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La storia di Sonia

Ciao, sono Sonia e volevo raccontarvi qualcosa di me.
Ho diciannove anni e studio psicologia all’università, con mia sorella gemella Maria.
Io e Maria pur essendo della città ci siamo trasferite in un paese vicino durante il liceo, abbiamo un fratello e una sorella più grandi che per lavoro o amore abitano in altre regioni da tre e cinque anni.
Essendo gemelle (anche se non ci assomigliano per niente), con Maria abbiamo sempre condiviso tutto e fin da bambine eravamo abituate a vederci nude, infatti fino agli otto/nove anni abbiamo sempre fatto il bagno insieme, prima per comodità di mamma e poi per diletto nostro. Abbiamo smesso solo perché non entravamo più nella vasca. Inoltre a partire dai dieci anni siamo andate in piscina dove ci venne facile stare nude con le compagne negli spogliatoi e le docce, anche se molte si lavavano in costume noi lo toglievamo. Inoltre in casa ci capitò più di una volta di spiare (in modo innocente) i nostri fratelli. Insomma eravamo disinibite ma prive di malizia.
Poi i nostri genitori si separarono, io ed Maria fummo affidate a mamma e gli altri a papà, cambiammo quartiere e quindi amiche, scuola (stavamo per finire la prima media) e non andammo più in piscina.
L’estate dopo andando al mare, mamma si rese conto che era arrivato il momento di farci indossare anche il secondo pezzo del costume (avevamo quasi dodici anni). Noi spesso stavamo senza, ma in effetti cominciava ad esserci qualcosa e Maria si accorse che quando eravamo senza qualcuno ci guardava, al che non lo togliemmo più.
*****
La primavera successiva fu inaugurata una piscina vicino a casa nuova e viste le offerte, mamma ci iscrisse, c’era anche la pallanuoto ed iniziammo a giocare, io in porta e Maria in attacco, non eravamo brave, ma era divertente. Ormai il seno era ben visibile e per la prima volta nella nostra vita cominciammo a provare un po’ di imbarazzo negli spogliatoi, perché eravamo le più piccole e le altre erano più formose, avevano molti più peli nel pube, alcune facevano anche discorsi allusivi. Inoltre in questo sport si utilizza il costume intero e nel cambiarsi ci si doveva spogliare completamente prima e dopo, anche senza fare la doccia o facendola in costume.
Gli anni successivi non potemmo permetterci la piscina, ci tornammo a sedici anni, per fortuna l’allenatrice era una ragazza (di 19 anni Roberta), molto brava e simpatica che ci seguiva molto negli allenamenti. A fine scuola in vista di un torneo che avremmo fatto in Sardegna, ci propose di rimanere oltre l’orario degli allenamenti per affinare la nostra tecnica. Rimanevamo solo noi tre e con una certa sorpresa da parte nostra, ci invitò ad andare nello spogliatoio delle allenatrici per continuare a discutere facendo la doccia. Forse per lei era naturale, ma a noi e a me in particolare, spogliarci davanti a lei e vederla nuda creò molto imbarazzo. Infatti, non parlai quasi per niente cercando di coprirmi il più possibile e di non guardarla, Maria era un po’ più tranquilla ma non troppo. Roberta non ci fece troppo caso pensando che fossimo stanche.
Appena a casa ne parlammo insieme e concludemmo che la mia fosse una reazione normale.
La volta dopo Maria rimase a casa per il ciclo (eravamo da tempo diventate donne anche noi, e ce l’avevamo con circa una settimana di differenza) e a fine allenamento dissi a Roberta che sarei andata via, ma lei insistette e mi fece restare. Come l’altra volta andai nel suo spogliatoio e mi spogliai mentre era in bagno, quando rientrò ero già nuda e stavo andando verso le docce, Roberta mi bloccò dicendo di aspettarla, lo feci stando di fronte a lei cercando di coprirmi in tutti i modi possibili, appena fu pronta si alzò e le squillò il cellulare, mi fece ancora cenno di aspettare e mentre parlava non potei fare a meno di guardarla bene, perché era in piedi davanti a me. Era veramente bellissima, aveva un viso dolce con capelli neri e corti, un corpo statuario frutto di 12 anni di sport, il seno era abbondante, ma sfidava bene la legge di gravità, gambe lunghe e tornite, notai aveva il pube depilato e ne ero incuriosita. Si accorse che l’avevo guardata in modo particolare e aprendo l’acqua me lo disse:
“Come mai mi guardavi così? Forse non hai mai visto una ragazza più grande nuda? ” Io colta in fallo risposi che non avevo mai visto nessuna col pube depilato. Mi disse che lo faceva per comodità perché le piaceva stare libera.
“Che vuoi dire? ” le chiesi. Rispose che i suoi genitori erano naturisti e fin da bambina era stata abituata a stare nuda in casa e quando possibile anche fuori.
Io risposi che non era per me, ma mi accorsi che mi guardava in modo strano.
Mi sbrigai a finire e tornai nello spogliatoio cambiandomi prima che tornasse Roberta e scappai via.
La notte dormii male facendo strani sogni e svegliandomi di soprassalto mi scoprii tutta bagnata. Ero talmente turbata che convinsi anche Maria a non andare più. Roberta ci chiamò per sapere cosa fosse successo, inventammo una scusa e tutto finì lì.
La primavera successiva però approfittammo dell’offerta di primavera per tornare a giocare a pallanuoto. C’era ancora Roberta che ci accolse con gioia, ora eravamo fra le più grandi della squadra e l’imbarazzo lo provavano le compagne, infatti ci eravamo fatte carine. La statura era circa 1. 65, ma avevamo già dei bei seni sodi, forse appena cicciotelle, ma dopo un mese eravamo in splendida forma. A fine scuola Roberta ci rinnovò l’offerta dell’allenamento extra per il solito torneo estivo. Accettammo e mentre ci spogliavamo nel suo spogliatoio c’era una palpabile emozione da parte di tutte. Notai subito che era depilata, mentre noi avevamo dei cespuglietti rigogliosi e poco curati. Però volle farci i complimenti per la nostra bellezza. Arrossimmo e velocizzammo le operazioni di lavaggio. Mentre ci rivestivamo ci chiese se volevamo andare con lei al mare il giorno dopo per il week-end, perché i suoi non c’erano e non aveva voglia di starci da sola. Le dicemmo che dovevamo chiedere a mamma che non ebbe problemi a lasciarci andare.
La mattina presto venne a prenderci a casa in macchina e andammo al Circeo. Parlammo del più e del meno e fatta la spesa arrivammo nella villetta. Era isolata, piccola ma con un giardinetto circondato da una siepe alta dove non c’era il muro di cinta. Per non sporcare tutta la casa ci sistemammo nel salotto che aveva due divani letto (uno matrimoniale) e andammo al mare.
C’era molta gente tanto che non trovavamo parcheggio, Roberta allora ci propose di tornare a casa dove aveva una piscina gonfiabile e starcene tranquille ad abbronzarci. Visto il caos accettammo.
Appena arrivate sistemammo la piscina e iniziammo a riempirla d’acqua. Per evitare di bagnarla Roberta si tolse la maglietta rimanendo in topless e io mi ricordai i discorsi che mi fece l’anno precedente. Capendo qualcosa ci disse
“Ragazze qui nessuno ci può vedere, quindi possiamo anche stare nude, voi fate come vi sentite senza preoccuparvi di me, però se vi da fastidio terrò lo slip”. Maria rispose per entrambe dicendo che forse era meglio se lo avesse tenuto mentre noi rimanevamo in bikini.
Storse un po’ la bocca, ma non ci forzò. Appena fu piena entrò in piscina appoggiandosi su un bordo con il busto fuori dall’acqua, io e entrai e feci lo stesso di fronte a lei, Maria rimase a prendere il sole sull’erba. Non potevo evitare di ammirarle il seno, ma forse le invidiavo anche la sua naturalezza e sentii i capezzoli inturgidirsi sotto il costume.
Mi distrasse Maria facendo un tuffo, mentre squillò il cellulare di Roberta.
Era Paola, la cugina della nostra età che viveva in paese, era sola a casa e Roberta ci chiese se poteva andare a prenderla così sarebbe stata con noi. Ovviamente le dicemmo di si e andò.
Rimaste sole chiesi a Maria se se la sentiva di stare almeno in topless e mi rispose che non le sarebbe dispiaciuto, ma si vergognava soprattutto ora che sarebbe venuta un’altra persona. Allora dissi
“Facciamo così, se anche la cugina si spoglia lo facciamo anche noi! “, ci ragionò sopra e disse
“Ok, ma non forziamo la cosa”.
Tornarono che era l’ora di pranzo e andarono a cucinare, mentre noi due dopo esserci cambiate sistemavamo il tavolo. Anche Paola era molto alta, però il seno era appena accennato e aveva i capelli lunghi, studiava ragioneria e ci raccontò della vita notturna del posto. Io dissi che mamma ci aveva proibito di uscire di sera e avremmo voluto mantenere il proposito, non ne fu certo contenta ma disse che una serata casalinga con noi sarebbe stata piacevole.
Finito il pranzo io ed Maria sistemammo la cucina, mentre le cugine andarono in giardino.
Dopo avere finito, indossati i costumi uscimmo fuori, Roberta era nella posizione della mattina ma Paola era addormentata sull’erba. Nuda! Ci guardammo in faccia e non sapevamo che fare, io bisbigliai
“Facciamo finta di niente poi quando si sveglia vedremo”. Ma Roberta ci chiamò a voce alta e Paola si tirò su. Mentre ci avvicinavamo disse alzandosi
“Che significa tutta quella roba che avete addosso? Avanti approfittatene, spogliatevi nude, quando mai vi ricapita di abbronzarvi integralmente. Roberta non si vergogneranno mica? Non mi hai detto che vengono da te in piscina? Quindi sarete abituate a stare nude nello spogliatoio. ” E mentre parlava mi si avvicinò abbassandomi il reggiseno e scoprendomi un seno. Io fui sorpresa da tutto, dalle sue parole convinte, dal suo fare autoritario e dalla sua bellezza incredibile. Aveva un corpo fantastico dove il seno seppure piccolo era perfettamente abbinato al resto. Feci una smorfia sistemando il bikini, poi ci guardammo con Maria che disse
“Va bene, però solo in topless! ” e Paola rispose
“Fate come volete, ma non sapete cosa vi perdete”, Roberta nel frattempo uscì dalla piscina ridendo, e da dietro mi sganciò il reggiseno che cadde in terra, lo stesso fece Paola ad Maria, mentre Roberta raccolse tutti i vestiti li portò in casa e ne tornò, anch’essa nuda.
Io non ci capivo più niente, ma fra quello che vedevo, la situazione e la leggera brezza i miei capezzoli diventarono durissimi e scappai in piscina. Maria era nello stesso stato e si stese di schiena vicino a Paola.
Roberta prese la crema protettiva e me la porse, me la passai sul seno provando una fortissima emozione, Roberta certamente se ne accorse e si offrì di spalmarmi la crema sulla schiena. Allora uscii dalla piscina e mi stesi vicino a Maria a cui Paola chiese se poteva ungerla. Disse di si e le cugine ci cavalcarono mettendosi sopra i nostri sederi per ungerci meglio. Roberta cominciò dal centro della schiena e non appena si avvicinò alle costole, fin quasi a sfiorarmi l’inizio del seno, capii che la mia micetta si stava inumidendo, mi voltai verso Maria e vidi che anche Paola indugiava molto verso il seno di mia sorella alla quale disse
“Ho finito girati che te le metto anche davanti. ” Come un automa si voltò con le tette al vento e Paola le si mise a cavalcioni sulla pancia, spruzzò la crema sul petto e iniziò a massaggiare. Maria aveva i capezzoli così duri che sembravano dei chiodi, le piaceva perché aveva chiuso gli occhi e si leccò un attimo le labbra. Io per vedere meglio mi alzai leggermente sui gomiti e Roberta ne approfittò per massaggiarmi le tette da dietro. Chiusi gli occhi e con un gemito venni!
Roberta lo capì e disse a voce alta
“Paola guarda la mia puledrina ha già goduto! ” Sentendo questo Maria si svegliò dal torpore e disse a Paola
“Penso che possa bastare che dici? ” E si alzò andando verso la piscina. Io ero sfatta e mi scrollai di dosso Roberta. Le cugine andarono verso casa ridendo, mentre io avevo gli slip bagnatissimi e vi vergognavo. Maria si avvicinò e mi chiese come stavo e io ancora intronata risposi
“Benissimo, non puoi capire cosa ho provato, è stato bellissimo! ”
“E ora cosa facciamo? ” mi chiese. Io non sapevo cosa rispondere mentre sentimmo tornare Paola e Roberta. Questa disse con fare malizioso “Ragazze per cortesia ci restituite il favore? Io in particolare non vorrei bruciarmi. ”
Ormai eravamo in ballo prendemmo la crema e ci avvicinammo, solo che si stesero di fronte! Io ero viola e Maria ancora di più.
“Che aspetti? Comincia dai! ” mi sollecitò Roberta.
Mi accorsi che lo volevo anch’io e spruzzai la crema sull’ombelico e su un seno, Maria invece buttò il tubetto per terra e andò verso casa.
Con la cosa dell’occhio vidi Paola alzarsi per seguirla, ma a me interessava solo lo splendido corpo di Roberta, che iniziai a massaggiare avidamente, prima il collo poi un seno con ogni mano, ben bene soprattutto tenendo i capezzoli con pollice ed indice, poi sotto le tette, quindi sulla pancia fino all’inguine. Quando arrivai lì Roberta aprì un pochino le gambe e potei vedere bene la sua micetta aperta e ripetendo il massaggio all’indietro gliela sfiorai con i pollici e la sentii gemere, tornai a giocare con i capezzoli con una mano, mentre con l’altra scesi giù, arrivata all’ombelico sussultò e mi abbraccio gemendo. L’avevo fatta godere! Mi strinse forte e mi riempi il viso di baci fin quando incrociò le mie labbra. Io provavo sensazioni fortissime e inizia a restituire i baci. Lei sempre baciandomi iniziò a scendere lungo il collo, mi fece stendere e iniziò a baciarmi le tette, ero in cielo e non capivo più niente. Mi baciò i capezzoli, me li tirò, me li leccò con cerchi concentrici sempre più larghi e poi di nuovo stretti, poi tenendomi i seni con le mani a coppa scese con le labbra e la lingua fino all’ombelico, tornò su di nuovo e venni un’altra volta tremando tutta e quasi urlando.
Stremate ci stendemmo l’una di fianco all’altra tenendoci per mano.
Mi ripresi un po’ la lasciai e andai verso casa in cerca di Maria, entrai e le vidi sedute di fianco sul divano, Paola teneva il braccio sulle spalle di Maria e le asciugava le lacrime cercandole fino sul seno nudo e le diceva
“Guarda che non ti devi preoccupare, se non vuoi nessuno ti obbliga a giocare con noi, stai tranquilla, il sesso è un divertimento non va fatto per forza. ” Maria cominciò a calmare i singhiozzi alzò la testa, mi vide e mi venne incontro. Mi abbracciò forte (che strano era la prima volta che lo facevamo a seno nudo) e mi disse sottovoce
“A me è piaciuto molto, ma mi vergogno! ”
Io le raccontai cosa avevo fatto con Roberta e le sensazioni provate spiegandole che doveva fare solo ciò che si sentiva. Si calmò del tutto e la accompagnai a fare un bagno in piscina, dove trovammo Paola ed Roberta che in segno di rispetto avevano indossato gli slip.
Ci mettemmo a ridere e scherzare parlando di tante cose, fin quando fece buio e rientrammo in casa.
Tutte indossammo pantaloncini e maglietta e invertimmo i ruoli del pranzo.
La cena fu tranquilla e scherzosa. Dopo il gelato io e Maria ci sedemmo di fronte alla TV e le cugine sistemarono piatti e cucina. Curiosai fra le cassette e ne misi l’unica senza etichetta, apparve il titolo “Casting 2 – France” e iniziò una voce di sottofondo che spiegava che il contenuto erano provini fatti a ragazze francesi, ma non capivamo per cosa. Nel mentre arrivarono Paola ed Roberta e chiesero cosa fosse, ma io non lo sapevo e guardammo il video incuriosite. Apparvero due ragazze una biondina e una di origine orientale (cinese), non appariscenti. Capimmo che dicevano i loro nomi, cosa studiavano, gli hobby, poi la voce fuoricampo disse
“Ok mostrateci quello che sapete fare! ” e loro iniziarono a spogliarsi a vicenda baciandosi voluttuosamente in bocca con la lingua. Ci mettemmo a ridere, ma tornando a vedere ammutolimmo la biondina teneva spalancata oscenamente la fichetta della cinese e la leccava come una forsennata, l’altra si spostò e fecero un 69 da manuale. Stavo valutando come le riprese fossero più che ginecologiche, quando da dietro la coppia spuntò un ragazzo muscoloso con un pisello enorme. La cinese ci si avventò contro prendendolo in bocca, mentre la francese le infilava tre dita in fica. Io ero sconvolta e Maria allibita, cercai con lo sguardo Roberta che disse
“Questa è roba di mio fratello, che porco! “, però nessuna riusciva a staccare gli occhi dal video dove la francese si impalò su quell’asta di carne, mentre il ragazzo leccava la passera della.
Cominciai ad avvertire qualcosa allo stomaco e un leggero formicolio nella mia topina, intanto notai che Roberta si sfiorava il seno da sopra la maglietta e Paola l’inguine dai pantaloncini. Quando arrivò un altro stallone per occuparsi della cinesina, anche Maria perse il controllo e cominciò a sfiorarsi, passando la lingua sulle labbra.
Dopo due/tre minuti interminabili, i due ragazzi scaricarono tutto lo sperma nelle bocche delle ragazze che leccavano avidamente.
Subito apparve una ragazza nera già nuda con un grande seno alla quale si aggiunse una ragazza bianca e un uomo nero ancora vestiti, ci fu la breve presentazione durante la quale prendemmo fiato e ci sistemammo meglio sul divano. Sicuramente cominciava ad esserci molto caldo. In pochi attimi iniziarono a spogliarsi anche gli altri, poi a baciarsi e leccarsi, con lo stallone nero che infilava il suo coso in ogni buco. Stavamo sudando e Paola disse “Ragazze scusate, ma non ce la faccio più. ” e in un attimo si abbassò completamente il pantaloncino e iniziò a sfregarsi il clitoride. Roberta fece lo stesso togliendosi anche la maglietta e prima di iniziare a toccarsi, tirò su la mia per invitarmi ad imitarla, non me la tolsi del tutto ma in pratica avevo il seno nudo e infilai la mano nei pantaloni. Maria invece aveva una mano sotto la maglietta e l’altra dentro i pantaloncini. Quando finì la scena venimmo quasi all’unisono crollando sul divano l’una sull’altra.
Paola ed Roberta scapparono in bagno. Mentre io ed Maria cercammo di ricomporci, ma il film continuava, stavolta erano due biondine con due ragazzi con misure normali, non resistetti tirai su la maglietta a Maria costringendola a toglierla e mi tolsi la mia, poi vista l’assenza delle cugine abbassammo i pantaloncini fino alle ginocchia e riprendemmo a masturbarci con voluttà.
Mentre eravamo in azione tornarono Paola ed Roberta che, visteci così, si tolsero l’accappatoio e si misero in ginocchio di fronte a noi aggiungendo la loro mano alla nostra. A me toccò Paola alla quale massaggiavo il seno mentre lei mi sfregava con maestria finché venni urlando. Roberta con Maria usò la lingua e la fece godere subito dopo. Alla fine Paola commentò ridendo
“Però hai visto le santarelline! ” Solo allora Maria si rese conto dell’accaduto, mi prese per un braccio e mi trascinò in bagno. Eravamo ancora affannate per l’orgasmo e rosse per l’imbarazzo. Facemmo una doccia gelata e fatteci coraggio tornammo di là in accappatoio. Per fortuna le altre si erano calmate e avevano preparato i letti.
Indossammo velocemente qualcosa e ci mettemmo a dormire. Che giornata!
Il giorno dopo andammo presto al mare in una spiaggia isolata, dove rimanemmo in topless fin quando non arrivò gente e io e Maria ci coprimmo, poi tornammo nella villetta e prendemmo il sole (questa volta nude anche io ed Maria), senza fare nient’altro di “eccitante”.
Subito dopo pranzo portammo Paola in paese e partimmo per la città. In piscina il martedì vedendo Roberta ci mettemmo a ridere, ma non andammo più agli allenamenti extra, mentre il torneo saltò per motivi organizzativi.

L’inverno successivo con Maria conoscemmo dei ragazzi, con i quali avemmo qualche filarino, ma entrambe ed io in particolare eravamo sempre turbate dai ricordi del week-end con Paola e Roberta.
Come detto a Natale ci trasferimmo in un paese del circondario e arrivò pure la maturità (eravamo un anno avanti). Papà ci offrì di usare l’appartamento ricevuto in eredità da un parente lontano, consigliandoci di affittare una delle stanze per coprire le spese e le tasse universitarie.
Trovammo una coppia di pugliesi Tania già avanti negli studi (23 anni) e Paola più piccola (22) che già si conoscevano.
La casa aveva due piccole stanze singole occupate da Maria e me e il salone/ingresso che adattato a camera era affittato alle nuove amiche, la cucina era comoda, ma il bagno era uno solo.
I patti erano di non ricevere visite in quanto stavamo troppo strette. Però noi quasi tutti i sabati andavamo a casa e probabilmente qualcosa succedeva. La convivenza andò bene fino a verso la fine di un marzo caldissimo: la mattina uscimmo per lezione io ed Maria dicendo alle altre che poi come al solito saremmo andate a casa. Ma così non fu, perché non sapevamo di uno sciopero degli autobus e verso le 15 aprimmo la porta dell’appartamento trovandoci in mezzo a un’orgia!
C’era un ragazzo nudo con il pene in mano che guardava altri due che stavano scopando con foga Paola e Tania nei loro letti. Questi appena ci vide ci venne incontro trastullandoselo chiedendoci di unirci a loro. Paola e Tania si accorsero del nostro arrivo e senza perdersi d’animo ci si avvicinarono lasciando i loro compagni delusi con i membri bene in tiro. Prima che iniziassi ad urlare, mi passò il pensiero che erano proprio carine nude, con dei bei fisici molto ben proporzionati, inoltre entrambe avevano il cespuglietto ben curato. Vista l’esitazione Paola sfiorandomi il viso con aria maliziosa, disse
“Che dite di unirvi anche voi, Lino è un amico nuovo e potreste giocarci un po’, mentre noi finiamo con Aldo e Walter, poi potremmo divertirci insieme. ” Mentre parlava Tania stava sbottonando la camicetta a Maria che era come in trance. D’altronde anche io ero decisamente confusa perché la situazione era intrigante sia loro che i ragazzi non erano brutti e in apparenza neanche volgari. Paola insistette iniziando a tirarmi su la maglietta
“Vedi tua sorella è d’accordo” e a voce alta
“Aldo, Walter, Lino venite che Sonia ed Maria giocano con noi. ” Corsero subito con i batacchi di fuori e aiutarono le ragazze a spogliarci, non riuscivamo a reagire, chissà forse ci piaceva e lo volevamo. In un attimo eravamo già in reggiseno e cominciarono a toccarci e baciarci. Io avevo intorno Paola e Walter, Tania tornò a impalarsi su Aldo e Lino stava cercando di togliere la gonna ad Maria. Walter mi tolse il reggiseno incominciando a toccarmi le tette da dietro, mentre Paola mi sfilava i pantaloni. Feci in tempo solo a dire che eravamo vergini che Maria già non lo era più visto che Lino dopo averla massaggiata un po’ glielo infilò dentro senza neanche toglierle le mutande, facendola urlare per il dolore. Io fui preparata da Paola con più cura. Poi aprendomi bene le gambe lasciò il posto a Walter che almeno cercò di essere delicato, ma avvertii comunque un po’ di dolore subito superato dal gran godimento causato non tanto dalla penetrazione, quanto dallo sfregamento di Paola sul mio clitoride. Nel frattempo Tania ed Aldo avevano finito e si divisero tra me e mia sorella che veniva sbattuta con molta foga da Lino. Le si avvicinò Tania che dopo avere finito di spogliarla, iniziò a carezzarla e baciarla sul seno fino a che Lino non venne e uscì da lei. Anche Walter venne e mi lasciò subito sostituito da Aldo che me lo mise in bocca dopo aver tolto il preservativo. Io quasi soffocai. Mentre cercavo di leccarlo mi venne un conato di vomito, poi iniziai a seguire le indicazioni di Paola che faceva la stessa cosa ad Aldo. Intanto venne mia sorella sotto le carezze di Tania e Aldo me lo sfilò di bocca spruzzandomi tutto addosso. Toccò anche a Maria assaggiare quello di Lino (anche lui liberatosi dal condom) che si era già ripreso. Io ero sfatta mentre guardavo Paola ingoiare tutto lo sperma di Walter. Subito dopo Lino uscì dalla bocca di Maria e le inondò il seno che prontamente Tania ripulì con la lingua.
Ci abbandonammo sui letti e sulle sedie, poi le nostre amiche fecero delle veloci presentazioni alle quali non reagimmo e forse capendo che l’avevano combinata grossa, cacciarono via i maschi.
Io ed Maria eravamo stordite, mentre Tania era andata a lavarsi e Paola raccoglieva i vestiti sparsi nella stanza, ci guardammo nude, spettinate, con il trucco sfatto, sverginate, doloranti e sporche dello sperma di perfetti sconosciuti. Non sapevamo più che pensare. Appena uscì Tania andammo insieme in bagno pulendoci a vicenda. Il piacere c’era stato, come no, ma provavamo un misto di schifo e di vergogna. Lasciammo il posto a Paola che provò a sorriderci e andammo nella mia stanza. Parlammo oltre un’ora sfogandoci, piangendo e decidendo il da farsi.
Ci addormentammo nello stesso letto che era quasi mattina. Verso mezzogiorno mi sentii toccata aprii gli occhi e vidi Lino nudo che cercava di baciarmi. Urlai gli diedi uno spintone e si svegliò anche Maria. Lo spingemmo via e ci accorgemmo che alla porta c’erano Paola e Tania con gli altri ragazzi, tutti nudi, evidentemente avevano “dormito” in casa e vista la nostra reazione pensarono bene di ritirarsi in salotto. Io li raggiunsi e dissi
“Vi do 5 minuti per andare via o chiamo la polizia. ”
Capita l’aria che tirava fecero per andare via. Aspettai che si vestissero e appena usciti dissi alle ragazze
“Avete al massimo due settimane di tempo per trovare un’altra sistemazione. Addio! ”
E tornai da Maria che stava piangendo.
Fortunatamente non fecero problemi e il sabato successivo traslocarono.
*****
Anche noi però dovevamo trovare delle sostitute. Dopo circa un mese le trovammo in due nostre compagne, due sarde della provincia di Sassari, con cui eravamo abbastanza amiche e ci accordammo fino alla fine degli esami. Sapevamo che erano abbastanza tranquille.
Non del tutto normali però e lo capimmo quasi subito.
Si chiamavano Francesca e Sabrina e avevano la nostra età, non molto alte Sabrina formosetta e Francesca molto magra, entrambe con capelli lunghi e neri e di carnagione scura. Dopo i primi giorni di ambientamento ci chiesero se potevano sistemare diversamente la stanza, unendo i letti per guadagnare spazio e Maria disse che potevano fare come volevano. Poi un giorno tornando a casa notammo che avevano messo delle pesanti tende alle finestre
“Per mantenere la privacy, così possiamo stare in libertà specie ora che il caldo aumenta. ” Disse Francesca e risposi che era una buona idea, infatti il palazzo di fronte era molto vicino. Sembravano un po’ esibizioniste, perché dopo la doccia venivano in cucina in accappatoio senza curarsi troppo del fatto che fosse allacciato o no. Spesso si facevano delle coccole, si davano dei bacetti quando si salutavano, ma mai niente di particolarmente chiaro o sfrontato, però qualcosa la si poteva immaginare.
Comunque noi ormai le nostre esperienze le avevamo avute e la cosa non ci dava fastidio.
Arrivato il gran caldo in casa indossavamo tutte solo pantaloncini e una maglietta leggera, o un top senza reggiseno, Mi accorsi che ci guardavano in modo da “rubare” la vista delle nostre forme.
Una sera verso le undici andai in bagno per fare una doccia, entrando sbadatamente non chiusi bene la porta e mi spogliai, in quel mentre entrò Francesca e io d’istinto mi coprii sorpresa. Lei mi disse
“Scusa, la porta era aperta, ma non ti preoccupare fai pure la doccia, io faccio pipì e mi lavo i denti. ” E aprì l’acqua del lavandino. Allora andai nella doccia che aveva il gabbiotto quasi trasparente. Fece le sue cose mentre facevo le mie, poi intravidi che mi stava guardando. Ero imbarazzata e le chiesi
“Ti serve qualcosa? ”
“No, ti tengo compagnia, vuoi? ” “In effetti ho finito, fai come credi. ” Chiusi l’acqua e coprendomi con le mani uscii dal box e le chiesi l’accappatoio. Mentre lo indossavo mi vide bene e disse
“Complimenti, hai un bel corpo, facevi sport? ”
“Si – risposi – nuoto. ”
“Si vede – riprese – però hai molti peli nel pube, non hai mai pensato a depilarti in parte o del tutto? ”
“Veramente no, non ne vedo la necessità”
“Ci si sente più libere e al mare puoi indossare il tanga, guarda me! ” E si abbassò lo slip mostrandomi un fichetta glabra e uno spacco ben segnato, causandomi un immediato mal di stomaco. Aggiunse “è anche pratico per qualche giochetto particolare – e si sfiorò con due dita – se vuoi ti aiuto, sono brava e lo faccio sempre anche a Sabrina, sai è anche piacevole. ” Stavo per cedere, quando entrò anche Maria che ci guardò perplessa, Francesca pronta disse
“Ciao stavo spiegando a tua sorella la bellezza di avere la micietta depilata come la mia, che ne pensi? ” Maria guardò e disse
“Non saprei – e intuendo qualcosa – ma ora è tardi perché non mi fate fare pipì e andiamo a dormire? ” Francesca si arrese, si rivestì e mi accompagnò in camera dandomi la buona notte con un bacio.
Nei giorni successivi il caldo aumentava e notammo che le amiche sarde ridussero ulteriormente il vestiario, rimanendo a seno scoperto quando erano nella loro stanza. Qualche volta però sforavano (andando in bagno o scappando in cucina per cose veloci).
Nel frattempo ci invitarono a raggiungerle in Sardegna, dove potevano andare ospiti da Sabrina per almeno una decina di giorni. Ovviamente accettammo entusiaste.
Io e Maria cominciammo a stare seminude di notte per dormire meglio, fino agli ultimi giorni quando tolsi anche le mutandine. Proprio una di queste notti mi alzai per andare a bere in cucina e passando davanti al salotto sentii come dei sospiri, incuriosita avvicinai l’orecchio alla porta e capii che le nostre compagne stavano combinando qualcosa nel loro lettone. La mia fantasia cominciò a lavorare e portando la mano sul pube, realizzai di essere completamente nuda! Feci un movimento falso e andai addosso al tavolo facendo cadere una bottiglia di vino e un bicchiere. Il gran rumore fece accorrere tutte e ci ritrovammo insieme in cucina e quando Maria accese la luce si accorse di essere l’unica con qualcosa indosso. Fu proprio una bella scena, nell’imbarazzo generale Sabrina provò a rompere il ghiaccio e disse
“Dai Maria togliti le mutande e mostraci anche la tua topina! ” Ridendo Maria se le abbassò veramente, se le mise sulla testa a mò di cappello e fischiettando tornò in camera sua. Francesca ed Sabrina invece mi aiutarono a raccogliere il vetro e nel notare che Sabrina non era completamente depilata, mi accorsi che, come l’amica, aveva la fica lubrificata.
Per evitare qualsiasi coinvolgimento mi sbrigai e scappai in camera ringraziandole per l’aiuto. Ma immaginando quello che avevo interrotto mi masturbai delicatamente (come ormai facevo frequentemente dopo avere perso la verginità).
Nei due giorni successivi terminarono tutte gli esami tranne io, quindi le nostre compagne partirono.
Dopo qualche giorno finii anche io e con Maria prendemmo il traghetto per la Sardegna.
Durante il viaggio con Maria ragionammo un po’ su quello che poteva succedere durante la vacanza e ci rendemmo conto che la cosa era molto intrigante.
Forse avevamo bisogno di sfogo anche sessuale specie dopo l’accaduto con le Paola e Tania.
Ci tranquillizzammo dicendo che peggio di quello non poteva succederci.
Al porto venne a prenderci Sabrina con il fratello e durante il tragitto verso la casa ci raccontò che era un’ex rustico di famiglia adattato molto fuori mano e quindi fuori dalle mete dei turisti. Questo ci permetteva di stare molto tranquilli, però in mezz’ora potevamo raggiungere discoteche o simili.
Con sarebbero stati i suoi due fratelli Nino e Claudio, la ragazza di quest’ultimo Laura e il cugino di Francesca, Alex. Più o meno tutti coetanei. Alla fine 5 ragazze e 3 ragazzi.
Al nostro arrivo gli altri erano già sistemati: una stanza per i maschi e uno stanzone enorme con due letti matrimoniali ed una brandina per noi. C’era anche una cucina con un tavolo grande, ma potevamo mangiare fuori sotto una pensilina. Il bagno era interno, ma senza doccia che era stata ricavata all’esterno.
Privacy ce ne era pochina perché la nostra stanza era di passaggio e la doccia era più o meno riparata dai tre lati scoperti con delle tendine tipo quelle all’ingresso dei negozi (quei fili lunghi).
Con Maria iniziammo a preoccuparci.
Vista l’ora preparammo una bella cena e ci sistemammo bene. Per la notte i ragazzi si chiusero nella loro camera e noi iniziammo uno spogliarello collettivo. Io e Laura ci togliemmo i reggiseni dopo avere indossato le magliette per la notte, mentre le altre, che non l’avevano rimasero un attimo seminude. Per fortuna la casa era abbastanza fresca. La mattina dopo indossammo i costumi a turno nel bagno e preparati panini e riserve d’acqua partimmo verso il mare.
Arrivati in una spiaggia deserta, ma molto bella Sabrina e Francesca si misero subito in topless, mentre io, mia sorella e Laura avevamo i bikini. Laura e Claudio si appartarono quasi subito, Alex e Nino a giocare a racchettoni e noi altre tutte a prendere il sole. Non successe nulla di particolare fino a quando ci mettemmo a giocare a pallavolo. Io mi distraevo nel vedere i movimenti dei seni delle nostre ospiti, ma anche i bei fisici di Nino e Alex, così distratta misi male un piede causandomi una storta. Niente di grave, ma per due tre giorni niente mare.
La sera tutti mi coccolavano e in particolare notai Nino con cui parlammo molto. Fecero quindi dei turni per farmi compagnia. La prima a rimanere con me fu Francesca.
Appena usciti gli altri mi disse
“Sonia il mare no, ma possiamo comunque abbronzarci qui, ci sono due comodi lettini, ti va? ”
“Certo! – risposi – mi prendi il costume per favore? ” e lei
“E che te ne fai, staremo sole fino al tardo pomeriggio, ti prendo solo il telo” Mi lasciai convincere e zoppicando andai fuori con lei. Si spogliò subito, era comunque molto bella nonostante la magrezza e il seno piccolo e alla luce naturale notai che era abbronzato anche il sedere. Mi spogliai anch’io e vedendo il mio cespuglio disse
“Sonia, dopo pranzo ti do una sfoltita, ci stai? ”
“Ok voglio provare”.
Così fece, non ci rivestimmo per niente (stare nuda mi sembrava ormai la cosa più naturale del mondo), portò lametta e sapone per darmi la “sfoltita”. Iniziò a tagliare e man mano che si avvicinava alle labbra iniziai a provare delle sensazioni forti, lei se ne accorse e disse
“Mi sembra che si sta arrossando posso massaggiarti un po’? ” E senza aspettare risposta cominciò a sfiorarmi con le dita in modo esperto, poi prendendo confidenza con l’altra mano si spostò sui seni accarezzandoli alternativamente a mano aperta. Poi salì ancora e mi mise un dito in bocca, lo succhiai e dopo poco lo sostituì con la lingua. A questo punto scese come una lumaca sul collo, poi il seno (capezzoli, aureola e ritorno più volte), poi verso la pancia, fino alla micetta bagnatissima, poi di nuovo su. Quando era sopra, con la mano continuava a sfregarmi il clitoride, fin quando venni gemendo e sussultando.
Mi calmai un po’ e mi chiese
“Ora tocca a me”. Provai a restituirle il favore, sotto la sua guida fin tanto era cosciente, poi presi qualche iniziativa che credo apprezzò, almeno a giudicare dall’urlo che lanciò accompagnato da spruzzi copiosi sulla mia faccia. Eravamo tutte prese quando qualcuno disse
“Brave ragazze, possiamo aiutarvi? ” Era Claudio con un braccio sulle spalle di Laura! Da quanto tempo erano li a guardarci? Volevo sparire, ma si avvicinarono e si misero a sedere vicini a noi.
Laura sembrava imbarazzata. Fu Francesca a prendere l’iniziativa dicendole
“Laura, perché non ci fai vedere come sei fatta, mi sembri carina. Era vero anche se era un po’ cicciotella. Claudio la incoraggiò e mentre la baciava fece per sfilarle il copricostume. Lei lasciò fare e, dopo tolto, si impegnò di nuovo nel lingua/lingua, Francesca intanto si occupava degli short ed io slacciavo il bikini. Aveva un seno enorme, la feci stendere sopra di me mentre le massaggiavo le tette, intanto Francesca le stava sfilando lo slip e Claudio si spogliava da solo. Poteva succedere di tutto. Ci sistemammo in questo modo: io distesa sul lettino, Laura sopra di me nella stessa posizione, io con le mani sul suo seno e lei nella mia fichetta, Francesca che gliela leccava voluttuosamente e Claudio che dopo essersi fatto masturbare un po’ da Laura, me lo mise davanti la bocca. Io prima lo leccai come un gelato, poi tenendolo bene in bocca iniziai a muovere avanti e indietro la testa. Venni per prima trascinandomi Claudio che lo tolse in tempo spruzzando me e la ragazza che godette appena avvertì lo sperma caldo. Francesca stava cercando di fare da sola e, gelosa di noi, cambiò posizione, io e lei facemmo il 69, mentre Claudio lubrificava l’altro buchetto di Laura in attesa che il suo membro si riprendesse. Quando fu pronto prese la ragazza da dietro in modo brutale, tanto che ci fermammo un attimo preoccupate, ma lei ci sorrise e continuammo rincuorate a lavorarci con le lingue venendo nuovamente l’una dopo l’altra. Allora Francesca si alzò invitando Laura a mettersi sopra di me seno contro seno.
Claudio uscì un attimo da lei per farla spostare.
Iniziammo a baciarci e Claudio la prese di nuovo, mentre Francesca da sotto le umettava la fica. Non so quanto durò, ma quando Claudio le venne dentro ci adagiammo l’uno sull’altro facendo una catasta di corpi squassati dagli orgasmi.
Francesca fu la prima a capire che era tardissimo e stavano per tornare gli altri e ci disse
“Facciamo subito la doccia, non facciamoci trovare così! ” Ed io aggiunsi
“Mi raccomando non parlatene con nessuno” Mi rassicurarono e per sbrigarci ci lavammo a coppie e con Francesca ci scambiammo un bacio lungo ed appassionato, mentre le trastullavo le tettine. Mi tolsi anche un paio di curiosità: lei e Sabrina non erano lesbiche, ma le piaceva molto fare sesso con le donne, inoltre amavano prendere l’abbronzatura integrale e speravano di farlo anche con noi nei prossimi giorni.
Tornarono gli altri e trovarono tutto in ordine, la serata fu tranquilla e andarono presto a letto. Io mi fermai un po’ con Nino con il quale scambiammo alcuni baci. Mi infilai nel letto senza raccontare nulla a Maria che sarebbe rimasta con me il giorno dopo. La mattina decisero di fermarsi anche Sabrina ed Aldo ed ero curiosa su come sarebbe andata a finire. Aldo preparò i lettini, io Maria e Sabrina eravamo in camera che ci cambiavamo, quando Maria fu nuda Sabrina, guardandola, le disse
“Che dici la sistemiamo un po’ quella boscaglia? Guarda tua sorella come sta bene – e mi indicò mentre mi toglievo le mutandine – o preferisci come la mia? ” e si tolse le sue. Maria non rimase tanto sorpresa per la richiesta quanto per il mio stato, allora dissi
“Dai prova che male c’è”.
“Va bene Sonia – disse – rimaniamo qui, facciamolo ora”
“Pronti – disse Sabrina e a voce più alta – Sonia tu distrai Aldo, mi raccomando”. Non capii subito cosa intendesse, comunque indossato il costume andai fuori.
Aldo era già su un lettino e mi misi vicino a lui. Come avevo già notato aveva un fisico atletico ed era molto abbronzato anche se non era molto bello, avevamo entrambi sonno e probabilmente ci addormentammo. Dopo un po’ mi sentii chiamare, era Aldo con una erezione ben visibile nonostante il costume, che mi indicava la finestra
“Sabrina sta depilando tua sorella! Potevate avvisarmi, sarei rimasto qui! Guarda che effetto! ”
“Vedo, vedo – risposi facendogli segno di avvicinarsi a me per allontanarlo dalla finestra e ingenuamente aggiunsi – posso aiutarti? ” Lui per tutta risposta si abbassò il costume, si sedette vicino a me e fece per baciarmi, io sorpresa non riuscii a tirarmi indietro e ci baciammo con sempre maggiore foga, poi iniziò a toccarmi il seno da sopra il costume, io glielo presi in mano, era certamente più lungo di quelli che avevo conosciuto e mi fece un po’ impressione. Lo aiutai a slacciarmi il reggiseno prima che me lo strappasse e mentre cercavo di masturbarlo mi baciava le tette con voluttà mordicchiandomi i capezzoli, era molto eccitato e presto venne schizzandomi su pancia e torace, chiedendomi scusa.
“Nessun problema – gli risposi, aggiungendo sempre più ingenuamente – che dici andiamo di la a vedere? ” Si alzò subito col membro ancora sgocciolante senza rivestirsi e mi aiutò a camminare. Nella stanza Maria era completamente nuda a cosce larghe con Sabrina sopra di lei che si strofinava ora sul seno ora sulla fica quasi completamente depilata. Sabrina aumentò il ritmo e Aldo tornò ad eccitarsi, allora mi tolse lo slip e lo lasciai fare, mi prese in braccio e entrammo nella stanza proprio al momento in cui Maria stava baciando il seno a Sabrina. Mi adagiò su uno dei letti e con molta cura mi carezzava con due dita, quando vide che la lubrificazione era buona, mi penetrò senza preservativo. Me ne resi conto e in un attimo di lucidità gli intimai di stare attento. Mi stantuffava piano e dopo alcuni minuti uscì da me e mi disse
“Ci siamo quasi, me lo prendi in bocca? ” Lo feci e appena mi venne dentro, lo tolsi e mi imbrattò anche la faccia e il petto.
Si accasciò sfinito, mentre io mi stesi sul letto vicino su cui mi raggiunse Sabrina, mentre mia sorella era rimasta immobile con la micia spalancata e matida. Sabrina cominciò a strofinarsi su di me, guardai Maria e la vidi masturbarsi. Aldo se ne accorse e andò da lei, la baciò riprese vigore e visto che era pronta la penetrò subito senza fatica, mentre io mi concentrai sulle belle tette di Sabrina. Finalmente Maria ebbe una penetrazione dolce che potesse farle dimenticare la prima volta, infatti la sentivo ansimare all’unisono con Aldo.
Io e Sabrina invece eravamo al 69 nella quale stavo diventando esperta. Venni quasi subito allora iniziai a lavorarmela per farla godere. Nel frattempo Aldo si scaricò sul seno di Maria e prese a leccarla per farla arrivare ad un nuovo orgasmo. Che non tardò molto e fu fragoroso mentre io stavo bevendo non so quante secrezioni di Sabrina, che non facendocela più mi allontanò, ci stendemmo vicine e continuai a carezzarmi i capezzoli. Maria non paga fece ridestare Aldo e glielo prese in bocca alternando lo stile gelato con quello ghiacciolo. Pensai un attimo a quanto fossimo impiastricciate di sperma e mi venne una idea e dissi ad Aldo di avvicinarsi al nostro letto. Incuriositi si staccarono e arrivarono subito, invitai Aldo a mettersi disteso e mi stesi sopra di lui a 69 e con Sabrina e Maria che mi aiutavano a leccare il suo membro.
Non durò molto e spruzzò tutto addosso a Maria che era ormai sporchissima.
Aldo era distrutto allora l’ultimo orgasmo me lo regalò Sabrina, mentre Maria mi teneva la mano e giocava con i capezzoli di Sabrina.
Come il giorno prima ci lavammo a vicenda (io ed Sabrina e Maria con Aldo), sistemando tutto e senza dire niente dell’accaduto agli altri. Parlammo invece molto con Maria, arrivando alla conclusione che principalmente preferivamo gli uomini alle donne, senza disdegnare il contrario.
Quella sera accettai definitivamente la corte di Nino che mi dimostrò di gradire molto dandomi appuntamento per un incontro notturno. Verso le 2 ci incontrammo sul retro della casa dove aveva portato un lettino, parlammo ancora un po’ e iniziammo a baciarci, poi in un crescendo a carezzarci. All’improvviso mi staccai e sfilandomi la maglietta dissi
“Il primo che si spoglia sta sopra! ”
Lui si impicciò con i pantaloncini e appena nuda lo spinsi sul lettino e mi impalai letteralmente sul suo membro, facendomi anche un po’ male. Mentre cavalcavo lui mi leccava il seno giocando in particolare con i capezzoli, quanto mi disse che mancava poco, me lo sfilai e stendendomi su di lui, me lo misi fra i seni facendolo schizzare li. Ci baciammo ancora e andammo sotto la doccia dove riprendemmo il discorso con la scusa di lavarci, lo rifacemmo in una posizione scomoda, ma molto eccitante.
La mattina dopo ero finalmente in grado di camminare da sola e ci muovemmo tutti insieme.
La giornata non era bellissima e noi ragazze non avevamo indossato i costumi pensando di non andare al mare, invece strada facendo il tempo era migliorato e ci dirigemmo alla “nostra” spiaggia. Scendendo dalla macchina mi venne una idea birichina e lasciai la borsa con i costumi.
Arrivati in spiaggia i ragazzi si misero in costume aspettando che noi facessimo altrettanto e chiedendo scusa dissi
“Ragazze ho dimenticato i costumi in macchina” e Francesca prontissima “Sarebbe giusto che andassero i maschietti a prenderli”
“Ok per voi faremo anche questa! ” Rispose Nino per tutti e si incamminarono. Appena furono lontani Sabrina disse
“Ragazze avanti facciamogli vedere quanto valiamo sistemiamo gli asciugamani e spogliamoci nude! ” Non eravamo tutte convintissime, infatti non eravamo sole, ma ci denudammo in un attimo e ci stendemmo col sedere per aria. Appena giù quei cornuti dissero in coro
“Brave, bene, bis” fischiando ed applaudendo, si erano nascosti dietro le dune e ci avevano pure riprese con la telecamera di Aldo. A questo punto si spogliarono anche loro e si fissarono bene le coppie: io e Nino, Maria e Aldo, Francesca e Sabrina, Claudio e Laura.
Però ogni tanto invitavo Francesca e Sabrina (soddisfatte del fatto che stessimo tutti nudi) a stare con me e Nino.
Comunque dopo lo sfogo iniziale, fu vera vacanza e quasi più sesso e se non in modo più tranquillo e riservato e mai in più di due.
Ovviamente il mio e di Maria furono amori di breve durata, ma ci servirono per schiarirci bene le idee sulla nostra sessualità.

Per evitare nuovi eccessi, al ritorno parlammo con papà dicendogli di affittare anche il resto della casa e ora abitiamo con mamma.
Abbiamo anche delle normali storie con due compagni di università, nelle quali il sesso ha importanza, ma non è fondamentale. FINE

About Storie erotiche

Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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