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L’amore di una donna

Seduto sulla panchina di pietra della stazione ferroviaria sto aspettando il treno per Ventimiglia, finalmente le ferie sono arrivate e vado a riposarmi al mare.
Il mio nome è Vitaliano ma tutti mi chiamano famigliarmente Vito, ho vent’anni appena compiuti e lavoro come contabile in uno studio di amministrazione stabili.
Orfano fin da quando ero piccolo, per aver perso i genitori in un incidente stradale, sono stato allevato con amore dai nonni materni che hanno provveduto anche alla mia istruzione fino al raggiungimento del diploma di Ragioniere.
La mancanza dei genitori l’ho sempre sentita come una sofferenza nonostante l’affetto dei nonni ed il loro prodigarsi nel soddisfare ogni mio più piccolo desiderio fino a viziarmi anche nelle cose più inutili.
Vi lascio immaginare come sia legato ai miei due vecchietti, ma l’affetto della mamma mi è sempre mancato, mi è mancata la presenza e la protezione di una donna giovane che desideravo sentire al mio fianco e che non ho mai avuto.
Il desiderio di questa presenza è sempre stato tale che mi sono legato fin da piccolo con affetto quasi morboso alla moglie di zio Luca il fratello di mia madre.
Ora sto proprio raggiungendo gli zii che mi hanno invitato per le vacanze estive alla loro casa sulla riviera ligure, proprio davanti all’isola di Bergeggi.
Non è la prima volta che vado da loro a passare le vacanze, non avendo avuto figli, mi hanno un po’ adottato e frequento la loro casa, sia di città che al mare come fosse la mia.
Zia Tina é una bella donna alta e formosa e dimostra molto meno dei suoi anni, ha compiuto da poco i quarantaquattro ma è ancora seducente come quando era molto più giovane.
Vi confesso che da quando ho cominciato a guardare le donne con interesse diverso da quello di un bambino, diverse volte mi sono masturbato pensando a lei, al suo corpo sensuale e ai suoi seni giunonici.
Certi suoi comportamenti hanno spesso eccitato la mia fantasia di giovane ragazzo anche se sono convinto che lei non l’abbia mai fatto di proposito, anzi credo che i suoi atteggiamenti siano sempre stati improntati ad una innocente genuinità, fatto è però che spesso esibisce davanti ai miei occhi le sue gambe stupende quando è nell’atto di aggiustarsi le calze, ancora oggi usa calze e reggicalze non amando i collant, oppure i suoi seni turgidi attraverso vertiginose scollature.
Più volte l’ho spiata di proposito rubando queste paradisiache visioni di intimità per poi produrmi al gabinetto in furiose e veloci masturbazioni che mi lasciavano sistematicamente soddisfatto, ma sfinito.
Da alcune confidenze che la zia ha fatto a casa dei nonni, senza sapere di essere ascoltata anche da me, sembra che si senta un po’ trascurata da zio Luca che pare abbia perso parte della sua potenza virile.
Questa notizia, anche se da un lato mi ha dato molto dispiacere per la salute dello zio, dall’altro mi ha concesso nella fantasia di ricoprire un ruolo agognato fin dalla pubertà: sostituirlo a letto con la zia.
Metto fine ai miei pensieri perchè il treno sta entrando sferragliando in stazione, in piedi davanti allo sportello di uscita scruto il marciapiede alla ricerca della figura famigliare.
C’è molta gente in attesa di parenti ed amici, ma non vedo nessuno di mia conoscenza, dovrò prendere un taxi per raggiungere la casa… ma no, eccola!
In fondo presso l’uscita spiccano i suoi capelli biondi ed il viso sorridente.
Il cuore accelera i suoi battiti e non appena il treno si ferma, mi precipito verso di lei trascinandomi a rimorchio una pesante valigia.
è felice di vedermi, è allegra come una ragazzina e mi bacia sulle guance scompigliandomi i capelli con le dita, un vezzo che ha sempre avuto nei miei riguardi.
“Vieni, andiamo alla macchina qui al parcheggio. ”
Mi precede e mentre la seguo ho la possibilità di ammirarla da dietro ancheggiare armoniosa su quelle gambe lunghe e tornite, ancora più belle per l’abbronzatura che hanno preso.
“Lo zio non è venuto perchè sta organizzando un torneo di bridge con amici e vicini di casa, vedrai che pandemonio ha messo in piedi, non ne posso più di avere sempre un sacco di gente per casa. ”
Arriviamo a quella che la zia chiama la sua casina delle vacanze, in realtà è una bella villa su due piani con un ampio giardino intorno.
è appena fuori dal paese immersa nel verde degli ulivi e dalle sue finestre si gode un’ampia panoramica del golfo, da Bergeggi fino a Capo Noli.
Lo zio mi viene incontro per salutarmi e darmi il benvenuto, è tutto preso con altri amici nel dare una sistemazione a diversi tavolini sparsi nell’ampio soggiorno e sulla veranda.
“Te l’ha detto la zia?
Stiamo organizzando un torneo di carte per riempire le serate, siamo più di venti coppie in gara e per un certo tempo ci sarà un po’ di trambusto.
Spero che sopporterai il disagio per il tuo zietto e non darai corda alle lagne della zia che mi sta facendo due… così! ”
Con le mani unisce i pollici e gli indici in cerchio per farmi vedere le dimensioni ipotetiche che avrebbero raggiunto le sue palle, poi con slancio mi abbraccia dandomi piccole pacche sulla schiena.
“Scusa se ora non posso dedicarti maggior tempo, ma va con la zia, ti aiuterà lei a sistemare le tue cose. ”
Rimorchio la valigia al primo piano dove c’è la mia solita camera, la zia è già là e sta sprimacciando il letto che mi ha preparato per la notte.
Mi aiuta a riporre nei cassetti la biancheria e come sempre un brivido mi prende per tutto il corpo quando i miei occhi cadono nella sua scollatura che si apre su quei globi sodi che meravigliosamente vedo muoversi, come fossero animati di vita propria, ogniqualvolta si piega sulla valigia a raccogliere le mie cose.
Cerco di controllarmi perchè temo si accorga del mio turbamento, certo che è dura resistere alla tentazione di infilarle le mani sotto il vestito ed accarezzare quella palpitante visione.
“Ecco ora sei a posto Vito, se hai fame possiamo andare in cucina a fare uno spuntino. ”
Ci avviamo e mentre scendo la scaletta alle sue spalle cerco di sistemarmi l’ingombro che mi si è ingrossato nei pantaloni, ma sono sorpreso dalla zia proprio in questa azione poco educata e frettolosamente mi devo scusare dando la colpa ai pantaloni stretti.
Terminata la cenetta fredda do una mano allo zio che sta terminando di sistemare tavolini e sedie quindi bacio sulla guancia la zia dandole la buona notte e vado in camera mia con gli occhi pesanti di sonno.
Non so quanto tempo è passato da quando mi sono coricato, tutto è sembrato passare veloce come in un sogno se pure così reale, ho aperto gli occhi sentendomi rimboccare le coperte e, incantevole visione, alla luce lattea della luna che filtrava dalla finestra aperta ho visto i seni nudi della zia che mi ballonzolavano davanti al naso.
Anche se in maniera fugace, ho potuto vedere nitidamente i suoi capezzoli così a portata delle mie labbra e, quando si è rialzata, le sue gambe meravigliose e le sue natiche a malapena coperte dalle mutandine di tessuto leggero.
Indossa una camicetta da notte cortissima e trasparente che appena, appena le copre l’inguine e nulla o poco più di nulla lascia all’immaginazione.
Mi arruffa leggera i capelli con le dita nel suo abituale gesto di affetto ed esce silenziosamente dalla stanza lasciandomi con una paurosa erezione.
Mi masturbo subito con gli occhi ancora pieni della visione delle sue forme, immagino i suoi capezzoli nella mia bocca, le mani sulle sue natiche… fra le sue cosce fino a raggiungerla sul sesso e quando la penetro godo… godo nella mia disperazione di non poterla possedere veramente, di non poter veramente accarezzare quelle delizie tanto agognate.
Mi asciugo col fazzoletto che domani dovrò lavare di nascosto per nascondere le tracce della mia passione, poi cerco di riprendere il sonno interrotto, ma resto sveglio ancora per molto, torturato dalle immagini della zia che continuano a tornarmi in mente senza darmi pace.
Rintanato sotto l’ombrellone mi sto facendo ungere di olio solare, ho l’epidermide molto delicata e l’esposizione al sole, giusto il tempo per fare il bagno, mi ha già notevolmente arrossato la pelle.
Mi godo la carezza delle mani della zia e vorrei tanto che mi accarezzasse così per altri motivi.
“Tuo zio è tutto preso con i suoi amici, è più di una settimana che lo vedo e mi parla solo quando è ora di mangiare, ora almeno sei arrivato tu a farmi un po’ di compagnia… non mi lascerai sola anche tu, vero? ”
Mi volto a guardarla nel suo duepezzi azzurro dal quale le straripa il seno:
“Stai tranquilla zia, resterò vicino a te tutto il tempo delle vacanze, lascia pure che lo zio si diverta con i suoi amici, se vuoi usciremo insieme per andare al cinema, a ballare o a cena da qualche parte, sei contenta? ”
“Come sei caro Vito, davvero vuoi così bene alla zia? ”
E mi schiocca un bacio sulla guancia, vicino all’angolo della bocca, ma mi mette subito in difficoltà perchè nel baciarmi mi appoggia il seno contro il braccio e mi ritrovo in un attimo in orbita per quel solo contatto.
Forse sono anche arrossito perchè mi sento tutto avvampare e per distrarre la sua attenzione chiedo dove sia lo zio cercando attorno con lo sguardo.
Lo vedo sotto un altro ombrellone che sta discutendo e prendendo appunti su un blocco di carta, poveretto mi fa quasi pena, avere una moglie così e non riuscire a provarne piacere, magari soffre anche lui per la sua impotenza.
Cerco di scacciare questi pensieri e sorrido alla zia.
“Allora usciamo questa sera? ”
“Va bene dove mi vuoi portare, al cinema? ”
Non sto più nella pelle per la felicità, questa sera staremo insieme da soli e potrò godere della sua compagnia, solo io e lei!
Questa è la donna che avrei voluto vicino come mamma dopo aver perso la mia, anche se ora sono più attirato dalle sue forme procaci che non dall’amore filiale.
Il locale che abbiamo scelto è all’aperto e danno un film di Troisi, c’è poca gente e ci sediamo un poco in disparte dove siamo un po’ più riparati dall’aria fresca della sera.
Senza secondi fini, ma solo per un gesto di affetto, le cingo le spalle con un braccio e la sento abbandonarsi contro il mio petto.
Ho il cuore che batte tumultuosamente per quel contatto e se prima non avevo altre intenzioni, ora che la stringo contro di me comincio a meditare di approfittare dell’occasione per cercare magari un contatto più intimo.
La sfioro delicatamente con la mano che ho appoggiato sulla sua spalla e mi perdo con gli occhi nella scollatura del vestito, se mi chiedessero che film sto guardando non saprei rispondere e infatti neppure ora ne ricordo il titolo.
Le mie dita ora le accarezzano il collo, leggere come il tocco di una piuma le vellicano il lobo dell’orecchio per tornare poi sulla spalla nuda e scendere lentamente sul petto che si muove ritmico in sincronia col respiro.
Assaporo coi polpastrelli, se così si può dire, la carne turgida dell’inizio dei seni, riporto le dita a sfiorarle la gola sulla quale indugio qualche attimo e poi con decisione le tuffo nel solco che separa le mammelle.
“Cosa fai Vito? sei diventato matto? ”
Non grida il suo rifiuto, nè cerca di sottrarsi alla carezza, mi blocca la mano che è tutta dentro la sua scollatura per evitare che vada oltre, ma non si sottrae alla mia invadenza.
Ho la mente confusa e agisco senza rendermi conto delle mie azioni, le scocco un bacio sulle labbra così vicine alle mie e con l’altra mano le accarezzo le cosce sotto il vestito.
“Si zia sono diventato matto! Impazzito per te perchè mi piaci da morire.
Questa notte quando sei venuta nella mia camera credevo di morire per il desiderio e quando sei uscita mi sono masturbato pensando a te, alle tue gambe al tuo seno… ”
Mi prende di sorpresa quando saetta rapida la lingua nella mia bocca, ma non mi da il tempo di replicare:
“Vieni usciamo, non dobbiamo farci notare, in paese mi conoscono. ”
Ce ne andiamo dal locale e la mia mente è sconvolta per gli eventi che si sono susseguiti in così rapida sequenza.
Il cuore mi batte sempre più tumultuoso nel petto, mi rendo conto di non comportarmi certamente bene nei confronti dello zio, ma la natura e la mia giovinezza mi impediscono di prestare attenzione ad un’etica della quale in questo momento non me frega proprio niente.
Usciamo dal paese dirigendoci verso casa per cui temo che la zia ci abbia ripensato o che io non abbia capito nulla delle sue vere intenzioni, ma mi sbaglio.
Senza parlare mi pilota su per un viottolo che si inerpica in collina fra le piante di olivo.
Appena ci troviamo al buio del bosco la sospingo contro un muretto di pietra e la stringo al mio petto baciandola sulla bocca, per un attimo risponde al mio bacio poi mi respinge gentilmente, ma con fermezza:
“Non ancora aspetta, potrebbe passare qualcuno… ci sono delle case li dietro… ancora un poco di pazienza… vieni! ”
Riprendiamo il cammino ed ora abbandoniamo la stradina per inoltrarci nei campi fra gli olivi, ci fermiamo all’ombra di una pianta e ci avvinghiamo come due innamorati che da troppo tempo non si vedono.
Mi perdo col viso fra i seni che ho messo a nudo, succhio quelle tette che da tanti anni ho sognato di baciare, lei ansima sotto il mio attacco e cerca la mia bocca con la sua.
Mi raggiunge saettando la lingua fra le mie labbra che succhia ed esplora con un ardore che non le conosco, non è una donna di più di quarant’anni, è una ragazzina tutto fuoco e pepe che mi imbarazza con la sua irruenza.
In un attimo si sfila il vestito che lascia cadere a terra e mi si offre senza riserve:
“Prendimi Vito, prendimi… voglio essere tua questa sera, mi hai turbata, hai saputo accendermi un desiderio che pensavo di non provare più… ecco baciale… ! ”
Si slaccia il reggiseno che raggiunge il vestito e solleva verso il mio volto le mammelle per farsele baciare.
Affondo il viso in quella carne morbida e soda perdendomi nel sogno che è diventato realtà, ancora duro fatica a credere a quanto mi sta capitando.
La zia mi desidera, vuole essere amata da me, ora non sono più solo il suo nipote preferito, sono anche il suo amante.
Anch’io la desidero follemente, frugo le sue carni e le mie mani scendono per la prima volta ad accarezzarle le reni, le natiche forti e piene che mi nascondono il tesoro così tanto sognato.
Mi inginocchio ai suoi piedi e le faccio scivolare in basso le mutandine che raggiungono il resto della biancheria, lei dischiude le gambe protendendo il ventre verso di me.
Vuole essere baciata nella sua parte più intima e la raggiungo sul sesso che bacio come fosse una bocca.
Spazio nel suo intimo con la lingua, la frugo in ogni anfratto gustando il suo sapore di donna mentre la sento fremere di piacere.
Mi ha afferrato la testa e la tiene premuta sul suo inguine muovendosi dolcemente sulla mia bocca che la sta divorando.
Anch’io la tengo saldamente per le natiche mentre la esploro da dietro con le mani, la penetro analmente con un dito strappandole un grido di piacere e poi la sento raggiungere l’orgasmo che la scompone il mille movimenti incontrollati, mugola il suo piacere gridandomi che vorrebbe morire così mentre la bacio sul sesso.
Si inginocchia anche lei e mi riempie di baci sul viso, mi tiene abbracciato stretto, stretto mentre con le mani mi scompiglia i capelli:
“Caro, caro… quanto ti voglio bene Vito!
Forse ti ho sempre desiderato anch’io e non me ne rendevo conto, ma ora ti voglio amare, voglio essere tua completamente… mi vuoi?
Vieni entrami dentro… dammi il tuo cazzo… ahh come è duro e grosso… ! Prendimi… non indugiare oltre… ! ”
Si sdraia nell’erba trascinandomi su di lei fra le sue gambe spalancate, impugna il mio scettro e lo guida nella vulva dove penetro lentamente per gustarmi quel momento sublime che vorrei non finisse mai.
Corono i miei sogni, i miei desideri inconfessati che mi porto dietro da quando ero ragazzo.
Avvinghiati nell’erba mi muovo dolcemente in lei e la frugo col pene in ogni angolo più remoto della sua natura femminile.
Asseconda i miei movimenti muovendo i fianchi in sincronia poi mi stringe a sè incrociando le caviglie all’altezza dei miei reni e si avventa col pube contro la mazza che le sta martellando l’utero.
“Godo… godo gioia mia! Vieni anche tu insieme a me… resta dentro… godimi dentro… non uscire… ! Ahh cosii… ! ”
Non resisto più, sono al culmine della resistenza e mi lascio andare godendo nel suo ventre, sento sprizzare lo sperma nella sua vagina e fuoriuscire per l’abbondanza colando sulle cosce.
Avverte i getti della linfa nel suo crogiolo d’amore e si esalta in un nuovo parossistico godimento, mi morde sul collo e mi pianta le unghie nella schiena.
Ulula parole senza senso mentre è rapita dall’orgasmo e si agita come un’ossessa impedendomi di abbandonarla troppo presto.
Ora si muove quieta, la furia dei sensi si sta lentamente placando e mi bacia il viso, gli occhi e la bocca.
“Resta così per un po’, non uscire… ti voglio sentire dentro di me. Ah come è stato bello!
A te è piaciuto? Gioia mia non lasciarmi mai!
Voglio essere la tua donna, la tua amante, sempre disponibile ogni volta che lo vorrai… il tuo cazzo è ancora duro… muovilo, chiavami ancora… ti prego fallo ancora…. ahhh come è bello… chiavami! ”
Riprendo a muovermi dentro di lei, sono colmo di una libidine senza freni e la cavalco con forza, la prendo senza alcuna gentilezza con colpi impietosi che mirano solo al mio piacere.
La chiavo come ho sempre sognato di fare durante le mie masturbazioni solitarie, come fosse una troia di strada e non mia zia, solo un corpo da usare per fottere, per il mio unico piacere.
“Sei la mia troia… voglio che tu lo sia… solo per me… sto per godere ancora dentro di te… ”
“Si Vito, lo sarò solo per te, tutta per te… ogni volta che lo vorrai… potrai fare l’amore con me come ti piacerà di più… continua più forte… colpiscimi in fondo sull’utero… ahh come mi piace… spaccami tutta… ahh ti sento, ti sento!
Quanta sborra! Come mi piace… godo ancora!
Non lasciarmi… eccomi amore… godo con te… ”
Ci abbandoniamo esausti, l’uno sull’altra la bacio sulle labbra dischiuse dalle quali esce il respiro affannoso per l’ultimo orgasmo.
Mi sdraio al suo fianco accarezzandole i seni che si sono come svuotati poi prendo dalla tasca dei pantaloni il fazzoletto e cerco di asciugarla come posso.
Lei vuole ricambiarmi il favore, ma non potendo riutilizzare lo stesso fazzoletto ormai completamente intriso dei nostri umori, mi pulisce il pene forbendolo con la lingua.
Sotto l’azione delle sue carezze labiali mi ritorna immediatamente duro, si affretta ad ingoiarlo e lo pompa con le labbra, si stacca solo per dirmi:
“Ti piace? Se ti piace te lo farò tutte le volte che lo vorrai, prima mi hai detto che vuoi che sia la tua troia e queste sono le cose che fanno le troie. ”
Riprende a pomparmi fino a portarmi all’orgasmo, ma quello che ha detto mi fa nascere il timore di averle mancato di rispetto e non appena finisco di godere nella sua bocca cerco di scusarmi.
“Non devi prendermi alla lettera, queste parole sono quelle che si dicono in certi momenti, quando la lussuria prevale sulla ragione, non ho mai pensato veramente che tu lo sia davvero. ”
“Non devi giustificarti, so perchè l’hai detto e ti assicuro che alle mie orecchie quella parola è suonata come un complimento, ecco perchè ti ho detto che se lo desideri saprò esserlo per te ogni volta che lo vuoi. ”
L’abbraccio di nuovo accarezzando il suo corpo meravigliosamente nudo, il pene palpita sul suo ventre anelando un nuovo amplesso, ma dobbiamo riprendere la strada di casa perchè si sta facendo tardi, ci succhiamo le lingue in un ultimo bacio poi l’aiuto a rivestirsi.
Sedute ai vari tavolini da gioco le coppie si stanno cimentando nella prima partita del torneo, svicoliamo senza disturbare al piano di sopra e ci buttiamo sotto la doccia.
Finalmente ho l’opportunità di guardarmi la zia completamente nuda a mio piacere.
“Sei bellissima! Ora mi rendo conto che non solo mi piaci, ma credo di essere sempre stato innamorato di te. ”
Ci asciughiamo a vicenda e andiamo a sdraiarci sul letto in camera mia, accarezzo le sue forme con mano leggera soffermandomi sulle mammelle che sono sempre state il punto principale della mia attrazione.
Mi chino a baciarle i capezzoli e passo la lingua in una carezza voluttuosa vellicandone le punte brune che subito si induriscono.
Le accarezzo il ventre piatto raggiungendo il vello biondo del pube, subito dischiude le cosce per permettere alla mano di raggiungere il centro dei miei desideri, ma non parla, mi guarda in silenzio con quei suoi occhi azzurri che mi penetrano nel più profondo dell’anima e che mi mettono in imbarazzo.
“Perchè mi guardi così e non dici nulla? Sei dispiaciuta per quello che ti ho portato a fare? ”
“No, no! Rifarei tutto da capo, non sono pentita, solo… solo che mi sembra di conoscerti per la prima volta, sto scoprendo di te cose che non avevo mai sospettato, sei così giovane che ho paura di perderti troppo presto.
Sappi fin d’ora che non ti imporrò mai delle catene; so che un giorno tutto questo finirà perchè troverai la tua donna, quella che riempirà la tua vita ed è questo pensiero che è venuto a turbarmi un poco, il motivo del mio silenzio, ma ora non voglio più pensare a quell’evento, voglio vivere questo momento di insperata felicità vicino a te… baciami… tienimi stretta a te! ”
Non è possibile stringere fra le braccia questa meravigliosa creatura ed evitarne le conseguenze, un’erezione prepotente fa ergere il mio bastone ed è un attimo scivolare fra le sue cosce affondando nelle sue carni morbide.
Con la bocca incollata alla sua mi muovo nel ritmo lento che ho imposto al coito, voglio godere a lungo del suo corpo e mi fermo ogni volta che sento innescarsi l’onda che porta al piacere.
Godo nel sentirla godere, è un piacere della mente quello che provo ogni volta che la zia perviene ad un orgasmo, la sto chiavando in ginocchio tenendola sollevata per i fianchi, le mani strette alle sue natiche che sento fremere ad ogni mia spinta, ad ogni mio colpo.
La penetro con la mente lucida per percepire tutto di lei, come se il mio glande avesse la sensibilità delle dita, tasto l’interno della sua vagina, percepisco l’umido delle sue secrezioni, il vibrare ed il contrarsi delle sue pareti interne che a cicli alterni si stringono e si rilassano avvolgendomi il pene in una carezza voluttuosa.
Sottovoce mi sussurra il piacere che sta provando, invoca il mio godimento, vuole sentire il mio seme sprizzarle nel sesso e si aggrappa alle mie spalle piantandomi le unghie nella carne.
Al mulinare delle sue anche rispondo con colpi vibrati con forza maggiore e mi sciolgo in lei, mi annullo nelle sue viscere che riempio di sperma nel momento di supremo piacere.
Riposiamo fianco a fianco, ma all’improvviso un pensiero mi agghiaccia le membra: “Zia… e se ti ho messo incinta? ” Ride con allegria, “Non temere Vito, non lo sai che non posso avere figli? Non è colpa dello zio anche se oggi non gli funziona più tanto bene, sono io che ho la macchina guasta. ”
Rassicurato la bacio sulla bocca cercando la sua lingua, ma ci dobbiamo ricomporre subito perchè sentiamo salire il tono delle voci dei giocatori che probabilmente stanno concludendo la loro serata.
Ci diamo la buonanotte con un ultimo abbraccio e mi corico nel mio letto a luci spente, il sonno mi coglie mentre sto riandando con la mente agli eventi di quella giornata.
Il giorno dopo siamo tutti sulla spiaggia e ogni volta che guardo o parlo con lo zio mi prende il rimorso per quello che ho fatto, ma mi basta guardare la zia perchè tutto passi e riesco perfino a trovarmi delle giustificazioni.
La giornata trascorre pigramente, lo zio frequenta quasi esclusivamente i suoi amici e si dimentica di noi per la maggior parte del tempo, la cosa anzichè darmi fastidio mi dà un senso di sollievo, anzi sono felice perchè così non devo dividere con nessuno le attenzioni della zia.
Durante tutta la giornata non abbiamo avuto un solo momento di intimità e abbiamo dovuto prestare molta attenzione a non eccedere negli atteggiamenti per non dare adito a sospetti o chiacchiere, ma ora che la sera sta scendendo a coprire ogni cosa con le sue lunghe ombre, mi si apre al cuore la speranza di poter rimanere ancora solo con zia Tina.
La cena, volutamente frugale e leggera, è da poco terminata e già arrivano gli ospiti dello zio.
Le varie coppie si siedono ai tavoli assistiti da un paio di persone, che non ho capito bene se fungano da arbitri o da camerieri, per dimostrare un interesse che non ho, mi apposto in piedi alle spalle dello zio ad osservare il gioco che non conosco, ma vengo fermamente, anche se gentilmente, invitato ad allontanarmi e a non disturbare.
Me ne vado con l’anima in festa perchè il loro desiderio autorizza me e la zia a rimanere per conto nostro, non dovremo neppure cercare più delle scuse per le nostre sparizioni.
Esco in giardino con lei e ci portiamo sul retro della casa camminando come se non avessimo di meglio da fare, ma appena siamo fuori della vista di tutta quella gente, entriamo da una porta di servizio e rapidamente saliamo in camera mia.
Mi chiudo la porta alle spalle e faccio girare la chiave nella toppa.
“Non si sa mai. ”
Dico alla zia che ha nello sguardo una muta domanda.
“Potrebbe venire qualcuno a cercarci per un qualche motivo, una precauzione in più. ”
In un attimo siamo l’uno nelle braccia dell’altra, le bocche si cercano affannosamente, le lingue si intrecciano in giochi vorticosi di guizzi repentini, la bacio sul collo strappandole gemiti di voluttà.
Con le labbra dischiuse passo da una parte all’altra del suo viso leccando la carne tenera e profumata, risucchio i lobi delle orecchie penetrandole con la punta della lingua in un bacio lascivo e lei si abbandona fra le mie braccia con gli occhi chiusi e ansante di piacere.
“Ahh Vito, piccolo mio… quanto piacere mi stai donando… il mio nipotino adorato… baciami ancora tesoro, non ti fermare… ! ”
La bacio in bocca frugandole i seni, insinuo la mano nella scollatura sbottonata del vestito e l’accarezzo sopra il reggiseno di velo.
Avverto i capezzoli inturgidirsi e con le dita le faccio sgusciare le mammelle dalle coppe, le bacio golosamente facendo vorticare la lingua sulla punta dei seni, gliele stringo da farle male e torno a baciarle la bocca soffocando il suo ansimare.
Mi accarezza il pene turgido dopo avermi sbottonato i pantaloni, la sua mano mi sfiora lasciva i testicoli e l’interno delle cosce procurandomi brividi mai provati.
Un dito mi esplora dietro lo scroto dove nessuna donna ha mai osato arrivare, mi vellica girando intorno all’apertura anale e questa volta sono io che mi abbandono sul cuscino lasciando a lei l’onere della fatica.
Mi sfila i pantaloni e gli slip e continua la sua carezza, le apro le gambe per facilitare i suoi movimenti soprattutto a quel dito birichino che mi tenta nel punto più remoto.
“Ti piace? – mi sussurra con le labbra sulle mie – Voglio sentirti godere nella mia bocca! ”
Si abbassa sul mio inguine senza darmi il tempo di replicare alla sua decisione e comincia a lapparmi.
La sua lingua mi frulla sul meato e sul frenulo dandomi sensazioni sublimi, la bocca si apre e inghiotte il glande cui fa seguito l’asta che si fa penetrare fin in fondo alla gola.
è una vera regina nell’arte della fellatio, muove le sue labbra su e giù per il pene che ora accoglie nella bocca, ora fa sprofondare nel fondo della cavità orale, non dimentica di tormentare lo scroto e i testicoli con la lingua e mi mordicchia tutto intorno all’asta per poi inghiottirla di nuovo in un continuo senza fine.
Si accorge del piacere a cui sto per arrivare e mi incita a godere:
“Vieni amore vieni… godi nella mia bocca… ti voglio bere, voglio la tua sborra… tutta per me… ! ”
Mi abbandono all’orgasmo che sta per travolgermi e proprio in quel momento il dito birichino mi penetra nell’ano, ricevo come una scossa elettrica che da l’abbrivo alla furia dei sensi, godo con tutto me stesso senza ritegno alcuno, solo pensieri osceni e lussuriosi passano nella mia mente in quel momento:
“Le sborro in bocca… sto sborrando nella bocca di zia Tina… nella sua bocca… ”
La tempesta si placa e mi gusto gli ultimi palpiti di quella lingua che ha saputo darmi tanto piacere, mi lambisce ancora il pene che è rimasto parzialmente rigido e lo ripulisce dalle ultime gocce di sperma.
Ora mi guarda con la soddisfazione negli occhi.
“Ti è piaciuto? Sono una brava troia? ”
“Sei stata semplicemente meravigliosa!
Vieni stringiti a me, ti voglio vicino, sul mio petto. ”
Ci abbracciamo non lesinandoci carezze e bacetti.
“Davvero non fai più l’amore con lo zio? ”
“Da molti anni ormai abbiamo rapporti saltuari, potrei dire trimestrali o anche più, ma mai naturali… da tanto tempo non ha più un’erezione… ”
Lo dice con la tristezza nella voce, è veramente dispiaciuta perchè gli vuole bene, anche se sta facendo del sesso con me non dimentica il suo amore per l’uomo col quale ha condiviso la sua vita.
Con me ha ceduto perchè già esisteva un affetto tra noi, ma con un altro uomo non ci sarebbe mai stata.
“Con lo zio faccio quello che ho fatto a te adesso, ecco perchè ti sono sembrata esperta, la differenza è che devo farlo con un sesso moscio, solo all’ultimo quando capisco che sta per provare piacere, lo stimolo con un dito nell’ano provocandogli un tentativo di erezione e in quel momento gode. ”
“Ma tu resti inappagata, come hai fatto a fare a meno del tuo piacere per tanti anni?
Non sei impazzita dal desiderio? ”
“Impazzita è dire poco… bè a te lo posso dire, ma devi tenere la cosa per te… un piccolo sfogo l’ho avuto anch’io, ma non con un uomo… ”
“Con una donna? Hai avuto un rapporto lesbico… ? ”
Sono elettrizzato dalla notizia che mi provoca eccitazione.
“Si ho fatto l’amore diverse volte con una donna, la conosci perchè te l’ho presentata ieri in spiaggia, è Angela la moglie di Piero un amico intimo dello zio e che ora è giù anche lui per la gara.
è cominciato così per caso, le raccontavo i miei dispiaceri, piangevo… lei mi ha abbracciata, ha cominciato a baciarmi… ed io mi sono lasciata andare.
Ho saputo poi da lei stessa, che ad Angela piacciono anche le donne, spesso fa l’amore con una donna alla presenza del marito che a volte partecipa e a volte no, dipende dalla ragazza.
Anche a me ha proposto più volte un incontro a tre ma ho sempre rifiutato, anche se Piero è un bell’uomo.
Ma non parliamo di queste tristezze, voglio essere felice con te, non mi voglio intristire! ”
Mi bacia ed accarezza con passione, mi scompiglia i capelli baciandomi gli occhi, la bocca e tutto il viso.
“Mi hai davvero resa felice piccolo mio! In cambio di tutta questa felicità mi piacerebbe donarti qualche cosa di significativo… qualche cosa che non sono più in grado di darti, vorrei essere ancora vergine per potermi donare a te… se lo vuoi ti posso concedere solo la mia ultima verginità… mi faresti felice ancora di più se tu lo facessi… ti prego prendimi dietro… sverginami qui… ! ”
Mi prende la mano e se la porta in mezzo alle natiche, accarezzo la carne soda e morbida delle sue rotondità e sfioro con la punta delle dita l’ingresso più stretto, sono eccitato all’idea ma ho paura di farle male, è l’ultima cosa che vorrei e glielo dico.
“Non devi temere gioia mia so che molte donne lo fanno e ne provano piacere, voglio essere tua anche lì… prendimi ti prego! ”
Si gira pancia sotto allargandosi le natiche, l’invito è perentorio, ma prima di tentare la penetrazione la bacio e con la lingua insalivo abbondantemente l’ingresso che sto per violare.
Sospira e mi invita a fare presto, mi vuole dentro di lei e spinge le natiche contro di me che in maniera maldestra spingo senza riuscire a penetrare il fiore bruno del suo culetto.
All’ennesima spinta credo di essere riuscito nell’intento, ma mi ritraggo velocemente perchè grida per il dolore, riprovo ancora ma con scarsi risultati.
“Metti della crema per aiutarti. ”
Il consiglio è valido ma non ho nessuna crema da mettermi.
“Vieni andiamo in camera mia che ho quello che serve, possiamo stare tranquilli che lo zio non salirà di certo. ”
Raccoglie i suoi vestiti e tutti nudi usciamo in corridoio per infilarci velocemente nella sua camera da letto, mi passa velocemente un barattolino di crema per le mani e si pone in ginocchio un mezzo al letto col sedere per aria verso di me.
Le ungo il sedere prima all’esterno e poi entro nell’ano con un dito facendolo scivolare avanti e indietro, quando ritengo sia lubrificata abbastanza bene, mi accosto alle sue spalle e riprendo a spingere. Mi aiuta impugnando lei stessa il pene per guidarlo nella giusta direzione.
“Spingi adagio senza dare colpi… lascia che scivoli dentro lentamente… così… stai entrando… ti sento dentro di me amore mio!
Spingi… adagio, non farmi male… ora sono tutta tua… accarezzami la fica… ahh che bello… ! ”
La scopo nel culo lentamente godendo di quella strada così stretta, anche per me è la prima volta che prendo una donna analmente e mi muovo con un certo imbarazzo non avendo ancora imparato ad usare le giuste posizioni.
Dopo dieci minuti che mi muovo in lei accarezzandole nello stesso tempo il clitoride, la zia comincia a dare i primi segni di apprezzare quella nuova esperienza, mugola e mi invita ad affondare i colpi, credo che stia per raggiungere l’orgasmo…
“Mio Dio! Scusate… ! ”
Ci blocchiamo raggelati, ho il cuore che mi sta scoppiando nel petto e faccio appena in tempo a intravedere una signora bruna che esce richiudendosi la porta della camera alle spalle.
“Angela! Aspetta! ”
La zia con un’agilità insospettata salta giù dal letto e si precipita nel corridoio a bloccare la donna, sento le loro voci concitate, la porta si riapre e zia Tina sospinge in camera l’intrusa. Mi copro come posso con un cuscino, l’imbarazzo è fortissimo, sono completamente nudo davanti a quella signora che ci ha sorpresi nel bel mezzo del nostro rapporto sessuale. “Mi dovete scusare, non potevo sapere… giù mi hanno detto che potevo salire… Tina non potevo immaginare che tu e tuo nipote… ” “Bè ora lo sai e spero che terrai per te la cosa, ti prego non suscitare uno scandalo dal quale non ci ricaveresti nulla di buono… ” “Non preoccuparti Tina, lo sai che in queste cose so essere discreta. Su rilassatevi tutti e due ora! ” Mi guarda sorridendo e ammiccando con complicità “Niente male il tuo nipotino! è proprio un bel ragazzo e ti invidio. Da quanto tempo andate a letto assieme? ” “Solo da ieri sera… è successo così… Vito vado a prenderti i vestiti. ” Quando la zia esce Angela solleva il cuscino che mi copre sbirciandomi il sesso, “Uhmm… ” è il suo solo commento e mi guarda mentre con un dito in bocca mima i movimenti del coito. Veloce come è uscita la zia rientra gettandomi i vestiti. “Quanta fretta! Fatemi approfittare della situazione… , perchè non facciamo una cosina insieme? ” La zia è fuori di sè balbetta e alterna pallori terrei a rossori incredibili che le imporporano il viso. “Non vi sembra che dovreste cercare di farmi vostra complice? Sarebbe la vostra garanzia no? ! ” Non attende risposte che peraltro non vengono, afferra il cuscino che mi copre e lo butta alle mie spalle, chiude a chiave la porta e comincia a spogliarsi.
Scivola fuori dal vestito rimanendo solo con un mini tanga che valorizza la curva dei suoi fianchi, ha gambe lunghe e ben tornite e i seni sono alti e sodi.
Dalla piega dell’inguine fuoriescono ciuffi di peli neri che il triangolino di stoffa non riesce a contenere, la mia attenzione viene magnetizzata da quel punto e Angela se ne accorge.
“Se ti piace il pelo sei accontentato, guarda! ”
Si sfila le mutandine e si accarezza la folta pelliccia bruna che le copre completamente il sesso, il mio sguardo spazia dal suo grembo al viso della zia che è rimasta in silenzio come avesse esaurito tutte le parole.
Cerco invocando con gli occhi un suo parere, un suo cenno di approvazione o di diniego, la chiamo:
“Zia… ! ”
Mi risponde silenziosamente aprendo le braccia e facendo spallucce, è annichilita e non può fare altro che arrendersi agli eventi, Angela capisce e prendendo l’iniziativa si china a prendermi in bocca il sesso.
“è tutto unto! Come mai?
Sei ancora così stretta da aver bisogno di… – Come colpita da luce improvvisa: – Non dirmi che ti stava prendendo di dietro!
Ah amica mia quante cose ti sei decisa a fare tutte in una volta, venite riprendiamo da dove avete interrotto! ”
Abbraccio e bacio la zia sulla bocca mentre Angela mi pompa il sesso, mi succhia e mi manipola con la tecnica di una vera professionista, le sue esperienze, delle quali sono stato informato, si notano in ogni suo atteggiamento.
Quando mi ha riportato al massimo dell’erezione si sdraia supina attirando la zia a cosce larghe sul suo viso, ora è lei a guidarmi il sesso fra le natiche, a puntarlo sull’orifizio anale e ad invitarmi a spingere.
Eseguo con cautela spiando le reazioni della zia, quando sono tutto dentro di lei comincio il coito con movimenti ritmici.
Angela si sposta sul letto infilandosi con la testa fra le nostre gambe, prende il capo della zia fra le mani e le si offre con le cosce spalancate, mentre mi muovo con colpi sempre più profondi riesco ad osservarla leccare la fica dell’amica.
è la prima volta che ho l’opportunità di assistere ad un rapporto lesbico e l’intrigo mi arrapa in modo incredibile, quando poi la lingua di Angela passa dalla vulva della zia a leccarmi le palle è un attimo precipitarmi nel vortice del piacere e godo emettendo grida strozzate.
Sono il solo ad aver goduto e vado in bagno a lavarmi, quando torno per lasciare il posto a zia Tina, Angela a cosce oscenamente spalancate mi invita a leccarle la vulva.
Immergo il viso tra il suo pelame morbido e profumato, non ho mai visto tanto pelo, le ricopre la parte alta del ventre fin quasi all’ombelico e l’interno delle cosce dall’inizio delle natiche fino a serpeggiare tutt’intorno all’ano.
Bacio il suo sesso aprendolo con le dita, per raggiungere la carne di quel fiore devo scostare il pelo coi pollici ed ecco ergersi un clitoride che sembra un piccolo pene.
Fuoriesce dalle labbra carnose e scure della vulva per più di due centimetri, sembra invitarmi ammiccando e lo risucchio in bocca senza ulteriori indugi.
Succhio con gli occhi chiusi, ho nella bocca il sapore delle secrezioni che la vagina secerne per la naturale preparazione all’amplesso, mi piace quel sapore aspro e gustoso nello stesso tempo, ma vengo distratto dal mio piacere dal richiamo della femmina in calore che vuole la sua parte:
“Fottimi ora! Infilami la fica, con forza… spingi più forte che mi piace la violenza, così… ahh se tu avessi un cazzo così grosso da rompermi la fica… mi piacerebbe sentirmi sfondare… e tu Tina vieni sulla mia faccia che voglio leccarti! ”
Assecondo i suoi desideri menando colpi senza riguardo, rialzo il busto per lasciare posto alla zia che si accoccola sul volto di Angela, l’abbraccio e cominciamo a baciarci unendo le nostre lingue.
“Ti piace? – le sussurro – Ti piace farti leccare da una donna? ”
“Si… Angela è brava in queste cose… sa come far godere una donna… ”
“E a te piace leccarla? ”
“Si mi piace… ”
Sono le sue ultime parole, gode nella bocca dell’amica sbavandomi sul collo, anche Angela grida muovendo convulsamente il ventre sotto i miei colpi sempre più violenti.
Io non ho goduto, ma ho l’affanno per l’impegno che ho messo nel scopare Angela, faccio sdraiare la zia e invito l’amica:
“Leccala! Voglio vederti mentre la lecchi! ”
Non se lo fa ripetere e si butta fra le sue gambe, le afferra la vulva con la bocca spalancata come se volesse divorarla, la sua lingua saetta rapida dal clitoride alla vagina, la penetra succhiandone gli umori viscosi poi la vellica tutt’intorno aspirandola rumorosamente con la bocca.
Zia Tina butta le gambe sulle spalle dell’amica e le stringe la testa fra le cosce mentre gode senza ritegno muovendo le anche a scatti, da parte mia ho il pene che mi scoppia da tanto è duro e preso da un impulso irresistibile lo pianto nel culo di Angela affondandolo fino alle palle.
La donna urla con tale forza che mi spavento per quello che ho fatto, ma ho capito male perchè non vuole che mi fermi. ”
Continua, non ti fermare!
Fottimi nel culo… riempimi col tuo cazzo, voglio sentirmi sfondare, avanti spingi più forte… ! ”
La volgarità della donna mi dà un po’ fastidio, ma il suo muoversi col corpo durante l’amplesso è tale che in breve mi porta a godere e rovescio nel suo ano tutta la mia vitalità.
Appena mi sfilo dal suo corpo, con un guizzo si gira verso di me e mi pulisce forbendomi con la lingua.
Si è fatto tardi e ci rimettiamo in ordine per poter scendere nel salone, è durante questi preparativi che Angela si rivolge alla zia: “Tina, perchè non accetti la proposta che ti ho fatto?
Ora so che ti piace farti scopare e non hai più scuse per negarti.
Potresti far partecipare anche tuo nipote e potremmo divertirci un mondo! ”
“Vuoi buttarla fra le braccia di tuo marito? ”
Intervengo perchè sono morso dalla gelosia, non mi va l’idea di vedere la zia scopare con un altro uomo e il tono della mia voce ha palesemente una tonalità risentita.
Angela se ne accorge e mi replica con tono ancora più duro:
“Calma le arie galletto, Tina non è tua moglie non lo dimenticare, anche a mio marito piacerebbe chiavare la tua zietta e credo che tutto sommato piacerebbe anche a lei farsi fottere da lui. ”
“Rimaniamo calmi e non litighiamo, hai ragione di dire che non sono sua moglie, però ora sono la sua donna, la sua amante e credo che questo gli consenta qualche diritto, certamente più che a tuo marito!
Dammi tempo di pensarci, ne parleremo in privato io e Vito e poi ti darò una risposta. ”
Ci lasciamo così un po’ a denti stretti per dedicare la nostra attenzione agli ospiti che poco dopo la mezzanotte si accomiatano.
Dormo male quella notte, continuo a svegliarmi col pensiero ricorrente della zia che si concede a Piero, la sogno che gode nel suo letto mentre io sono impotente nel portargliela via, grido e non mi esce la voce, cerco di colpire il rivale con i pugni ma non riesco mai ad arrivare al bersaglio.
Posso solamente assistere passivo al loro amplesso e, colmo della rabbia, ho il sesso che mi scoppia da tanto è duro, cerco di penetrare la vulva della zia, ma vengo respinto e deriso, perchè, perchè… ?
Mi sveglio che sto urlando, forse è stata la mia stessa voce a svegliarmi, sono madido di sudore e in pieno affanno, maledizione!
Sono incazzato come se tutto quello che ho sognato fosse realmente accaduto, guardo l’orologio, ma sono appena le cinque del mattino e del sonno non c’è più traccia, ho la gola riarsa dalla sete e decido di scendere in cucina per bere un sorso d’acqua.
Sto bevendo davanti al frigorifero quando la zia mi raggiunge e mi scompiglia i capelli col suo solito vezzo:
“Che c’è Vito? Ti ho sentito gridare poco fa, forse non ti senti bene? ”
“No zia sto bene, ho avuto solamente un incubo… un brutto sogno, non preoccuparti. ”
“Ti tormenta ancora la pretesa di Angela? ”
“Lei è la causa che ha scatenato tutto, ma nel brutto sogno c’eri tu!
Tu che facevi l’amore con suo marito e mi cacciavi via quando cercavo di impedirtelo, per questo credo di aver gridato, ma il peggio è stato che mi sono svegliato sessualmente eccitato perchè mi piaceva vederti far l’amore con lui e avrei voluto partecipare anch’io.
è una strana situazione perchè nello stesso tempo sto soffrendo maledettamente, sono geloso di te zia! ”
“Non pensarci più ora, ne riparliamo domani mattina con calma. ”
Mi bacia sulla bocca scompigliandomi ancora i capelli con le dita e mi rispedisce a letto con le parole di affetto che avrebbe usato una madre col proprio figlio.
Sono quasi le dieci e siamo appena arrivati in spiaggia, seduto ai piedi dello zio sotto l’ombrellone sto ascoltando una cassetta di musica attraverso le cuffie, la zia mi interrompe inginocchiandosi vicino a me:
“Vito non è che porteresti la tua zietta a fare un giro in moscone? Ho voglia di prendere un po’ di sole sul mare, andiamo? ”
“Andate, andate! – interviene lo zio – Un po’ di remo non può farti che bene. ”
Appena usciamo in mare la zia mi sorride
“è l’unica maniera che abbiamo per poter parlare in pace senza essere disturbati, allora mio bel gelosone, cosa ti succede?
Ti peserebbe davvero così tanto se dicessi di si a Piero e sua moglie?
Anche a me non va per nulla l’idea di andare a letto con lui, ma Angela ci tiene per i capelli dopo quello a cui ha assistito ieri. ”
“Può darsi zia, ma se lei può andare a raccontare in giro di noi, a nostra volta possiamo sputtanarla nel suo ambiente e non so fino a che punto se ne può fregare. ”
La zia è pensierosa e non mi risponde subito, è evidente che sta ponderando il pro e il contro.
“Metti il caso che se ne freghino e che spifferino tutto allo zio, sai che casino ne viene fuori?
Io come minimo me ne dovrei andare di casa e anche i nonni caccerebbero te per quello che hai combinato al loro figlio. ”
“E allora devi per forza farti sbattere da Piero? Anche se non ti piace? ”
“Non ho mai detto che non mi piace, è solo il loro modo di fare che non mi va. Hai visto anche tu come si comporta la moglie, se Piero mi avesse fatto un po’ di corte o usato qualche parola gentile per farmi sapere che mi desiderava, forse gli avrei detto di si già da tempo, ma invece no, lui manda avanti la moglie con questi viscidi ricatti.
Se vogliamo uscire da questa situazione senza subire danni credo proprio che dovremo accettare, però dovrai essere d’accordo anche tu, altrimenti… sia fatta la volontà di Dio. ”
Adesso tocca a me essere pensieroso, è vero che Angela mi ha fatto girare le palle col suo comportamento, però non mi dispiacerebbe scopare ancora con lei e da quanto ho capito anche alla zia, tutto sommato, andrebbe bene andare a letto col marito.
“Va bene se sei convinta che sia opportuno accettare e che questa sia l’unica via d’uscita, sono con te, ti chiedo solo che il rapporto con quelle persone non diventi un’abitudine… io ti voglio solo per me! ”
Si china verso di me per darmi un rapido bacio sulle labbra e mi invita a non pensarci più per il momento, giro col moscone intorno allo scoglio di Bergeggi e poi mi dirigo alla nostra spiaggia.
Verso mezzogiorno Angela ci raggiunge al nostro ombrellone e ci invita a fare due passi lungo il bagnasciuga.
“Allora ne avete parlato? ”
“Si, siamo d’accordo ad avere un incontro – le risponde la zia – ma uno solamente e che poi non se ne parli più, inoltre non a casa nostra, meglio lontani da mio marito. ”
“Vediamo… siccome anche Piero è impegnato tutte le sere col torneo di carte… vi andrebbe bene il pomeriggio a casa nostra? Magari anche oggi. ”
La zia mi guarda ed io mi stringo nelle spalle per farle capire di fare come meglio crede.
“Va bene oggi, diciamo alle tre? ”
“Vi aspetto con ansia! A più tardi. ”
La guardo allontanarsi ancheggiando nel suo bichini nero che le fa risaltare le forme piene delle natiche e delle gambe lunghe e affusolate, sarà anche antipatica ma senz’altro è una gran bella donna.

Con la macchina della zia ci inerpichiamo su una strada in salita che ci porta ad un gruppo di villette poste quasi in cima alla collina che sta alle spalle di Spotorno.
Siamo accolti con gentilezza in un ambiente dove il lusso si spreca ed è ostentato a tal punto da dare fastidio, Angela chiude a chiave la porta d’ingresso e ci guida al piano superiore.
Entriamo in una stanza dove l’arredamento è fatto apposta per certi tipi di incontri, tappeti e cuscini sono disposti ovunque e al centro della camera troneggia un letto circolare a dir poco gigantesco.
Piero, in veste da camera, ci attende mollemente sdraiato su dei cuscini e ci invita a raggiungerlo per bere un drink.
Ci sediamo a nostra volta su dei morbidi piumoni rivestiti di raso di seta e sorseggiamo il brandy impacciati per tutta quella messa in scena, per quanto mi riguarda mi aspettavo una cosina alla buona tipo: ci buttiamo su un letto e ci diamo da fare fino a che durano le forze e poi addio e chi sè visto, sè visto.
Quella teatralità mi ha invece colto alla sprovvista e giro fra le mani il bicchiere senza sapere che pesci prendere.
Per fortuna Piero prende l’iniziativa e rompe il gelo che si è formato:
“Ora tu Tina ti metti qui in ginocchio davanti a me e ti fai spogliare da Angela, ti voglio vedere mentre ti masturbi… e tu – si rivolge a me – ti spogli e ti dedichi a mia moglie, farai quello che ti dice. ”
Eseguiamo i desideri del padrone di casa come bravi scolaretti, in un attimo sono nudo e mi sto dando da fare coi seni di Angela che vuole essere palpeggiata.
Piero fa dischiudere le gambe alla zia e le chiede di toccarsi fra le cosce:
“Masturbati davanti a me… così entra con le dita nella vagina, muovile più velocemente… guardami anch’io me lo sto menando per te… guardami il cazzo, ti piace… ? ”
Le esibisce un randello di tutto rispetto e lo agita con energia.
Il satiro mi sorprende, non so perchè, ma mi ero fatto l’idea che fosse mezzo impotente e invece ha una stanga che farebbe felice la più difficile delle donne.
Le dita della zia frullano veloci in mezzo al vello serico che le nasconde la vulva, Angela la bacia e le accarezza le mammelle e si cominciano ad udire i primi sospiri di piacere anche perchè pure io le sto accarezzando la vagina tormentandole il clitoride.
Piero è accovacciato sui talloni fra le cosce di Tina, usando entrambe le mani le accarezza la pelle vellutata delle gambe con movimenti leggeri, parte dalle ginocchia per arrivare ai fianchi, le sfiora le natiche per ridiscendere sulle cosce e quindi risalire al sedere.
Ora le chiede di portare le mani dietro alla testa, sulla nuca e Angela l’aiuta a piegarsi all’indietro fino a farle appoggiare la schiena su un cuscino.
In quella posizione è tutta divaricata e aperta alle attenzioni dell’uomo che si china sul suo ventre a ricoprirlo di baci, passa la lingua intorno all’ombelico e in mezzo al pelo del pube dove si sofferma a mordicchiare il monte di Venere.
Noto con disappunto, perchè sono roso dalla gelosia, che Piero ci sa fare, sa come far godere una donna e nello stesso tempo come trarne piacere dal suo corpo.
La zia gode e si abbandona al piacere lubrico di quelle carezze che le tormentano il sesso, anche lei si avventa con la lingua fra le cosce di Angela che le si è accosciata sul viso e le affonda la lingua nel taglio della vulva in un bacio saffico senza fine.
Angela mulina le anche per offrire tutta la fica alla lingua di Tina e geme, geme di piacere e mi attira contro le sue natiche afferrandomi per il pene che mi è diventato così duro e teso da farmi male.
“Infilami! ”
Mi grida tra un mugolio di piacere e l’altro.
“Mettimelo nel culo! Così… !
Spingilo più in fondo che puoi… !
Ahh come è bello… come mi piace… !
Sai quanti uomini mi hanno già presa di dietro… ?
Tanti! Un numero incredibile… hanno goduto tutti nel mio culo per la gioia mia e di Piero… ”
Farnetica, ma il suo modo di fare da puttana è arrapante, la sua volgarità ancora una volta mi dà fastidio ma nello stesso tempo acuisce la mia libido verso di lei e sento nascere in me il desiderio folle di profanarla, di violare la sua intimità più nascosta, di sporcarla, umiliarla e fotterla!
Non mi riconosco più, mi sto comportando come un marinaio sbarcato in un bordello dopo mesi di navigazione e senza rendermene conto sto facendo proprio quello che lei e suo marito speravano che facessi.
“Vito… Vito… ”
La voce della zia mi raggiunge frenando il mio impeto ed evitandomi di raggiungere l’orgasmo troppo presto.
“Bambino mio… non credevo potesse piacermi così… ”
Parla a fatica perchè Angela, mentre la sodomizzo, si agita ancora sulla sua bocca, ma è evidente come il piacere si sia impadronito di lei, Piero l’ha penetrata e la possiede con colpi lunghi e profondi, penetra in lei quasi con violenza urlandole parole oscene che anzichè offenderla accrescono il suo piacere.
Rantola e urla nel momento del godimento, agita convulsamente il ventre andando incontro ai colpi dell’uomo che subito la raggiunge e gode assieme a lei scaricando il suo seme nel profondo della vagina.
Mentre Piero si agita ora quietamente nel ventre della zia, Angela si stacca da me e sdraiatasi supina mi attira sul suo corpo per farsi penetrare nella vulva.
“Dammi la tua sborra… inondami… ahh bel porcone chiava la tua vacca… guardami Piero come mi piace fare la troia… ahh… ! ”
Sto per goderle nel ventre, ma lei se ne accorge un attimo prima e con una spinta che mi coglie di sorpresa mi butta di lato e si getta assetata sul mio grembo, mi prende il pene fra le labbra e mi fa morire nella sua bocca che riempio di sperma.
Sono passate tre ore quando stremati riprendiamo la strada per tornare a casa, sono le sei passate e lo zio ci starà senz’altro aspettando con apprensione perchè un ritardo potrebbe portare scompiglio all’inizio delle gare di quella sera.
Per fortuna tutto va per il meglio e lo zio non obbietta per la nostra prolungata assenza, è completamente preso dagli impegni organizzativi del suo torneo e sembra ignorarci completamente.
La serata trascorre tranquilla, io e la zia usciamo a fare due passi sul lungomare, ma rincasiamo presto per andare a riposarci delle fatiche del pomeriggio.
Il mattino dopo siamo soli in spiaggia, lo zio non si è visto e Angela, che abbiamo visto passare, ci saluta da lontano ma non viene a disturbarci.
Rientriamo per il pranzo, la zia prepara due spaghetti al pomodoro e un po’ di affettato, si mangia velocemente ed in silenzio.
Lo zio tiene gli occhi bassi sul piatto che ha davanti e non proferisce parola, si intuisce che debba avere dei problemi e la tensione che serpeggia è tale da farci star male.
“Tina, ci prepari i caffè e ce li porti in sala per favore? ”
Mentre sorseggiamo la bevanda lo zio accende il televisore e fa partire il videoregistratore.
Io e la zia restiamo di gelo, le scene che appaiono sul video ci riguardano direttamente e sono le riprese di quello che abbiamo fatto il giorno prima in compagnia di Piero e Angela.
La zia è impallidita e non proferisce parola, per quanto mi riguarda ho il cuore come stretto in una morsa e faccio addirittura fatica a respirare.
Bastardi!
Ci hanno ripresi a nostra insaputa e sputtanati davanti allo zio, ma ve la faccio pagare!
Ahh se pagherete!
Lo zio continua a sorseggiare il suo caffè e guarda in silenzio le scene che man, mano si stanno svolgendo sul video.
“Luca… ”
Tenta di intervenire la zia, ma lui senza parlare la zittisce col gesto della mano e continua a visionare il filmato.
Figli di puttana!
Ma perchè l’hanno fatto?
Cosa ci hanno guadagnato?
Che interessi potevano avere?
Di sottecchi guardo la zia che si tiene il viso tra le mani che le tremano visibilmente per l’apprensione.
Quando fa il gesto di alzarsi per andarsene, lo zio la blocca con un comando secco che non ammette replica:
“Siediti e guarda! ”
Poco dopo spegne il video e ci guarda negli occhi, ormai sono preparato alla sfuriata, davanti a quella prova così evidente non abbiamo neppure una possibilità di giustificarci.
“La cassetta dura quasi tre ore e sono tutte scene come quelle che abbiamo appena visto!
Mi avete veramente sorpreso, tutti e due!
E chi se lo sarebbe mai immaginato che mio nipote si sarebbe portato a letto sua zia… e non solo quello, se la porta anche in giro a fare i numeri con i miei amici come una vera baldracca!
State zitti! Ora parlo io!
Credo che a questo punto, Vito… credo tu sappia della mia situazione sessuale, diciamo così anomala, la zia ti avrà di certo raccontato tutto, quello che non sai, anzi che non sapete, è che ho cercato di trovare uno sfogo al mio desiderio sessuale appoggiandomi ai miei due amici dei quali ero a conoscenza dei loro gusti particolari.
Hanno sempre cercato di aiutarmi con i loro giochini che sembra siano le uniche esperienze in grado di darmi una certa virilità, per questo Tina ho intrigato per farti sedurre da Angela, per cercare poi, tramite suo di coinvolgerti anche con Piero.
Ero deluso perché hai sempre respinto le sue attenzioni, ma ora la grande sorpresa: dove hanno fallito loro c’è riuscito mio nipote!
La cassetta che abbiamo visto non l’ho commissionata, Angela e Piero hanno fatto tutto di loro iniziativa sapendo però di farmi cosa gradita.
A questo punto spero in una cosa sola… e lo spero intensamente!
Il vostro rapporto non deve finire, voglio che prosegua ancora, ma desidero essere spettatore partecipe delle vostre effusioni. ”
Se nella stanza prima c’era solo silenzio e gelo, ora è anche peggio, una confusione di pensieri mi fa scoppiare la testa, ma la realtà è una sola: mi sono ritrovato uno zio guardone che a conoscenza della situazione tra sua moglie e me vuole partecipare, non so ancora bene come, ad un eventuale triangolo.

è arrivato l’autunno, ho lasciato la casa dei nonni per trasferirmi a casa degli zii.
Ora vivo felice con loro e quando io e la zia ci amiamo, zio Luca assiste su una poltrona ai nostri amplessi.
Poveretto!
E’ l’unica maniera che ha, anche se triste, di dare sfogo ai sui desideri. FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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