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La nonna

Era l’estate del 1985 ed ero una giovane ragazza di 19 anni. Avevo terminato la sessione estiva degli esami universitari e sentito il bisogno di fuggire dalla solita routine. Andai a passare le vacanze da mia nonna. Mi godevo fino in fondo quei momenti, ma dopo alcuni giorni cominciai ad annoiarmi. La casa era fuori del paese, non c’era molta gente intorno ed io non sapevo cosa fare. Letto il libro che mi ero portata e le riviste trovate in giro non c’era rimasto molto.

Per ozio o per noia le mani inattive, naturalmente, trovano sempre qualcosa da fare. Fin dalle elementari ero stata abituata a fare un pisolino dopo pranzo, alle quattordici in punto. Non sono mai stata una dormigliona. Mi ero abituata a contare le fessure del soffitto e a raccontarmi storie. In seguito trovai il modo di occupare quella pausa in una maniera più gratificante. Un pomeriggio, mentre ero distesa, annoiata a morte e tanto per fare qualcosa, cominciai a dondolarmi avanti e indietro. Il piccolo letto su cui riposavo era tutto bozzoloso ed uno di quei bozzi stava strusciando, molto gradevolmente, la mia piccola fica. Il tempo del riposino finì prima che potessi concludere qualcosa, ma il giorno dopo tentai di ricreare quella sensazione. Il dondolare non andava bene ed inoltre avevo paura che qualcuno potesse notare quello che stavo facendo. Istintivamente capivo che non sarebbe stato approvato quel nuovo gioco. In ogni modo scoprii che, se mi stendevo sulla pancia, potevo mettere la mano nei pantaloncini e poi sotto le mutandine senza che nessuno si accorgesse di quello che stavo facendo. Perché fu bello quando cominciai a massaggiare il posto dove faccio la pipì? Lo volli scoprire. Le dita cominciarono ad esplorare le dolci e virginee labbra e presto trovarono il clitoride. Accidenti! Ne valeva la pena. Non so se per istinto o altro, ma non ebbi nessuna paura di toccarmi. Sapevo inconsciamente che non mi avrebbe fatto male ed accettai il primo orgasmo come un regalo datomi da Dio per non annoiarmi. Come feci a trattenermi non lo seppi mai, ma in qualche modo ci riuscii e da quel momento in poi masturbarmi divenne una cosa normale. Bene, avevo scoperto che le mie dita e la pussy potevano cambiare una giornata noiosa in qualche cosa di meritevole.

Mi svegliai con il sole che si riversava, in gran quantità, dalla finestra e copriva il letto. Strisciai fuori delle coperte e mi tolsi la camicia da notte per far sì che il tenero calore potesse baciarmi sulla vulva e sulle tette. Lasciai per un po’ le dita ballare tutt’intorno alle piccole, ma sensibili mammelle, poi mi concentrai più seriamente sui capezzoli. Di lì a poco cominciarono ad ergersi ed a chiedere di più. Frattanto la mano destra stava vagando sullo stomaco e più giù per i fianchi. Finalmente cominciai a carezzarmi le cosce e quando sentii gli umori che gocciolavano dalle grandi labbra, mi stesi e toccai la fica. Tutto lo spacco era deliziosamente bagnato. Feci passare le dita su e giù per tutta la lunghezza e poi le spinsi un poco dentro. Il clitoride stava bruciando e così mi precipitai con la punta dell’indice a tracciare piccoli cerchi intorno a lui. Onde di piacere si rovesciarono sul mio corpo. Stavo per arrivare all’orgasmo quando la nonna bussò ed aprì la porta. Entrata nella stanza la guardai terrorizzata con una mano gelata sul petto e l’altra sulla fichetta. Le mie gambe erano completamente spalancate ed il letto stava dall’altra parte della porta cosicché non si poteva nascondere nulla. Diventai tutta rossa per la vergogna. Anche la nonna esitò per un attimo. Diede una rapida occhiata e disse ” Oops! Spiacente, non volevo disturbarti. Porterò indietro la colazione e la metterò al caldo per quando avrai fatto. ” Poi uscì sorridendo.

Non sapevo cosa fare, ma certamente mi era passata ogni voglia di continuare. Mi vestii il più rapidamente possibile ed andai in cucina. Volevo nascondermi, ma avrei dovuto comunque affrontarla. Sarebbe stato meglio togliersi il dente subito. Mantenendo la parola aveva messo il cibo a scaldare e seduta alla tavola aveva iniziato a mangiare. Trovata una ciotola versai la colazione e mi sedetti. Mi guardò e disse “Hai fatto così presto? ”

Non seppi cosa rispondere. Abbassai la testa vicino alla tazza e farfugliai “Sono spiacente. ”

“Spiacente? ” Mi rispose. ” Di cosa devi rammaricarti? Lì, oltre a noi, non c’era nessuno e poi non hai fatto niente di male. Il nonno è morto circa otto anni fa e pensi che sia stata a digiuno per tutto questo tempo? Per nulla al mondo! Non tutti gli anziani sono così pudibondi come pensano i giovani. Chiedimelo nella maniera giusta ed è probabile che la prossima volta ti permetterò di prendere in prestito il mio vibratore. Ora fa la colazione, su! ”

Rimasi del tutto shockata. La nonna non solo stava dicendo che era tutto OK, ma che lo faceva anche lei. Questa stava per essere un’estate piena di sorprese……..

Si allontanò dalla tavola ed io rimasi seduta. L’accaduto mi rendeva straordinariamente perplessa. Aveva un vibratore? Io non ne avevo mai provato uno. Avrei potuto chiederglielo? Che c’era di strano, perché no? La trovai nella sua camera. Era coricata e stava leggendo il giornale. Quando entrai alzò gli occhi e sogghignò di nuovo. “Cosa ti serve, cara? ”

“Ummh! ” Esitai. ” Stavo facendo un’ipotesi, desideravo parlarti. Veramente approvi chi si masturba? Tu lo fai davvero? Sul serio possiedi un vibratore? ”

“Sì! ” Rispose. “Tutto vero. Posso essere più vecchia di te, ma sono ancora una donna. Iniziai a soddisfarmi dopo la morte di tuo nonno e decisi di trascorrere una parte del mio tempo ad imparare qualcosa di nuovo sul sesso e me. Mi auguravo che tua madre ti avesse educato in un altro modo, ma sono comunque contenta di aver trovato un’opportunità per aiutarti. Non vergognarti del tuo corpo, non devi aver paura di godere! Sei mai stata con un uomo? ”

Divampai a quella domanda, ma la nonna mi era sempre piaciuta e stavo scoprendo che era molto più facile parlare con lei che con mamma. Mi feci coraggio e risposi. “Con Franco pomiciamo un po’, ma non andiamo oltre. ”

“Bene! ” Rispose. “Penso proprio che hai un sacco di cose da imparare. Prima: i nostri corpi sono belli da guardare e non dobbiamo vergognarci di loro. Per me è stato uno strazio tutto questo tempo passato con i vestiti sempre indosso. Ora diamo un bel taglio a questo. Se eravamo due coetanee sarebbe stato naturale che parlassimo di queste cose. Sei capace, cara, di adoperare questo dildo? Sto correndo troppo? ”

“Be… bene. ” Balbettai. “Sono disposta a provare…. , ma sono nervosa. ”

“Essere nervosa non ti ucciderà. Se ti aiuterà comincerò io. ”

Si alzò in piedi e rapidamente tolse il vestito.

Rimasi stupita vedendo come fosse in forma nonostante i suoi 65 anni. Aveva molte rughe, ma le gambe erano abbastanza sode e la pancia piatta. Allungò le mani dietro la schiena e sganciò il reggipetto. Le grandi mammelle balzarono fuori ed i capezzoli erano scuri ed attraenti. Tentai di non fissarla quando si tolse le mutandine. In verità non avevo mai visto bene la fica di un’altra. La sua era completamente depilata! Le labbra sporgevano lunghe e lussuriose. Si poteva vedere anche la punta del clitoride che faceva capolino da esse. Rimasi a bocca aperta. Lei era sì vecchia, ma ancora piacente e non mi sarei mai immaginata che potessi provare desiderio. Non avevo mai pensato a fare l’amore con un’altra donna e tanto meno con lei. In quel momento volevo solo toccarle la fica. La guardai negli occhi e mi accorsi che stava sorridendo. Mi baciò. Non un bacetto sulla guancia, ma un completo, lungo labbra-labbra e mi frugò la bocca con la lingua. Mi disse “Perché non ti spogli, amore? ” Come facevo a rifiutarmi? Sbottonai la camicia e tolsi i jeans. Mi sganciò il reggipetto e mi sfilò gli slip. Rimase, per lunghi momenti, a fissarmi la pussy. Passò amorosamente la mano lungo tutta la mia pancia e poi si alzò. Il mio cuore stava martellando. Allungai le mani e toccai le sue tette. Per un attimo chiuse gli occhi, quindi mi guardò profondamente e disse “Dolcezza, è la prima volta che facciamo questa cosa, impariamola insieme. ” La guardai e le afferrai con tutte e due le mani le mammelle. Erano soffici e pesanti. Le portai all’altezza della faccia e le baciai. I capezzoli erano proprio deliziosi. Fece un passo indietro e si distese sul letto. Mi misi su di lei e cominciai a divorare le tette. A sua volta toccò le mie più giovani e sode. Fui assalita dai brividi e risposi accarezzandola in tutte le parti. Si sposto più giù e trovò il mio cespuglio. Quando mi toccò il clitoride esplosi. Ebbi il miglior orgasmo della mia vita. Conosceva esattamente i movimenti che mi mandavano in estasi. Dopo essere venuta, sapevo come volevo continuare. Le accarezzai tutto il corpo, arrivai alla fica e con delicatezza separai le labbra. Era tutta bagnata ed il clitoride dritto e duro. Lo baciai dolcemente. Si lamentò e allora tracciai con la lingua piccoli cerchi tutto intorno. Nonna alzò il bacino e si pigiò più profondamente la mia faccia in lei. Non mi sarei mai immaginata che una donna potesse avere un sapore tanto buono. Affondai la lingua nella vagina e non trovai nessuna resistenza. Era proprio favoloso! Mi allontanò la testa e disse ” Per favore fammi godere con le dita. ” Ne infilai prima una poi due, tre e alla fine quattro prima che mostrasse di essere soddisfatta. Mentre la scopavo con la mano continuavo a succhiare il clitoride. Si agitò, gridò e poi giunse all’orgasmo. Dolcemente continuai a leccarla e venne per la seconda volta. Meno violentemente, ma più a lungo di prima. Rimanemmo abbracciate per un tempo infinito. Poi aprì gli occhi e respirando affannosamente disse ” Cara, puoi prendere il vibratore nel cassetto? ”

Questa vacanza si stava mettendo proprio bene……….. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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