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La brava ragazza

Antonio era molto soddisfatto, il suo incarico di addetto allo sviluppo delle risorse umane gli consentiva di dedicarsi con tranquillità e soprattutto senza dare nell’occhio alla sua ricerca.
La copertura aveva funzionato, le sue referenze avevano fatto colpo e non era stato difficile farsi assumere.
Ora restava la parte più difficile ma anche la più piacevole. Se si fosse fatto assumere come tecnico forse avrebbe avuto più facilmente accesso alle informazioni che cercava, ma per quanto si fosse preparato non avrebbe mai potuto sostenere un colloquio tecnico senza farsi scoprire.
Antonio conosceva i suoi limiti come i suoi pregi e questa era una dote fondamentale per una buona spia.

Spia, quel termine non piaceva per nulla a Antonio, ricordava intrighi violenze da guerra fredda, mentre lui più semplicemente procurava, in cambio di denaro, informazioni riservate. Certo non era un lavoro legale, ma lui non pensava che fosse poi tanto male, con un poco di elasticità lo considerava parte della concorrenza…

Il suo attuale cliente gli aveva commissionato un’indagine sull’avanzamento della ricerca su un nuovo tipo di lenti che, grazie alle elevatissime caratteristiche di lavorabilità avrebbe consentito un dimezzamento dei costi di produzione….
Un incarico apparentemente non troppo eccitante, ma Antonio non lo considerava tale. Per lui ogni lavoro era eccitante, perché adorava indagare sulle persone che lo circondavano alla ricerca di piccoli segreti, ma anche perché molto spesso otteneva le sue informazioni grazie ad un abile lavoro di
seduzione.

Antonio aveva poco meno di trent’anni, era un ragazzo decisamente attraente, e gli piacevano molto le donne, ma ancor di più gli piaceva dimostrare ogni volta a se stesso di essere capace di conquistare qualunque donna fosse necessario.

L’azienda in cui si era infiltrato prometteva molto bene. Era un’azienda giovane e molto dinamica c’erano un sacco di ragazze anche in posti di responsabilità e lui aveva imparato che una donna che lavora in posti di responsabilità spesso assume atteggiamenti e modi di pensare un poco maschili… soprattutto in materia sessuale…

Ci lavorava da una settimana, ed aveva steso già una lista dei possibili bersagli. Non si considerava un maniaco sessuale ed infatti nella sua lista comparivano anche alcuni maschi che, gli pareva, potevano nascondere qualche lato nascosto con cui ricattarli.

In cima alla lista, aveva messo Maria, la segretaria del presidente. Era la sua preda designata dal momento che certamente, data la sua posizione doveva avere accesso a tutte le informazioni che gli servivano. Ma a stimolare Antonio vi erano altri fattori, soprattutto il fatto che lei sembrava la classica preda irraggiungibile.

Maria aveva 41 anni, era alta e slanciata ma per nulla attraente anche se non aveva un brutto viso. I capelli neri sempre raccolti sulla nuca, i vestiti poco appariscenti se non castigati, le gonne lunghissime e larghe che indossava davano a Antonio la sensazione che lei rifuggisse gli uomini.
La sua scheda confermava le sue intuizioni. Di famiglia severa e religiosissima, aveva passato moltissimi anni in collegi di suore.
Ogni dettaglio stimolava sempre più la fantasia di Antonio.

In un paio di occasioni aveva anche provato ad avvicinarla ed a parlarle, ma lei si era sempre dimostrata distaccata e professionale, insensibile al suo fascino e questo non faceva che stimolarlo ancor di più.

La teneva d’occhio ed da qualche giorno aveva incominciato anche a seguirla per cercare di conoscerla meglio ed individuare cosa le piacesse, che abitudini avesse in modo da poter studiare qualche efficace approccio.

Maria lavorava sempre sino a tardi, il suo cartellino era impressionante, raramente usciva prima delle 20 anche se la mattina era sempre una delle prime ad arrivare. Cercando qualche appiglio, confrontando le timbrature di molti mesi, si accorse che Maria tre o quattro giorni al mese usciva prima, verso le 18. Vi era uno schema e Antonio se ne rallegrò.

I suoi precedenti tentativi di seguirla erano stati abbastanza frustranti, ogni volta lei era uscita ed aveva preso l’autobus. Si era fermata a comperare qualche cosa da mangiare in una rosticceria e poi era andata subito a casa. Lui aveva atteso molte ore per vedere se per caso frequentasse qualcuno ma aveva visto spegnersi le luci nell’appartamento di Maria senza che nulla fosse accaduto.

Attendendo che giungesse il momento opportuno, si diede comunque da fare, mettendo sotto controllo il telefono di Maria, ma anche quello sembrava non dare i suoi frutti. La donna faceva e riceveva pochissime telefonate e a Antonio era bastato pochissimo per verificare che si trattava in ogni caso di parenti. La vecchia madre, una lontana cugina….

Se non fosse stato per la sfida che aveva ormai ingaggiato con se stesso, Antonio si sarebbe da tempo deciso a cambiare obiettivo dal momento che le
settimane passavano e nulla di concreto accadeva. Si consolava con Antonella, una biondina tutto pepe che lo aveva spudoratamente abbordato. A letto era molto brava e soprattutto parlava un sacco. Ottenne utili informazioni su alcuni dei suoi bersagli alternativi, ma su Maria ben poco se non la conferma dell’apparente irraggiungibilità di quella donna.

Finalmente venne il giorno in cui stando ai suoi calcoli Maria sarebbe uscita prima, eccitato, si preparò a seguirla e tirò un sospiro di sollievo quando la vide uscire. Vide arrivare un Taxi ed Maria salirvi, finalmente rompeva gli schemi, ne fu contento.
Il Taxi percorse un lungo giro e per Antonio non fu facile seguirlo nel traffico caotico della città, ma vi riuscì e giunse in tempo per vederla pagare la corsa e scendere dalla macchina. Antonio posteggiò pronto a sua volta a scendere ed a seguirla, ma lei si diresse verso un bar e vi entrò. Senza aver bisogno di scendere dalla macchina la vide parlare con il barman e poi allontanarsi.

Aveva sperato in un incontro segreto, magari con un uomo, ma gli fu facile capire che Maria si dirigeva solo alle toielettes. Il bar era molto frequentato e molta gente entrava ed usciva, Antonio si fece distrarre da un paio di ragazze molto carine, e da una bionda altissima con una minigonna vertiginosa.

Il tempo passava ma Maria non compariva, Antonio incominciò ad insospettirsi. Stava accadendo qualche cosa di strano. Passò circa mezz’ora prima che si decidesse ad entrare nel Bar. Non vi era traccia di Maria. Tenne d’occhio le toielettes e vide molte donne entrare ed uscire. Escluse che Maria potesse essersi sentita male e si arrese all’evidenza. Lei lo aveva seminato.

Non capiva come ne perché ma era accaduto. Era certo che lei non si fosse accorto di lui eppure era altrettanto certo che lei era entrata nel bar ma non ne era più uscita, o almeno lui non l’aveva più vista.
Dopo quella sera lui la seguì ancora, ma Maria aveva ripreso il suo solito tran tran. Se fosse stato meno orgoglioso Antonio avrebbe cambiato bersaglio, ma ormai era troppo incuriosito ed aveva ingaggiato una sfida con se stesso.

Attese con pazienza la successiva occasione. Puntuale come sempre Maria come lui aveva pensato uscì alle 18 e la scena si ripeté, la vide prendere il taxi, e la seguì in un lungo giro per la città. La vide pagare e scendere per poi entrare in un Bar. La sua attenzione era a mille e questa volta non si lasciò distrarre da nulla. Ma ancora una volta Maria scomparve.

Controllando a stento la propria rabbia entrò nel Bar, cercando di non dare nell’occhio, lo ispezionò alla ricerca di un’uscita secondaria che non trovò. La porta sul retro dava su di un cortile dl qual non poteva essere fuggita. Scuotendo la testa Antonio risalì in macchina e tornò a casa.

Non riusciva a capacitarsi che fosse accaduto nuovamente, ripassava mentalmente i due pedinamenti senza riuscire a capire come lei avesse fatto a seminarlo. Si sentiva frustrato ed allo stesso tempo eccitato. Maria si rivelava misteriosa e piena di risorse e questo prometteva bene, se solo fosse riuscito a venire a capo di qualche cosa.

Era notte fonda quando smise di arrovellarsi e cercò di dormire, ma la sua mente continuava a lavorare furiosamente. Rivedeva in continuazione le immagini dei due appostamenti all’uscita del bar. Ma nulla riusciva a rompere il mistero della scomparsa di Maria. Poi lentamente qualche cosa nel profondo della sua mente si mosse ed iniziò ad emergere.

Nella sua mente passarono immagini che nemmeno ricordava, una donna dall’appariscente capigliatura rossa, ed a quelle immagini poco dopo affiancò
quelle della bionda dalle lunghissime gambe che lo aveva distratto durante il primo appostamento. Nessuna apparente somiglianza, se non per la statura e quegli altissimi tacchi a spillo….

Antonio scosse la testa… non poteva essere… assurdo eppure, solo quella poteva essere la spiegazione… si era travestita e così lui l’aveva persa… Antonio scosse la testa. Non poteva essere, quelle due donne erano entrambe bellissime, spregiudicate ed eccitanti ed invece Maria era…
Si ripropose il giorno dopo di osservare con maggiore attenzione Maria.

Era certo che un più attento esame gli avrebbe dimostrato l’assurdità di quella tesi, ed invece il giorno successivo si accorse che osservandola meglio Maria appariva finta…. Sembrava truccata, mascherata per nascondere un’altra persona. Era tutto assurdo, ma Antonio ne era comunque convinto.

Il tempo smise di passare mentre lui attendeva che trascorressero i dieci giorni necessari. L’attesa fu snervante ma alla fine Antonio ne fu ricompensato. Metodica e puntuale Maria uscì alle 18 e prese il Taxi.
Antonio fischiò sommessamente quando vide la bionda del primo pedinamento uscire dal Bar. Ormai ne era sicuro, quella bionda era Maria, ed era anche una donna stupenda. Indossava un paio di pantaloni aderentissimi che esaltavano le sue lunghissime gambe, la camicetta slacciata dalla quale emergevano prorompenti i seni fasciati da un’aderente maglietta era estremamente provocante, tutto in quella donna era provocante, almeno quanto insignificante appariva Maria.

Antonio si sentì fremere d’eccitazione mentre la seguiva con lo sguardo. La vide estrarre un telefonino dalla sgargiante borsetta. Poco dopo un secondo taxi arrivò ed Maria vi salì. Antonio la seguì nuovamente. Era sempre più sorpreso, ma restò stupito quando la vide entrare in un night club.
Per qualche istante valutò la situazione, poi decise che valeva la pena di correre il rischio di essere riconosciuto e, pagato il biglietto, entrò nel locale.
L’atmosfera era scura e fumosa, un locale piuttosto squallido, subito una ragazza gli si fece incontro
“Ciao tesoro… ho una gran sete mi offri da bere ? ? ” disse con un pesante accento sudamericano. Era molto giovane, con la pelle ambrata delle mulatte
e decisamente carina, Antonio stette al gioco e la fece accomodare al suo tavolo, chiamando il cameriere.

Su due pedane, alcune ragazze ballavano seminude circondate da un numeroso pubblico, sul palco invece si alternavano spettacoli improvvisati di strip.
Antonio fingeva di chiacchierare amabilmente con la ragazza mentre teneva d’occhio il locale cercando con lo sguardo Maria. Ma della donna non vi era alcuna traccia.

Si ammutolì quando vide Maria comparire sul palco. Indossava un lungo vestito rosso, con un profondissimo spacco laterale che giungeva sin quasi all’inguine. Ad ogni passo, la coscia inguainata in calze nere e con un reggicalze rosso faceva eroticamente capolino. Antonio non poté fare a meno di confrontare mentalmente le movenze calde e sensuali della donna sul palco con la fredda e distaccata compostezza dell’Maria che conosceva.

Maria danzava sinuosa, ed i suoi gesti diventavano sempre più espliciti a mano a mano che si spogliava. I seni sorpresero Antonio che mai se li era immaginati così, grandi e sodi, sobbalzavano elastici nell’aria attirando irresistibilmente lo sguardo.
“T parlo da un sacco e…. niente lei sale sul palco e subito ti ecciti… Maira è sempre la migliore… ” disse la ragazza al suo fianco mentre la piccola mano si posava sul rigonfiamento comparso sotto i pantaloni iniziando ad accarezzare leggermente il membro di Antonio.

“Come hai detto che si chiama ? ? ? ” domandò lui
“Maira… ” sospirò la giovane “Se ti va io conosco un posticino… ” tentò lei, Antonio scosse il capo, ma subito dopo sfilò alcune banconote dal portafoglio e le infilò nel reggiseno della ragazza che si rincuorò
“Dimmi cosa sai di Maira… lavora qui da molto tempo ? ? ? “. La ragazza fece una smorfia irritata ma rispose con un’alzata di spalle.

” Non so… io sono arrivata solo un mese fa e lei c’era già… ” Antonio continuò sempre senza riuscire a staccare gli occhi dal corpo di Maria che si muoveva sul palco
“Fa solo il numero di strip ? ? ? “, la ragazza ridacchiò divertita
“Come no…. quella fa tutto… dopo mezzanotte fa un altro spettacolo… più forte se si può dire così…. “.

Per non dare l’impressione di interessarsi troppo ad Maria, Antonio cambiò discorso e si divertì a stuzzicare un poco la ragazza. Maria aveva terminato il suo numero, ma dopo pochi minuti, la vide comparire in platea ed andare a sedersi al tavolo di alcuni clienti.
La ragazza sudamericana visto che non riusciva a concludere nulla se ne andò, ma fu presto sostituita da una biondina che però a Antonio sembrò null’altro che la fotocopia della prima.

Con discrezione s’informò sul secondo spettacolo di Maria
“Si svolge in un’altra sala… non tutti possono assistervi… ” rispose la ragazza, alcune banconote scivolarono lievi nella sua scollatura, mentre Antonio diceva “Mi piacerebbe tanto assistervi… ”
“Vedo che cosa posso fare” rispose sollecita la giovane con un gran sorriso.

Poco dopo mezzanotte Antonio prendeva posto in una sala più piccola al centro della quale sorgeva un piccolo palco. Le luci si abbassarono mentre potenti riflettori si accendevano sul palco, poi comparve Maria, camminò tra gli spettatori e molte mani si allungarono ad accarezzarla, ma lei non si sottrasse, salì sul palco, incominciò a danzare spogliandosi e ben presto rimase nuda.

Scostò le lenzuola dal letto che era posto sul palco, e un gran numero di falli di plastica delle più svariate forme e dimensioni comparve alla vista di tutti. Maria si stese sul letto e prese ad accarezzare i freddi cazzi di plastica poi iniziò a baciarli, leccarli, a strofinarseli su tutto il corpo.
I suoi gemiti sovrastavano la musica, nessun altro suono si alzava dalla sala mentre tutti gli occhi erano fissi su di lei.

Poi iniziò a penetrarsi, con quei finti membri e spesso si girava sul letto per concedere a tutti una perfetta visuale, Pareva impazzita tanta era la sua carica, leccava e succhiava due giganteschi falli che parevano d’ebano e luccicavano per la sua abbondante saliva. Ne teneva un altro stretto tra i grossi seni. I suoi fianchi ondeggiavano facendo scorrere un altro dildo nella vagina e poco dopo anche l’ano venne violato da un nuovo fallo.

Sotto gli occhi increduli di Antonio Maria si alzò e scese tra il pubblico, porse un fallo di plastica ad un uomo grassoccio ed eccitatissimo poi si piegò in avanti e prese ad ondeggiare il perfetto culo davanti al viso paonazzo del maschio. Gemette quando lui la penetrò facendo scorrere velocemente il fallo di plastica nella vagina madida d’umori.

Maria allungò la mano e raggiunse un secondo uomo che la fissava inebetito. La mano si posò sull’inguine del maschio e prese ad accarezzarlo attraverso
i pantaloni e continuò con sempre maggior decisione sino a quando una grossa macchia scura comparve sulla stoffa, ritrasse la mano leccandosela oscenamente.

Poi Notò un ometto che se ne stava in disparte, nascosto dietro ad un tavolino. Lo raggiunse danzando e spostò il tavolo. Molti scoppiarono in una risata vedendo l’uomo che ancora teneva stretto nella mano il membro eretto. Antonio non capiva cosa lei gli dicesse, ma vide Maria inginocchiarsi vicino all’ometto. Lui riprese a masturbarsi sempre fissando Maria che ora oscenamente scosciata si accarezzava davanti a lui, . Per il poveretto fu troppo e poco dopo iniziò a gemere e sussultare mentre lo sperma eruttava dal glande congestionato.

Maria allungò la mano e catturò le bianche gocce, e rapida prese a spMariarsele sul seno. L’eccitazione aveva raggiunto l’apice, molti si protesero per raggiungerla, ma lei rapida risalì sul palco e salutati tutti con un inchino scomparve con rapidità sorprendente.
Antonio ripose sul tavolo il pesante accendino che in realtà nascondeva una macchina fotografica miniaturizzata.

Non voleva lasciarsela sfuggire e quindi uscì subito per attenderla in strada al volante della sua auto, Maria non tardò molto. Antonio ebbe un moto di disappunto vedendola uscire abbracciata a due uomini. Tutti e tre salirono su di una grossa Mercedes. Antonio prese a seguirli. La Mercedes si allontanò verso la periferia, per poi fermarsi in un grande spiazzo semideserto, nell’angolo più lontano e buio.

Antonio scese e prese da bagagliaio la sua attrezzatura. Non gli ci volle molto per piazzare il video registratore e la telecamera con le lenti ad intensificazione di luce. Su piccolo schermo comparve l’immagine della macchina. Antonio regolò l’inquadratura. I tre non avevano perso tempo. Su sedile posteriore Maria danzava seduta su uno dei due uomini. L’atro stava inginocchiato sui sedili anteriori e le porgeva il membro attraverso lo spazio tra i due schienali. Maria china su di lui lo succhiava avidamente. Antonio puntò il microfono direzionale e la cuffia immediatamente si riempì dei gemiti dei tre.
“Dio come succhi…. Ti sento le tonsille…. ” Antonio vide la mano dell’uomo che attirava ancor di più la testa di Maria verso il proprio pube e sentì la donna gemere soffocata dal bastone che le affondava in gola.

Ben presto cambiarono posizione e l’uomo sul sedile anteriore prese a scoparla mentre lei si chinava a succhiare il secondo, che gemeva e le accarezzava rudemente i seni. Poi Maria si interruppe per gemere selvaggiamente quindi si voltò
“Adesso che me lo hai messo nel culo… almeno datti da fare e fammelo sentire per bene… ” lo incitò oscenamente.

L’uomo iniziò a sbatterla con foga, e la cuffia di Antonio si riempì degli osceni schiocchi della natiche di Maria percosse dal pube del maschio. Maria tornò a chinarsi ed a succhiare il secondo maschio, che ben presto iniziò a gemere
“Cazzo… lo sta bevendo tutto la troia… ” si lasciò sfuggire… e pochi istanti dopo anche il secondo maschio prese a gemere mentre il membro sussultava nello sfintere di Maria scaricandovi un torrente di caldissimo sperma.

Quando circa un’ora dopo Antonio accostava ed osservava il Taxi dal quale stava scendendo Maria, scosse la testa nel vedere come lei avesse riassunto
le sue solite sembianze. Inizialmente aveva pensato di fermarla quella sera stessa… ma poi ci aveva ripensato. Ormai non gli bastava più ricattarla per ottenere le informazioni che cercava… ora voleva qualche cosa di più e lo voleva dalla timida e pudica Maria… non da Maira. Un sorriso soddisfatto si stampò sul suo viso mentre riponeva con cura il materiale fotografico. FINE

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