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Racconto erotico

La porca di mia sorella Emilia

La prima volta che vidi le tette di mia sorella Emilia avevo appena dieci anni. Lei si stava spogliando per coricarsi e, com era solito, si toglieva il reggiseno dopo aver indossato la giacca del pigiama. Mentre si spogliava si guardava allo specchio e fu in quel momento che il reggiseno le cadde ed io per la prima volta vidi le grosse tette belle e morbide.
Lei dormiva accanto a me ed io, quella sera, cominciai a masturbarmi pensando a ciò che aveva appena visto. Così continuai per i prossimi giorni.
Una sera decisi di rischiare. Dopo che lei si addormentò cominciai a spogliarmi sotto le coperte. Tutto nudo mi levai le coperte e cominciai a masturbarmi violentemente prima coricato e poi in piedi sul letto guardando mia sorella attraverso la lieve luce che trapassavo attraverso le tapparelle. In piedi sul letto e stringendomi il pene con la mano destra mi masturbai fino a venire;
lo sperma che cominciò a uscire la bagnò leggermente sul viso. Non potendo asciugarla, per evitare che se ne accorgesse, mi avvicinai leggermente a lei e, vedendo che era assopita, con la lingua la leccai sul viso bevendo il mio sperma. Un’ altra sera che Emilia era molto stanca e si coricò presto cadendo in un sonno profondo i miei desideri diventarono più forti. Sentivo il mio cazzo duro pensando a ciò che mi proponevo di fare.
Appena coricato mi spogliati tutto nudo e comincia a menarmi il cazzo facendolo diventare umido e pronto a sborrare. Decisi di rischiare. Alzai le lenzuola che coprivano la dolce pelle di Emilia. Lei era nel pieno del sonno. Cominciai a sbottonarle il pigiama e vidi ancora le su grosse tette.
Con la mano sinistra toccavo i suoi capezzoli e con la destra mi masturbavo. Le tolsi gli slip e mi apparve in tutta la sua bellezza la sua fica pelosa e pura. Con la lingua comincia a leccare i suoi capezzoli e procedendo arrivai alla fica. Poi presi in mano il mio cazzo e cercai di infilarglielo in bocca ma, in quel momento, cominciò a svegliarsi. Non volendo tentare ancora la fortuna la rivestì alla svelta e mi coricai.
Ero sicuro che quella era stata l’unica volta in cui avrei avuto un minimo di rapporto sessuale con Emilia. Invece un giorno successe ciò che non mi sarei mai aspettato. Io ero uscito e lei era rimasta sola in casa. Tornai all’improvviso e la vidi in bagno davanti allo specchio. Era completamente nuda se non per un leggero asgiumano che copriva il suo bel culo.
Mi vide ma non ne rimase sorpresa. Anzi cominciò a domandarmi se era bella e se mi iacevano le sue tette e, all’improvviso, cominciò a ridere indicando il mio cazzo duro ed eccitato. Io ero al massimo dell’eccitazione. Mi buttai su di lei e le feci sentire il mio cazzo appoggiandolo sul suo culo mentre con le mani le toccavo le sue tette bagnate e insaponate. Cominciammo assieme a godere; io le lavavo le grosse e morbide tette e lei muovendo il suo culo incorragiava la mia eccitazione. Le tolsi l’asciugamano e dopo averla piegato a pecorina feci ciò che avevo sognato.
Sfilai il mio cazzo dai pantaloni e glielo misi in culo con tutta la mia forza. Lei gridò di non farlo ma intanto gemeva di desiderio. All’improvviso si girò; con le mani prese il mio cazzo e , dopo avermi sbottonato i pantaloni, con la lingua cominciò a leccarlo ed a infilarsi le mie palle in bocca. Il cazzo toccavo la sua gola e il mio piacere era estremo. Io mi sentivo preso da una forza enorme.
Poi mi disse di spogliarmi completamente nudo e di buttarci dentro la vasca. Aprimmo l’acqua ed iniziammo sul serio. Vidi la sua fica e decisi di penetrarla. Nel momento in cui stavo venendo lei mi chiese di aspettare prima di sborrare. Voleva assaporare il buon sapore dello sperma sulla sua faccia e sulle tette. Allora mi alzai ed un violento getto di sperma la investii sulla bocca bagnando anche le sue tette. Mentre lei assaporava la sborra con la lingua allungandola per prenderne anche le parti più lontane io, invece, con la lingua leccavo le sue tette raccogliendo lo sperma e mettendoglielo in bocca toccando la sua di lingua.
Quella fu la prima volta ed in seguito ne avvenero altre. FINE

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