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Il maestro di tennis

Era un classico pomeriggio di agosto col sole che picchiava forte.
Come ogni pomeriggio dopo aver pranzato e passato un po’ di tempo a far divertire le bimbe sulle giostrine eravamo andati in camera per riposare, e come al solito tutta la mia famiglia nel giro di pochi minuti era a nanna mentre a me il sonno proprio non veniva.
Dopo una buona mezz’ora che ero sul letto nell’inutile tentativo di addormentarmi decisi di alzarmi ed andare fuori dalla stanza ad intrattenermi un po’ con una bella birra ghiacciata ed un cruciverba, solo che dopo dieci minuti la birra era finita ed il cruciverba mi aveva annoiato !!!
Che fare ? ? ?
Decido di farmi un giretto verso i campi da tennis, magari trovo qualcuno con cui fare due palleggi anche se tenendo presente l’orario, erano le 16, ed il caldo non credo ci possano essere dei folli come me.
Per arrivare ai campi da tennis devo fare circa 3-400 metri e passare accanto alle stanze dell’animazione.
Dopo aver controllato che in camera tutti dormissero mi incammino. Nel villaggio regna una pace irreale. Chi è in camera sta dormendo al fresco e chi non riposa è sulla spiaggia a rinfrescarsi. Mentre mi avvicino ai campi di tennis sento il classico rumore di una pallina da tennis colpita dalla racchetta ed inizio a sperare di poter trovare qualcuno con cui giocare. Superata la siepe che mi copriva la visuale posso vedere chi sta giocando …. È la tipa della 49 (vedi relativo racconto) che stava prendendo una lezione di tennis privata !!!
Un po’ deluso, non avrei potuto giocare, decido almeno di osservarli, almeno avrei perso lo stesso un po’ di tempo.
Mi posiziono sotto un pino ad una decina di metri dalla recinzione del campo da tennis, in quella posizione potevo godere dell’ombra ed osservare i due giocatori che apparentemente non si erano accorti della mia silenziosa presenza.
Certo che la tipa aveva proprio un bel fisico atletico malgrado non fosse più una ragazzina ed avesse avuto due figlie.
Indossava un costume da bagno intero che usava come body ed un paio di calzoncini attillati anch’essi neri che mettevano in risalto un bel culetto sodo. Potevo vedere i suoi glutei che si contraevano nello sforzo ad ogni scatto.
Le cosce ben abbronzate erano scattanti come molle. Il seno fasciato dal costume era messo in evidenza dal sudore che lo rendeva lucido e brillante, poi i capezzoli che forzavano la stoffa e che si disegnavano perfettamente su di essa rendevano l’immagine ancora più bella.
Ad un certo punto decisero di smettere di palleggiare e di iniziare un set. Naturalmente il maestro lasciò alla signora il vantaggio di battere per prima. Solo che i risultati non furono eccezionali, se nel palleggio la signora se la cavava benino, la battuta proprio non gli riusciva ed infatti dopo 3-4 goffi tentativi malriusciti il maestro le propose di aiutarla, si avvicinò a lei e le mostrò più volte il movimento corretto. Arrivò il momento in cui era la tipa a dover compiere la sequenza corretta ed il maestro per aiutarla si mise alle sue spalle guidandole le braccia, nel fare questo movimento si attaccò alle sue spalle e si eccitò. Almeno questa era la mia impressione perché non ricordavo credo siano state palline da tennis la causa del gonfiore che si ritrovava davanti ai calzoncini.
Dopo questo primo contatto, probabilmente del tutto casuale, la signora fece di tutto per sbagliare la battuta e richiedere ancora l’aiuto del maestro al quale mi sembrò appoggiarsi con tutto il corpo questa volta. Oltre ad appoggiarsi notai che cercava sporgere più in fuori possibile il suo culo, come a saggiare l’effetto che faceva sul maestro.
Probabilmente per la propria professionalità, o perché preso alla sprovvista il maestro non rispose subito alle avances della sua allieva ma poco dopo notai che anche lui cercava il contatto del suo cazzo col culo disponibile della signora.
Di colpo lei si girò, fece cadere per terra la racchetta e si aggrappò al maestro infilandogli la lingua in gola. Dopo un paio di minuti passati a slinguarsi selvaggiamente lei disse: “Ora voglio vedere se con questa mazza e queste palle puoi ancora darmi lezioni !! ” e così dicendo iniziò a massaggiarlo tra le gambe. In un attimo il maestro abbandonò palle e racchette sul campo e la condusse nel ripostiglio dove teneva tutta l’attrezzatura. Lì estrasse il suo asciugamano e lo posò a terra e senza perdere tempo iniziò a spogliarsi subito.
Devo ammettere che aveva una bella mazza, sarà stata circa 20 centimetri e molto grossa a dritta. A quanto pare anche alla sua allieva piacque molto visto che non perse tempo e subito si inginocchiò ad imboccarlo. Sull’abilità da bocchinara della tipa non avevo dubbi grazie all’esperienza diretta che avevo avuto qualche giorno prima.
Evidentemente doveva essere particolarmente eccitata perché si dedicò poco a leccare il cazzo del maestro e se lo cacciò subito in fondo alla gola iniziando a succhiare con gran lena, tanto da poter udire chiaramente i risucchi dalla mia postazione ad una 15 di metri da loro, ben protetto da una siepe cresciuta attorno alla recinzione del campo da tennis. Capendo di non poter sostenere a lungo una simile pompa il maestro la staccò da lui e l’aiutò a spogliarsi, fece alzare la sua allieva ed inginocchiandosi davanti a lei le sfilò i calzoncini mentre la donna si sfilò da sola la parte superiore del costume scoprendo due tettine non enormi ma sode e con due capezzoloni scuri o turgidi che avrei tanto voluto poter mordere in quel momento. Il maestro ancora piegato sfilò via anche il costume della sua allieva che, senza neanche aspettare che lui avesse terminato l’operazione, gli prese la testa e la affondò tra le sue cosce.
Purtroppo non potevo osservare i particolari ma la scena la potevo ben immaginare. Lui si sarà trovato il viso tra la selva di peli bruni già intrisi di liquido denso e profumato che l’avrà inebriato ancora prima di iniziare. Avrà iniziato col gustare quelle goccioline di miele che imperlavano i peli della fica e poi le ha preso la coscia sinistra e se l’è appoggiata sulla spalla così da poter aiutare ancora di più quel roseo fiore umido, roseo e stupendo che è la passera ad aprirsi. A quel punto con sapienti tocchi di lingua ha iniziato a saggiare delicatamente la consistenza delle labbra, assaporandone prima il gusto esterno. Con la punta della lingua allora ha sottolineato tutto il perimetro esterno per poi passare a leccare, senza forzarlo ancora, lo spacco centrale. A quel punto lei che fremeva evidentemente gli ha preso la testa per spingerlo più in profondità, ma lui con sapienza da uomo esperto ha resistito ed atteso per portarla ancora di più in estasi. E solo quando ha visto che lei non resisteva più ha deciso di allargarle le labbra esterne, spalancarle le fica ed affondare la sua lingua in quel pozzo stracolmo di umore denso e dolce col quale poté soddisfare la sua libidinosa sede.
Contemporaneamente le mise le mani sulle solide natiche ed iniziò a massagiarle con vigore. La lingua intanto si inebriava circondata dal miele della donna e man mano che acquistava sempre più velocità tanto più liquido sgorgava da quella fonte divina. Erano entrambi eccitatissimi, la donna ormai aveva le mani tra i capelli di lui, la testa all’indietro, gli occhi chiusi e la bocca aperta dalla quale uscivano in continuazione mugolii. Lui preso dalla foga affondava ormai col tutto il viso nella fica di lei lavorandole poi il clitoride sia con la lingua che con piccoli morsi, le sue dita nel frattempo si alternavano tuffandosi nel roseo frutto di lei per lubrificarsi a puntino e poi si infilavano nello stretto, ma elastico, buco del culo. Questo trattamento congiunto di bocca, lingua e dita ebbe ben presto un effetto sconvolgente nella donna che dopo tanto ansimare emise una specie di ululato irrigidendosi tutta e subito dopo ebbe un cedimento e si accasciò sul suo partner. Era stato un orgasmo meraviglioso … ed io, purtroppo avevo solo potuto assistervi, ma non era certo finita qui.
Il maestro prese la sua allieva ancora sconvolta dal precedente orgasmo e la fece sdraiare sull’asciugamano, si piazzò tra le sue gambe ed infilò in un sol colpo il suo bastone duro in quello che ormai era un lago di umori. Evidentemente la donna era ancora scossa perché non aveva nessuna reazione mentre il maestro la pompava come un forsennato, si reggeva sulle braccia e dondolava il bacino con irruenza, potevo chiaramente osservare ogni volta che si sollevava il cazzo lucente per gli umori femminili che fuoriusciva quasi completamente dalla fica dove un istante dopo scompariva completamente.
Sembrava un concerto in cui il ritmo era dato dal rumore sordo dovuto al contatto del pube del maestro con quello della sua allieva, e la melodia era il rumore di sciacqettio del cazzo che stantuffava la fica. Dopo qualche minuto vidi il maestro cercare di andare ancora più in profondità (cosa impossibile) e tendersi al massimo, dopodiché lancio un urlo, era finalmente arrivato pure lui. I primi fiotti di sborra arrivarono sicuramente in fondo alla fica della donna, che finalmente si stava riprendendo ed ebbe un sussulto, gli altri invece la colpirono sul ventre e sul seno.
Dopo la sborrata il maestro si è accasciato accanto alla donna mentre lei aveva iniziato a spalmarsi le goccie di sperma che aveva con un aria alquanto arrapante, infatti non era del tutto appagata. Si mise sul maestro ed iniziò a succhiargli l’uccello ripulendolo dai residui della sborrata precedente. All’inizio malgrado la sua passione nel succhiare aveva in bocca un pezzo di carne inanimato, ma ora i risultati si stavano vedendo, infatti la verga del maestro iniziava a dare segni di ripresa e dopo un po’ di minuti era di nuovo teso e pimpante. Senza far alzare l’uomo l’allieva prese l’uccello in mano e da sola si impalò sedendosi sopra. Iniziò quindi un lento su e giù che sembrava appagare entrambi.
Dopo un po’ cambiò il suo movimento alternando il su e giù con la rotazione del bacino, mentre il maestro giocava con le sue mani sulle tette tirando i capezzoli e sollevando la testa fino a morderli. A quel punto la coppia iniziava nuovamente a scaldarsi, lui le mise le mani sulle natiche ed iniziò a guidare il ritmo, sempre più veloce, della donna che a sua volta reagiva ansimando appoggiandosi con le mani al petto di lui. Ad un certo punto le dita di lui iniziarono a massaggiarle lo sfintere, poi iniziarono a forzarlo, ed infine lei si ritrovò prima con uno, poi con i due indici di lui in culo che si muovevano e cercavano di aprirla sempre più.
Dall’espressione del volto la cosa gli piaceva molto, solo che la nuova posizione impediva i movimenti per cui si separarono, lui la fece mettere alla pecorina e riprese a sbatterla con foga, solo che in questo modo aveva piena libertà di accesso al culo di lei. Infatti dopo essersi sincronizzato col movimento della sua allieva il maestro riprese a giocare con quello stretto ed adorabile pertugio. Dapprima lo massaggiò e lo penetrò con l’indice della mano destra, poi seguito da quello della mano sinistra ed insieme iniziò a rotearli per abituare lo sfintere ad accogliere qualcosa di più grosso. Dopo poco sostituì gli indici coi pollici e con essi forzò per allargare il buco. Da come lo sfintere fosse elastico e pronto ad aprirsi non c’erano dubbi sul fatto che la sua allieva non era certo vergine neanche dietro.
Nel frattempo però non aveva certo smesso di riempire la fica della donna che era visibilmente in estasi. Decise allora che era giunto il momento di portarla all’orgasmo e per un po’ le lasciò libero il culo ed iniziò a massaggiarle il clitoride mentre l’altra mano gli stropicciava le tette che ballonzolavano ad ogni colpo dell’uomo.
Questo nuovo massaggio intimo raggiunse ben presto il suo scopo ed infatti la donna aumento il suo ansimare che ben presto si trasformò in un urlo liberatorio e si accasciò per terra.
Il maestro a quel punto si ritrovò col cazzo ancora duro fuori di lei ed il suo sotto gli occhi. Senza perdere tempo lo vidi abbassarsi ed allargare le chiappe della sua allieva. Iniziò quindi a stuzzicarle il buco con la punta della lingua.
Però era troppo arrapato ed aveva una gran voglia di fottere senza perdere troppo tempo in preliminari, infatti ben presto lo vidi sollevarsi ed insalivarsi bene la mano con la quale poi inumidì la sua violacea cappella. L’istante dopo era già chinato per puntare l’ano della sua allieva che aveva capito le sue intenzioni e pur rimanendo sdraiata sull’asciugamano aveva proteso in alto le sue stupende natiche per agevolare la penetrazione.
Penetrazione che da quel che vidi non fu affatto difficoltosa, infatti il maestro entrò in quel forellino lentamente ma senza alcuna esitazione. E subito iniziò a stantuffarla ritmicamente.
Erano in quella posizione da pochi minuti quando vidi la donna risollevarsi ed afferrare la racchetta del maestro.
Non era ancora sazia la porcona !!!
Infatti potei vederla in volto e vidi che era ancora in estasi per il lavoro che stava subendo il suo culo ma lei doveva avere di più …
Prese il manico della racchetta ed iniziò ad usarlo per massaggiarsi la fregna che aveva ripreso a sbrodolare umori.
A quella visione il maestro si eccitò ancora di più e decise di prendere in mano la situazione, sfilò la racchetta dalle mani della donna e iniziò a spingere col manico dentro la fica. Dopo pochi colpi vidi che iniziava a penetrare ….
A quel punto penso che il maestro non aveva più il controllo della situazione perché con un colpo secco finì di sprofondare la racchetta, la donna ebbe un sussulto, cercò di divincolarsi e lanciò un urlo di dolore.
Ma il maestro non la mollò, anzi la lasciò con l’intera mazza in fica, la strinse per i fianchi ed iniziò a sbatterle il culo ancora con più foga, sembrava un indemoniato ….
Vi assicuro che la scena era coinvolgente, io che vi assistevo avevo il cazzo che mi doleva tanto era duro (potevo farmi almeno una sega direte voi ? ? NO, ero coperto da una siepe dalla vista dei due amanti ma ero pur sempre visibile dalle ultime stanze del villaggio, seppur in lontananza). Ero poi così preso dalla situazione che per gustarla meglio stavo trattenendo il respiro quando….. DRIIINNN !!!
Un campanello di bicicletta mi ha riportato alla realtà. Era Federica, la ragazza dell’animazione addetta all’affitto dei campi da tennis, che stava arrivando. Fortunatamente aveva scampanellato per salutare un ospite del villaggio ben lontano dal mio punto di osservazione, così potei far finta di nulla e ripresi a camminare come niente fosse per il vialetto. Feci alcuni passi e poi la incrociai e la salutai con un bel sorriso che lei contraccambiò, ma in mente pensavo che lei neppure immaginava la scena che da lì a poco avrebbe avuto davanti agli occhi.
Infatti era proprio nel ripostiglio dove i due amanti stavano consumando il loro selvaggio amplesso che la ragazza stava andando, infatti… feci ancora dieci metri e … PATATRAC !!!!
Federica era arrivata in fondo al viale, aveva girato e, probabilmente scioccata da quel che vedeva, era finita dritta contro la recinzione del campo di tennis !!!
Avrei pagato oro per vedere il volto dei due amanti in quel momento, ma per non destare sospetti me ne andai ridendo… FINE

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