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Il coraggio

Era una domenica sera di inizio settembre, la mia cuginetta era venuta a stare da me per alcuni giorni perché doveva fare dei giri per il suo nuovo lavoro.
Dopo aver cenato, ci siamo messi a vedere la tv in salotto, cercavo di sbirciare il più possibile dalla sua minigonna ma senza farmi vedere.
La passione verso la cuginetta (più piccola di me di soli tre anni) ce l’ho sempre avuta, ma da quando la vedo così spesso è diventata una vera fissazione.
Angela, così si chiama, ha 24 anni piuttosto bassina dai capelli nerissimi abbastanza corti, un seno da premio Oscar (una quarta abbondante) e un culo da premio Nobel, molto simpatica e da quello che si dice in giro anche una gran maiala.
Il desiderio di fotterla l’ho sempre avuto, ma per paura di problemi in famiglia non mi sono sbilanciato mai oltre la battutina o lo scherzo.
Verso le 22 Angela si dirige verso la cucina per cercare una aspirina per il suo mal di testa, non trovandola mi reco da lei e le indico lo sportello in alto; con l’aiuto di una sedia sale e cerca tra le scatolette, mi avvicino e da dietro con il mio viso che sfiora il suo culo le do delle indicazioni piuttosto vaghe sul dove trovare la medicina.
Il gioco continua per poco fino a quando non mi accorgo che lei con delicatezza sta strusciando il suo culo sul mio viso, a quel punto prendo coraggio, o forse perdo il controllo, e con le mani comincio a salire sulle sue cosce tornite e sode come una statua.
Lei sta al gioco e girandosi alza la minigonna e mi incappuccia spingendomi la faccia contro le sue mutandine. sento un odore fantastico, allora la prendo e la sdraio sul tavolo, le sfilo le mutande e mi tuffo su quella foresta di peli tanto fitta che non riuscivo a vedere lo spacco della fica.
La lecco e la succhio fino a farla venire, intanto lei si era tolta la maglia e con le tette fuori dal reggiseno si stava massaggiando i capezzoli, quando vidi quelle tettone enormi la sdraiai a terra e cominciai a succhiare e palpare quei globi enormi e sodi; lei mi aprii i pantaloni e con maestria mi prese il cazzo già duro tra le mani, ero combattuto tra le sue tettone e il fatto che lei voleva prendere in bocca il mio cazzone, decisi per un pompino da urlo che ricorderò a lungo per la quantità di sborra che Angela era riuscita a ingoiare.
Le stantuffate che le davo mentre le venivo in bocca gli hanno fatto cadere delle gocce di sperma sul seno ma le da grande ingorda le ha prese con due dita e se le è piazzate in fica, così mentre lei a pecorina si sditalinava alla grande io capii che alle precauzioni per non rimanere incinta ci aveva pensato lei e alla visione di quella pecorina ci volle veramente poco prima che il mio cannone si armasse di nuovo.
La vedevo infilarsi due dita alla volta nella fica e di tanto in tanto con il medio che grondava di umori cercava spazio nel buchetto del culo, questo mi fece impazzire, mi accovacciai dietro di lei senza farle togliere la mano dalla fica cercai di entrarci anche io con il cazzo, subito tolse la mano e con la faccia poggiata sul tappeto già ansimava dal piacere, con le mani si allargò le chiappe mi incitò a sbatterla con violenza, aumentai il ritmo e con un dito, bagnato da suo clitoride, cominciai a penetrala anche nel culo.
Appena lo sfintere si allargò a sufficienza, tolsi il cazzo dalla figa ormai arroventata e lo spinsi dentro quel culo che avevo sempre desiderato, Angela fece un urletto soffocato ma già sapeva la goduria che le si prospettava e dopo i primi colpi delicati fu lei ad aumentare il ritmo mentre io con la mano finivo il lavoro sulla ficona che ormai ospitava quasi tutta la mano.
Venne diverse volte poi mentre stavo per venire la girai, le misi il mio cazzo in procinto di esplodere tra le giunoniche tette e ricominciai un lento movimento.
Mentre Angela si pressava le tette sul mio cazzo, io riuscivo a vedere solamente la cappella che sempre più gonfia le scaricò una copiosa dose di sborra calda sulle tette, sul viso e sui capelli.
Angela si alzò, andò in bagno e dopo poco ancora nuda mi porse una sigaretta e ci sdraiammo di nuovo a fissare il vuoto. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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