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La professoressa ed il senegalese

L’ultimo anno di liceo, ricordo che arrivò in classe con noi un ragazzo di colore, figlio di un chirurgo senegalese che lavorava nell’ospedale della mia città; era simpatico e molto socievole, però pochi avevano voluto fare amicizia con lui. Io però ero stato uno dei pochi ad accompagnarlo nella conoscenza della città e della scuola che per lui erano appunto cose nuove; così un giorno, verso la fine del primo semestre sia io che lui avevamo dei tremendi problemi in matematica e rischiavamo entrambi di buttare l’anno al vento. Così la professoressa (non dirò il nome per ragioni di privacy) ci invitò un pomeriggio di un sabato a casa sua entrambi per cercare di discutere la situazione; certo Sahid impressionava per avere 19 anni: altro, ben piazzato e abbastanza muscoloso. Il viso però, traspariva un aria da studentello indifeso. La prof non era una donna particolarmente bella, però è sempre stata nell’immaginario di tutti noi ragazzi per i suoi grossi seni; non erano sodissimi però quando d’estate metteva i reggiseni colorati che trasparivano dalle camicette ci eccitavamo come invorniti!

Comunque, tornando al racconto: quel pomeriggio Sahid mi passò a prendere con la sua auto (i soldi non gli mancavano) e così poi andammo insieme dalla prof. Ci fece entrare dal cancellone e parcheggiammo la macchina proprio davanti all’ingresso di una stupenda villa in stile antico; entrammo e mentre lei ci dava il benvenuto io non potevo fare a meno di continuare a girarmi intorno con lo sguardo rivolto all’insù ammirando quelle stanze enormi! Lei era vestita con una gonna fino al ginocchio e sopra una bella camicia blu scuro; ci fece accomodare nello studio e ci illustrò brevemente le nostre situazioni dicendo che la mia era ancora recuperabile, ma quella di Sahid era ancora peggio.

Avevo notato uno sguardo strano nei suoi occhi quando guardava il mio amico, però mai mi sarei aspettato quello che avrei visto di li a poco! Mi chiese di uscire dallo studio per poter parlare in privato con lui e così io feci; iniziai a girare per la casa immensa ‘toccando i mobili, leggendo rivistè però mi stavo rompendo altamente le palle, così stavo tornando verso lo studio x dirle che sarei tornato un’altra volta ‘ma avvicinandomi sento dei gemitì così decido di spiare. Cosa vedò C’era Sahid in piedi di fronte alla prof che stava seduta con la camicetta sbottonata e i grossi seni morbidi mezzi fuori dal reggiseno lasciando così vedere due capezzoli grossi come piatti! Lei gli sbottona i jeans, mette una mano dentro ed esclama: ‘oh come sei grosso! ‘ e tira fuori un cazzo nero molto grosso. Già moscio le sta a malapena nella mano ‘la situazione si fa interessante; così inizia a spompinarlo dolcemente, passando le labbra umide attorno alla cappella grossa e scurà Sahid intanto le accarezza i capelli ‘il cazzone si sta ingrandendo sempre di più ed è veramente enorme! Ad occhio e croce saranno stati trenta centimetri buoni e una bella circonferenzà la prof per un secondo smette il suo lavoro e gli abbassa i pantaloni e gli slip liberando anche due palle grosse come palline da ping pong.

Inizia a leccare anche quelle facendo gemere il ragazzo di piacere. Posso vedere le palle perdersi dentro la sua bocca e poi uscirne umide ‘poi ripassa al grosso uccellone nero leccandolo come meglio riesce ‘Sahid probabilmente non ne può più, così si tira indietro e sempre con la mazza puntata verso di lei le chiede di alzarsi ‘lei obbedisce come un cagnolino. La fa sedere sulla scrivania e allargandole le gambe le alza la gonna. Ora non riuscivo a vedere più nulla perché la prof era di spalle ‘potevo solo notare i suoi seni che trabordavano dai fianchi e la faccia di sahid. Sentivo solo lei urlare forte per il dolore della penetrazione ‘però in fondo ci stava godendo non pocò ecco cosa voleva dire quello sguardo assatanato! Dopo qualche minuto si rimettono nella posizione di prima, lui con in mano la sua verga che si masturba e lei in ginocchio che gli massaggia i testicolì dopo un istante lui inizia a sborrare tirando prima uno schizzo in faccia e lei, sui capelli, e poi continua continuà la inonda!!!!!

Fu una cosa terribile ‘continuò a sborrare copiosamente per almeno trenta/quaranta secondi ‘fino a che lasciò andare il suo grosso pisellò lei prese un fazzolettino e sempre inginocchiata lo pulì per bene e gli disse: ‘rivestiti ora e di al tuo amico di tornare domanì. Poi si alzò anche lei e riuscii a vederla: era tutta bianca, aveva schizzi sui seni, sulla camicetta, sulla gonna e persino sulle braccia! Vi giuro, io intanto mi ero masturbato non poco, ma fu un’esperienza esaltante perché sarei tornato l’indomani. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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