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Il carnevale di Claudia

Era il 15 febbraio, Carnevale, e Claudia con i suoi 18 anni era stata lasciata a casa sola dai suoi per alcuni giorni. La mattina si era comprata un costume di paillettes da ballerina di charleston, pensando alla festa in maschera a casa di amici di quella sera. A casa se lo era provato e si era accorta che malgrado lei fosse molto minuta le stava piccolo. Senza perdersi d´animo e pensando alla figuraccia che avrebbe fatto se si fosse presentata alla festa senza costume prese una forbice e decise di adattarlo. Tagliò il costume lateralmente fino a ridurlo ad un lucente lembo di stoffa con il buco per la testa. Se lo infilò e in vita si passò una cintura. Il costume di paillettes le scendeva fino sotto al sodo culetto e gli spacchi laterali salivano fino alle ascelle, mostrando l’ attaccatura dell’acerbo seno e le cosce fino alla vita. Infilatasi un collant trasparente color carne e gli stivaletti coi lacci e con un piccolo tacco si rimirò allo specchio. Era molto seducente. Si incipriò e si truccò pesantemente gli occhi. Ora dimostrava qualche anno in più ed era quasi irriconoscibile. Era eccitata e pensò “perchè aspettare fino a sera? “, dopotutto era carnevale tutto il giorno… Si infilò la giacca a vento bianca che le arrivava poco sotto la vita ed uscì. Entrò nel centro commerciale dal parcheggio sotterraneo dove aveva lasciato la fiat 600 della madre, e si fermò al bar a bere un cappuccino. L’effetto degli sguardi degli uomini alle sua lunghe gambe era di pura eccitazione e Claudia si bagnava a pensare che lei sola sapeva che sotto quei centimetri quadrati di paillettes lei non portava neppure gli slip e che sarebbe bastato inchinarsi pochissimo per presentare quel culetto giovane e sodo a chi stesse guardando in quel momento. La carezza del collant la mandava in visibilio e mentre dalla fichetta iniziavano ad uscire umide gocce di piacere improvvisamente fu scossa nella sua estasi dalla vista di sua zia che entrava nell’atrio del centro commerciale. Decisa di non farsi vedere così truccata e seminuda corse verso le scale per il garage sotterraneo. Correndo il vestitino ad ogni passo mostrava abbondantemente quel culetto nudo provocando uno stato di eccitazione generale fra i presenti. Col cuore in gola scese le scale e aprì la pesante porta del garage sotterraneo. Tirando un sospiro di sollievo si diresse lentamente verso la macchina. Il suo corpo era tutto sudato e pensava con sollievo che fra poco sarebbe stata a casa. Giunta quasi alla macchina si trovò di fronte un signore cinquantenne col fiatone. “Sei bellissima… ti prego… fermati un secondo”. Il signore aveva visto Claudia nella sua esibizione al centro commerciale ed era corso nel garage per l´altra rampa di scale. Claudia era imbarazzata ed un po´preoccupata di fronte a quel signore che poteva essere suo padre, ma allo stesso tempo tranquillizzata dal fatto che sembrava veramente sincero ed interessato a lei. Da come era vestito sembrava una persona molto distinta e non pareva avere cattive intenzioni. “Ecco il mio biglietto da visita, sono l´amministratore della società proprietaria del centro commerciale, voglio solo conoscerti e dirti che sei la rappresentazione dei miei sogni erotici, per come ti sei vestita e ti sei esibita” disse con un groppo in gola. Claudia era esterefatta da quella dichiarazione, lì nel garage, ma capiva che quell´uomo era veramente eccitato a dismisura per rischiare di essere visto ad abbordare una ragazzina che poteva essere sua figlia. Decise di fidarsi anche perchè capiva istintivamente di averlo in suo potere ed oltretutto era anche un bell´uomo. Istintivamente decise di aprirsi totalmente e di comunicare i suoi pensieri e gli disse che si era eccitata tantissimo a farsi vedere da tutta quella gente con quel vestito sexy e che le faceva molto piacere che a lui piacesse tanto e che aveva avuto il coraggio di dirglielo. Purtroppo era arrivata sua zia ed era stata costretta a scappare e la sua esibizione poteva considerarsi conclusa. “perchè non vieni stasera a una festa con me? È una festa fetish e li ci saranno altri esibizionisti, mi farebbe piacere e tu potresti sfogare le tue pulsioni esibizioniste… ” Claudia ci pensò un attimo ed accettò, dopotutto quello era un vero e proprio colpo di fortuna. L´uomo le offrì di salire in macchina con lei; avrebbero passato il pomeriggio a fare acquisti per la festa e a prepararsi.

In centro Claudia si fece portare ad un negozio di scarpe che vendeva stivali che a lei piacevano tantissimo, ma che mai si sarebbe sognata di poter comprare. Entrata con l´uomo chiese di provare gli stivali di vernice nera col tacco alto che salivano a metà coscia . Spesso li aveva visti portare alle puttane sotto casa e aveva sempre desiderato almeno di poterli provare. Mentre seduta su di una sedia li stava provando, non si accorse che nello sforzo di infilare quelli stivali che erano più complicati da indossare di quanto avesse pensato, stava mostrando la sua fessurina attraverso i collant trasparenti alla commessa e all´uomo che aveva la patta gonfia di eccitazione. Non curandosene minimamente riuscì finalmente a chiudere le cerniere degli stivali e a passi incerti si diresse verso lo specchio. Era più alta di 10 cm e la sensazione di potere che le davano quegli stivali la stava già eccitando; stava vivendo un sogno perverso. “Va bene li prendiamo e li tengo addosso” disse alla commessa e mentre l´uomo pagava con la carta di credito, lei raccolse i suoi vecchi stivaletti dal pavimento, mettendoli in una busta di plastica del negozio. Uscendo dal negozio si accorse che con quegli stivali la gente si fermava per la strada a guardarla e lei ad ogni passo era più eccitata da quella situazione. L´uomo era imbarazzato ed eccitato al tempo stesso di camminare con quella ragazzina perversa al fianco che sembrava per niente turbata da quella situazione, anzi fermamente decisa a viverla in ogni suo aspetto. Claudia avvertì la preoccupazione, l´imbarazzo eccitato dell´uomo e gli disse, per la prima volta sorridendogli apertamente di gratitudine, “dai, dopotutto è carnevale ed è perfettamente normale che io mi sia mascherata da troiona!!! “. “Ciao bello” disse ad un ragazzo che a bocca aperta li stava incrociando, godendo a voltarsi dopo averlo passato a fargli l´occhiolino e vedere come questo si fosse fermato in mezzo alla strada girarato a guardarla. “Ora andiamo a comprare un soprabito come dico io” esclamò oramai a suo agio. Fece pagare all´uomo un lungo soprabito di pelle nera lungo fino ai piedi e finalmente si diressero a casa dell´uomo. Era quasi ora di prepararsi per la festa e Claudia dopo aver disdetto per telefono agli amici l´appuntamento per la sera chiese all´uomo come si chiamasse. “Paolo” rispose l´uomo. “Ti chiamerò Signor Paolo, mi piace di piú… “gli disse maliziosa. “Ora mi preparo Signor Paolo, ma tu promettimi che non mi chiederai come sono vestita finchè non siamo alla festa… “Va bene rispose il ´Signor Paolo`” che iniziava a rendersi conto che le fila del gioco le teneva ormai a piccola Claudia, e che si sentiva ormai sopraffatto da quella personalità.

Arrivati alla festa in un elegante e grande appartamento del centro Claudia si rese conto che c´erano delle persone che ragionavano come lei: una ragazza di circa ventotto anni portava un corpetto nero, tacchi a spillo ed una gonna di plastica trasparente attraverso la quale si vedevano la fica e il culo; un uomo girava solo con perizoma e maschera di pelle, un´altra signora cinquantenne mostrava i capezzoli col piercing. La maggiorparte delle persone però, più che esibirsi, guardava ed era più o meno vestita: da qualche signora si intravvedeva il reggicalze sotto la gonna, massima concessione al bizzarro. Il Signor Paolo salutò i padroni di casa e presentò Claudia come una sua amica. A Claudia fu versato un bicchiere di prosecco e lei si accomodò su di un divano. Ad uno sguardo più attento era si una festa fetish, ma più passava il tempo e più prevalevano le persone vestite. Claudia fino a quel momento era rimasta col soprabito indecisa se toglierlo o no; ma aiutata dall´alcool prese una decisione e chiese alla padrona di casa dove fosse il bagno. In bagno si tolse il soprabito sotto il quale era completamente nuda; con il rossetto si ridisegnò le areole dei capezzoli, si ripassò il trucco e vestita dei soli stivali uscì dal bagno. Le persone in salotto ammutolirono appena si resero conto di quello che stavano vedendo: questo giovane corpo liscio e sodo con le tettine dure che ancheggiava con nonchalance in quelli stivali da dominatrice lunghi fino alla coscia. Claudia ruppe il silenzio chiedendo disinvolta se si potesse fare un po´di musica. L´uomo col perizoma corse allo stereo e mise su un cd. Claudia con un nuovo bicchiere di prosecco in mano iniziò a ballare mentre un rivolo del suo piacere le scorreva per le cosce fino agli stivali. Dopo un quarto d´ora Claudia andò dal Signor Paolo che stava seduto sul divano incredulo del tutto e gli disse: “Signor Paolo, le dispiace se mi siedo su di lei, non ci sono altri posti… ” E si accomodò sulle gambe del Signor Paolo. “Signor Paolo cos`è questa cosa dura sotto al mio culo? ? “Il Signor Paolo era rosso per l´imbarazzo; tutto questo superava largamente le sue fantasie. Claudia invece godeva nel provocare lui e gli uomini seduti sul divano e le poltrone. “Qui c´è qualcosa che non va, Signor Paolo, dobbiamo controllare” ed alzandosi sbottonò la patta dell`uomo. Era stata così veloce che l´uomo non era riuscito ad opporsi, ed ora Claudia teneva in bocca il membro dell`uomo e lo succhiava di fronte agli allibiti presenti. “Guarda come ci sa fare la troietta”esclamò la padrona di casa. Claudia si interruppe un attimo e la guardò sorridendo. “Venga qui un attimo” disse alla padrona, e la invitò a succhiare il membro del Signor Paolo. Mentre la padrona di casa spompinava il signor Paolo, Claudia le levò la gonna aprendo la cerniera. La padrona non portava le mutande, solo il reggicalze e le calze nere. Alla vista di quel bel culone bianco e di Claudia così intraprendente, alcuni dei presenti iniziarono a tirare fuori i propri membri e a masturbarsi sui divani. Claudia sculettando eccitata sui tacchi si recò in cucina e tornò con una lattina di olio di semi. Mentre i presenti erano sembre più eccitati da quello show fuori programma e anche qualche donna iniziava a liberare la fica e a sgrillettarsi, Claudia si versò l´olio da cucina sulla mano e iniziò ad accarezzare le grandi labbra della padrona, ancora intenta nel bocchino, da dietro. Dopo alcuni ripetuti gesti la piccola mano di Claudia penetrò in quella grande fica e la padrona iniziò a gemere sempre più forte. Il Signor Paolo venne abbondantemente in faccia alla padrona che stava ormai urlando dal piacere; e perchè Claudia ci sapeva fare e perchè eccitata dal fatto di esibirsi di fronte a tutte quelle persone. Improvvisamente ad un ultimo urlo ed una ultima contrazione seguì un rilassamento totale, la padrona sembrava perdere i sensi. Claudia estrasse la mano mentre la Signora si sdraiava lentamente per terra a gambe aperte, esausta. Nella eccitazione generale che solo un vero orgasmo può provocare, Claudia sculettò fino al suo soprabito, lo indossò e uscì, soddisfatta di quell´ondata di eccitazione sensuale che aveva provocato. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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