mia videocamera a portata di mano. La lingua di mia moglie roteava sul cazzo di Antonio, tentando inutilmente di farselo entrare tutto in bocca. Alla fine, dal cazzo che stava spompinando uscì fuori una doccia di sperma che le bagnò la bocca, la faccia ed i capelli. E quasi contemporaneamente anche l’altro uccello si versò in lei. Quando Paolo uscì da mia moglie il mio occhio si soffermò sulla fica aperta, rosea e sporca della sborra che le stava scivolando fuori.
Io ero paralizzato da ciò che avevo appena visto. Dopo aver ripreso fiato mia moglie disse:
– Forza ragazzi, andiamo a farci una doccia.
Si alzarono, ansimanti e sudati, e andarono tutti insieme in bagno, ma prima di uscire Anna mi lanciò un’occhiata un po’ dura che feci fatica ad interpretare. Era eccitata, arrabbiata o incazzata nera? Comunque corsi a prendere la mia videocamera, in un modo o nell’altro sapevo che quello sarebbe stato solo l’inizio!
Mi affacciai alla porta del bagno e vidi Anna in ginocchio dentro la vasca tra Paolo e Antonio. Stava insaponando i due cazzi insieme, sembrava gli stesse facendo una sega. Poi lei si alzò e i due la insaponarono, indugiando sulla fica e sul culo. Iniziai a riprendere: Anna alzò la gamba sinistra, appoggiandola sul bordo della vasca, Paolo le insaponava la fica introducendo anche le dita, masturbandola.
Dopo un po’ Antonio la fece uscire e la fece mettere in ginocchio, con le mani appoggiate sul bordo, offrendo alla vista della mia videocamera il bel culo di mia moglie, glielo aprì insaponandola ed introducendo un dito. Ero sicuro che i tre non si fossero accorti della mia presenza, ma certo che l’inquadratura sembrava fatta apposta. Zumai su quella scena: vidi il dito entrare ed uscire un paio di volte, poi vidi la punta di un cazzo appoggiato all’entrata posteriore di mia moglie. Aprii l’inquadratura e vidi Paolo tentare di forzare il sedere di Anna.
– Piano, non l’ho mai fatto.
Paolo introdusse lentamente la punta nel buco ben lubrificato dalla schiuma. Anna gemette di piacere, poi il mio amico spinse di colpo e la penetrò a fondo. Mia moglie emise un gridolino acuto e venne scossa dal dolore. Paolo iniziò a muoversi dentro di lei, lentamente. Poi afferrò Anna per i fianchi ed iniziò ad incularla come un martello pneumatico. Tornai a riprendere la scena da vicino, col cazzo in primo piano mentre entrava ed usciva dal quel piccolo buco fino ad allora vergine. Il corpo di Anna era squassato da quel movimento: i suoi seni sodi le sbattevano l’uno contro l’altro, stretti tra le mani di Antonio. Decisi che era venuto il momento di entrare, mi feci molto vicino a loro. Misi una mano sulla fica di mia moglie e le infilai due dita dentro. Ero eccitato da matti, la videocamera ondeggiava, facevo fatica a tenerla in mano.
– Sto per sborrarti nel culo, troia!
– Sì…! Avanti, puttaniere bastardo, riempimi col tuo seme. Sì… più forte… aaahhhh! Vengo… sì… sìì… sììì…!
La sentii rantolare. Mi allontanai e tornai a riprendere la scena come dio comanda. Paolo le venne dentro, e le rimase a lungo sprofondato nel culo. Alla fine il suo cazzo si fece più piccolo ed uscì lentamente. Feci un bel primo piano del buco del culo di mia moglie, dapprima aperto poi che si chiudeva pian piano, sputando fuori un po’ della sborra che Paolo le aveva appena regalato. Li lasciai a lavarsi e tornai in cucina.
Non passò molto prima che mia moglie ed i suoi due amanti mi raggiunsero, ancora nudi. Anna non mi guardò neppure. Fecero colazione, e per tutto il tempo lei accarezzò il grosso uccello di Antonio. Io non sapevo cosa dire, cosa fare. Ero solo uno spettatore, ormai. Ci misero un po’ a finire di mangiare.
– Antonio, andiamo in camera. Voglio sentire il tuo mostro dentro di me.
Li seguii mentre Paolo, ancora stremato, decise di restare in cucina. Anna si mise supina sul letto, aprendo in maniera oscena le gambe. Si scostò le labbra della fica ed invitò Antonio a penetrarla. Mi inginocchiai ai piedi del letto per filmare la scena al meglio. Anna aveva stretto le sue gambe atletiche attorno ai fianchi del mio ex compagno di scuola. Antonio diresse il suo cazzo sul buco che mia moglie ancora teneva aperto. La penetrò molto lentamente. Il grosso cazzo stava dilatando la fica di mia moglie all’inverosimile, entrando sempre di più. Con un ultimo colpo fu completamente dentro di lei. Anna sospirò di piacere.
– Oooh! È meraviglioso! Avanti, adesso scopami, fammi godere.
Prima molto lentamente, poi sempre più velocemente, Antonio tirava fuori il suo cazzo quasi completamente, per poi affondare i colpi, in modo da far sentire ad Anna tutta la sua impressionante lunghezza. Dopo un lungo primo piano decisi di alzarmi per fare un totale. Anna era sconvolta, la inquadrai in primo piano che si mordeva le labbra dal piacere, poi mi resi conto di cosa avevo intravisto un paio di secondi prima: sul balcone dirimpetto al nostro c’era qualcuno che ci osservava. Non credo potesse vedermi, ma di sicuro poteva vedere mia moglie e Antonio che la stava chiavando. La cosa poteva crearci problemi, ma invece di preoccuparmi mi eccitava ancora di più. Zumai sul nostro vicino e notai che si stava accarezzando l’uccello attraverso i pantaloni.
– Sto per sborrare.
Tornai immediatamente a riprendere la copula. Antonio accelerò improvvisamente i movimenti. Tornai a riprendere il dettaglio della penetrazione.
– Tieni, puttana! Ti inondo!
Anna si agitava come un’ossessa. Decisamente la sborra di Antonio l’aveva portata all’orgasmo. Quando lui le uscì dalla fica vidi Anna tenere le gambe aperte e darmi una bella vista delle sue grandi labbra, gonfie e bagnate, mentre un filo di sborra veniva fuori lentamente, bagnando le lenzuola.
– Dio, che goduria. Ma credo che sia proprio ora di andare!
– Non se ne parla neanche! – disse Anna – Non abbiamo ancora finito!
Dicendo questo si lanciò famelica sul cazzo di Paolo, che era entrato nella stanza proprio in quel momento. Vidi il suo sguardo puntato fuori dalla finestra: anche lui si era accorto del nostro vicino, ma si fece comunque fare un pompino da mia moglie. In fondo se la cosa non dava fastidio a me perché doveva darla a lui? Paolo trascinò di nuovo Anna sul letto, facendosela sedere sulla faccia in modo da insalivarle ben bene il buco del culo mentre lei continuava a pompare.
– OK, bella: adesso ti siedi su di me e te lo fai scivolare tutto nel sedere!
Mia moglie non se lo fece ripetere due volte. Si posizionò sopra di lui e iniziò a calarsi su quel cazzo ritto. La cappella entrò quasi d’un colpo, ma poi il culetto di Anna fece molta fatica a farsi scendere lungo l’asta di Paolo. Io e Antonio ci godevamo la vista della mia bella moglie che scivolava lungo il cazzo del nostro comune amico. Quella era probabilmente la ripresa migliore che avevo mai fatto. Finalmente il peso di Anna la portò ad impalarsi completamente, non senza dolore però. A quel punto prese fiato ed iniziò a sobbalzare su e giù. Le pareti del suo culo facevano persino rumore da tanto attrito il cazzo di Paolo faceva dentro di lei. Ma man mano che Anna saliva e scendeva il movimento si faceva sempre più morbido e veloce. Vidi mia moglie guardare verso Antonio, poi guardare in camera e portarsi una mano alla fica, iniziando a titillarsi il clitoride.
– Vieni Antonio, voglio sentire due cazzi dentro di me!
Non potevo crederci. Me lo sarei aspettato da uno dei due stalloni, invece quella proposta venne proprio da mia moglie. E pensare che fino a quella mattina non l’aveva mai neanche preso nel sedere. Filmai Antonio che la piegava supina sul corpo di Paolo, impedendole per un attimo di muoversi lungo il cazzo dell’amico. Antonio le si mise addosso mentre lei si apriva la fica con le mani ed iniziò a penetrarla. Non immaginavo che una cosa del genere potesse accadere: vedevo distintamente Anna con la fica ed il culo completamente aperti dai due cazzi che la stavano sbattendo. Forse mia moglie è una troia, dopo tutto. Mossi l’inquadratura verso il nostro vicino sull’altro balcone e lo vidi masturbarsi lentamente, ignaro del fatto che ci eravamo accorti di lui e per nulla preoccupato del traffico stradale. Tornai su mia moglie e i due cazzi che se la stavano limando per bene. Anna urlava e si agitava, ma ormai non poteva certo scappare. Ma credo proprio che ci godesse a farsi prendere in quella maniera.
– Adesso basta! Tocca a me stare sotto.
Vidi Anna spalancare gli occhi dalla paura mentre i due le uscivano dal corpo. Il cazzo di Antonio era veramente enorme, mia moglie era senz’altro preoccupata di non riuscire a sopportarlo nel sedere, neanche dopo tutto il lavoro di “ammorbidimento” di Paolo. Antonio si sedette sul letto, con la schiena appoggiata al muro. Anna gli afferrò tremante il cazzo duro e bagnato e ci si sedette sopra. Se la penetrazione di prima era stata lenta e dolorosa questa lo era senz’altro di più. Mia moglie fece una fatica immensa a farsi entrare nel culo anche solo la cappella dell’uccello del mio amico. Sudava come una vacca, tanto che i suoi capelli biondi erano diventati castani da tanto erano bagnati, stringeva i denti fino a farli stridere, il suo bel visino era distorto dal dolore di quella imprevista penetrazione anale. Non faceva molti progressi, però. Vidi con la coda dell’occhio Paolo che si avvicinava ai due, così allargai l’inquadratura. La baciò sulle labbra, poi le mise le mani sulle spalle e la spinse giù. L’enorme cazzone di Antonio le arrivò in fondo al culo in un botto. Anna urlò a squarciagola e tutto il suo corpo prese ad agitarsi senza controllo. Mi chiesi cosa potesse pensare il nostro vicino, cosa potessero pensare i passanti che l’avessero sentita. Anna cercò di rialzarsi, ma Antonio la afferrò per i fianchi e se la riposizionò bene attorno all’uccello, facendole salire l’urlo di un’ottava. Mia moglie chiuse le gambe per cercare di alleviare il dolore, ma dovette solo peggiorare la situazione, perché si irrigidì di colpo e spalancò gli occhi più di prima. Antonio iniziò a farla andare su e giù lungo il suo cazzone. Paolo le aprì le cosce, dandomi una bella vista del suo sederino spalancato. Notai del sangue lungo l’asta di Antonio. Mia moglie doveva veramente provare un dolore terribile, ma l’aveva voluto lei: io non avevo premeditato nulla. Paolo si mise sopra di lei e le penetrò la fica, portando Anna sull’orlo dello svenimento. I due la chiavarono in quella posizione per un po’, e Anna ci mise diverso tempo prima di cominciare a reagire agli stimoli di piacere che dovevano arrivarle. Alla fine era lei a dettare l’andatura. Passò un’eternità prima che i due aitanti ragazzi annunciassero l’imminente sborrata. Paolo decise di uscire dalla fica di Anna prima di venire, in modo di sborrarle addosso, inondandole il viso ed il corpo (catturato in video come meglio non avrei potuto fare! ). Quando anche Antonio venne, se la levò da sopra quasi con violenza e vidi un fiume di sperma misto a sangue uscire dal culo spaccato di mia moglie, che ricadde stremata sul letto.
Due giorni dopo l’avventura che vi ho appena raccontato mi capitò di incontrare per strada (di nuovo! ) Gianni, che altri non è che il nostro dirimpettaio, colui che aveva potuto assistere all’esibizione sessuale della mia bella mogliettina. Gianni, per la nuda cronaca, aveva 35 anni (quindi una quindicina più di me e Anna) e viveva da solo. Non era sposato né mai lo era stato, per quel che ne sapevo. Gianni fa l’elettricista, e guarda caso noi avevamo un problema con la luce del bagno. Dato che i rapporti tra di noi erano sempre stati ottimi gli chiesi se poteva farci una visita per dare un’occhiata. Mi disse che ci sarebbe andato subito. La cosa mi riempì di eccitazione, perché lui aveva visto Anna scopata da due uomini contemporaneamente e pensava che io non me ne fossi accorto. Cosa avrebbe fatto una volta a casa da solo con la mia giovane e bella moglie? Quando ero uscito Anna era in sottoveste, senza reggiseno né mutandine. Gli avrebbe aperto così? Me ne andai fantasticando su quella situazione, deciso a non rientrare in casa di soppiatto per non rischiare di rovinare la cosa.
La sera tornai a casa e chiesi ad Anna se Gianni era venuto a sistemare la luce del bagno.
– Sì, solo che quando è arrivato pensavo che tu avessi dimenticato le chiavi, così gli ho aperto mezza nuda. Quando ho visto che era lui sono corsa in camera a mettermi la vestaglia. Lui mi ha detto che non era il caso di coprirmi, dato che l’altro ieri mi aveva vista coi tuoi due amici. Ho negato tutto, ma mi sono sentita un verme! Per colpa tua! Ha detto che non avrebbe detto niente a nessuno se fossi stata “carina” con lui. Ha cercato di infilarmi una mano tra le cosce. Io l’ho cacciato via in malo modo e lui, uscendo, ha detto che ci saremmo rivisti.
– Ma la luce l’ha sistemata?
– Ma v’affanculo!
Anna non aveva ancora voluto vedere la cassetta dell’altro giorno, probabilmente ancora un po’ sconvolta dal suo stesso comportamento, e io non le avevo certo detto che sapevo che il nostro vicino l’aveva vista.
Il mattino dopo feci in modo di incontrare di nuovo Gianni, e gli raccontai che Anna mi aveva detto che lui non era riuscito a sistemare il lampadario. Lui, ovviamente, sulle prime fu stupito, poi immaginò che Anna non avesse avuto il coraggio di raccontarmi la verità e mi disse che aveva bisogno di un pezzo di ricambio che aveva appena trovato, stava giusto venendo da noi. Decisi di accompagnarlo di sopra, di modo che mia moglie non potesse rifiutare. Quando ci aprì la porta la vidi sbiancare. Mi guardò ad occhi spalancati mentre Gianni entrava in casa nostra. Le dissi che avrebbe sistemato tutto, ma io dovevo proprio scappare. Sarei tornato dopo mezzanotte.
Invece tornai a casa alle 5, come sapevo che avrei fatto. Anna era sotto la doccia. Quando uscì le chiesi di raccontarmi cos’era successo. Con un po’ di cattiveria nella voce mi disse:
– Siamo andati in bagno e ha finto di osservare il lampadario, poi mi ha afferrata di colpo e mi ha spinto sul pavimento. Mi ha strappato le mutandine e mi ha stuprata!
– Ce l’aveva grosso?
– Stronzo!
– Avanti… Poi che è successo?
– Mi ha detto di passare da lui alle 6. Ha una sorpresa per me, “per ringraziarmi della mattinata”.
– Bene, ma ‘sta luce l’ha sistemata o no?
– Sì, l’ha sistemata dopo avermi sborrato in faccia! Contento?
– Come una Pasqua. Sai? Dovresti andarci, da lui.
– Ma sei impazzito?
– Avanti… Ti vorrà offrire la cena. Al massimo vorrà scopati di nuovo.
– V’affanculo!
– Senti, perché non ci riguardiamo la cassetta dell’altro giorno? Magari ti aiuta…
Squillò il telefono. Era Gianni che la invitava da lui perché la sorpresa era pronta. Anna riappese in malo modo. Io misi su la cassetta e mentre la costringevo a guardare la scena dell’inculata in bagno le accarezzavo dolcemente il corpo. Alla fine la convinsi ad andare, con indosso un vestito molto leggero e scollato, e senza mutandine.
– Sei un porco fottuto! – mi disse uscendo.
Mi rimisi a guardare la cassetta masturbandomi, poi decisi che avrei sconvolto un po’ le cose. Mi inventai una storia per cui ero arrivato a casa in anticipo e ci ho trovato un biglietto in cui Anna mi avvisava che era passata da Gianni per il pagamento del lavoro nel bagno, così avevo deciso di raggiungerla per ringraziarlo di persona.
Quando venne ad aprirmi gli venne quasi un infarto. Era vestito con una tuta da ginnastica, sudato come un maiale.
– Anna è qui?
Gli raccontai tutta la storia che mi ero preparato. Lui mi fece sedere sul divano, poi scappò in un’altra stanza. Sentii dei rumori, poi Gianni ricomparve, ancora più agitato.

– Insomma, cos’è ‘sta storia? Dov’è mia moglie?
Corsi nella stanza da cui Gianni era appena uscito e rimasi di sasso: Anna era legata al letto, braccia sopra le testa e gambe spalancate, imbavagliata. Tre uomini nudi e coi cazzi dritti la circondavano. Nella stanza scese il gelo. Anna mi guardò e non riuscii a capire se nel suo sguardo ci fosse speranza, piacere, orrore o rabbia. Decisi che se si era fatta sbattere dai miei due amici poteva anche farsi sbattere da questi quattro. Guardai Gianni, che era pallido come un morto.
– Sarebbe questo il pagamento?
Lui abbassò lo sguardo.
– Facciamo così: tu mi permetti di riprendere con la mia videocamera tutta la scena e siamo pari. D’accordo?
Scappai fuori prima che potesse rispondere, e tornai in quella stanza in un batter d’occhio.
Ci furono scopate, inculate, doppie e triple penetrazioni. Trascinai Anna a casa all’alba, stremata e coperta di sperma su tutto il corpo, con la fica ed il culo ancora spalancati. Se decidessi di vendere la cassetta diventerei miliardario da tanto è eccitante! FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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