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copertina racconto erotico

I ragazzini

Non ricordo bene come tutto è iniziato. So solamente che adesso sono qui, legata ad un letto, impossibilitata a muovermi, con loro che mi guardano e si toccano quei lunghi e duri membri pronti a prendere da me più di quanto io posso dare. Ricordo vagamente cosa è accaduto prima. Camminavo con un mia amica per le vie del centro della mia città, quando si avvicinarono dei ragazzi, probabilmente cinque o sei, e iniziarono a dire quelle solite cose che un giovane dice per farsi forte davanti agli amici. Io e la mia amica, da prima quasi lusingate, li lasciavamo fare. Dopo un po’ però i commenti dei giovani da goliardici divennero pesanti e la mia amica commise l’errore di fermarsi e rispondere. Dopo quello ricordo solo una corsa, la mia amica che scappa davanti a me, io che cado…

Ora mi sono svegliata in una stanza, buia, sporca, vuota: il materasso consumato dove giace il mio corpo sembra essere l’unico arredo. Del resto, quei corpi che si accalcano intorno a me famelici mi impediscono di guardare bene. Non sono solo quelli che erano per strada, ma ce ne sono altri, adesso
sembrano essere una decina. La mia amica non si vede, forse lei è scappata. L’oggetto delle loro fantasie, che si apprestano a far diventare realtà, sono solo io. Grido, ma subito capisco che questo eccita di più mi miei assalitori. Provo a liberarmi da quei legacci ma non riesco a muovermi se non di qualche centimetro. Non sono ancora completamente nuda: il reggiseno copre ancora il mio petto e le mie mutandine nascondo ancora la mia folta peluria.
Ho paura, e so che non ho alcuna possibilità di sottrarmi a tutto quello.

Le loro mani iniziano a percorrere il mio corpo. Le sento dovunque e mi agito, ma un forte dolore ai polsi mi ricorda i legacci. Un coltellino si avvicina al reggiseno e lo fa saltare. Il mio generoso seno viene liberato e tutti lo possono finalmente vedere. I miei capezzoli rosa, racchiusi da una piccola aureola, spiccano sulla sommità delle due generose colline…uno di loro si avvicina alla mia bocca e me la bagna di denso liquido: evidentemente non ha resistito allo spettacolo. Un po’ di quel liquido entra nella mia bocca e sento l’acre sapore dello sperma del ragazzo che si diffonde nella mi bocca. Dopo qualche minuto in cui il mio petto è protagonista lo stesso coltellino usato prima scende e ripete la sua rapida operazione con il tessuto dei miei slip. I miei peli neri arruffati vengono liberati e alcune mani lasciano il mio seno e iniziano a perlustrare le intimità del mio corpo. Sento mani pesanti che con frenesia cercano di primeggiare nella scoperta del mio più segreto anfratto. Dita che si intrufolano dovunque. Grido per il dolore, per la rabbia, per lo schifo. Due o tre di loro avvicinano alla mia faccia i loro membri: il loro odore mi da il voltastomaco ma sono costretta a prendere tra le labbra uno dopo l’altro ognuno di quelli arnesi. Intanto alcune mani stanno ancora indugiando sul mio seno, e i miei capezzoli vengono stetti con frenesia da dita che non vogliono dare piacere, ma solo riceverne. Le mie gambe, che provo a tenere più strette che posso, vengono brutalmente aperte da un paio di loro. Alzo gli occhi davanti a me e vedo uno di loro che si appresta a entrare dentro di me: appoggia il suo membro all’apertura della mia vagina e con un colpo violento mi penetra… il dolore è lancinante e mi fa emettere un urlo che viene smorzato dal pene che ho ancora in bocca che mi viene tra le labbra facendomi ingoiare una troppo grande quantità di sperma che mi cola fuori, sulle guance andandosi ad unire a quello precedentemente lasciato dal compagno. Il ragazzo che è dentro di me dopo poco, accelerando i suoi già frenetici movimenti, emette il suo liquido rimanendo nella mia vagina…

Guardo per un attimo: non sono uomini, ma solo ragazzini, che probabilmente non sono mai stati con una donna vera, e che hanno fatto quello che stanno facendo adesso solo nelle loro fantasie, tenendosi il giovane pene tra le mani e masturbandolo. La cosa adesso mi inizia a piacere, perché non è più la brutalità che vedo in loro, ma soltanto la voglia di essere grandi. Decido di prendere io in mano la situazione e di diventare da preda, cacciatrice.
Inizio a mugulare e a far capire ai ragazzi che sono a loro disposizione, che voglio partecipare all’orgia in maniera attiva: dopotutto è stata sempre una delle mie fantasie, essere l’oggetto di più maschi che si danno da fare per me. Convinco chi mi è vicino a slegarmi e inizio a prendere i loro membri in bocca uno alla volta, bagnandoli con la saliva. Faccio stendere uno di loro sul materasso e infilo il suo pene nelle mie grandi labbra: adesso l’entrata è facilitata dagli umori copiosi che la mia vagina emette. Inizio a muovermi sopra che pezzo di carne giovane, rallentando i miei movimenti sapientemente quando mi accorgo che il ragazzo sta per venire. Intanto la mia bocca passa da pene a pene senza sosta e non sono pochi quelli che mi
vengono tra le labbra e sul petto… tutta sporca di sperma decido che quello che sto cavalcando deve venire e accelero il mio moto. Dura pochi secondi e la mia vagina è di nuovo tutta impregnata di miele maschile. Ho notato che uno di loro, probabilmente più grande o più esperto ha una resistenza maggiore: lo invito accanto a me, lo faccio abbassare e mi faccio bagnare con la lingua l’ano. Lui subito capisce quale sarà poi il suo compito e mi inumidisce l’entrata posteriore in maniera perfetta. Gli altri intanto, essendosi un po’ ripresi dai miei precedenti attacchi, si masturbano davanti ai miei occhi. Mi piego sempre di più e quando penso di essere pronta, faccio un segno al ragazzo e gli facilito la strada aprendo il più possibile le natiche: lui entra dentro di me facilmente, e inizia ad entrare sempre più a fondo. Ritira il pene fuori e poi lo rimette dentro, lentamente e continuamente. Adesso godo veramente parecchio e lo sperma che ritorna a essere spruzzato dai ragazzi, che mi vedono dare l’ano al loro amico e gridare come una assatanata, bagna nuovamente ogni parte di me…Spingo il pene del ragazzo sempre più dentro di me e quando lo sento godere nelle mie viscere ho il più lungo orgasmo della vita che mi fa urlare come una verginella al suo primo incontro. Il ragazzo estrae il membro dal mio ano e sento il suo liquido scorrere dentro di me… Ho sperma dovunque, sul seno, in bocca, sulla faccia dentro e fuori della mia vagina e nel mio ano… Quella che sembrava una vicenda orribile si è trasformata in un’orgia mai provata… FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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