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La vicina dall’occhio lungo

La vicina dall’occhio lungo

Era passato circa un mese dalla mia prima volta con la zia Fuffi, che mia mare mi disse di andare dalla nostra vicina la zia Nives per provarmi delle giacche che aveva dismesso suo figlio.
La zia Nives era una signora intorno alla cinquantina piccolina circa un metro e cinquanta minuta con una voce resa roca dal fumo, l’ho sempre vista con una sigaretta penzolante dalla parte destra del labbro, ma nonostante tutto la si sentiva tutto il giorno urlare improperi in dialetto all’indirizzo del marito Nino, non aveva nessuna particolare attrattiva sessuale per cui guardarla poco seno poco sedere, aveva un figlio sui 30 anni che si stava laureando in medicina e si era guadagnata l’appellativo di zia facendo la madrina alla comunione di mia sorella.
Fu così che dopo pranzo di un giorno feriale bussai alla sua porta, quando mi aprì rimasi un’attimo interdetto zia Nives si era tinta i capelli che non erano più grigi ma ramati con dei colpi di luna indossava un vestitino smanicato a fiori rosso con i primi due e gli ultimi due bottoni aperti e un paio di sandali bianchi, era diversa da come la vedevo di solito.
Mi fece accomodare in cucina dicendomi che suo figlio era fuori città per studio e zio Nino era a pesca con degli amici per due giorni, in cucina mi offrì il caffè e sedendosi per gustarlo insieme a me i lembi del vestito si aprirono lasciandomi intravedere le sue coscie che nonostante avesse le gambe molto magre non erano male qualcosa incominciava a smuoversi dentro di me e potei anche intravedere il solco tra i seni, preso il caffè andammo in camera sua l’unica che non confinava con la mia casa, sul letto matrimoniale c’erano alcune giacche e giacconi e una bambolina di porcellana al centro.
Mi fece provare la prima giacca a un petto color mattone ma notai subito che mi era stretta di spalle, continuammo con il giaccone e un’altra giacca tutte strette di spalle, lei nel provarmi le giacche le tirava da un lato o dall’altro e visto che era più bassa di me si dovette venirmi vicinissima mentre provavo il giaccone per vedere come mi cadeva passo la sua mano dal torace verso il basso sfiorandomi la patta in modo distratto ma soffermandosi abbastanza da saggiare la consistenza della bozza.
Dato che nessun capo di vestiario mi andava bene mi chiese di aiutarla a riporli nel vano alto dell’armadio posto di fronte al letto, e presa una scaletta in legno alquanto traballante vi salì e mi chiese di passarle la prima giacca, la scala inizio a traballare vistosamente nonostante lei pesasse sui 40 chili allora mi misi di lato in modo da tenerla fissa mentre le passavo il giaccone guardai in su e potei dare un’altra occhiata alla sue cosce, passandole l’ultima giacca cercai di vedere ancora di più e mi accorsi che non portava mutandine ed intravidi la peluria ancora scura, il mio pene sussulto e continuo ad indurirsi per quello spettacolo anche perché notai che aveva un sedere piccolo ma tornito.
Nello scendere la scaletta la zia Nives inciampo e cadde in avanti io cercai di prenderla e mi frano addosso sbilanciandomi, cademmo insieme sul letto travolgendo la bambolina con lei sopra, la zia non si spostava e aveva il pube appoggiato sul mio vidi che non portava neanche il reggiseno ed il mio cazzo entrò in piena erezione anche perché lei stava roteando lentamente i fianchi strofinandocisi sopra.
Ero imbarazzatissimo ma lei a quel punto guardandomi dritto negli occhi sussurrò “Allora sei proprio un porco non ti basta farti fare i pompini da tua zia vorresti farti anche una vecchietta come me che ti ha visto nascere”.
“ma.. zia cosa dici” risposi
lei aggiunse “ti ho visto un mese fà te la sei goduta la pompa e gliel’hai leccata bene la patatina da come venuta”
“zia non dire niente alla nonna.. . se lo sa mi ammazza”
ero morto mia nonna mi avrebbe scorticato vivo ma ad un tratto senti che la sua mano si era intrufolata tra i nostri corpi e mi stava sbottonando i pantaloni.
“Io non dico niente Mimi.. . però intanto fammi vedere il cazzo” così dicendo si sposto di lato e mi abbassò la zip e estrasse il mio cazzo barzotto per la paura dalle mutande, che dopo due o tre movimenti della sua mano divento duro come il marmo.
“Bene bene il cazzo non è male ma prima voglio assaggiare la tua lingua.. . leccamela” e si sedette a cavalcioni sulla mia bocca.
Il pelo era un po’ rado ed aiutandomi con le dita le accarezzai dall’esterno le grandi labbra e le aprii mi apparve un clitoride bruno e turgido che onorai di una prima slappata, senti che si agitava
“Siiiiiiiii come inizio non è male” continuai a leccare il clitoride e la vagina a turno mulinello con la lingua all’interno della vagina che si stava allagando del suo succo che senti un po’ aspro, dopo una decina di minuti di questo andazzo lei si girò per prendere in bocca il mio cazzo leccandomi prima le palle, il trattamento mi eccitava e mi infoiavo sempre di più allora passai il medio nei suoi succhi e inizia a massaggiare e poi a premere sul buchetto posteriore, lentamente lo sfintere si aprii e la senti mugolare
“maiale come lo sapevi che mi piace”.
Ormai non ne potevo più non volevo venirle in bocca perché mi era balenata una strana idea iniziai a leccarle il perineo avvicinandomi sempre più alla rosetta e aggiunsi l’indice al medio il suo si sempre più lamentoso mi spinse a continuare.
“zia scendi”
“cosa vuoi fare Mimi”
“hai cercato di ricattarmi e ora voglio vendicarmi”
“no dai.. . leccami ancora non te ne andare”
“non vado via ma voglio fotterti il culo”
“ma sei matto! ! ” ed intanto girò il sedere verso di me
“hai accolto facilmente due dita, ora ti prendi il cazzo”
“è troppo largo, mi sfonderai” ed inizio a strusciare le chiappe sulla mia asta
aveva voglia di prenderlo dietro ma voleva essere forzata così le separai le natiche e le leccai ancora il buchino poi appoggia il mio glande e spinsi, era la prima volta che inculavo una donna e misi forse troppo ardore lei caccio un urlo che mi spavento e stavo per uscirle da dentro quando mi fermo dicendo
“stai fermo, fammi abituare c’è l’hai larghissimo” e inizio ad avvitarsi roteando il bacino sul mio cazzo che vedevo scomparirgli dentro.
quando i testicoli toccarono il suo sedere
” ora puoi muoverti ma inizia lentamente” iniziai a sfilarlo e reintrodurlo dapprima lentamente, intanto raggiunsi il suo clitoride e lo rollai tra le dita
“ma che razza di maiale sei stai rompendo il culo a tua zia e gliela meni pure”.
“zia se tu la porca mi hai teso un agguato, ma visto il risultato ti ringrazio era un po’ che volevo rompere un bel culetto, ed il tuo merita”.
“ma ho anche la fica Mimi”.
“sarà per la prossima volta ora ti voglio sborrare nel culo” e accollerai il ritmo vangandola profondamente.
“siiii.. che scema in tutti questi anni non avevo mai voluto provarlo nel culo”
sentire che il suo culetto era vergine mi fece scattare lo sperma e le inondai il retto mentre lei gridava “brutto porco vengoooo sborrami tutto dentro”
lentamente si accasciò sul letto e io mi sfilai da lei, che risalì verso il mio cazzo e lo pulì a colpi di lingua.
“volevo sentire se era buona, a tua zia è piaciuta, mi hai distrutto e viziato hai un bel cazzo”
“zia se mi prometti di non vedere niente qualsiasi cosa succeda, te ne fornirò in abbondanza”.
“stai tranquillo Mimi ho una fame arretrata, che mi fà diventare cieca”. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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