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I miei migliori amici

Chi ritiene impossibile l’amicizia tra un uomo e una donna commette un terribile errore. Per noi donne, a volte, gli uomini possono essere gli amici migliori, ho avuto modo di accertarmene personalmente qualche anno fa, quando ho scoperto per la prima volta che mio marito aveva una relazione con una ragazza molto più giovane di lui.
All’inizio è stato terribile, passavo giornate a piangere e a parlarne con gli amici.
Due di loro in particolare mi erano molto vicini: Raffaele, un collega divorziato da poco e Roberto un suo amico molto più giovane di lui, fidanzato e prossimo alle nozze.
Quando mi vedevano depressa, mi portavano fuori a cena, al cinema, in barca, a volte con la fidanzata di Roberto ma più spesso da soli. Si era creata una tale intimità fra di noi che anche vivere in uno spazio tanto ristretto, come quello che la barca offriva. , non creava alcun problema. Mi sentivo benissimo con loro, curata coccolata, compresa come mai prima.
Insomma erano due amici fantastici Eravamo appunto da soli un fine settimana al mare, dove Raffaele aveva una grossa barca a motore. Avevamo passato la giornata in mare e poi eravamo stati a cena in unristorantino nella città vecchia.
Era ora di rientrare e metterci a dormire visto che anche per la giornata successiva avevamo in programma di uscire in barca, ma eravamo insolitamente allegri, anzi quasi euforici , forse anche grazie al vinello freschissimo che avevamo bevuto senza contare troppo i bicchieri. Io stavo bene come non mi succedeva da molto tempo, camminando sottobraccio, in mezzo a loro due, fra battute e risate, proprio come tre adolescenti.
Risaliti sulla barca, pretendemmo di entrare in cabina mantenendo la stessa formazione, io tenuta sottobraccio in mezzo a loro. Inutile dire che sulla soglia ci accartocciammo l’uno contro l’altro, ridendo come pazzi. Mi trovavo schiacciata fra di loro, con il viso contro quello di Raffaele, il mio corpo contro quello snello di lui e sulla schiena la sensazione piacevole del corpo muscoloso di Roberto.
Io fui la prima a smettere di divincolarmi , ma anche gli altri non continuarono per molto . Le risate si spensero e ci trovammo immobili, cullati da un impercettibile rollio della barca. Fu allora che Raffaele mi baciò. Un bacio senza esitazioni, lungo e invadente che mi spinse ancora di più contro il corpo di Roberto, tanto che dovetti appoggiare la testa sulla sua spalla. Le mani di Raffaele erano sulle mie spalle mentre Roberto mi stava accogliendo in un abbraccio con le mani che scendevano lungo le mie gambe.
Baciavo un uomo e sentivo nell’orecchio il respiro di un altro, altrettanto pieno di desiderio. E io stessa non sapevo bene chi dei due stessi desiderando, o meglio… lo sapevo fin troppo bene, li desideravo tutti e due, insieme, in quel preciso momento.
Sentii una mano che percorreva le mie cosce e risaliva verso i miei slip, ma nell’oscurità non distinguevo di chi fosse. Un’altra stava slacciando i bottoni del mio vestito, allacciato sul davanti, e accarezzava i seni che aveva liberato, fermandosi a giocare con i capezzoli inturgiditi dal desiderio.
La lingua di Raffaele continuava ad esplorare la mia bocca, mentre la mano sotto il vestito era penetrata negli slip e mi stava accarezzando con molta abilità.
Il mio vestito era stato aperto completamente e fatto scivolare a terra, Roberto si era sfilato la camicia e la mia schiena si appoggiava contro il suo petto nudo, le sue mani raccoglievano i miei seni e strizzavano i capezzoli mentre mi passava la punta della lingua sul collo. Raffaele, inginocchiato per sfilarmi gli slip, mi stava dolcemente allargando le gambe per baciarmi e leccarmi le labbra ormai bagnate dalla voglia Ero nuda fra di loro che mi stavano portando al limite dell’eccitazione. Ma sentivo anche i loro membri, duri ed eretti, premere contro il mio corpo. Non potevo più resistere….
Portai le mani dietro la schiena , spingendo il bacino ancora di più verso la lingua di Raffaele, e slacciai i jeans di Roberto infilando una mano nei boxer. Mi ritrovai in mano il suo cazzo, non era lunghissimo ma decisamente grosso e soprattutto duro come marmo.
Feci alzare Raffaele e gli aprii i pantaloni , volevo toccarli insieme… non avevo mai provato la sensazione di due cazzi contemporaneamente. Quello di Raffaele invece era più sottile e lungo, ma ugualmente duro. Era bellissimo vederli vicini, eccitati per me e a mia disposizione.
Questa volta mi inginocchiai io e tenendoli ciascuno in una mano li avvicinai insieme alla bocca. Li baciai alternativamente e con la punta della lingua li leccai per tutta la lunghezza, passando da uno all’altro, lambendoli e succhiandoli sempre più avidamente, senza fare preferenze. Ma questo trattamento li stava portando rapidamente alle soglie dell’orgasmo e non era quello che loro volevano.
Mi fecero alzare insieme e mi fecero stendere sul letto, fu la volta di Roberto che si chinò su di me e aprendomi le gambe si dedicò con passione al mio clitoride, mentre la lingua di Raffaele mi apriva le labbra e mi penetrava, e poi scendeva a leccare anche il mio buchino, facendomi rabbrividire di piacere.
I miei gemiti si facevano sempre più forti, mentre le mie mani cercavano i loro cazzi, che desideravo sentire ancora penetrare la mia bocca. Mi sentivo troia come mai era accaduto prima Mi girai di schiena, chiedendo a Roberto di mettersi davanti a me e mentre Raffaele da dietro mi penetrava con decisione, io ripresi in bocca il cazzo di Roberto succhiandolo con avidità secondo il ritmo che i colpi di Raffaele imprimevano al mio corpo. Roberto venne per primo, con un fiotto di sperma così abbondante che non riuscii ad ingoiare del tutto e lasciai che una parte scivolasse fuori lungo il collo e fra i seni. Raffaele resisteva e mi scopava spingendo sempre più a fondo. Roberto, ormai esausto, si infilò sotto di me e iniziò a masturbarmi il clitoride freneticamente, accelerando l’orgasmo. Urlai, godendo, e fu talmente violento che anche Raffaele venne dentro di me.
Mi lasciai cadere di fianco a Roberto e Raffaele si accasciò sopra la mia schiena mentre il suo sperma caldo mi scivolava fra le gambe.
Stavo stretta fra di loro, con addosso il loro odore e sporca del loro sperma e le loro mani ovunque. Mi avevano fatto godere in maniera fantastica sapevo che fra poco avrebbero ricominciato . Erano davvero i miei migliori amici e lo sono tuttora.
Abbiamo avuto insieme tantissime altre avventure, di cui avrò certamente modo di parlarvi. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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