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La sorella del mio amico

È da un po’ di tempo che lavoro su di una emittente locale. Mi occupo dalle parte tecnica e spesso anche se non devo lavorare mi reco in questa emittente per trascorrere un po’ di tempo. Proprio in una di questi momenti mi è successa una cosa straordinaria. Un pomeriggio mentre ero lì tutto preso dalle mie cose è venuta nella saletta dove mi trovavo Ros una ragazza che collabora anche lei con questa emittente. Abbiamo un buon rapporto e lei si confida sempre con me, o meglio mi dice quello che gli succede nella vita. Quel pomeriggio iniziammo a parlare del suo ragazzo…
« non mi vuole lasciare in pace « fa lei «gli ho già detto mille volte che non voglio stare con lui. Ma è talmente prepotente che continua a stare con me «
faccio io « allora tu non fare più niente con lui «
« è da agosto che non facciamo più nulla, neanche un bacio «
« ma allora è proprio fuso, manco ha capito che ti deve lasciare «
« ma che, anzi, ho paura che se lo lascio lui mi riempie di botte, già mi ha picchiata altre volte «
« e tu dì sta cosa a tua madre così vedi che lo sistemano «
« figurati quello viene da una famiglia di pazzi ed è pazzo anche lui «
« ma sto Giu che fa, si spara le seghe? «
« penso di si «
« o gliele fai tu? «
« ma che schifo! «
« come che schifo, non mi dire che non hai mai tirato una sega a qualcuno? «
« certo che l’ho fatto ma a lui adesso non lo bacio neanche più, figurati se gli faccio na sega «
« stranissima sta cosa, non fate niente neanche un bacio e lui è convinto di stare con te, boh «
« ecco perché ti dico che è pazzo «
nel frattempo notavo che lei guardava, ogni volta che mi distraevo, la mia patta
« mi hai colpito quando ti ho visto questa estate al mare, non pensavo che fossi così sexy « mi fa lei
« bè, quando sto fuori città divento un altro «
« no, veramente se fossi stato nel mio villaggio c’avrei provato. Devi aver fatto una strage questa estate? «
« diciamo che mi è andata bene «
« che significa è andata bene, quantifica «
« bè sono stato con 5 ragazze in due mesi, una buona media no? «
« ma te le sei fatte tutte e 5? «
« solo 4, una mi ha fatto soltanto un pompino «
« mica male però «
« ma tu i pompini li fai? « a questo punto lei arrossisce e dicembre
« adoro farli « e mentre mi risponde mi guarda la patta. Il mio cazzo ormai sta rianimandosi e si iniziano a delineare le forme
« tu invece, quante ne fai di seguito, ci arrivi a due? « mi dice con aria di sfida
« diciamo che con due scaldo solo il motore «
« non ci credo « con queste parole ormai io ero totalmente in tiro e si vedeva
« ti dico una frase fatta, provare per credere «
« ma vedo che il tuo cosino vuole uscire dai pantaloni «
« si vede che inizia a sentirsi stretto la dentro «
« allora tiralo fuori «
« ma dai qui, che può arrivare qualcuno all’improvviso «
« non ti preoccupare, so io dove nasconderlo «
così mi mette una mano sul cazzo, accarezza dolcemente il rigonfiamento anteriore, poi apre le labbra e inizia a baciarlo da sopra i pantaloni. Nel frattempo con le mani apre la mia cerniera, infila la destra dentro e me lo tira fuori
« cosino non direi « afferma con espressione di compiacimento
« perché non mi fai vedere come lo succhi? «
« con piacere immenso, quando il cazzo è così largo è sempre bello sentirselo in gola «
così dicendo inizia a baciarmi la cappella; poi tira fuori la lingua e me lo lecca piano piano, parte dai ciglioni e arriva fin sulla punta della cappella. Con la sua lingua gira intorno al mio glande, lo ingoia dolcemente, poi con un colpo secco lo mette tutto in bocca. È bellissimo, l succhia da vera puttana, gli piace e si sente dai mugolii che escono dalla sua bocca colmata dal mio cazzone.
« ha un sapore bellissimo….. lo succhierei sempre….. mi fa sentire piena fino in gola…. «
« dai continua che sei una pompinara nata… mi piace vederti godere… «
Ero arrivato al culmine, ma non volevo venire troppo presto, così mi staccai da lei, la alzai, gli infilai la mia lingua in bocca. Poi gli dissi:
« andiamo in bagno così ti lecco dappertutto «
la portai così nel piccolo bagno della emittente, chiusi la porta a chiave mi voltai verso di lei e dissi
« adesso ti faccio godere come merita una vacca come te «
« si ne ho una voglia matta «
gli tirai su la maglietta, venne fuori un seno non troppo grande ma abbastanza sodo contenuto da un reggiseno bianco che lo teneva su. Le tolsi il reggiseno e iniziai e laccargli una tetta, quella destra. La mia lingua roteava sul suo capezzolo mentre dalla sua bocca uscivano gemiti di piacere. Con le mani mi spinse giù. Le slacciai il pantalone, lo abbassai. Lei tolse le scarpe e tirò via il pantalone. Le sua mutande bianche presentavano una macchiolina in corrispondenza della fighetta. Introdussi la mia mano all’interno di quegli slip, sentii il suo pelo, folta, nero, ben curato lungo i bordi. Aveva gli occhi chiusi, la bocca semi aperta e la lingua che leccava dolcemente quelle sue labbra. Mi avvicinai al clitoride ed iniziai e giocarci con le dita. Scesi verso quella fessurina, era tutta bagnata. La allargai con le dita
« continua… sto impazzendo… ti prego non ti fermare… « le uniche cose che uscivano dalla sua bocca
mentre quella fighetta veniva aperta dalle mia dita, l’indice e l’anulare, infilai dentro il medio e piano piano lo spingevo sempre più in profondità
« siiii… ahhhhh… uhmm… mi piace… fottimi con il dito… «
udendo queste frasi senza pensarci su due volte infilai anche l’indice. Ora la stavo penetrando con due dita. Poco dopo le dita erano diventate tre. Le emetteva piccoli gemiti di goduria a dalla sua figa uscivano fiumi di umori.
« ti prego sbattimelo dentro «
« ti accontento subito, piccolina mia «
la prendo per le gambe, la faccio sedere sul lavandino, le allargo bene la figa e con un colpo secco le entro dentro
« ahi! … ahi! .. ahh… ahhhh… siiiii… come è grosso… «
« avevo iniziato a pompare dentro di lei, prima davo dei colpetti lenti, seguiti poi da una scarica veloce e profonda; mi fermavo, assestavo due tre colpi belli profondi. Ad ogni colpo lei gridava, iniziai di nuovo a pomparla. Avevo le sue gambe appoggiate alle mie spalle: potevo vedere il mio cazzo che entrava ed usciva dalla sua figa. Eravamo entrambi eccitatissimi. Le infilai un dito in bocca, quello medio della mano sinistra, lei iniziò a succhiarlo con foga. Quando davo dei colpi più forti e profondi mi mordicchiava il dito per poi avvolgerlo nella sua lingua. Stavo per venire
« ti piace vero troia? «
« si mi sta scopando da dio «
« adesso ti sborro in faccia «
« si voglio sentire il calore della tua sborra sul mio volto «
« abbassati «
tirai fuori il cazzo dalla sua figa, la spinsi verso il basso, lei aprì la bocca ed inghiottì il mio cazzo, la cappella era violacea, era grossissimo, molto largo. Aspirava come una forsennata mentre giocava con la lingua sulla mia cappella. Con la mano destra mi stava sparando una sega per farmi venire. Ero sul punto di sborrare. Le presi i capelli, tirai dietro la sua testa, lei chiuse gli occhi e
« spruf… spruf «
il mio caldo sperma le invase il viso. Cinque sei sette fiotti di sperma le finirono dappertutto, sugli occhi, sul naso, nei capelli. Il suo volto era diventato bianco. Con la lingua si leccava le gocce che gli colavano sul viso. Avevo goduto alla grande, mi era uscita tanta sborra tutta bianca e densa. Ad un tratto lei si alzò, mi fece stendere per terra, mi mise la figa in faccia. Mentre gliela leccavo lei si masturbava con la mano, pochi secondi ed lei godette sul mio volto. Potevo sentire il sapore dei suoi umori uniti al profumo di cazzo, figa e sborra, era una cosa bellissima.
Mi alzai mi diressi verso il water ed iniziai a pisciare. Lei venne vicino, mi prese il cazzo in mano e me lo resse mentre pisciavo. Finito me lo sgrittellò un po’. Poi mi rialzai i pantaloni, lei aveva ancora la faccia piena di sperma. La guardai negli occhi e le dissi:
« sei una porcina «
« lo so, stallone da monta «
Uscii dal bagno e me ne andai. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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