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Il temporale

Sto uscendo dalla facoltà, ho appena finito di sostenere un esame e l’afa nell’aria ha superato di gran lunga il livello di sopportabilità. Sono gli ultimi giorni di luglio fa caldissimo, già dopo pochi passi dalla mia fronte grondano gocce di sudore; il caldo mi leva ogni forza. Entro in un baretto lì vicino per prendere qualcosa di fresco da bere e incontro Gianluca, un mio compagno di corso. , in effetti non penso di incarnare l’immagine della vitalità oggi; sono lieta di rivederlo, non ci si incontrava da parecchie settimane ormai. mi invita lui con un sorriso. Sto ancora lottando per riprendere fiato, mi guarda con palese interessamento o forse io lo interpreto come tale. Ci siamo seduti a un tavolino in disparte, di colpo mi sento a disagio, Avvampo, il mio povero vestito leggero che mi arriva appena sopra le ginocchia lasciando le gambe scoperte è completamente fradicio di sudore a causa della temperatura elevata, aderisce al mio corpo come una seconda pelle e lascia ben poco all’immaginazione.

Vorrei essere nella testa di Gianluca per intuire cosa sta pensando in questo momento. Cerco di assumere un’espressione indifferente ma in realtà lo osservo a mia volta, è davvero molto attraente anche se indossa semplicemente un paio di jeans e una maglietta di cotone bianca. Guardarlo non aiuta a calmarmi e a riacquistare un ritmo di respirazione normale, anzi. Sto diventando una pervertita, probabilmente il caldo mi da alla testa, o forse è colpa di chi mi sta di fronte. Adesso mi sta guardando negli occhi, apparentemente sembra tranquillo. Diamine è un mio compagno di corso, non posso fare certi pensieri. Per farmi coraggio ingurgito la Coca gelata, sembra un mattone che mi scende in gola.. mento spudoratamente. Gianluca mi prende la mano, .. mi sta sorridendo ed io mi sento sciogliere, il mio cuore battere. Come vorrei che anche lui provasse l’attrazione che sento io…. Non credo di essere innamorata di Gianluca, non lo conosco abbastanza e poi anche se lo fossi sono abbastanza sincera con me stessa da ammettere che una storia seria non mi interessa. L’amore porta solo guai, l’ho sperimentato sulla mia pelle e non voglio ricascarci. Ragione di più per tenere a bada queste mie assurde emozioni e sensazioni che mi trasmette il mio corpo. Usciamo dal locale e cominciamo a camminare senza una meta precisa. Sono contenta di stare un po’ con Gianluca; non ci siamo mai frequentati molto, un po’ forse a causa della mia timidezza. L’attrazione chimica tra due individui mi fa paura, fa crollare le mie labili certezze e quelle poche volte in cui l’ho provata l’ho sempre repressa. Sarebbe stato come fare un salto nel buio, nessuna sicurezza. Devo ammettere però che questo pensiero mi intriga e mi fa sentire libera. La parte razionale che c’è in me censura questi ragionamenti in modo totale. Mi sento combattuta. Ma combattuta tra cosa? Se il mio vicino potesse ascoltare i miei pensieri si farebbe una bella risata o indignato mi paragonerebbe a una gatta in calore. Ci stiamo avvicinando al lungomare, avanziamo con passo tranquillo e senza fretta; raramente si parla, forse non abbiamo nulla da dirci. Nuvole nere si addensano all’orizzonte e un vento caldo ci investe. nel frattempo sto rabbrividendo, non so neanch’io perchè. mi chiede premuroso Gianluca.. Ci dirigiamo verso la spiaggia che stranamente è quasi deserta, mi tolgo le scarpe e Gianluca fa altrettanto; sento il calore della sabbia sotto i miei piedi. Lui mi invita a sedermi sugli scogli. Il vento ci scompiglia i capelli, qualche imbarcazione fa capolino all’orizzonte; ripenso a quando lo vedevo ai corsi. Gianluca piaceva tantissimo anche alle mie compagne che accompagnavano ogni sua entrata nell’aula con commenti piuttosto coloriti. Fonti ben informate dicono che lui è single da tempo.

Per quanto mi riguarda commenti non ne avevo mai fatti, ma mi ritrovavo a fissarlo spesso a volte anche inconsapevolmente. Era stupendo e in più educato e gentile come pochi; più volte mi ero riproposta di conoscerlo meglio ma non ce n’era mai stata l’occasione. Si chiacchiera dell’università, delle nostre vite che in questo periodo scorrono senza entusiasmo. Ogni tanto prendiamo per i fondelli qualche compagno di corso che ci sta antipatico e scoppiamo a ridere. è piacevole parlarci assieme, mi sa capire e la sua voce mi culla. Da quanto tempo siamo qui seduti a chiacchierare? Minuti? Ore? Non saprei dirlo. Scuoto la testa in segno di diniego Osservo Gianluca, è sinceramente dispiaciuto e mi guarda coi suoi occhi profondi ribatto io. Nel profondo sono felice che lui abbia avuto una bella impressione di me, pur non conoscendomi a fondo. Gianluca trattiene a stento una risatina Non so cosa dire, mi sento in trappola… Improvvisamente mi abbraccia e mi irrigidiisco al contatto con il suo corpo.

Sento il suo calore attraverso i vestiti leggeri. Forse ha intuito che ho bisogno d’affetto. E di sicurezza. – mi chiede rispondo quasi senza pensare Istintivamente gli passo tra i capelli scuri e lo accarezzo. Quando rifletto e mi accorgo di quello che sto facendo ritraggo la mano di scatto e mi divincolo dall’abbraccio. Sento davvero freddo adesso. Gianluca non distoglie lo sguardo da me e questo non fa altro che aumentare il mio imbarazzo. Il colorito del mio viso sarà sicuramente violaceo. Voglio scappare, trovare una futile scusa ma qualcosa mi tiene ancorata a quello scoglio, tremendamente vicina a lui, pericolosamente vicina. Potessi trovare la concentrazione per pregare lo farei…. Gianluca interrompe il corso dei miei pensieri prima che io possa porgergli le mie scuse: non riesco a continuare, mi mancano le parole e il mio cervello è in pappa. mi esorta afferma Gianluca. Come posso dargli torto? Come ribatto ora? . è inutile negare , sono nel panico…

Non posso fare a meno di sorridere, le sue parole mi hanno messo a mio agio. Lo guardo, senza paura stavolta. Sembra stia pensando a qualcosa fissando un ipotetico punto all’orizzonte. La domanda non tarda ad arrivare: 2-0 per lui, accidenti. Detto così sembra così facile…. Io non so cosa dire… mi ha spiazzata, lo facevo intelligente di certo ma non profondo a tal punto. Ma sono davvero così repressa, come mi sta facendo capire Gianluca? Cosa dice la mia morale? Non riesco a capire nulla adesso e faccio la cosa che avrei voluto fare dal primo momento che l’ho visto, avvicino le mie labbra alle sue e gliele sfioro. Ho gli occhi chiusi, aspetto la reazione di Gianluca, che non arriva. Socchiudo le palpebre, mi sta osservando per nulla turbato. Ora capisco. Vuole capire se sono davvero sicura di quello che sto facendo. Prendo coraggio e questa volta lo bacio sul serio. Lui ricambia. è meraviglioso mi sento sciogliere, è dolce e appassionato allo stesso tempo. Una combinazione esplosiva. Gli occhi neri di Gianluca sono chiusi, è in preda a un forte abbandono. Non c’è tempo per riflettere, non c’è volontà per pensare. I nostri corpi hanno preso il sopravvento sulle nostre menti. Chi lo sa se è giusto o sbagliato? Un gemito sfugge dalle mie labbra mentre lui mi abbraccia. è questo vivere?

Ci distendiamo sugli scogli, ci accarezziamo senza fretta. In un primo tempo non riesco a guardarlo occhi negli occhi mentre sfioro il suo corpo. Sento il calore della sua pelle sotto la maglietta bianca e non capisco più niente. è come droga, una dolcissima droga di cui adesso ho bisogno. Un dannato bisogno ma non lo voglio ammettere con me stessa. Gianluca fa scivolare le sue mani sotto la gonna leggera.. le sue mani sono delicate e sicure. mi fa impazzire. Non ho mai provato un piacere del genere. Comincio ad ansimare, non so più cosa sia la vergogna ormai. I sospiri si trasformano presto in gemiti. Gianluca si stacca per un attimo da me, mi osserva rapito e accarezza i miei capelli. Perchè non riesco a trovare nulla di sbagliato e mi sento così viva? Non voglio smettere, prendo io l’iniziativa e ricomincio a baciarlo accarezzandogli la schiena; ho il fuoco dentro.

Gianluca è visibilmente eccitato, continua a regalarmi carezze come se nulla fosse ma il suo corpo lo tradisce. Vorrei liberarmi dei vestiti per approfondire il contatto.

Sento una goccia sulla mia fronte poi due, tre, quattro. Sta piovendo e il vento è aumentato, il cielo è nero come la pece. Io sono ancora su un altro pianeta e non mi rendo conto che mi sto inzuppando d’acqua; lo guardo come inebetita, i miei capelli grondano. Il vestito è appiccicato al mio corpo, sento freddo. Gianluca non è certo messo meglio di me. Andiamo di corsa a ripararci sotto la prima tettoia che troviamo. Controllo borsetta, forse ho portato l’ombrello. L’ho trovato; Gianluca all’improvviso mi chiede serio: “vieni da me? Non sto così lontano, se vuoi possiamo ripararci con il tuo ombrello”. Non era uno scherzo, andare da lui significava concludere quanto avevamo iniziato prima sugli scogli. Sono piena di dubbi adesso, maledico la pioggia in silenzio. Voglio stare con lui, ma dopo? quando la passione si sarà placata? Non so se lui vuole una storia seria, forse non la vuole nessuno dei due. Forse. Ma non è neanche sesso, non voglio credere che ci stiamo usando a vicenda. Siamo fragili, bisognosi d’affetto. Desidero che qualcuno mi stringa e mi coccoli senza che io sia obbligata a dirgli “ti amo”. Non cerco altra sofferenza, solo la sua vicinanza; e spero di non affezionarmi troppo in seguito. Vado da lui, corriamo tenendoci per mano.. l’ombrello è troppo piccolo per due. Entriamo in casa, dò voce ai miei pensieri: Gianluca cerca la stessa cosa che cerco io.

Riprendiano a baciarci, non arriviamo alla camera da letto e ci fermiamo in salotto. Lui fa scivolare il mio vestito e rimango nuda a parte gli slip, bacia religiosamente ogni centimetro del mio corpo.. dice che sono bella. Le sue mani continuano a muoversi su di me ed io perdo la cognizione del tempo e dello spazio. Ci asciughiamo a vicenda con i nostri abbracci, sappiamo di mare e di pioggia. Gli sfilo la maglietta, voglio sentire il contatto col suo corpo. è splendido; accarezzo il torace, lo bacio sul collo… gli mordicchio l’orecchio e lo sento tremare. è in mio potere ormai, dipendiamo l’uno dall’altra adesso. I minuti passano rapidi, Gianluca sembra al limite dell’umana sopportazione, sta scoppiando dentro i jeans. Fuori piove, nella casa c’è poca luce. Mi sfila gli slip ed io lo assecondo, mi accarezza il pube, bacia il centro del mio piacere. Ora sono io a non poterne più. Lo aiuto a sfilarsi jeans e poi gli slip. Un lampo illumina a giorno la stanza e vedo il suo corpo interamente nudo.

Quella visione mi eccita immensamente, sospiro di piacere mentre lui tortura il mio corpo con le mani, con la bocca, con la lingua. Mi da piacere senza alcuna riserva e lo stesso sto facendo io accarezzandolo dappertutto. Mi prega di non insistere nel punto più delicato altrimenti la passione sarebbe esplosa senza limiti. Sembra stupito della sicurezza che manifesto adesso, non ho dubbi per la mente. Ormai siamo un groviglio di corpi caldi ed eccitati, Gianluca vuole darmi altro piacere, accarezza il mio seno e poi giù in mezzo alle gambe. Voglio urlare, stringo il tappeto.. ho perso il controllo del mio corpo. è la prima volta che provo questa emozione. Lui dolcemente mi abbraccia, come per rassicurarmi: la voce roca che esce dalle mie labbra non sembra la mia. Gianluca mi depone un bacio sulle labbra, poi mi stringe forte. Tratta il mio corpo con venerazione e rispetto. D’istinto allargo le gambe il più possibile e mi offro a lui, il mio liquido bagna ormai il tappeto. Lo sento contro di me. Dopo un tempo che sembra infinito, entra in me con spinte delicate e profonde. Ci abbandoniamo a una passione primordiale, inarco i fianchi, lo assecondo in tutto e per tutto.

è dentro di me, l’orgasmo più intenso che abbia mai provato mi fa urlare, ancora e ancora. La stessa cosa succede a Gianluca, prima di abbandonarsi sfinito sopra di me. Mi abbraccia e sorride felice, sorrido anche io. Il sonno ci coglierà entrambi, i nostri corpi sfiniti e madidi di sudore per la passione appena consumata hanno bisogno di riposo. Io non penso a nulla, sono felice così; sento il suo respiro accanto a me farsi regolare, si è addormentato. Non ricordo quanto ho dormito, quando mi sveglio lui è gia in piedi. Il mio fisico è ancora indolenzito, mi guardo intorno: il temporale è passato, fuori c’è il sole. Ho passato la notte da Gianluca… ho passato la notte con un amico. Cerco di non pensare alle possibili implicazioni; mi vesto in fretta, il mio indumento estivo è stropicciato. Esco dal salotto e trovo Gianluca in cucina, sta guardando dalla finestra. Si gira verso di me e mi sorride, quel sorriso che io ho imparato a conoscere. Trattengo a stento una lacrima. Gianluca ha ragione, sarà il destino a decidere. Magari la nostra resterà la storia di una giornata, il più dolce dei ricordi. Ora devo andare a casa, chiedo a Gianluca di accompagnarmi, ci diamo appuntamento a domani. Apro la porta di casa, il sole mi acceca e il cielo è sereno e senza nuvole. Nonostante tutto, indipendentemente da come andranno le cose, sono felice. Per la prima volta nella mia vita mi sono abbandonata, le emozioni mi hanno travolta come un temporale improvviso ed io le ho accolte, accettandole senza reprimermi. Per la prima volta ho vissuto davvero. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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