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Il primo amore

Ho quasi 19 anni e fino ai 18 ho pensato più che altro a divertirmi con le cose semplici, senza finalizzare le relazioni con le ragazze, alla coppia e/o al sesso. Certo mi capitava di vedere film o navigare su internet in cerca di siti particolari, ma al massimo ci scappava qualche sega.
Fino a tre anni fa ero anche molto intimidito dalla nudità, tanto che un po’ per caso e un po’ perché così avevo voluto, non ero mai stato visto nudo da alcuno. Poi però con gli amici con giocavo a pallone abbiamo spiccato il salto di qualità, passando a giocare dal prato al centro sportivo, dove affittavamo un campo di calcetto ogni sabato pomeriggio.
All’inizio essendo abituato a farne a meno, non pensai alla possibilità/obbligo della doccia, infatti, il primo giorno su 10 solo tre avevano l’occorrente, quindi a fine partita io con altri sei rimanemmo al massimo in mutande, mentre gli altri tolsero pure quelle e si infilarono tranquillamente nudi sotto le docce lavandosi di fronte a noi.
Io rimasi un po’ stranito nel vederli così, ma al sentirmi ricordare che dalla prossima volta l’avrei potuto fare anch’io iniziai a preoccuparmi. Infatti, per tutta la settimana non pensai ad altro, ero quasi disperato; da un lato provavo un certo gusto nell’immaginarmi nudo fra gli altri che mi guardavano mentre io guardavo loro e dall’altro avevo molta paura.
Fra l’altro la disposizione dello spogliatoio era tale che non ci sarebbe stata alcuna privacy, visto che le docce erano di fronte alle panche, senza alcuna protezione.
Arrivò il sabato e preparai la borsa con ciabatte, accappatoio, shampoo e il ricambio completo.
Giocai malissimo perché pensavo solo alla doccia!
Finì il nostro turno e mi avviai nello spogliatoio con Mirko e Luca, mentre gli altri si attardarono al bar. Iniziò il calvario dello “spogliarello”, Mirko fu presto nudo dalla cintola in su, mentre Luca fece il contrario, io seguivo l’esempio di Mirko ma ero molto più lento.
Aspettai che si avviassero verso le docce per sfilare le mutande, ma proprio quando lo stavo facendo entrarono gli altri! Diventai viola e con la scusa che potesse vedermi qualcuno da fuori, mi coprii il pube e giratomi mi infilai sotto l’acqua fra Mirko e Luca. Mi lavai in fretta, ma godetti lo “spettacolo” dello spogliarello degli altri, notando soprattutto che non ero l’unico con un’erezione quasi completa. Indossato l’accappatoio, mi rilassai guardando gli altri lavarsi.
La sera e nei giorni successivi non potei fare a meno di masturbarmi ripensando a quei momenti.
Lo stesso continuò ad accadere i sabati successivi. Pian piano in me aumentò la voglia d’esibizionismo, preparato fantasiosamente durante la settimana; quindi cominciai con varie scuse a rimanere nudo sulla panca anche a gambe larghe, cercavo di rallentare il rivestimento cercando un capo che sapevo bene dov’era, toglievo subito le mutande o le mettevo per ultime, ecc.. E ogni volta tutto aveva termine con masturbazioni sempre più piacevoli.
Sinceramente iniziai pure a preoccuparmi sulla mia sessualità, ma ragionandoci sopra mi tranquillizzai capendo come si trattasse solo di voyeurismo ed esibizionismo.
Intanto, proprio in quel periodo frequentavo sempre più Luca che a differenza di noi altri viveva in un villino isolato, appena fuori del paese.
La sorella più grande aveva frequentato il liceo artistico e provava a fare la pittrice. Un giorno d’estate, in sua assenza mi portò nella stanza in cui aveva attrezzato lo studio e mi mostrò i quadri. Erano studi di varie tecniche, fra cui dei ritratti. In mezzo a questi ce n’era uno in cui c’era una ragazza nuda di fronte che faceva il gesto di pettinarsi e, di fianco, un ragazzo di schiena sempre nudo. Luca sorrise e mi chiese se riconoscevo quel sedere. Io tirando ad indovinare gli dissi di sì perché era il suo.
Effettivamente avevo ragione. Mi spiegò che più di una volta in passato, aveva fatto da modello insieme alla sorella più piccola e ad altri familiari. Poi ultimamente Monica aveva iniziato a fare studi sul nudo e lui si era prestato con la sorella e dei cuginetti piccoli (dai 5 ai 13 anni).
Prima di una mia qualche reazione tornarono i genitori e scappammo via.
La sera a casa la mia fantasia iniziò a lavorare su quell’argomento, ma già il giorno dopo Luca mi invitò a casa sua per fargli compagnia, dicendo che i suoi non ci sarebbero stati.
Andai e con sorpresa mi venne ad aprire la sorella grande, dicendomi che Luca era andato con Claudia (la sorella più giovane 16 anni) a fare la spesa e mi invitò a scendere nello studio.
Stava rifinendo un quadro in cui apparivano quelli che mi sembravano Luca e Claudia, insieme con una ragazzina più giovane e due bambini di circa 5 e 10 anni. Erano tutti nudi in quello che sembrava un pic-nic.
Incuriosito (e un po’ eccitato specie nel vedere Claudia e la cuginetta), mi avvicinai per guardarla lavorare.
Visto il mio interesse, mi disse che stava pensando ad un nuovo quadro con due coppie, di cui una seduta abbracciata e l’altra divisa con lui in piedi e lei raffigurata nel riflesso dello specchio, ma non sapeva come trovare i modelli e come disporli. Io senza rendermene conto le dissi che uno dei 4 poteva essere lei stessa se posizionava lo specchio in modo tale che potesse lavorare. Lei si illuminò e mi disse: “Senti, fra poco tornano Luca e Claudia, se tu te la senti di posare avremmo almeno 6 ore prima che tornano i miei e io farei in tempo quasi a finire. Dimmi di sì ti prego! ”
Non so dire cosa tutto mi passò per la mente in quel momento, la cosa mi intrigava eccome, ma avevo pure un enorme timore. Infatti un conto e stare nudo di fronte a 10 ragazzi e un conto a due ragazze di 16 e 22 anni!
Feci un cenno con la testa che Simona scambiò per assenso e partì alla ricerca degli arredi per la scena, lasciandomi in balia di una tempesta. In quel mentre sentì entrare i fratelli con cui scambiò qualche parola e Luca mi chiamò di sopra. Sorridendo mi accompagnò in camera sua dicendo di iniziare a spogliarmi mentre cercava una vestaglia.
Avevo un’erezione spettacolare solo al pensiero e aspettai che tornasse, così ci spogliammo insieme mentre cercavo di controllarmi. Al che mi disse “Stai tranquillo se “lui” non lo è, tanto Claudia e Monica sono abituate a vedere ragazzi nudi o a posare con loro”.
Ridendo indossai la vestaglia e seppure poco convinto scendemmo.
Le sorelle erano già lì e Claudia stava ultimando i preparativi.
Fu lei a togliersi l’accappatoio per prima per trovare la giusta posizione davanti allo specchio. La mia erezione tornò a svettare e si vedeva chiaramente dalla vestaglia. Aveva un bel seno grande con due aureole larghe, appena sovrappeso aveva poco pelo nel pube. Rimanendo così distribuì i compiti: Claudia e Luca seduti su una panca, lei a gambe leggermente divaricate con le mani conserte appoggiate sulle cosce doveva guardare avanti, lui di fianco con le gambe accavallate larghe, un braccio sulle spalle di lei e l’altra mano sulla panca, doveva guardare lei. Infine io in pedi con le mani sui fianchi in una posizione tale che potessi vedere tutti mentre solo Monica mi vedeva bene direttamente.
Finite le spiegazioni ci chiese di togliere le vestaglie e di prendere posizione, non potei non ammirare Claudia mentre si spogliava, era alta il giusto, magra e con le gambe lunghe, seno abbastanza piccolo ma ben formato e lunghi capelli neri che lo coprivano in parte. Il pube era con una folta peluria scura.
Li fece sedere mentre mi spogliavo anch’io cercando di controllarmi, sistemò i capelli di Claudia in modo da coprire uno dei seni e iniziammo.
Non fu per niente facile rimanere tranquillo, ma fu un lungo pomeriggio emozionante. Ogni tanto facevamo delle piccole pause, all’inizio ci coprivamo, ma poi divenne talmente naturale stare nudi che rimanevamo sereni a conversare o a bere qualcosa. Poi telefonarono i genitori per avvisare che sarebbero tornati il giorno dopo, così rimasi fino a tardi.
In particolare ero incantato dalla bellezza semplice di Claudia, per la quale per la prima volta mi accorsi di provare qualcosa.
Così di lì a poco iniziammo a frequentarci e con lei ho avuto l’occasione del primo amore e delle prime esperienze sessuali, in modo sempre molto dolce e senza mai arrivare al rapporto completo.
Avendo già conosciuto i nostri corpi nudi, c’è venuto naturale appartarci in un boschetto isolato vicino al paese, dove c’è uno spiazzo con una piccola baracca e spogliarci completamente l’un l’altro, per esplorarci a vicenda.
Ogni volta, provavamo sensazioni bellissime senza avere la necessità della penetrazione.
Io iniziai giocando con il suo seno, tenendolo con le mani e quasi soppesandolo, poi a giocare con i capezzoli, prima con le dita poi con la lingua e godevo nel vederla vibrare e ansimare.
Poi lei dopo avermi baciato e leccato il torace, arrivò a sfiorarmi il pene e i testicoli con le dita, fino a masturbarmi delicatamente. Ricordo molto bene la sorpresa alla prima eiaculazione che le sporcò le mani.
Man mano ci facemmo più arditi e iniziai a sfiorarle il clitoride, imparando ad accarezzarlo in modo tale da procurarle un piacere estatico, ed ebbi modo di conoscere le sue abbondanti secrezioni.
Dopo oltre un anno e mezzo di coppia fissa arrivammo anche al sesso orale reciproco, in modo naturale e mai forzoso.
Claudia già da un po’ mi baciava il glande scappucciato, fintanto che iniziò a leccarmelo lasciandomi una scia di saliva e qualche volta scherzando non l’avvisavo in tempo, schizzandole in faccia o sul corpo e facendola arrabbiare.
Per ricambiarla provai anche io ad usare la lingua sul clitoride, insinuandomi anche nel suo dolce buchino.
Le piaceva moltissimo, tanto che non solo gemeva ma quasi urlava.
Quindi, un mese fa, per la prima volta me lo ha preso tutto in bocca proprio come avevo visto solo in qualche film.
A me è piaciuto veramente molto e sono stato attento ad avvisarla prima di godere. Ma si era rotto qualcosa.
Per la prima volta nel dopo orgasmo siamo rimasti in silenzio, come se avessimo fatto qualcosa che non dovevamo.
Non ci siamo visti per alcuni giorni, poi finalmente ci siamo riabbracciati e siamo tornati al nostro nido, questa volta però dopo esserci dati piacere vicendevolmente, abbiamo parlato a lungo e abbiamo deciso di prenderci una pausa di riflessione, per non limitare il nostro rapporto al sesso che ormai stava prendendo il sopravvento.

Oramai sono venti giorni che sono solo e non penso che a lei, i primi giorni mi sono masturbato moltissimo pensando ai nostri incontri e spero che questo sfogo possa aiutarmi a superare questo momento, magari provando a guardarmi intorno per valutare serenamente cosa sia meglio fare. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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