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Ieri:19 luglio 1999

Abbandonando temporaneamente il mio diario (sono ancora alla narrazione dei miei 19 anni), salto ai giorni attuali.
Sono una rispettabile signora di 34 anni, felicemente coniugata, mora con un corpo niente male, ben rotondo soprattutto nel didietro.
Mio marito è un uomo molto moderno e tollerante, non mi nega nulla e non ha alcun tipo di gelosia.
è effettivamente l’unico adatto a me.
Spesso ci scateniamo in giochi di sesso con altri e, anche se non mi chiede nulla, sa benissimo che mi do da fare abbondantemente anche da sola.
Io lavoro in un ufficio commerciale e venerdì scorso ho iniziato le ferie.
Mio marito, Giorgio, che fa il libero professionista, è per quindici giorni in Giappone per lavoro per cui sabato scorso sono salita in macchina con destinazione ignota verso sud..
Mi piace viaggiare da sola, senza meta, fermarmi dove mi piace.
Pochi bagagli, qualche straccetto ed il mio lap-top collegabile al cellulare per scambiare le E-Mail con mio marito.
Mi dirigo a tappe verso la costa tirrenica pernottando in alberghetti lungo la strada, finchè ieri mattina trovo posto in
un albergo a picco sul mare a sud di Livorno.
Una bella camera, una vista stupenda, mi fermo qui.
A pranzo dò un’occhiata agli altri ospiti. Vari stranieri ed un paio di coppie italiane.
Dopo pranzo scendo alla piccola spiaggetta dove trovo una piacevolissima sorpresa: due coppie tedesche sui quaranta che prendono il sole completamente nude.
Mi sdraio un po’ in disparte e per non fare la figura della provinciale mi spoglio anch’io.
Dopo poco una coppia se ne va, mentre i due che restano cominciano a fissarmi.
Ad un certo punto si rivolgono a me in inglese:
“Scusi, abbiamo notato che non le dà fastidio la nudità. Le darebbe fastidio se ci scambiamo delle effusioni?
“No, per carità, sono adulta.
Così lei comincia a toccargli il cazzo con una mano, mentre con l’altra si accarezza tra le gambe.
Ogni tanto vedo che mi guardano di soppiatto, ma io per nulla intimidita li guardo con attenzione.
Purtroppo dura poco, vediamo da lontano arrivare gente e ci vestiamo di corsa.
La sera, come entro in sala da pranzo, mi fanno un cenno per invitarmi a sedere con loro. Accetto volentieri, cenare da sola non mi attira.
“Io sono Christa e lui è Peter, veniamo da Düsseldorf. Sai oggi volevamo fare l’amore all’aperto, ci piace tanto ma è difficile trovare posti deserti.
“Bè, potete provare questa sera. Sicuramente nessuno andrà giù al mare.
Cominciano a parlottare tra loro in tedesco continuandomi a guardarmi di sfuggita, poi lei prende coraggio e si rivolge di nuovo a me in inglese.
“Non ti offendi o scandalizzi se ti chiedo qualcosa di delicato e molto intimo?
“No, dimmi.
“Tu ci piaci molto e ci stavamo chiedendo se vuoi venire giù con noi.
“Intendete dire a fare un trio con voi?
“Si, sai piaci a tutti e due…
“Vuoi dire anche a te?
Christa è piccola, bionda, con due tette più grandi del normale per il suo fisico. Peter è alto ed il cazzo che ho visto ben duro nel pomeriggio è molto interessante.
“Perchè no. Anche voi mi piacete, tutti e due.
Aspettiamo al bar fino verso le undici, poi scendiamo per le scalette fino al mare.
è stupendo, ci spogliamo senza parlare illuminati solo dalla luna. Io mi sdraio su un lettino e Christa si siede a fianco a me.
Lentamente inizia a carezzarmi il ventre e le cosce, le sue mani sono leggerissime e quando apro le gambe sento le sue dita entrare delicatamente dentro di me.
Allungo anch’io una mano a toccarle il petto sodo come il sasso.
Si alza e si sdraia vicino a me, ci abbracciamo cominciando a baciarci con la lingua mentre le nostre dita esplorano le nostre fighe.
Mi massaggia il clitoride in modo sublime, sta per farmi godere.
Lei se ne accorge e accelera il ritmo del dito mentre sento due dita entrare nei miei buchi, la figa ed il culo.
è Peter che mi stantuffa avanti e dietro con le dita mentre godo intensamente.
A quel punto mi alzo e tuffo la faccia tra le gambe di Christa, voglio leccarla, succhiarla, farla godere.
Naturalmente per fare questo sono bocconi a chiappe in aria e così succede proprio quello che voglio: sento due mani aprirmi delicatamente ed una rotonda cappella farsi strada tra le labbra fradice della mia figa.
Entra, il cazzo entra dentro di me, sempre di piu, sempre più in fondo.
Poi comincia a muoversi, mi sbatte i lunghi coglioni sulle cosce, più forte e più a fondo mi sbatte più forte io lecco e succhio la figona di Christa.
è saporita, quasi salata, le lecco anche il buco del culo che sento allargarsi permettendomi di entrare un po’ con la lingua.
Peter continua a stantuffare senza pietà, mi arriva al cuore, godo di nuovo, questa volta dal profondo delle viscere e del cervello.
Mentre godo tremo tutta affondando tutto il viso tra le belle cosce di Christa.
“Adesso alzati un momento, Silvia. Con la tua lingua mi hai fatto venire una voglia..
Sdraia Peter a pancia in su e cazzo in resta, e si sdraia con la schiena sopra di lui: in un attimo ha il cazzo infilzato nel culo fino alle palle e con le mani si allarga la figa di fronte alla mia faccia.
“Adesso puoi leccare come prima, mentre mi faccio riempire dietro.
Riprendo a leccare ed infilare le dita nella figa fradicia, mentre da dietro Peter le pompa il culo prepotentemente.
Di nuovo parlano fra di loro in tedesco, lei alza bene le gambe per permettermi di leccare sia la sua figa che l’asta che va su e giù che i coglioni grossi.
Improvvisamente dal profondo della figa spalancata un getto investe la mia bocca, non so se sono umori di godimento o se sta pisciando, urla, si dimena, mi afferra la testa tenendomela ferma:
In quel momento il cazzo esce dal culo e comincia a schizzare violentemente; con un tempismo eccezionale la mia testa viene spinta in basso per farmi infilare la bocca dall’uccello che sta sborrando.
Apro più che posso, succhio e bevo, sento vari sapori insieme: il sapore della figa, del cazzo, della sborra, del culo da cui è appena uscito.
Non posso muovere la testa, ingoio tutto, rumorosamente.
Mentre ci alziamo Christa ride di gioia e godimento e mentre ride le esce dell’aria dal didietro.
“Silvia, sei stupenda. Vuoi rifarlo domani?
Domani è oggi. Ora sono le 14, 30 e sto scrivendo questa avventura sul mio lap-top già pregustando quello che mi aspetta questa sera.
Ciao, amici, a domani…. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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