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Il miglior amico di Claudia

Mi chiamo Giacomo e sono un ragazzo della provincia di Rieti.
All’epoca dei fatti avevo 21 anni e studiavo economia e commercio a Roma.
Annullarono la mia sessione di esami e me ne tornai nella mia cittadina con una settimana di anticipo.
I miei erano al mare, avrei potuto trovare Claudia mia sorella, di un anno più piccola di me.
Arrivato a casa, mi accorsi che non c’era nessuno, così, dopo aver posato il borsone nella mia stanza, mi andai a fare una doccia, perché mi sentivo tutto appiccicato.
Dopo circa 15 minuti uscii, in accappatoio, sicuro di essere ancora l’unico in casa, invece lo spettacolo che mi si parò davanti era da infarto.
Nel giardino di casa, a riparo da occhi indiscreti, mia sorella Claudia e la sua amica Deborah, stavano facendo delle carezza particolari ad Attila, il nostro Labrador.
Infatti lo stavano praticamente masturbando.
Il cazzo del cane comunque stava cominciando a prendere consistenza, così le due ragazze pensarono bene di prenderlo in bocca.
Con rapide slinguazzate portarono Attila ad un altissimo stato di eccitazione. Pochi secondi e si scambiavano di posto.
Nel frattempo, la ragazza che non aveva in bocca il pisellone di Attila si divertiva a masturbare o leccare l’amica.
Dopo qualche minuto, mia sorella si mise a pecorina e dopo una bella slinguazzata di Attila e con l’aiuto di Deborah, venne montata nel vero senso della parola.
Il cane agilmente appoggiato sulle chiappe di Claudia, usava le zampe dvanti a mo di braccia per cingere mia sorella, mentre la possedeva con veloci colpi di pisello.
Li accanto Deborah si masturbava alacremente ed incitava Attila a continuare.
Dopo circa sei, sette minuti, il cane inondò l’utero di mia sorella e cadde steso per terra. Io addirittura pensai il peggio, ma dal respiro capii che era solamente spossato.
Ma per la povera bestia le prestazioni non erano finite, infatti Deborah voleva avere lo stesso trattamento ricevuto da Claudia e cominciò a spompinarlo di gran lena.
Mentre mia sorella era venuta già tre volte, ora leccava la topa dell’amica che a sua volta aveva in bocca l’uccello di Attila.
Io ero a pochi metri invisibile ai loro occhi con l’uccello che mi scoppiava nelle mani.
Stavo facendomi una ricca sega vedendo quello spettacolino estemporaneo.
Quando Deborah ritenne che l’uccello di Attila aveva raggiunto la giusta consistenza si mise anche lei a pecorina, e se fosse stato possibile, in un modo addirittura più sconcio e sfrontato di mia sorella.
Nel frattempo Attila che aveva ripreso vigore, non se lo fece ripetere due volte e cominciò dopo aver leccato anche Deborah a stantuffarla incessantemente.
Le parole che uscivano dalla bocca dell’amica di mia sorella erano davvero senza senso.
In preda ad un intenso orgasmo, si contorse come sotto l’effetto delle convulsioni ed io ebbi paura.
Dopo poco tolse l’uccello di Attila dalla pancia per ricevere in bocca la sua schiumetta bianca.
Nel frattempo anche dal mio uccello era zampillata della schiuma bianca.
Si andarono entrambe a lavare, prima di incontrare nel giardino il sottoscritto.
Alla mia battuta ” ma che diavolo ha fatto Attila che è così giù” diventarono tutte e due rosse come peperoni. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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