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La gita

Questa breve storia si riferisce a quando andavo a scuola.

Era la mia prima gita, andammo con la mia scuola a Parigi, una città bellissima, ma quello che voglio raccontarvi è successo la sera in hotel. Io dormivo con una mia amica dell’ultimo anno, la sera uscimmo e al rientro, Debora la mia amica stava con un suo compagno di classe che si baciava nel corridoio. Mi avvicinai facemmo 4 chiacchiere e poi mi chiesero un favore, se potevo lasciargli la camera libera per la notte. Dissi che non sapevo dove andare e che sarei potuta stare in camera tanto ero stanca e mi sarei addormentata subito. Ma D. il ragazzo mi propose di andare a stare in camera sua, dove c’erano 2 ragazzi che già dormivano. Erano 2 miei coetanei, era la tecnica della scuola mettere quelli dell’ultimo anno in camera con i piccoli della scuola.

Debora me lo chiese per favore e allora accettai.

Andai in camera di D. e c’erano 2 miei amici che dormivano. Andai in bagno mi cambiai e andai a letto. Il problema è che il posto libero era nel letto matrimoniale. Mi misi tra la coperta e il lenzuolo e decisi di dormire.

Il ragazzo nel letto singolo M. mi vide e subito mi chiese cosa ci facessi li. Gli raccontai tutta la storia e spiegai che ero molto stanca, ma lui non lo era e diceva che non aveva più sonno. Comincio a chiedermi cosa secondo me stessero facendo nell’altra camera e cosa io volessi fare.

All’epoca ero già abbastanza modellata, ero già alta e avevo un bel seno. M. mi chiese se era la prima volta che dormissi con dei ragazzi e ammisi che lo era. Mi domando di me e se avevo un ragazzo e se avevo mai fatto sesso. Le domande erano tante e cercai di non rispondere ma lui venne vicino a me. Eravamo tutti e 3 sul letto matrimoniale anche se Luca dormiva.

Mi continuò a ripetere le domande ma io cercavo di tergiversare, poi gli dissi che le uniche cose fatte col mio ragazzo era qualche bacio sulla bocca e lui qualche palpatina. Mi disse che avevo delle tette bellissime, e che nemmeno la sorella che era più grande di me le aveva cosi grandi. Cerco di avvicinarmi sempre di più, e mi chiese se gliele facevo vedere. Risposi subito di no, ma lui insisteva dicendo che potevamo fare una scambio io gli facevo vedere le tette e lui il suo “coso”. Rifiutai e dissi che sarei andata via, ma in realtà non sapevo dove andare, e poi M. mi era sempre piaciuto. Disse che la mattina seguente avrebbe detto a tutti di Debora e della sua nottata.

Dissi di non farlo e lui continuo con le domande: se mai avevo visto un cazzo e se lo avevo mai toccato, e gli risposi di no.

Lui continuò a farmi complimenti e piano piano le sue mani avanzarono sul mio corpo. Questo lo facevo già col mio ragazzo e allora gli lasciai toccare le tette. Rimase folgorato, e disse che erano bellissime. Si abbassò il pigiama per farmi vedere che il suo cazzo era grande ma io feci finta di non guardare anche se vidi bene che qualcosa di grande si muoveva.

Mi chiese di fargli vedere le tette e per evitare di svegliare L. che chissà cosa avrebbe pensato, gliele feci vedere. Alzai il pigiama, e dormendo senza reggiseno uscirono subito fuori nella loro bellezza. M. cominciò a carezzarle dicendo che non aveva mai visto tette cosi belle.

Lui si abbassò le mutande, e per la prima volta nella mia vita vidi un cazzo in erezione. Non sapevo che fare, arrossi, e chiesi di coprirsi, ma niente. Anzi disse che avrei dovuto accarezzarlo se non volevo che L. si svegliasse e mi vedesse con le tette di fuori.

Mi prese la mano e comincio ad accarezzarlo, mi fece vedere cosa dovevo fare, e lentamente mi trovai senza saperlo a fare la mia prima sega.

Era una sensazione strana, sentire una cosa grande e calda che si muoveva nella mano. Lo feci per un po’ dopodichè mi chiese di accelerare perché stava venendo, non sapevo bene cosa significasse, ma all’improvviso vidi uno spruzzo bianco che bagno tutto il lenzuolo, era tanta la sborra che usci, lui la pulì e corse in bagno a farsi una doccia. Mentre stavo cercando di capire cosa avevo fatto, mi accorsi che Luca non dormiva affatto e che si stava facendo una sega sotto le lenzuola. Mi chiese se gliela facevo io, come avevo fatto a M. e come la più navigata delle puttanelle, feci immediatamente la mia seconda sega. Il cazzo di Luca era più grosso e mi dovetti aiutare con entrambe le mani per farlo venire. L. mi toccava le tette con una mano e con l’altra tentava di accarezzarmi il culetto. Il suo cazzo divenne sempre più duro, e mi disse che stava per venire.

Questa volta la sborra mi venne anche in faccia mi ripulì e mi rimisi a letto.

Torno anche D. in camera e mi disse che con Debora aveva finito, e che potevo tornare in camera, mi chiese se i 2 ragazzi si fossero comportati bene, dissi che avevano dormito tutto il tempo e lasciai la stanza. FINE

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