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La lussuriosa palestra

Era un giorno di scuola come tanti altri, stavo scendendo in palestra per fare l’ora di ginnastica.
Mentre gli altri erano fuori a correre decisi di fare un po’ di pesi nella palestra delle ragazze, erano tutte fuori, nessuno mi avrebbe visto.
Allora inizia presi il bilanciere e lo caricai a 50 kg ero alla prima serie quando sentì una voce femminile, guardai intorno ma non c’era nessuno, allora ricominciai.
Ero al 7° cielo quando una mano mi si appoggiò sulla testa, era una ragazza di 3° penso, bionda con un bel seno.
Aveva addosso solo una magliettina aderente e dei fuseaux, mi arrapava molto, io imperterrito continuai i miei esercizi fino a quando questa tipa non mi si è seduta proprio sopra il cazzo! .
Potevo sentire il suo caldo pube appoggiato sul mio cazzo che inevitabilmente si stava alzando. Imperterrito continuai con quella figa appoggiata sul mio cazzo l’esercizio con più foga, finché lei disse: allora ti eccito! , non ti dispiaccio vero? .
Non feci in tempo a rispondere che lei aveva già slacciato i miei pantaloncini e si accingeva a prenderlo in bocca.
Appoggiato il bilanciere le tolsi la maglietta, subito le sue tette enormi sgusciarono fuori da quella stretta prigionia, mi immersi in quello splendido spettacolo mentre lei da brava pompinara maneggiava il mio pene.
Lei mi disse: è un po’ che ti osservavo , non avevo mai provato a farlo in palestra e tu mi eccitavi molto.
Stavo rispondendole quando il mio cazzo esplose riversando litri di sborra sulle sue tette.
Allora la feci mettere sul lettino e divaricatele le gambe le tolsi i fuseaux ed iniziai a leccare quella giovane fighetta depilata, era uno spettacolo, grondava di umori.
Le stimolai il clitoride prima con la lingua poi misi il dito dentro quella figa larga, lei era allo spasimo venne 2 volte di seguito, poi dato uno sguardo all’orologio decisi che era ora di passare al piatto forte.
La fece appendere alla trave e lì la presi con violenza, lei scese e si impalò sul mio cazzo paurosamente in tiro.
La spinsi contro il muro e iniziai ad affondare sempre più velocemente, senza tregua, lei gemeva e mi baciava. Io stavo giungendo velocemente al limite e feci per uscire ma lei mi pregò di venirle dentro, e così pompando con più forza giunsi al culmine.
L’ora era quasi finita ci rivestimmo velocemente e proprio in quel momento entrò la loro prof. , mi guardò e mi chiese : spero che non ti abbia dato fastidio. Io risposi: no guardi è un po’ vivace ma non mi ha distratto dai miei pesi.
Da quel giorno l’ora di educazione fisica si trasforma in una strana e lussuriosa attività fisica FINE

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