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Le figlie del dottore

Il mio dottore ha due figlie stupende, Silvia ed Elena, rispettivamente di 25 e 23 anni, con la passione della bicicletta da corsa.
Spesso mi è capitato di incontrarle lungo le strade della nostra campagna e di ammirare i loro culetti fasciati dai pantaloncini elasticizzati da ciclista ed altrettanto spesso mi è capitato di fantasticare con i miei amici, su come potessero essere mentre scopavano.
Un giorno mentre insieme ad un amico giravo senza meta in macchina, le abbiamo incontrate in aperta campagna sul ciglio della strada e vedendoci arrivare ci hanno fatto segno di fermarci.
Accostatici, ci hanno chiesto se per favore avessimo potuto riportarle in città con l’auto poiché una delle due biciclette aveva la catena spezzata ed era quindi impossibile proseguire.
Abbiamo così caricato le biciclette nel bagagliaio della macchina (fortunatamente ho una station wagon) e le abbiamo riaccompagnate in città.
Ci siamo recati in periferia, in un fondo dove tengono le biciclette, quindi le abbiamo aiutate a scaricarle ed a portarle dentro.
All’interno del fondo, era ricavato un angolo dove venivano tenute le bici e dietro ad una parete in cartongesso vi era uno spogliatoio ed un box doccia dove loro, dopo le loro gite in bici, evidentemente si cambiavano.
Subito abbiamo notato un finestrino che dava proprio sullo spogliatoio e guardando il mio amico, ci siamo subito capiti…quello sarebbe stato un ottimo punto di osservazione per gustarci i corpi di quelle due splendide ragazze.
Dopo che ci hanno ringraziato e salutato, ci siamo allontanati in auto, ma solo di pochi isolati per parcheggiare, quindi siamo tornati nei pressi del fondo per cercare di arrivare a quel finestrino prima che iniziassero a cambiarsi ed a fare la doccia.
Per raggiungerlo abbiamo scavalcato un basso muro di cinta che portava ad un orto incolto, il che era l’ideale, nessuno ci avrebbe disturbati.
Ci siamo affacciati proprio mentre Silvia, la più grande, incominciava a spogliarsi per entrare nella doccia, mentre Elena sistemava la sua bicicletta.
Silvia è poi entrata nel box doccia e noi attraverso i vetri satinati vedevamo quel corpo perfetto muoversi e sentivamo i nostri cazzi ingrossarsi nei pantaloni.
Dopo pochi istanti è arrivata anche Elena ed ha cominciato a spogliarsi anche lei, rimanendo solo con un minutissimo perizoma, in attesa che la sorella finisse la doccia.
Noi eravamo eccitatissimi…i nostri cazzi stavano scoppiando dall’eccitazione ed io non ho potuto fare a meno di tirarlo fuori ed incominciare a farmi una sega, subito seguito dal mio amico Paolo.
Mentre loro, ignare di essere spiate si spogliavano e si facevano la doccia, noi ci trovavamo fuori a spiarle ed a farci una sega.
Dopo che quelle visioni ci hanno fatto sborrare, ci siamo gustati lo spettacolo fini in fondo, quindi ci siamo allontanati non vedendo l’ora di raccontare agli amici del bar l’accaduto.
Nessuno voleva credere alla storia così abbiamo deciso di scattare alcune foto per dimostrare che dicevamo il vero e così, dopo alcuni giorni, viste le due ragazze in bicicletta, ci siamo appostati dal finestrino in attesa che rientrassero, per scattare alcune foto.
Dopo una trentina di minuti di attesa, Silvia ed Elena sono arrivate ed ai nostri occhi si è ripresentato lo spettacolo di quei due corpi nudi, ma questa volta, prima di farci la nostra sega, abbiamo scattato un intero rullino da 24 foto, alle due ragazze.
Alcuni giorni dopo ci siamo presentati al bar con la prova di quello che avevamo raccontato ed abbiamo mostrato le foto ai ragazzi della compagnia, i quali hanno molto apprezzato la visione delle due splendide ragazze nude e mentre facevano la doccia.
Ad un ragazzo della compagnia è poi venuta l’idea che oltre che ammirare le due ragazze in foto o dal finestrino, sarebbe stato interessante anche poter mettere le mani su quegli splendidi corpi, magari usando le fotografie proprio come arma per convincere le due ragazze.
Abbiamo studiato così un piano che prevedeva di far pervenire alle ragazze le fotografie minacciandole di farle girare tra i ragazzi della città, se non fossero state gentili con noi.
Messo in atto il piano, dopo alcuni giorni ci siamo presentati al fondo in sei per vedere se le ragazze fossero interessate ad uno scambio di favori…noi le avremmo dato le foto in cambio di un paio d’ore di divertimento!
Dopo il loro arrivo dal solito giro in bicicletta, abbiamo bussato alla porta del fondo, con in mano le restanti fotografie ed i negativi del rullino.
Ad aprire la portiera venuta Silvia, la quale vedendo in mano la busta delle fotografie, ci ha fatto entrare senza neppure il bisogno di chiederlo.
Una volta dentro, da dietro la paratia è spuntata anche Elena ed è stato a quel punto che noi abbiamo avanzato le nostre richieste…negativi e fotografie, in cambio di un pompino a testa.
Le ragazze a quel punto ci hanno minacciato di denunciarci nel caso non gli avessimo dato immediatamente foto e negativi, ma si sono poi subito rese conto che non c’era niente da fare, se volevano le foto, doveva stare al nostro gioco, cosi dopo pochi minuti ci siamo ritrovati tutti col cazzo fuori e le due ragazze inginocchiate a pomparci a turno, fino a sborrargli in bocca ad uno ad uno, obbligandole a bere tutto.
Una volta finito tutto le ragazze hanno riavuto le loro fotografie ed i negativi come promesso, ma noi ce ne siamo andati con la promessa di tornare a trovarle.
Dopo qualche giorno il finestrino che dava sull’orto, era chiuso e con i vetri satinati! FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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