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La convalescenza

La convalescenza

Luisa si era patentata da pochissimi giorni, quella sera aveva convinto il fratello Giorgio a farle guidare la sua auto, lui patentato da sei anni era considerato un maestro nella guida, erano usciti dal ristorante dove Luisa gli aveva offerto la cena per festeggiare, si era messa al posto di guida ed era partita abbastanza sicura, adesso andava discretamente bene, la velocità non era poca ma Giorgio non le diceva nulla, poi la rotonda con la precedenza a destra, si era spaventata nel vedere il furgone procedere sicuro, ed una sterzata brusca faceva cappottare l’auto, Giorgio non aveva messo la cintura, e nei due giri che faceva l’auto su se stessa batteva più volte la testa.

Luisa non si era fatta niente, ma Giorgio era esanime dentro l’auto e non dava segni di ripresa, chiamava subito l’ambulanza e in pochi minuti era in Ospedale.

La diagnosi la spaventava a morte, commozione celebrale con perdita di memoria, due mesi di ricovero e poi la dimissione, lo riportava a casa con la madre, adesso lo aveva vicino ma bisognava seguirlo giorno e notte, era stata lei a dire alla madre, non preoccuparti mamma, sospendo l’Università e lo curo fino a che non si riprende, tu continua con l’ufficio e io penso alla casa, aveva portato il suo letto nella stanza di Giorgio, così lo aveva sotto agli occhi giorno e notte.

Erano passati molti giorni da quando seguiva Giorgio, ormai non li contava più, lo seguiva giorno e notte, le uniche cose che diceva erano, male, tanto male, lei sapeva che non aveva dolori, ma era l’unico modo di Giorgio per dire, fame, sete, pipì, ormai le bastava uno sguardo per capire cosa voleva, era tranquilla anche quando lo lavava nella vasca, lui guardava sempre nel vuoto ma seguiva quello che Luisa le diceva, mettiti seduto, adesso sdraiati, nella vasca alza la gamba ecc,

Non si dava pace per quello che stava passando Giorgio, si sentiva una colpa tremenda dentro che la logorava, e poi lei le avrebbe dato la vita per l’affetto che la legava a suo fratello, lo aveva sempre ammirato per la sua intelligenza, per la simpatia che le sprizzava da tutti i pori, e poi era un ragazzo pieno di vita e sempre allegro.

Erano le 10 di mattina, e dopo averle fatto fare la colazione, lo portava in bagno per lavarlo dentro la vasca, stando seduto gli lavava la schiena e le braccia, poi si alzava e gli faceva il resto, per i genitali passava svelta la spugna sul pisello, e poi lo sciacquava con il telefono dappertutto.

Ma quella doveva essere una mattina speciale e da ricordare, infatti come le passava il getto del telefono sul pisello, questi improvvisamente si drizzava diventando un cazzo di tutto rispetto, Luisa provava vergogna per quello che vedeva, e gli mandava sopra l’acqua fredda ma continuava imperterrito a rimanere dritto, finiva di asciugarlo e lo riportava a letto, gli rimboccava le coperte e si metteva a leggere un libro, ma ogni tanto lo sguardo le andava al bozzo che faceva sotto la coperta, il cazzo di Giorgio non accennava a scendere.

Passava oltre un’ora a leggere, ma il cazzo di Giorgio continuava ostinatamente a rimanere dritto, lei sapeva che una lunga erezione procurava dei dolori lancinanti alle palle, andava vicino a lui e rialzava le coperte, adesso lo guardava con attenzione questo bastone duro e grosso, era bagnato sulla punta della cappella, e poi era sicura che da almeno tre mesi Giorgio non si era neanche masturbato, in quelle condizioni non poteva farlo, ne faceva una questione di coscienza, lo afferrava con la mano e cominciava a segarlo dolcemente, passavano pochi secondi, e una sborrata violentissima usciva da questo bastone grosso e duro, non era la prima volta che masturbava un uomo, ma una sborrata così copiosa non l’aveva mai vista, come non aveva mai preso in mano un cazzo grosso come questo di Giorgio, gli schizzi di sperma avevano colpito sia lei che il viso del fratello, era stato veramente una fontana, era corsa in bagno a prendere un asciugamano per pulirlo subito, e lei si era ritrovata dello sperma sul collo e sul seno, adesso provava vergogna per quello che aveva fatto, ma si vergognava anche del fatto che era eccitata da morire, era ritornata in bagno per lavarsi da lo sperma che la sporcava, si era tolta il pigiama e stava a seno nudo, vedersi lo sperma sopra di lei e ripensare al cazzo di Giorgio, si era eccitata ancora di più, toglieva i pantaloni e le mutandine, ma gia quelle erano fradice, si metteva una mano sotto per sincerarsene, e non la toglieva più, partiva con un ditalino che la faceva sborrare in pochissimo tempo, ma non sufficientemente soddisfatta continuava con un secondo, anche questo le durava poco, faceva un’altra sborrata copiosa che le bagnava le cosce, si puliva frettolosamente con un asciugamano, e ritornava a vedere Giorgio, scansato il lenzuolo rimaneva sorpresa, il cazzo del fratello continuava ad essere duro come poco prima, lo riprendeva con la sua morbida manina e ricominciava a masturbarlo di nuovo, le piaceva tenere in mano questo bel cazzone, così grosso non li aveva mai toccato, e questo le dava un piacere strano mai provato, era durato neanche due minuti, e la sborrata che seguiva era copiosa e densa, non riusciva a trattenersi, e si faceva un altro ditalino continuando a tenere in mano questo pisello enorme.

Puliva accuratamente tutti gli schizzi di sperma sulla pancia di Giorgio, e si recava di nuovo in bagno per pulire se stessa, adesso Luisa stava tremando per l’emozione, non si capacitava come mai avesse perso in quel modo il controllo di se stessa, che lei avesse sempre adorato il fratello non era un mistero, ma eccitarsi in quel modo e masturbarsi insieme a lui le sembrava assurdo, ma come si era messa seduta sul bidè, mentre si lavava non riusciva a trattenersi, e iniziava di nuovo un ditalino fantastico, il piacere che stava provando era talmente forte, che nel momento dell’orgasmo aveva urlato il nome del fratello, si era rialzata barcollando, quel bastone duro, grosso e bellissimo, l’aveva sconvolta nel vero senso della parola, poi cercava di distogliersi nel preparare il pranzo e fare le pulizie in casa.

Ormai tutto era a posto, riassettata la cucina, rimessi a posto i letti e la sala da pranzo, Giogo lo aveva fatto mangiare, e adesso si rilassava leggendo un quotidiano stando vicina a suo fratello, ma ormai quel cazzo che aveva menato così bene, le era entrato come un tarlo nella mente, non riusciva a pensare che a lui bello, grosso e soprattutto duro, era seduta sulla sedia dalla parte destra di Giorgio, gli alzava la coperta e vedeva che il cazzo era di nuovo duro e imponente, lo impugnava con la mano destra scappellandolo leggermente, sentiva le pulsazioni dell’eccitazione che le trasmetteva nella mano, era un attimo, si piegava su di lui e prendeva in bocca quella cappella infuocata di desiderio, cominciava a leccarla e succhiarla come fosse la cosa più dolce del mondo, l’eccitazione la stava uccidendo, non si era mai sentita arrapata come in questo momento, cercava di mandarlo più in fondo alla gola possibile, il piacere che stava provando era incredibile, l’altra mano si era mossa da sola, adesso ce l’aveva in mezzo alla fica fradicia di umori, appena l’aveva toccata sborrava quasi senza accorgersene, ma riprendeva subito dopo torturandosi la clitoride, adesso sentiva i battiti del cazzo che aumentavano, ormai la sborrata di Giorgio era imminente, lei aumentava lo sfregamento sulla clitoride, e nel momento che stava sborrando, Giorgio le innaffiava la gola con una miriade di schizzi di sperma, la sua di sborrata non finiva mai, forse era venuta più di una volta consecutiva, ma sentiva un piacere che le partiva dal cervello per fermarsi sulla fica.

Adesso giaceva appoggiata sulla pancia del fratello completamente esausta, finalmente rivedeva il cazzo di Giorgio moscio e rilassato, a differenza della mattina non provava rimorso per quello che aveva fatto, anzi adesso era felicissima di aver dato un po’ di piacere all’uomo che adorava da anni.

La mamma come tutti i giorni ritornava dall’ufficio alle 18, chiedeva come al solito se cerano novità e cosa aveva fatto il figlio, si parlava delle solite cose, compreso il fatto che il padre non sapeva niente di tutto, li aveva lasciati che erano piccoli, si era innamorato di una ragazza russa e era andato via, non sapevano neanche dove fosse, ormai erano passati oltre dieci anni, poi la cena un po’ di televisione, e di nuovo a letto vicina al suo uomo inconscio di tutto.

La mattina dopo solita colazione, poi i bisogni al bagno, e infine la vasca per essere lavato, Luisa come al solito, prima le lavava le spalle e le braccia, e poi tenendolo in piedi gli insaponava il resto, ma questa volta prestava più attenzione al cazzo del fratello, infatti dopo averlo insaponato per bene tutto scappellato, con il getto del telefono lo sciacquava molto accuratamente, tutto questo movimento lo aveva eccitato di nuovo, adesso poteva dare sfogo alla voglia che aveva, gli riprendeva in bocca la cappella suggendola ancora meglio del giorno prima, il bocchino che gli stava facendo adesso la eccitava incredibilmente, continuava solo con la bocca a lavorasi il cazzo di Giorgio, e lei senza niente addosso, si faceva un ditalino con due mani fantastico, riusciva a venire una volta prima che i getti di sperma di Giorgio le invadessero la gola, e poi sborrava copiosamente seguendo il fratello nel godimento, dopo averlo asciugato lo riportava a letto per farlo riposare. Adesso Luisa era sdraiata sul suo letto e guardava Giorgio affascinata, finalmente si godeva tutti i pensieri che aveva avuto per il fratello, adesso li stava mettendo in atto ma le mancava ancora una cosa, la voglia enorme e mai esaudita di scoparselo, quello le mancava, il desiderio adesso si faceva imperioso e assillante, cera una voce dentro di lei che le ripeteva all’infinito scopatelo, lei non era più vergine da quasi un anno, però aveva scopato solo tre volte con il tipo che aveva conosciuto, ma continuava a prendere la pillola, e adesso pensava che forse tutte queste cose a favore, erano un segno inequivocabile del destino, si rialzava dal letto Luisa, si era decisa adesso a compiere il grande passo, si toglieva il pigiama e le mutandine, toglieva la coperta sopra a Giorgio, adesso aveva di nuovo davanti agli occhi, il cazzo bellissimo e duro del fratello, saliva sul letto e si metteva a cavallo di Giorgio, adesso si sentiva quel bastone che le strusciava il culo, si sollevava leggermente con il busto, poi lo prendeva con la mano dirigendoselo nella fica, con la mano sentiva che era fradicia di umori, colava come una fontana rotta, lo puntava sul buco e gli scivolava letteralmente dentro, era talmente bagnata che anche un cazzo grosso come questo non aveva problemi ad entrare, si sentiva veramente piena per la prima volta, stava sborrando ancora prima di cominciare

Reggendosi con le mani sull’ampio torace del fratello, cominciava a muoversi lentamente, lo faceva piano, voleva gustarsi tutto quello che adesso provava con quel bastone nella fica, ma gli orgasmi si ripetevano senza darle tregua, adesso stava montando Giorgio e urlava tutto il suo piacere, continuava a scoparselo fino a che avvertiva gli schizzi di sperma che gli stavano innaffiando l’utero, adesso l’urlo aveva del disumano, sborrava una quantità incredibile di umori e poi crollava sopra a lui sfinita, era sudata e ansante per le emozioni e sforzi fatti, si voleva alzare e andare in bagno a rinfrescarsi, ma come per incanto quel cazzo aveva ripreso vita in un attimo, non riusciva a togliersi e ricominciava a montarlo come una pazza, adesso stava veramente dando i numeri, non riusciva più a pensare o fare, l’unica cosa che le riusciva era scoparsi Giogo sempre e comunque, era venuta di nuovo altre due volte, ma adesso l’idea le sembrava geniale, si fermava di scopare e seduta come stava era bloccata, se lo sentiva dentro l’utero che le pulsava il suo piacere, allargava ancora di più le gambe, e cominciava a farsi un ditalino fantastico, con la sinistra si teneva larghe le labbra della fica, e la destra sfregava senza pietà la clitoride dura ed eretta, era quello l’orgasmo della disfatta, era stato talmente forte che crollava sopra al fratello ormai completamente sfinita.

L’ora del pranzo era passata da un pezzo quando Luisa si riprendeva debolmente, era ancora sopra a suo fratello impalata da quel cazzo implacabile, se lo sentiva ancora dentro e duro, non era possibile per lei una cosa simile, eppure era così, non riusciva a capire quante volte Giorgio sarebbe riuscito a scopare, si alzava stanca e dolorante, sentiva la schiena a pezzi, le innumerevoli sborrate questa volta l’avevano distrutta, preparava in fretta il pranzo e poi riassettava alla meglio la casa.

Arrivata la sera si vedeva di nuovo con la mamma, no niente di nuovo le diceva, il tempo continuava a scorrere piatto e senza novità, poi la cena la tv e poco dopo a letto aspettando il nuovo giorno.

Era gia mattina inoltrata quando Luisa si svegliava, preparava la colazione per lei e Giorgio e poco dopo il bagno, ma era dalla notte che aveva una idea fissa, voleva fare e farsi un regalo per lei e suo fratello, e dopo averlo lavato lo riportava a letto, Giorgio in tutto questo tempo era rimasto a cazzo dritto, Luisa adesso le era vicina con un vassoio, sopra ci aveva messo del burro e una ampollina d’olio, era eccitatissima per quello che voleva fare, si era infilata nel culo tre pezzi di burro, quello era il regalo che voleva fare a suo fratello, con l’olio gli aveva spalmato tutto il cazzo e adesso saliva sopra di lui, erano numerose le volte che provava, ma le scivolava sempre dietro o si infilava nella fica, l’eccitazione adesso era al massimo, sentire quel bastone che le strusciava la fica o il culo era un tormento, ma finalmente riusciva a puntarsi la cappella sul buco del culo, iniziava a spingersi in giù e sentiva che qualche cosa cedeva, infine con una spinta ancora più forte, la cappella le entrava dentro con una buona porzione di cazzo, il dolore era quasi insopportabile, si sentiva squarciare il buco del culo, ma la determinazione era ancora più forte del dolore, era rimasta ferma con quel palo nel culo, voleva farlo abituare, ma poi, con il coraggio della paura, si lasciava andare infilandoselo tutto dentro.

Aveva soffocato l’urlo di dolore, ma nel culo adesso sentiva le fiamme dell’inferno, le bruciava tutto e non riusciva a parlare, poi improvviso il battere sempre più accelerato del cazzo, ecco che la stava riempiendo di sperma, lo sentiva schizzare senza sosta, e l’orgasmo la sopraffaceva, con la forza della disperazione ricominciava a muoversi, adesso scivolava molto meglio, forse proprio grazie alla enorme sborrata che aveva appena ricevuto, ma quel sogno di bastone non cedeva di un millimetro, lo sentiva ancora dentro lungo e duro, pronto per una nuova dose di sborra da regalargli, Luisa a questo punto si girava sopra di Giorgio senza sfilarselo, si poggiava con le mani sopra i suoi ginocchi, e ricominciava a farsi scorrere quel cazzone dentro il suo intestino, la situazione era migliorata, non sentiva più eccessivo dolore anzi, era venuto il suo momento, cominciava a godere con quel bel pisellone, adesso sentiva che l’orgasmo era vicino, era tutta presa a farselo scorrere nel retto e iniziava a sborrare, ma improvvisamente sentiva le mani di Giorgio sui suoi fianchi, si girava rimanendo annichilita dalla sorpresa, Giorgio la stava guardando e le sorrideva, lei faceva per sfilarsi, ma lui con il dito sul naso per significarle zitta le diceva sussurrando, fermati come stai, sono anni che mi sogno questo culetto, e adesso che sono dentro di lui ti vuoi togliere? dai parti che fra poco ti riempio di nuovo, e non credere che sia finita così, prima di tirarlo fuori ci debbo sborrare almeno due volte ancora.

Luisa adesso lo stava cavalcando lei con tutta la forza e l’amore possibile, non sentiva più dolori, bruciori a altri fastidi, sentiva solo un bellissimo cazzo dentro al culo che le dava un piacere infinito, e come le aveva detto Giorgio, sborrava altre due volte in quel culetto appena rotto.

Erano sdraiati una vicino all’altro abbracciati come due amanti, si scambiavano dei baci dolcissimi e pieni d’amore, poi Giorgio le diceva senti Luisa, che ne dici se alla mamma lo diciamo fra una settimana che mi sono ripreso? ma non vedi l’ora di farla felice con questo le rispondeva lei, si anche questo è vero però, e prendendogli una mano alla sorella se la portava sul cazzo duro di nuovo, sarebbe il caso di passare almeno una settimana liberi che ne dici? Luisa le risaliva sopra a cavallo, e infilatasi il cazzo dentro la passera mentre se lo scopava le diceva, io credo che anche dieci giorni la mamma li può aspettare, e faceva di nuovo una sborrata incredibile mentre si baciava l’uomo dei suoi desideri. FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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