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La scommessa con Stefania

Stefania è una ragazza simpatica, solare, sempre allegra, le piace scherzare e scommettere, non c’è un argomento che non la interessi, ha un’istruzione superiore alla media, 26 anni molto ben portati, ne dimostra al massimo 20, cura gli interessi di un azienda molto nota nel campo dell’abbigliamento femminile, e si può permettere una bella macchina e una bella casa con quello che guadagna, io mi chiamo Paolo, lavoro nella ditta vinicola dei miei, ho un tenore di vita abbastanza alto, i miei stanno molto bene economicamente, ed essendo figlio unico mi danno tutto quello che possono per farmi vivere comodamente senza problemi economici di sorta, con Stefania usciamo spesso, per andare a fare gite, per le solite feste di conoscenti comuni, e quando se ne presenta l’occasione e la voglia ci assale, andiamo a scopare nel mio appartamentino fatto apposta per la bisogna, ma quando siamo a letto oltre allo scopare e qualche raro 69 non si combina altro, una sera eravamo ad una festa di un comune amico, e c’era anche Antonio, lo conoscevano tutti per la sua continua ricerca di rimorchiare qualche ragazzo, infatti Antonio era frocio perso, molte delle nostre comuni amiche avevano provato a farle provare l’ebbrezza della fica ma niente, lui si eccitava solo se vedeva un uomo cercando di indovinare la misura del cazzo che aveva, e quella sera io stavo ballando con Stefania un lento, e lei improvvisamente mi dice, saresti capace di farti fare una sega da Antonio? al mio sguardo interrogativo proseguiva dicendo, io scommetterei non so cosa che tu non saresti mai capace di farlo, io fissandola negli occhi le rispondevo, ok Stefi, io ci posso provare ma tu a cosa arriveresti per questa scommessa? , e lei pronta, non lo so Paolo, mi è venuta così di getto la cosa ma sul che scommettere non ci ho pensato, e tu che idea avresti in proposito? ed io le rispondevo, tu la conosci la mia repulsione ad avere sul letto un altro uomo, però potrei provare se sul piatto della bilancia ci fosse un qualcosa di allettante, e lei curiosissima mi chiedeva, ma quale sarebbe questa cosa che a te farebbe superare tutti i tabù che ti sei creato? , io le rispondevo, si potrebbe fare ad un patto, andiamo nel mio appartamento, io e te ci spogliamo completamente, Antonio rimane vestito, con te presente forse potrei riuscirci, io mi faccio fare una pippa da lui, mentre tu ti fai minimo due ditalini, davanti a me mentre mi masturba, e poi una volta uscito Antonio tu mi dai il culo, quello che ti sei conservata fino ad ora perché come tu dici non si fa, e lei subito no, questo non me lo puoi chiedere non vale, allora sai che ti dico Stefania, lascia perdere perché lo sai che a me fa schifo una cosa del genere, però se proprio la debbo fare la posta deve essere solo il tuo buchetto del culo, altrimenti rinuncia che per me è già un grosso problema solo parlarne, e poi lo sai, ne abbiamo parlato tante volte, è come se ti dicessi a te perché non lecchi la fica di una donna? e lei pronta che schifo, non ci penso affatto mai farei una cosa del genere, e allora lascia perdere che non mi sembra il caso neanche proseguire questo discorso, poco dopo Stefania mentre eravamo intenti a bere una bibita mi fa, ma tu avresti veramente seri problemi a metterlo in mano ad Antonio? ed io pronto, non solo seri problemi, ma ho il timore che non mi si addrizzerebbe neanche per cui il fatto finisce qui, la festa continuava abbastanza bene, tutti ci stavamo divertendo, chi a ballare, chi si era appartato a pomiciare, e chi giocava con i giochetti scemi che il solito cretino metteva in atto, Stefania mi si avvicina all’orecchio e mi dice, se veramente le cose per te stanno così, io credo che scommetterei il mio culo vergine contro questa sega di Antonio fatta a te davanti a me, l’ho presa per una mano e ci siamo diretti da Antonio che era seduto in un angolo come sempre solo, e con Stefania presente le ho detto, senti Antonio, ti andrebbe di finire la serata nel mio appartamento, e magari te lo faccio vedere e toccare ma solo con Stefania presente? E lui alzatosi subito in piedi mi rispondeva, per me va bene Paolo, ma se te lo tocco poi me lo fai succhiare un po’? ed io pronto anche perché timoroso di una qualsiasi malattia le rispondevo, sento Antonio, la proposta è questa, prendere o lasciare, che ne dici? e lui subito ok, meglio di niente accetto, ma quando andiamo? Io rivolto a Stefi me la guardavo e lei ok andiamo, siamo saliti nella mia macchina e diretti subito nel mio bilocale, una volta dentro casa notavo che Stefi era contrariamente al solito tirata, non parlava si vedeva chiaramente che era in difficoltà, mentre Antonio era impaziente di prendermi in mano il pisello, mi rivolgevo a Stefania dicendole, guarda che se vuoi fare marcia indietro io di problemi non ne ho, ma tu la scommessa l’hai persa, a quel punto lei si è spogliata quasi tutta, era rimasta solo con il tanga e un piccolo reggiseno che a fatica conteneva le due zinne di una quarta a stento, io iniziavo a mia volta a spogliarmi, concedevo ad Antonio solo di togliersi la giacca, poi rivolto a Stefania le dicevo, ma non vorrai rimanere con l’intimo addosso, i patti erano che noi due si doveva essere nudi se ricordi, e lei con una finta noncuranza giratasi, prima si toglieva il reggiseno e poi il tanga, dire che Stefania aveva un bel culo era solo il prologo di un discorso minimo di due ore, era un culo stupendo, alto, con due chiappe maestose, alto , sodo, maestoso, mi aveva sempre affascinato vederla anche quando avevamo scopato farsi il bidè, e poi le gambe nel punto della fica lasciavano uno spazio di due dita, ma erano sufficienti per vedere le due labbra della fica che partivano dallo spacco delle chiappe per perdersi nel monte di venere, a quella visione mi ero eccitato da morire, lei si vergognava di Antonio ma non voleva farlo vedere, cercava di mantenere una falsa indifferenza, e questo mi eccitava ancora di più, poco dopo anche io ero completamente nudo, e già erano due volte che scansavo la mano di Antonio che cercava di prendermi il cazzo in mano, finalmente Stefi si girava e mostrava il triangolo perfetto di peli neri della fica, il seno anche senza niente si teneva su da solo, bello, maestoso, imponente, aveva due capezzolini che più passavano i secondi e più si ergevano in mezzo a due rose di contorno che veramente erano un capolavoro della natura, lei continuava a guardarmi il cazzo dritto, forse con la speranza che come me lo avesse toccato Antonio mi andava giù, infine si metteva seduta sopra il letto con due cuscini per stare più sollevata come l’avevo consigliata io, nel momento che ha aperto le gambe ho avvertito una fitta allo stomaco, la fica leggermente aperta, due labbra da far sognare, in mezzo affacciato appena il clitoride, rosa bellissimo e i peli con le gocce di rugiada che iniziavano ad uscire dal suo paradiso, malgrado la vergogna era eccitatissima dalla situazione, senza bisogno di bagnarsi le dita iniziava con leggerezza a strusciarsi il clitoride, con l’indice ed il medio uniti passava delicatamente sopra al clitoride, poi scendeva fino ad infilarsi le due dita dentro la fica per poi risalire e ripassare sul clitoride, io ormai eccitatissimo ho dato il via ad Antonio che non vedeva l’ora di impossessarsi del mio manganello, e contrariamente a quello che pensavo sentivo che lui aveva una delicatezza a segarmi che non avrei mai creduto, in ogni caso continuavo come ipnotizzato a guardare Stefania che proseguiva nel suo masturbamento quasi solitario, era come se si fosse estraniata da noi ed era sola, magari le serviva la concentrazione per superare l’imbarazzo della cosa, la sentivo che stava godendo moltissimo ed era sul punto di sborrare, però mi meravigliava anche Antonio, che mi stava segando in un modo che una donna non sarebbe stata così dolce e delicata, l’ho vista dalla espressione del viso e degli occhi che Stefi era arrivata al traguardo, infatti girava il viso verso il soffitto e vedevo chiaramente che dalla fica le usciva un rivoletto di rugiada che avrei leccato con tanta passione, anche io ero arrivato e questo grazie alla grazia di Antonio, facevo appena in tempo ad avvisare Stefania che una bordata di schizzi di sperma mi uscivano dal cazzo grazie all’opera di Antonio che lasciavano sbigottito me per primo, mentre Stefania alla vista della mia sborrata riveniva di nuovo con un lamento soffocato, anche lei aveva goduto tantissimo, Antonio si recava in bagno e quando ne usciva lo congedavo con un grazie, e lui eccitatissimo mi rispondeva, quando vuoi Paolo io per te sono sempre disponibile ricordalo sempre, io nascondendo il motivo della sua presenza con noi lo ringraziavo e accompagnavo alla porta, ritornavo in camera ma non trovavo Stefania, si era chiusa in bagno, la sentivo trafficare con l’acqua ma non si decideva ad uscire, infine attraverso la porta mi confidava che era terrorizzata dal dolore che avrebbe provato a prenderlo nel culo, dopo molto tempo la convincevo ad uscire, promettendole che se le avessi fatto male avrei desistito dal metterglielo nel culo, aggiungendo, ma scusami quante volte sono che vieni a letto con me? mi sembra che in fatto di delicatezza non mi puoi accusare di nulla, io avrei pagato chissà quale cifra per incularmela, e adesso che era li a mia disposizione non ci avrei rinunciato per tutto l’oro del mondo, aveva un culo troppo bello per non usarlo almeno una volta, dopo averla convinta mi si è messa alla pecorina davanti a me il ginocchio, vedere quel buchetto bellissimo chiuso prima ho cominciato a leccarglielo, e questo l’ha fatta rilassare abbastanza, poi con la crema ho cominciato a massaggiarle il buchetto dentro e fuori, questo è un rituale che a me fa impazzire, poi le ho posizionato la cappella sul buco ed ho iniziato a spingere molto lentamente, nel frattempo le dicevo rilassati, se non ti rilassi fatichiamo in due, tu agevola l’entrata iniziale e vedrai che tutto filerà liscio, in fine la cappella sono riuscito a metterla dentro, e lei si tirava indietro per farla riuscire, ma avendola presa per i fianchi non le davo modo di toglierlo da dove era, poi con un altra leggera spinta sono entrato ancora per quattro cinque centimetri, e li ha cominciato a dirmi no ti prego sfilalo che mi fa male, io continuavo a spingere dentro, ormai non lo avrei più sfilato neanche se si fosse disperata, io con una spinta successiva ero quasi tutto dentro, e lei cominciava a lamentarsi per il dolore, ero fermo dentro di lei, volevo che si abituasse hai quasi venti centimetri del mio nerbo, poi senza curarmi di quello che diceva iniziavo a pomparla nel culo con grande godimento, almeno il mio, però improvvisamente smetteva di frignare, e la sentivo che cominciava a piacerle il fatto che mi stavo fottendo il suo culo meraviglioso, ed allora a quel punto avendola consenziente veramente sotto di me, ho iniziato a darle delle spinte fino in fondo al culo sempre più forte, con una mano messa in mezzo alla fica la sentivo che era fradicia, come le strusciavo il clitoride sborrava, l’avvisavo che stavo per riempirla, e lei poggiano il viso sul cuscino, con le mani si allargava le chiappe cercando di favorirmi il più possibile l’entrata nel culo sempre più in fondo, e poi veniva con un grido che mai avevo sentito quando scopavamo e lei ne godeva moltissimo, io le iniettavo negli intestini una quantità industriale di sperma, poche volte avevo goduto cosi tanto, e poi mi stavo facendo il più bel culo di tutta la Regione e province comprese, crollavamo su un fianco ansanti e soddisfatti, lei era ancora tutto un brivido e affanno, e mi confessava parlando a tratti, devo essere sincera Paolo, mai ho goduto cosi neanche scopando, ed io, allora ci rifaresti dimmi la verità, mentre sentivo che essendo ancora dentro al culo mi si stava riaddrizzando di nuovo, e lei di getto, lo sento ancora dentro e mi sembra che sia di nuovo pronto, dai sfruttiamo l’occasione, e mi raccomando questa volta cerca di durare di più, perché questa sera ho scoperto quanto è bello prenderlo nel culo, e quanto mi fa godere, quasi quasi smetto la pillola, tanto ormai credo che a scopare ci penserò veramente poco.

FINE

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