Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Adolescenti / La ragazza silenziosa
copertina racconto erotico

La ragazza silenziosa

Era il mese di Luglio ultimo scorso, io come al solito ero al bar a fare colazione, e lei veniva verso le 9, e come faceva tutti i giorni, chiedeva una sigaretta, e se ci scappava la colazione, ma non diceva altro, neanche grazie, io mi chiamo Paolo, ho 32 anni e un’attività che mi rende bene, e passo tutti i giorni un’oretta con gli amici del bar a parlare di tutto, e vederla così silenziosa e sfuggente mi intrigava, e poi era veramente carina, non molto alta circa 1, 60, capelli e occhi nerissimo, una seconda di seno, il viso ovale bello mediterraneo, le labbra carnose e dei denti bianchissimi, ma quello che la contraddistingueva su tutte le altre ragazze era il culo, un culo a mandolino perfetto, ogni volta che la vedevo e pensavo al suo culo avevo il blocco allo stomaco, non le avevo mai rivolto la parola, ma quella mattina indossava una minigonna ed era uno schianto, aveva sempre abiti lisi, molto probabilmente non poteva permettersi di avere un guardaroba con vari capi, mi sono avvicinato a lei e le ho detto quasi sottovoce, la gradisci la colazione? te la offro volentieri, mi ha detto solo un si quasi bisbigliando, sono entrato nel bar e le ho ordinato un cappuccino con due lieviti, pregando il ragazzo di portarli subito al tavolo compreso un caffè per me, poi mi sono seduto di nuovo vicino a lei, arrivata la colazione, ha trangugiato il tutto in pochissimo tempo, le ho offerto una sigaretta che ha accettato con molto piacere, mi guardava e contrariamente al suo solito comportamento mi sorrideva, a quel punto le ho chiesto se voleva accompagnarmi per delle spese e ha accettato, salita sulla mia auto mi continuava a guardare come per studiarmi, poi improvvisamente mi ha detto, ma lo sai che hai degli occhi bellissimi, a me piacciono molto gli uomini mori con gli occhi celesti, le rispondevo, ma allora sono fortunato oggi, un complimento così da una bellissima ragazza come te mi fa molto piacere, e con noncuranza le mettevo la mano sulla gamba sopra al ginocchio, aveva come un sobbalzo e mi toglieva la mano dicendomi, quando avrò voglia di farmi toccare sarò io a dirtelo, tu non ci provare più, mi hai capito? le ho detto solo scusami, ma è una mia cattiva abitudine, ma non volevo andare oltre, allora sorridendomi mi prendeva di nuovo la mano e se la metteva sopra la coscia, ma molto più in alto di dove l’avevo messa io, adesso sentivo che il mio manganello iniziava a dare segni di impazienza e mi stavo eccitando veramente, a lei non era sfuggito il gonfiarsi dei pantaloni, e come la ciliegina sulla torta mi aveva poggiato la mano sul mio pacco, e ridendo aveva aggiunto, mi sbaglio ma qui nei paesi bassi qualcosa sta crescendo? sapevo che era strana, e non volevo rovinare tutto con una battutaccia, le ho detto allora, facciamo così, adesso andiamo a fare compere, e poi se vuoi vieni da me e ti faccio vedere casa mia, mi rispondeva, adesso si che mi piaci ancora di più, siamo andati in un grosso centro commerciale e le ho fatto scegliere diverse cose, si è presa due paia di slip e reggiseno, una gonna mini ma non tanto, ed una camicetta, e poi mi ha detto, se adesso mi porti a casa tua mi provo tutto, al volo siamo andati a casa mia, non volevo perdere l’attimo fuggente con questa strana creatura, avevo il fondato timore che improvvisamente mi dicesse di nuovo no su tutta la linea, arrivati nel garage di casa, mentre salivamo con l’ascensore mi dice, io mi chiamo Marisa e tu? Paolo rispondo io, mi da la mano e mi dice piacere Paolo mi piaci molto, e mettendosi sulle punte dei piedi, mi tira per il colletto della camicia e mi da un bacio all’angolo della bocca, e poi guardandomi di nuovo la patta dei pantaloni mi ripete, ma non c’è proprio pace in questa zona? entriamo in casa e lei come chiudo la porta mi dice baciami ora che ne ho voglia, e poi mi chiede da che parte era il bagno, le indico la mia camera da letto dove c’è il mio bagno personale, lei si dirige nel bagno senza portarsi dietro i miei regali, io vado nell’altro e mi do una rinfrescata al pisello, (è meglio che sia profumato non si sa mai) poi mi metto seduto sul letto e l’aspetto, ma poco dopo eccola che apre la porta, è senza la gonna e non porta gli slip, ha un triangolino nero come il carbone e non curato, infatti i peli le arrivano anche all’inguine, quella michetta cosi senza cura alcuna mi fa impazzire al solo vederla, ma era troppo bello per sognare di toccarla e scoparmela, infatti lei mi dice, adesso togliti i pantaloni e le mutande, e mettiti seduto sul letto, oggi non voglio che mi tocchi, se poi ne avrò voglia ti vergo a trovare, una volta seduto sulla sponda del letto, lei incrociando le gambe come una giapponese, mi si accovacciava in terra e iniziava a leccarmi la cappella, la vedevo che con la mano destra si stava masturbando molto lentamente, e poi mentre mi segava dolcemente mi diceva, vedi, a me piace farmi i ditalini in questo modo, adesso sto aspettando di bagnarmi bene, e per come mi sono posizionata ho la fica tutta spalancata, il dito lo giro per tutta la fica, ma il clitoride ancora non lo tocco, prima debbo fradiciarmi bene, e poi il ditalino mi viene meraviglioso, e riesco a sborrare anche cinque volte di seguito, e credo che questa volta venga meglio, hai un cazzo meraviglioso Paolo, mi eccita da morire, e ricominciava a leccarmi e questa volta a succhiare il prepuzio, da sopra potevo vedere l’accelerare del braccio nel masturbarsi, e aveva iniziato a mandarsi in fondo alla gola il cazzo che ora mi fremeva, i suoi lamenti si erano fatti forti, godeva nello spompinarmi e masturbarsi come poche volte avevo visto una donna godere, ma l’arte di succhiarmelo l’aveva nelle vene, nessuna me lo aveva succhiato così divinamente, e da quello che sentivo Marisa era gia venuta tre volte, io ero fortunato perché ancora non era arrivata la mia ora di riempirle la gola, poi contando le volte che sborrava , era arrivata a cinque e ancora non si fermava, io invece ormai stavo per svuotarmi in quel fornetto bollente che era la bocca di Marisa, e lei lo aveva percepito, perché in un attimo sfilandoselo dalla bocca, mi aveva detto quasi gridandolo con angoscia, dai fatti questa sborrata e io ti vengo dietro, come lo aveva ripreso sentivo l’imminente eruzione del mio manganello nella sua bocca, avevo iniziato a eruttare sperma in quantià industriale, avevo contato nove o dieci schizzi e ancora non mi fermavo di sborrare, e Marisa con la sua ennesima venuta si era autodistrutta, mi dava ancora poche leccate alla cappella e crollava appoggiata alla sponda del letto esausta.

Io rimanevo nel dormiveglia per dieci quindici minuti, dovevo riprendermi da quel fantastico pompino che quella bambolina mi aveva appena fatto, mi alzavo dal letto e prendendola in braccio la sdraiavo sopra allo stesso, era ancora sotto lo shock delle numerose sborrate, vederle quella meraviglia nera in mezzo alle cosce, mi inchinavo e iniziavo a leccargliela, si riprendeva mentre le stavo succhiando il clitoride, e poco dopo mi regalava un schizzetto di umori che emetteva nel godere, poi si sedeva di scatto sul letto e mi diceva infuriata, chi ti ha detto di leccarmi la fica? ti avevo detto prima che quello che facevo lo dovevo decidere io, sei solo uno stronzo, adesso me ne vado e non mi vedi più, io mi fidavo di te, si alzava incazzatissima e indossando le sue cose usciva sbattendo la porta, poco dopo, mi accorgevo che aveva lasciato all’ingresso i pacchetti con i miei regali.

Io continuavo tutti i giorni a fare colazione al solito bar, ma di Marisa non c’era traccia, non chiedevo informazioni hai frequentatori che conoscevo, non era considerata una ragazza con la testa a posto, poi il quinto giorno mi appare improvvisamente, mi sorrise e avvicinatasi mi disse sussurrando, ma a me la colazione non la offri oggi? chiamai subito il ragazzo e la sua colazione arrivò in pochissimo tempo, appena l’ebbe finita mi disse, me la offri una sigaretta? l’aveva quasi finita di fumare e mi dice, io avrei una voglia di scopare che non immagini, e tu noo? siamo partiti come due fulmini diretti a casa mia, come fu arrivata si diresse subito in bagno, ed io nell’altro mi sono dato una rinfrescata, poi sono ritornato in camera da letto e mi sono finito di denudare, lei uscita dal bagno, aveva in mano gli slip e la minigonna che gettava sulla poltrona, vederle la fica in quel modo mi dava il gelo allo stomaco, era nerissima e piena di peli, aveva un bosco in mezzo alle cosce, ma tra le labbra le spuntava la punta del clitoride, sembrava che facesse capolino, si tolse la camicetta ed il reggiseno e mi si gettò sopra ridendo, poi fissandomi negli occhi mi disse, lo sai perché sono qui con te? per due motivi, hai degli occhi bellissimi e un cazzo che mi piace tanto, ma aggiunse, se non tiri fuori i preservativi, tu oggi non scopi, questo te lo garantisco io, ho aperto il cassetto del comodino e le ho dato una confezione da dodici, ne ha preso uno e lo ha scartato, poi reggendomelo con una mano, ha cominciato a leccarmi la cappella e ha succhiarmelo, infine mi ha messo il preservativo e se lo è posizionato in mezzo alla fica, e mi dice, lo sai perché te l’ho leccato e succhiato fino adesso? per due motivi, il primo perché mi piace, e il secondo è che in questo modo mi sono bagnata molto bene, se pensi che mi sono fermata altrimenti venivo puoi capirlo da solo, e iniziava a spingersi dentro al cazzo scivolandogli lentamente sopra, e come lo aveva sentito in fondo aveva il suo primo orgasmo, poi mi cavalcava come una indemoniata, si alzava da sopra a me, e poi ci ricadeva a corpo morto, sentivo lo schiocco delle sue cosce sulle mie, io le avevo preso i seni con entrambe le mano, erano compatti al tatto, e i caporelli duri come il marmo, aveva due roselline ma con due chiodi piccoli e tosti, al suo secondo orgasmo mi diceva crollandomi addosso, adesso scopami tu ma mettimelo dentro più forte che puoi, lo voglio sentire fino nello stomaco, ho iniziato a sbattermela con tutta la forza che avevo, e lei sborrava in continuazione gridando e incitandomi a pomparla sempre di più, ormai ero arrivato anche io, e l’avvisavo dell’imminente sborrata che stavo per fare, e mentre iniziavo a eruttarle la mia crema, le avevo messo due dita nel culo, lei ha continuato a godere insieme a me, poi come colpita da una scarica elettrica, saltava letteralmente dal letto e incazzatissima mi urlava, perché mi hai ritoccato il culo, lo sai che non voglio, e adesso me ne rivado e non mi vedi più, ed io che ormai ero partito nel giocarmi il tutto per tutto, le rispondevo anche io a voce alta, se vuoi andartene fallo pure, però a me il culo mi piace, e il tuo mi farebbe impazzire, ma che cazzo ti sei messa in testa, che si deve fare tutto quello che vuoi tu e basta? e no cazzo, anche io conto, e se il tuo culo mi fa impazzire tu me lo dai, altrimenti vatteneaffanculo e non ti voglio più vedere, Marisa a questo punto abbassava gli occhi e si sedeva vicino a me sul letto, poi dopo un lungo sospiro mi rispondeva, forse tu hai ragione, pero ogni volta che ci ho provato mi faceva male, ecco perché mi incazzo se me lo toccano, senti le rispondevo, tu fammi provare come ti dico io, e se poi ti fa male ci rinuncio e amen, e lei mi diceva subito, senti Paolo, io ci provo a dartelo, pero ti giuro che se mi fa male e tu non ti fermi ti strappo le palle ok? e adesso dimmi come mi devo mettere, ma sbrigati, perché mi sono eccitata di nuovo e ho voglia di sborrare subito, la facevo mettere a pecorina, e dopo averla spalmata di una crema sul buchetto, (una crema gelatinosa che avevo acquistato negli Stati Uniti) le infilavo prima un dito e la pompavo con quello, poi altra crema e lentamente ne infilavo due, e cominciava a bagnarsi, poi tenendomi il cazzo in mano lo strusciavo sul clitoride, e lo puntavo nella fica ma solo la cappella, poi ho iniziato a spingerlo nel buco del culo, e fino a questo momento tutto bene, mentre le facevo un ditalino con la sinistra, e con la destra me lo reggevo e continuavo a spingerlo, e nel momento che godeva le infilavo dentro la cappella, aveva solo un accenno a sfilarsi ma poi rimaneva ferma e mi diceva, se proprio lo devo prendere nel culo, mi voglio inculare da sola, tu stai fermo che spingo io, e iniziava a spingere il culetto contro di me, infilandosi sempre di più il mio bastone nel suo culo stupendo, la sentivo che le faceva male, ma era decisa a farselo andare fino in fondo, e alla fine le sue splendide chiappe mi sbattevano contro le palle, allora la presi per i fianchi e le dissi, adesso non muoverti, aspetta che il buchetto si adatti a lui, e poi sentirai il piacere molto piano ma sempre più forte, e lei, ma lo sento che mi batte dentro, sento le sue contrazioni, e comincia a piacermi lo sai? adesso mi muovo io vediamo che succede, a cominciato a andare avanti, ma arrivata a metà se lo rinfilava dentro, e poi ricominciava, ma alla quarta volta le dicevo, adesso stai ferma, che ti faccio sentire come questo mio bastone si muove nel tuo favoloso culo, e ho iniziato a pomparla sempre più forte, lo sfilavo quasi tutto, potevo vedere la cappella, e poi lo rimandavo dentro sempre più svelto, infatti lei dopo aver goduto ancora una volta mi diceva, adesso dai Maurizio, pompami il culo come sai fare tu, ma datti da fare che mi sta piacendo da impazzire, e sborrava come solo lei sapeva fare, sentivo i suoi schizzi degli umori sulla mano, e continuavo a torturarle il grilletto, ma anche io sentivo che ormai ero arrivato al capolinea, e l’avvisavo che stavo per riempirle il culo del mio latte migliore, iniziavo a sborrare con un piacere e una intensità che non avevo mai provato, e sentivo che non finivo mai, era troppo bello quel culo per non farmi quell’effetto che stavo provando, finalmente ero arrivato a quel trofeo che avevo solo sognato, ed ora era tutto mio e ero stato il primo a profanarlo, e Marisa ora era contenta di farsi inculare da me.

Ormai sono passati quasi quattro mesi dalla prima volta, non facciamo più colazione al bar la mattina, lei mi viene a casa con i lieviti che prende al bar, (tanto li pago io) entra mi prepara un cappuccino, ci mangiamo i nostri lieviti, e mentre li mangia si spoglia, quando ha finito di fumare ormai è pronta e eccitatissima, sceglie ancora lei quello che vuole fare, ma adesso spesso se lo mette nel culo da sola, e io non posso fare altro che subire.

Questa è la storia vera di Paolo e Marisa, ma, ma i nomi non sono veri, mentre il culo di Marisa oltre che essere vero, e veramente un culo eccezionale e unico, ciao a tutti. FINE

About Storie porno

Caro visitatore maggiorenne, sei qui perché ti piace la letteratura erotica o solo per curiosità? Leggere un racconto erotico segna di più perché la tua mente partecipa al viaggio dei nostri attori. Vieni dentro le nostre storie, assapora il sesso raccontato dove la mente fa il resto.

Leggi anche

copertina racconto erotico

La vicina

Io 35 anni Anna 30 anni Da oramai un paio di anni si era trasferita …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.