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La ricreazione

La ricreazione non arrivava mai, quel maledetto lunedì mattina. Com’ èpesante l’ ultimo anno delle medie il lunedì. È brutto e inutile: non seipiù un lattante delle elementari, ma non sei ancora entrato nell’ adultomondo del liceo. Finalmente la campanella e la corsa verso i panini. Glialtri. Lui aveva deciso di provare il piccolo piacere appena scoperto delfumo. Si era quindi recato di buona lena in uno dei tanti anfratti dellascuola, quelli che i professori nemmeno immaginano e che invece gli studenticonoscono bene e che i più piccoli evitano come la peste. Bene. Fuori icerini, il pacchetto e il magnifico silenzio dell’ aroma delle rosse. Silenzio? Non c’ era il solito totale silenzio. Che qualche prof. mi abbiaseguito? No! Questo non è il passo di quella di mate o di quello di tecnica, è come.. come un fruscio sommesso. Io spengo-pensò-e si acquattòavvicinandosi lentamente al rumore. La poca luce filtrava attraverso lesporche vetrate del sotterraneo e il suono si trasformava lentamente inchiari sospiri. Ma cosa? Chi? Si sporse e vide loro due, Lucia e Andrea, duedel suo anno, della C, che, nudi dalla cintola in giù, erano all’ inziodi.. di cosa? Lui era stato molto attento alle lezioni di anatomia sessuale, ma dai rossori che giravano in aula, a quello che stava vedendo, ne passava. Sapeva che i due facevano coppia fissa e sapeva le voci che giravano.. maerano cose lontane anni luce dalle conoscenze sessuali di tutta la scuola. Eloro erano lì. Lei e lui erano quasi completamente senza peli e le loronudità rilucevano ancora di più nella penombra. Non sembravano imbarazzati, erano abituati da tempo, si vedeva! Lei aveva preso nelle sue mani quel penee aveva cominciato ad accarezzarlo per poi portarselo alla bocca esucchiarlo come, lui lo ricordava, si faceva da piccoli con il Calippo. Andrea, dal canto suo, muoveva le sue mani in quella fessura che luiimmaginava lei tenesse aperta (le gli dava le spalle e vedeva solo il suotenero e bianco sedere) e lei sospirava forte. Ma non le famale? -pensava-Cosa sta provando lui? Il ritmo dei loro movimenti stavaleggermente, ma inesorabilmente aumentando e i vestiti rimanenti erano statibuttati via.. il seno di lei.. piccolo, con due piccole palline rosse sullapunta. Mi sto eccitando! Il pensiero lo raggiunse come una frustata alle spalle. Si, mi sto eccitando e non so come comportarmi. beh, resto a guardare cosasuccede. Il suono dei loro ansimi si fece via via più veloce e profondo eLucia prese delicatamente quello che lui aveva visto in spogliatoio (duranteginnastica.. com’ era diverso! ) e che non gli creava nessun problema, essendonormale nella vita comunitaria dei ragazzini. Ma adesso quella vista loinfastidiva. lui non sarebbe mai stato in grado di essere così. No! Quello chestava succedendo nei suoi pantaloni dimostrava esattamente il contrario! Leiinserì delicatamente il membro tra le sue gambe e cominciò a respirare comequando il prof. di ginnastica ti faceva fare i giri della scuola comepunizione. E l’ urlo di entrambi arrivò a sorpresa. Non era un vero eproprio urlo quanto un grugnito, un suono che partiva dal basso e chesprigionava tutta l’ energia di quei giovani corpi. È finita-pensò-meglioche me ne vado e dimentico tutto. Rientrando in classe lentamente eripensando a quello che aveva visto, fu superato da Andrea, che lo salutòcome al solito, e poi Lucia, che nel salutarlosorridendo maliziosamente glidisse: “Bella ricreazione oggi, vero? “. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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