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Io, Alessia e l’amica tettona di colore

Durante le passate vacanze avevo fatto amicizia con Amalia una mia quasi
coetanea, anche lei poco più che trentenne aveva portato con sè per trascorrere le ferie anche la diciassettenne nipote. Alessia la giovane e simpatica figlia di sua sorella compreso che io e sua zia eravamo entrambi liberi da legami sentimentali e con una certa voglia di trasgressione vacanziera aveva facilitato i nostri primi approcci che in seguito si trasformarono in sesso sfrenato fra me e la trentaquattrenne zia con la benedizione della nipote la quale durante i nostri momenti intimi ci lasciava tranquilli trascorrendo la serata in discoteca con amici che aveva conosciuto lì.
Quando ci trovavamo a chiacchierare tutti e tre assieme la spavalda ragazza continuava a far allusioni a quanto poteva esser successo fra me e la zia nei momenti in cui ci lasciava soli e questo mentre sorrideva lanciandomi delle maliziose occhiatine..
In seguito durante l’inverno le mie conquiste si fecero molto più rade e così in un periodo di magra ed astinenza visto che avevo mantenuto qualche sporadico contatto telefonico con Amalia pensai di farle una sorpresina passando a trovarla al suo paese con la chiara speranza di poter riaccendere le nostre passate fiammate estive.
Così un sabato dopo pranzo presi l’autostrada e nel tardo pomeriggio arrivai all’abitazione di Amalia e suonai il campanello, non ricevendo però risposta immediata riprovai ancora un paio di volte, ma ugualmente senza successo.
Arrivato alla logica conclusione che in casa non ci fosse nessuno, a quel punto presi il cellulare e chiamai Alessia, la nipote di Amalia, per chiederle notizie della zia.
Lei fu molto felice di risentire la mia voce e di sapere che ero nelle vicinanze di casa sua, mi disse che i suoi genitori erano partiti per trascorrere fuori città
il week-end e sua mamma aveva deciso di portar con sè anche la sorella, cioè la zia Amalia, ed ecco spiegato il perchè a casa di quest’ultima non rispondeva nessuno.
Proseguì poi dicendomi: “… mi dispiace molto che tu abbia fatto tutta quella strada per niente… ma io questa sera festeggio il mio diciottesimo compleanno… anche se ho compiuto gli anni una settimana fa approfitto che questa sera la casa è a mia completa disposizione per invitare a cena alcuni compagni e compagne di classe… se ti va invece di tornartene a casa da solo puoi cenare con noi e fare quattro risate assieme… “.
Visto che il mio viaggio sorpresa per rivedere sua zia Amalia era sfumato accettai volentieri l’invito della neo maggiorenne nipote, cinque minuti dopo ero già a casa di Alessia dove fra gli altri otto invitati conobbi pure una sua carissima amica, una compagna di scuola e vicina di casa che si chiamava Elena, la quale era stata invitata a cenare e a passare la notte assieme ad Alessia dai genitori di quest’ultima dato che solamente così si erano fidati di
partire lasciando a casa la figlia.
Elena era una ragazza di colore originaria di un paese africano la quale era stata adottata all’età di un anno da una coppia di italiani che non poteva aver figli, ora a qualche mese dal diciottesimo anno d’età era felicissima dei suoi genitori adottivi, ma aveva una qualche difficoltà nei contatti con i suoi coetanei dovuta ad una spiccata timidezza e ad alcuni complessi che si era creata per il suo fisico non proprio perfettamente in linea.
Era alta circa 160 cm, aveva un viso simpatico e pacioccone con un’ampia bocca e due larghe labbra, quando sorrideva mostrava una chiara fessura fra i denti, i capelli erano pettinati con le tipiche treccine e dalle sue già citate arrotondate curve spiccava un invitante sedere molto pieno. Anteriormente notai subito un vistoso rialzo sotto alla sua larga felpa, facendomi subito immaginare che lì sotto doveva esserci qualcosa di molto voluminoso, al cui solo pensiero mi ribolliva il sangue.
In breve fatta amicizia ci siamo tutti seduti a tavola a chiaccherare in allegria, Alessia data la particolare occasione aveva deciso di inaffiare con del vino la
cena di compleanno sollecitando fra tutti l’indecisa Elena a berne pure lei. Terminata la cena, più allegri che mai grazie anche al vino, ci soffermammo ancora un po’ a discutere dopo di che verso le ventitre amici e amiche della festeggiata salutarono tornandosene a casa così rimasto solamente con Alessia ed Elena dissi alle due ragazze che data l’ora e considerando il fatto che avevo un paio d’ore d’autostrada da fare era arrivato per me il momento di congedarmi da loro.
Alessia ribattè prontamente che non se la sentiva di lasciarmi andar via a quell’ora e mi invitò a fermarmi a dormire in camera sua mentre lei e la sua coetanea avrebbero usufruito della stanza dei suoi genitori che erano fuori per il week-end aggiungendo che io sarei potuto ripartire alla volta di casa il mattino seguente.
Seguii il suo consiglio, Alessia mi accompagnò in camera sua e poco dopo
mi salutò dandomi il tipico bacino della buona notte poi si ritirò assieme all’amica di colore nella adiacente camera matrimoniale dalla quale poco dopo sentii provenire le loro voci accompagnate da alcune strane risatine e poi dei sospiri. Non riuscendo a dormire subito ed incuriosito mi alzai dal letto e mi diressi presso la loro porta, a quel punto cedendo alla tentazione cominciai a spiare all’interno della stanza attraverso il buco della serratura ed in breve capii cosa stava succedendo. Le due ragazze, amiche per la pelle, erano solite raccontarsi tutto anche i segreti più intimi, quella notte Elena, la ragazza di colore, disse all’amica delle difficoltà che stava incontrando con i ragazzi, a causa della sua timidezza e a parte qualche brevissima e furtiva storiella in discoteca non aveva ancora avuto un vero fidanzato.
Era ancora vergine, anche Alessia lo era, ma a sua differenza era molto più spigliata ed intrapendente e con i ragazzi aveva già praticato più volte il petting spinto, la verginità per il momento era solamente una scelta personale in quanto le occasioni per perderla erano state molteplici. Elena invece, a parte qualche lunga pomiciata non aveva ancora avuto certe esperienze in materia sessuale, quella sera sentendosi incoraggiata ed allegra per il vino bevuto a tavola raccontò alla carissima amica che sempre più spesso alla notte sentiva certi stimoli che la portavano a masturbarsi furiosamente.
Alessia consolò quindi l’amica dicendole di non preocuparsi perché prima o poi anche per lei sarebbe arrivato il momento giusto concludendo che, visto che quella sera i loro pruriti sessuali le stavano tenendo entrambe sveglie, le era venuta un’idea per trascorrere un’oretta in allegria con qualcosa di diverso dal solito.
L’idea consisteva nel vedere assieme un filmino a luci rosse, Alessia aveva scoperto dove il padre teneva nascosta quella videocassetta che in breve sotto gli occhi dell’attonita, imbarazzatissima ma anche incuriosita Elena mise in funzione.
Già dopo le prime immagini prima Alessia e subito dopo la timida amica, rimanendo distese a letto, si infilarono una mano sotto il pigiama ed eccitate da quelle sequenze che loro vedevano per la prima volta cominciarono a toccarsi lascivamente fra le gambe.
Io seguivo tutto ciò dal buco della serratura pure io eccitato e con il pene durissimo tanto che non riuscendo più a controllarmi anche a causa di un periodo di astinenza che stavo attraversando decisi di bussare alla porta e subito dopo sentii Alessia invitarmi ad entrare.
Entrambe le ragazze si erano subito tolte la mano dalla loro vogliosa fighetta e se la prima rimase indifferente al fatto di averle sorprese a vedere quella videocassetta, Elena molto più timida e pudica sembrò invece imbarazzatissima e si alzò di scatto dal letto dicendo di dover andare in bagno. Entrato in camera dissi che non riuscivo a dormire, ma essendo vestito solamente con una maglietta e con un paio di boxer non riuscii certo a
nascondere la mia evidente erezione alla vista della quale Alessia sorridendo disse:
“vedo chiaramente la causa della tua insonnia, vieni pure qui e stenditi accanto a me a guardare assieme il film che è da poco iniziato… può darsi che questa sia l’occasione per Elena non solo di vedere ma anche di mettere in pratica qualcosa dal vivo… qualcosa che non ha avuto ancora opportunità di fare… “.
Subito dopo ero a letto steso accanto ad Alessia in attesa che Elena la diciassettenne di colore tornasse dal bagno; le prime scene del filmino cominciavano a creare una certa eccitazione a tutti e due, sentii una mano di Alessia accarezzarmi il torace prima sopra la maglietta e poi infilarsi sotto di questa, allora girai lo sguardo verso di lei e notai che mi stava guardando lascivamente con la bocca socchiusa, a quel punto non ci pensai due volte ed iniziai a baciarla.
Lei rispose muovendo la lingua con foga e passione mentre la mia mano si infilò sotto la sua camicia da notte, le mie dita furono subito a contatto della sua nuda e vellutata pelle ed in breve arrivai a toccare il suo piccolo e sodissimo seno stuzzicando fra pollice ed indice il suo sensibile e turgido capezzolo.
La neo diciottenne prese ad ansimare, poco dopo sollevai la sua camicia da notte allora lei tolse le mie mani non per fermarmi ma per sfilarsi definitivamente l’indumento rimanendo solamente con le mutandine addosso.
Ripresi a baciarla, quindi la mia bocca scese sul suo collo per soffermarsi poi sulle graziose tettine per leccare le rosee areole e succhiare i piccoli ma duri capezzoli.
Alessia provava un gran piacere ed io portai una mano ad infilarsi lentamente sotto le sue mutandine, così le mie dita giunsero a contatto della sua già bagnatissima peluria.
Quel contatto la fece fremere e sussultare mugolando profondamente, il mio dito medio si fece strada infilandosi lentamente nel suo bagnatissimo e caldo buchetto, così mentre la mia bocca le aveva oramai arrossato la pelle dei seni succhiandoli con forza il mio dito presa una certa velocità di movimenti la portò in breve ad uno sfrenato orgasmo.
Subito dopo quasi a ringraziarmi mi dette un lungo bacio e poi disse:
“… ora tocca a te… “,
toltami la maglietta mi fece stendere sul letto con i soli boxer addosso che trattenevano a stento la mia erezione a quel punto girò lo sgurdo a sinistra e notò che l’amica di colore era da tempo uscita in silenzio dal bagno ed in un angolo della stanza aveva seguito buona parte della nostro amplesso infilandosi una mano sotto ai pantaloni del pigiama e masturbandosi. Allora Alessia sorridendole dolcemente le disse:
“… Elena cosa fai lì tutta sola? … vieni quì con noi che adesso ci divertiamo tutti e tre assieme… “.
Dopo un comprensibile attimo di indecisione la diciassettenne di colore si avvicinò in silenzio a piccoli passi e con la testa bassa, poi Alessia come sempre intraprendente prese a baciarmi sul petto per poi leccarmi il capezzolo di sinistra, Elena molto meno esperta imitando le azioni della prima fece altrettanto con quello destro.
Alessia fece scendere poi la bocca continuando a baciarmi fino all’ombelico, arrivata lì sollevò il capo e mi disse: “… facciamoglielo vedere… ” e sfilandomi i boxer mise a nudo la mia erezione, Elena osservò in silenzio fra l’ammirazione e lo stupore il mio pene per qualche secondo indecisa sul da farsi, a quel punto la più esperta amica prendendolo in mano le mostrò come maneggiarlo dato che Alessia aveva già masturbato un paio di volte in auto il suo ex ragazzo. L’amica di colore si mise seduta sul letto e girata di fianco verso di me, allungò l’indecisa mano destra la quale aveva delle lunghe unghie ben curate e senza smalto e strinse delicatamente il mio durissimo pene imparando subito il giusto movimento scandito dal tintinnio dei due braccialetti che portava al polso e che in quella particolare azione sbattevano fra loro. Elena non avendo portato niente con se da casa indossava un pigiama del padre di Alessia, di quelli con la giacca con i bottoni ed i pantaloni larghi, sollevai un braccio verso di lei ed appoggiai una mano sul suo petto cominciando a tastare qualcosa di così voluminoso da farmi mozzare il fiato. Sentita la mia mano palpare esternamente le sue tettone Elena chiuse gli occhi ed aumentò lo smanettamento della sua mano sul mio pene che aveva sgocciolato del liquido preseminale, allora la più esperta amica diciottenne la fermò dicendole:
“… piano, non aver fretta o lo farai venire subito… cerchiamo di divertirci tutti e
tre come nella prima scena del film… “.
Alessia si riferiva ad un rapporto orale e l’amica di colore toltasi oramai di dosso ogni freno inibitorio dimostrò di aver appreso bene quanto visto nelle
prime sequenze del filmino hard: dopo aver spalancato sorridente la sua grande bocca le sue larghe, calde e nere labbra si richiusero attorno al mio pene iniziando lentamente e con passione a succhiarlo in tutta la sua lunghezza. Contemporaneamente Alessia si era tolta le mutandine ed un istante dopo si mise a cavallo del mio viso mettendomi sotto il naso la sua ordinata e poco folta peluria castana già umida del suo nettare. Quando portai le dita ad allargare le sue labbra vaginali un profondo tremore le scosse tutto il corpo, subito sentendo la punta della mia lingua arrivare a contatto della sua rossa e bollente carne emise un lungo rantolo dal profondo della gola, per lei era la prima volta che mostrava la figa ad un uomo, finora aveva permesso al suo ex ragazzo di masturbarla in auto al buio infilandole una mano all’interno delle mutandine ma niente di più.
Completamente nuova ed incredibilmente piacevole per lei l’esperienza di sentire la mia lingua ripassarle per bene i suoi genitali mentre con le mani si stropicciava i piccoli seni, l’amica italo-africana invece mi stava spompinando anche troppo bene per essere alle sue prime armi.
Un paio di minuti e sentii di essere vicino a venire in bocca ad Elena, ma cercai di resistere il più a lungo possibile, notai che i mugolii di Alessia si erano fatti molto lunghi e profondi ed all’improvviso spinta la mia testa contro la sua zona pubica raggiunse l’orgasmo dicendo:
“… oh mio Diooooo….. vengooooo…. “. Poi allontanò la figa dalla mia bocca tutta sbrodolata dalla sua abbondante emissione vaginale ed emesso un lungo respiro si portò vicino all’amica che proseguiva lentamente ma con precisione a muovere su e giù i suoi neri labbroni sul mio pene che oramai sentivo esplodere, le chiese di fermarsi un attimo e di farle spazio, poi sentii entrambe le punte delle lingue delle ragazze salire su e giù molto lentamente dai testicoli al glande.
Dopo qualche istante le due amiche oramai inebriate di sesso misto ai fumi del vino si trovarono ad avere le lingue incrociate ed abbandonato il mio pene prima di farmi venire si abbandonarono inconsciamente ad un lungo ed appassionato bacio.
Riaperti gli occhi inginocchiate una di fronte all’altra le due amiche si fissarono brevemente sorridendo e poi Alessia si portò alle spalle della diciassettenne di colore e portate anteriormente le mani sugli enormi meloni di Elena li palpeggiò per qualche istante prima di portare le mani sul primo bottone del pigiama e dirmi:
“… hai mai visto due tettone così grosse? … “. Alessia, amica intima di Elena, aveva già visto le enormi zinne della ragazza di colore quando si cambiavano assieme, ma per me era la prima volta ed ero eccitatissimo quando le risposi:
“… forza che aspetti… fammele vedere… toglile il pigiama… “.
Elena oppose solo una timida resistenza e disse: “… no! … no dai mi vergogno… “,
Alessia invece proseguì decisa aprendo il primo bottone del pigiama ed in breve i rimanenti spalancando la giacca e facendola sfilare lungo le braccia questa cadde dietro di lei.
Messe a nudo le due enormi tette, degne della massima taglia di reggiseno, sobbalzarono riempendo tutto il torace, avevano due larghissime areole nere del diametro di almeno otto o nove cm, e due grossi e corti capezzoli. “Accidenti… che tettone! ” esclamai “… sono veramente grosse… ”
subito dopo la mia avida bocca cominciò a leccare e succhiare il seno sinistro della diciassettenne di colore mentre la mia mano a stento conteneva il seno di destra, sotto l’azione della mia lingua e delle mie dita entrambi i suoi grossi capezzoli si inturgidirono crescendo notevolmente anche in lunghezza.
Elena ad occhi chiusi mugolava di piacere mentre Alessia le abbassò lentamente prima i pantaloni del pigiama e poi le mutandine inzuppate fino a sfilarle entrambi gli indumenti, ora la tettona di colore era anche lei completamente nuda, fra le cosce un po’ grosse appariva una fittissima e vasta foresta di peli riccioluti a ricoprirle il pube. Appena tolte le mutandine si sentì nell’aria una fragranza mista dei suoi umori vaginali e del selvatico della sua nera pelle che non attirò solamente me, ma anche Alessia che dopo una esplorazione vaginale dell’amica con voce rauca le disse: “hmmmm che clitoride grosso e sensibile… ” prima di usare anche la lingua sul monte di venere di Elena. Io continuavo a palpare, leccare e mordicchiare sempre più energicamente le tettone delle ragazza di colore, Alessia muoveva sempre più velocemente la lingua sulle labbra vaginali dell’amica che poco dopo esplose in un violento orgasmo emettendo un lungo ululato.
Alessia sollevò la testa dalla nera figa dell’amica e con voce da porcona ci disse:
“… su forza, ora voglio vedervi scopare… sono sicura che anche Elena a questo punto ha una gran voglia di farlo… “. Io ero l’unico a non aver ancora raggiunto l’orgasmo e l’idea di scoparmi la tettona di colore mi arrapava un casino. Sentite quelle parole Elena cercò di dissuaderci dicendo con poca convinzione:
“oh no… adesso basta vi prego… “.
Le tappai subito la occa stendendomi su di lei e baciandola dolcemente ed appassionatamente cominciai col puntare piano piano la testa del mio pene sul suo sbrodolatissimo buchetto per poi toglierla e poi ripuntarla delicatamente senza mai cercare di spingerlo più del dovuto ma solamente facendoglielo sentir strusciare fra le bollenti labbra vaginali.
Elena a quel punto più tranquilla e oramai sicura di non tornare indietro comprese che era arrivato il momento che lei aveva allo stesso tempo sempre desiderato e temuto e con gli occhi socchiusi si limitò a dirmi: “hmmmm… siii… lo voglio anch’io… fallo pure… ora… ma fai piano ti prego… ” temendo di provar dolore durante la penetrazione.
Invece grazie anche alla sua abbondantissima lubrificazione ed ai lunghi preliminari non incontrai difficoltà e dopo aver piazzato la testa del mio pene all’ingresso della sua bagnatissima calda e morbida vagina questo con una decisa spinta vi entrò tutto. Per me era la prima volta che facevo l’amore con una ragazza di colore, la sua tana era calda morbida ed accogliente e poco dopo mentre la stantuffavo senza risparmiarmi iniziarono i suoi spasmi vaginali, mentre lei si dimenava sul letto come impazzita dal piacere accompagnava ogni mio colpo del bacino con un “hiiiii… hiiiiii” anch’io stavo godendo in maniera incredibile ad un certo punto vicino all’orgasmo mi sollevai sulle braccia pompandola con maggior vigore.
Questo movimento le faceva sballottare come impazzite le enormi tette, fino a quando abbandonatasi al massimo godimento tutta sudata raggiunse un incredibile orgasmo urlando di piacere e graffiandomi la schiena con le sue lunghe unghie. Le sue contrazioni vaginali portarono anche me all’orgasmo, riuscii giusto in tempo a sfilar fuori il mio pulsante pene per veder partire il primo violento spruzzo di sperma che le colpì il mento, seguito da un secondo ed un terzo che ricaddero sulle sue tettone creando un netto contrasto di colore fra il nero della loro pelle ed il bianco dello sperma mentre il resto della abbondante sborrata finì sulla sua abbondante peluria pubica.
Alessia vedendoci scopare come conigli si era furiosamente masturbata venendo anche lei per la seconda volta, io invece ero stremato ed ansimante ma in compenso non avevo mai goduto in quella maniera, crollai sul letto abbracciato in mezzo alle due ragazze ed in pochi istanti mi addormentai profondamente.
Fatta colazione il mattino seguente salutai le due amiche e salito in auto, dopo aver promesso loro che appena possibile sarei tornato da quelle parti, puntai felice verso casa. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un’altra domensione. Arriva all’improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E’ così che nasce un racconto erotico.

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