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La sfilata privata

La sfilata privata

Tornata a scrivere le mie storie recenti, mi è venuta in mente una storia di qualche anno fa quando ero ancora studentessa universitaria. Avevo la passione per la moda e nel tempo libero mi dilettavo come modella. Conoscevo alcuni stilisti e quando ero libera mi facevano sfilare, dopodichè fui inserita nell’elenco delle modelle di Roma e quindi anche case di moda che non mi conoscevano cominciavano a chiamarmi.
Ricordo che era un giovedì sera che fui chiamata da una ragazza, responsabile di una marca di abbigliamento per avere la mia disponibilità a sfilare il giorno seguente, ammettendo che erano mancate altre modelle all’ultimo istante. Non avendo altro da fare accettai, e presi appuntamento per il giorno seguente al mattino per le prove. Alle 08. 00 ero gia li per cominciare a provare. Sinora avevo indossato sempre abiti lunghi, in quanto essendo alta e formosa era quello che tutti mi proponevano. La ragazza che mi aveva chiamato, si chiamava Micaela, ragazza molto carina, giovane sui 30 anni e gia responsabile della società.
Mi disse immediatamente che avevano bisogno che sfilassi in intimo, la cosa era per me nuova, e anche imbarazzante, sfilare davanti a tanta gente, quasi nuda non è semplice. Ma un po’ per provare e forse un po’ per esibizionismo accettai.
Feci però presente che il mio fisico non si adattava alle sfilate di intimo, in quanto avevo le tette abbastanza grosse e un culetto evidente, e di solito si preferiscono ragazze quasi piatte.
Mi chiese allora di spogliarmi per controllare, mi tolsi il top che indossavo e rimasi con le tette di fuori, nell’atrio del locale dove dovevamo sfilare, mentre passavano persone che stavano preparando la serata.
Ero quindi gia abbastanza tesa, quando Micaela prese la tetta in mano per misurarla e disse:
“ok non preoccuparti è una terza abbondante, va bene per molti modelli che presentiamo”.
Andammo quindi nella sala prova e vidi tantissimi abiti e tantissimi completini tutti pronti per la sfilata. Incominciarono ad arrivare le altre ragazze e ci furono assegnati i completi e i numeri di uscita sulla passerella.
Le ragazze come me che dovevano sfilare in intimo, non fecero prove mentre le altre cominciarono a salire sulla passerella.
Io quindi andai via e presi appuntamento per le 16. 00 per il trucco e i capelli.
Nel pomeriggio ritornai e dopo ore passate in sala aspetto trucco e maquillage, si fecero quasi le nove, orario di inizio della sfilata. Le prime a iniziare furono gli abiti, e poi toccò a noi.
Il primo completino che mi diedero era minuscolo, e poco usato all’epoca, un mini slip bianco trasparente a vita bassa, e un reggiseno ricamato che lasciava la tetta quasi tutta fuori. Salita sulla passerella fu però un successo, tantissimi applausi e tanti fiori, rientrai per indossare il secondo completino, ad aiutarmi c’era un ragazzo a mia disposizione, direi l’unico non gay nella sala prove, questi mi sganciò il reggiseno e mi aiutò a togliere le mutandine, non disdegnando di accarezzare fugacemente il mio culetto. Mi diede poi un perizoma piccolissimo, e un reggiseno adesivo, qualcosa di mai visto, copriva solo i capezzoli. Mi diede una pacca sul sedere come in bocca al lupo, ma vidi che le sue parti basse, l’avevano considerata diversamente quella pacchetta. Andai di nuovo in passerella e anche questa volta fu un successo.
Tornai dentro, per me la serata era finita, 2 erano i completini da indossare, rimisi la mia biancheria intima rimisi la gonna e il top e stavo per andare via dall’albergo.
Micaela però mi chiamò, e mi chiese un favore. La sfilata è andata benissimo, tra qualche ora faremo una festa in discoteca, però vorrei che tu prima facessi una sfilata solo per alcuni miei amici. Ti aspettano sopra in una camera dell’hotel, è l’addio al celibato di uno di loro, fai la passerella e vai via. Sono tutti ragazzi tranquilli e carini. Rimasi paralizzata, non so Micaela a cosa pensasse realmente, ma visto il mio imbarazzo, disse subito di non fraintendere, e che si trattava solo di una vera sfilata e che 5 minuti e sarei riscesa. Mi diede anche il completino da indossare in una piccola busta. La misi in borsa e andai verso la camera 317.
Bussai e mi vennero ad aprire tre bei ragazzi che avevo notato nelle prime file della sfilata. Mi riempirono di complimenti, e mi dissero che dopo avermi visto volevano come regalo per la festa del loro amico che stava per arrivare, una mia sfilata dinanzi a loro, e che mi avrebbero pagata bene. Dissi che non volevo soldi, lo facevo per Micaela, ma che non avevo molto tempo.
Avevano gia predisposto la camera come una passerella formata da due letti con lo spazio al centro per sfilare. Appena bussarono alla porta io andai in bagno per cambiarmi. Indossai il perizoma datomi da Micaela ma il pezzo di sopra mancava…..
Decisi allora anche per essere più sexi di uscire vestita e spogliarmi in “passerella”. Aperta la porta del bagno vidi sei ragazzi, tre per ogni letto che mi guardavano eccitati. A ritmo di musica soft, cominciai a passeggiare e a togliermi come prima cosa il top, rimanendo col mio reggiseno, dopodichè con l’aiuto del festeggiato tolsi la gonna la feci cadere a miei piedi e con un calcetto la gettai sul letto. Rimasi con questo piccolo perizoma e i ragazzi gradirono molto. Mi girai per togliere il reggiseno e all’improvviso vidi che tutti e sei i ragazzi avevano il cazzo di fuori e se lo menavano. Vista la mia sorpresa mi assicurarono che non mi avrebbero toccata, e che avrei solo dovuto sfilare un po’. Ero anche io eccitata a vedere 6 cazzi tutti duri che si muovevano sotto le loro seghe. Io continuavo a sfilare, mettendomi in pose sempre più calde. Mi piegavo dinanzi al festeggiato, per fargli vedere le tette mentre il ragazzo dietro poteva vedere il culo. I ragazzi erano nel pieno dell’eccitazione, e decisi di regalare il perizoma al festeggiato. Lo tolsi, rimanendo nuda nella stanza. Avevo una figa nerissima, e tutti guardavano li. Presi il perizoma lo passai sull’apertura della figa e lo misi in bocca al festeggiato che era ormai allo spasimo.
I ragazzi avrebbero voluto altro ma no potevo, stavo per andare via con la mia roba, ma mi chiesero di aspettare che almeno venissero con le loro seghe.
Essendo ormai io più eccitata di loro feci alzare Luca, il festeggiato e decisi di regalargli una sega. Cominciai ad accarezzarlo sul petto e subito scesi sul suo cazzo, era durissimo pronto ad esplodere, cominciai a segarlo lentamente, mentre gli amici ci circondarono, mi rimisi per precauzione, il mio intimo, e cominciai a segarlo sempre di più, avvicinai anche la mia bocca al suo cazzo, ma senza prenderlo solo per eccitarlo, ormai eravamo al top, Luca incominciò a schizzare tutta la sua sborra nella stanza, e uno alla volta anche gli altri stavano venendo. Volevano che li aiutassi, ma il premio era solo per Luca. Gli altri cercarono di venirmi addosso, ma riuscì ad evitare i vari schizzi.
Dopodichè tutti noi andammo nella discoteca a festeggiare.
Ritrovai Micaela, che mi chiese se i ragazzi si erano comportati bene…..
Risposi di si, e incominciammo a ballare tutti assieme. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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