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Il massaggio

La cena scivolò via veloce e noiosa come le sue parole, ravvivata solo dai lampi che sprizzavano dai suoi occhi verdi. Ci trovammo, camminando svogliatamente, su un piccolo spiazzo alberato della passeggiata a picco sul mare.
Non si accorse neppure che la invitavo a sedersi per guardare il mare: il cielo era stellato, il profumo del mare si confondeva col suo lento e ritmico borbottio e il grosso ramo di pino marittimo sembrava avvolgerci, scuro nastro posto sull’orizzonte a confondere cielo e mare e a nasconderci dalla luce del lampione.
Continuava a parlare e raccontarmi le sue banalità.. .
– Ora sono stanca, s’è fatto tardi e mi fa tanto male la schiena.. . forse è l’ora che mi riaccompagni a casa.. . – sentii all’improvviso.
Va Bene, se vuoi.. . – dissi ponendole una mano sulla spalla,
– Un breve massaggio?
– No – replicò – non credo sia il caso.. .
Le mie dita avevano già iniziato a lavorare sulla sua colonna cervicale, abili ed esperte, sviluppando un benefico calore.
– MMMmmm è un massaggio terapeutico vero? .
– Oh si – dissi mentre iniziai a sfiorarle il collo, la nuca e poi a giocare, quasi distrattamente, dietro le sue orecchie, per ritornare a lavorare sul suo collo e sulle spalle alternando pressioni e carezze.
Mi posi dietro di lei con le mani sulle sue spalle lasciate nude dal vestito scollato accarezzandola in parte sulla pelle in parte sulla stoffa lungo la schiena sino ai fianchi ove esercitavo una piccola pressione ed un movimento rotatorio.
Presi a baciarle il collo che ormai mi offriva e a leccarle il lobo dell’orecchio, attirandola a me e sentendo la sua schiena aderire al mio inguine gonfio.
Le infilai entrambe le mani sui seni, scivolando dalle spalle sotto il vestito e presi a giocare coi suoi capezzoli, mentre sentivo il suo respiro farsi più celere e le sue natiche ondeggiare sul mio cazzo irrigidito.. .
Fu un attimo liberarlo e penetrarla da dietro, morbida e umida com’era, strizzandole leggermente i capezzoli tra le dita delle mie mani racchiuse a coppa attorno ai suoi seni sodi.
Assecondò i miei movimenti sempre più ritmici e decisi, mentre la sua carne aderiva alla mia, ruotandole attorno come su un perno di puro piacere.
Gli ultimi colpi la fecero quasi gridare e la vidi, mentre scuoteva la testa, mordersi le labbra inebriata.
Come un fiume la inondai, avvertendo la sue calde contrazioni prolungarsi più volte attorno al mio pene che si sgonfiava. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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