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La paura di Martha

Martha era una ragazza insicura e il suo bellissimo corpo e indi, il suo aspetto favoloso avevano fatto breccia sul sottoscritto che ansimando nella notte tra un pugnettone ed un altro pensava a lei, ma soprattutto al suo fantastico culo che sembrava dirmi:
CHIAVAMI!!
Nonostante i miei vani tentativi di restare con i piedi per terra e di non pensare più a lei, la mia stupida vanità mi illudeva a credere che da una volta all’altra Martha mi si sarebbe presentata con una voglia di scopare incredibile.
Oramai era la mia fissazione ed ogni sera mi tiravo uno sprangone a questo pensiero; la sua immagine si fissava nella mia mente e non potevo dormire in pace.
Non la amavo, anzi, mi stava pure antipatica, e forse per quel senso di antipatia avevo voglia di frantumarle la vagina e di romperle il buco del culo.
Assomigliava tantissimo a Britney Spears, stessa faccia da bocchinara, stessi capelli biondi, stesso stile; insomma sembrava proprio lei ed anche una cosa in comune con Britney Spears:
mi stavano tutte e due sul cazzo!!
Fu così che un giorno al mare la vidi con il suo costumino bianco semi trasparente che nuotava nell’acqua; e ogni volta che emergeva il suo culetto sodo e tondo, il mio cazzo sussultava paurosamente, tanto che sembrava volesse uscire dal mio costume.
Quando uscì dall’acqua si mise sdraiata sul suo asciugamano, con l’intento di prendere un po’ di sole, quindi era giunto il momento di attaccare discorso, cioè mi avvicinai in passo di tufo a quel radioso corpo, più radioso dei raggi solari di quella splendida giornata di luglio.
Quando si accorse che mi stavo avvicinando, era sdraiata pancia in sotto e si riallacciò il reggiseno, quasi infastidita dalla mia presenza.
Mi disse:
– Vattene! Non vedi che non voglio essere disturbata! –
Questa intimazione mi sorprese in quanto ero in genere trattato con gentilezza dalle ragazze ed al solo pensiero che lei fosse più “forte” di me mi incazzavo da bestia…. , insomma, questo fatto mi ruppe i coglioni a tal punto che le risposi a malomodo:
– E tu che vuoi puttana!! La spiaggia è pubblica e faccio quel cazzo che mi pare su questa sabbia maledetta!! –
Il suo volto si fece rosso per l’emozione e non trovando più le parole per rispondermi (mai in diciotto anni di vita era stata trattata così da un ragazzo) balbettò:
– Ma… ma… –
– Niente ma troia!! –
Ero noto per il mio temperamento violento, a volte anche criminale ma a lei spaventava poco, forse per la netta convinzione che gli uomini in genere non fanno mai del male alle donne; io del male invece glielo avrei fatto molto volentieri in quel posto che dico io.
Andò dietro ad una cabina per spogliarsi, la spiaggia era deserta, forse anche per la tarda ora; mi fece cenno di seguirla ed io senza tante mappe, feci quello che mi chiedeva.
Una volta dietro la cabina mi disse:
– Sei un brutto figlio di puttana! Come ti per metti di insultare me, la più bella della spiaggia!! ? –
Detto questo mi diede uno schiaffo che mi fece ricordare tutte le ingiustizie subite a scuola da lei sin dalle elementari, il suo comportamento super snob, si credeva una reginetta, cazzo!!
La mia ira divenne funesta ed a questo punto con gli occhi assetati di sangue la presi per i capelli e le strappai di dosso il perizoma; lei cominciò ad urlare:
– Lasciami maniaco, aiuto!! –
Io cominciai a toccarle la fica che stava cominciando a bagnarsi:
– Non mi toccare lasciami!! –
Continuava a gridare, allora io tirai fuori il mio uccello voglioso di ficae glilo infilai con un po’ di fatica nella sua fichetta vergine tra le sue continue lamentele:
– Nooo, mi fai male, lasciami stronzo!! –
Io continuavo a pompare senza sosta finche il suo viso diventò tutto rosso e sudato e i suoi occhi si stralunavano in un modo incredibile, il suo respiro si fece affannoso e allora disse:
– Cazzo lo hai messo il coso, il profilattico? –
Mi sembrò incredibile che dicesse questo; aveva voglia anche lei e mentre continuavo a scoparla da dietro, lei si inginocchiò costringendomi ad una pecorina favolosa, ora si slacciò il reggiseno e mi mise le mani nelle sue bellissime e dure tette e cominciò a pompare anche lei.
Dopo un po’ mi fece uscire fuori e mi mise sdraiato; con furore cominciò a leccarmelo mentre mi massaggiava le palle e mi fece un fantastico bocchino dicendomi:
-Daiii, siiii, ora sbattimelo dentroooo! –
E si mise a cavalcioni su di me godendo come una troia; sentendo che ormai l’orgasmo era alle soglie gli dissi che stavo venendo e lei mi disse che stava ench’essa per godere e che dovevo venirle dentro.
– Dai vienimi dentro porco-
E così fu che le inondai la sua vagina stretta che non si lasciava sfuggire nemmeno una goccia del mio liquido, ma poi quando lo tirai fuori uscì un lieve fiotto di sperma.
Lei mi baciò lungamente e mentre mi sentivo fiero della vittoria e della realizzazione, pieno di boria le dissi:
– Allora ti piace il mio cazzo è! ? -. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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