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L’esame di maturità

Finalmente l’anno scolastico era terminato, ma le fatiche erano ancora lontane dal terminare. Infatti quell’anno dovevo sostenere gli esami di maturità e così i miei genitori mi mandarono a casa dei miei zii, che abitavano in colina, affinché potessi stare più tranquillo e potessi studiare in maniera serena. Figuriamoci: in maniera più serena lontano dalla mia ragazza e costretto così a sfogarmi da solo. Comunque ho ubbidito. I miei zii erano persone molto tranquille, giovanili. In particolare mia zia, la sorella minore di mia madre, 42 anni ben portati e, me ne accorgerò dopo, molto disinibita. Io avevo 19 anni e gli ormoni alle stelle. Mia zia Piera era molto affettuosa e devo dire che dopo qualche giorno, nelle mie masturbazioni notturne, appariva sempre più spesso nei miei sogni. Una morettina ben proporzionata, una ragionevole terza, penso, di seno ed un culo da favola, sempre avvolto in fuseaux molto aderenti che lo mettevano in splendido risalto. Dopo una settimana che mi trovavo a casa sua e mio zio, come tutti i giorni era a lavorare, mi è venuta una voglia incredibile di farmi una sega. Non riuscivo più a studiare e più che il pensiero della mia ragazza, mi eccitava il pensiero di mia zia che immaginavo nuda pronta a soddisfare tutti i miei desideri. Così, convinto di essere solo in casa sono andato in bagno e col cazzo sul lavandino ho iniziato a masturbarmi lentamente. Un su e giù particolarmente intenso e mentre il mio cazzo diventava sempre più grosso la mia eccitazione diventava sempre più grande. Quando oramai ero prossimo ad una colossale sborrata sentii dietro di me una voce:
“e bravo il mio nipotino che si sega davanti allo specchio”. Il cuore mi si fermò e dallo spavento anche il cazzo perse la sua tensione. Mia zia intanto si avvicinò a me e accarezzandomi mi disse:
“non ti devi preoccupare, ma lascia fare a me che sono più esperta di cazzi”. Detto questo mi prese in mano il cazzo e mentre iniziava, anzi continuava a masturbarmi con la lingua mi leccava il collo. In poco tempo il mio cazzo era ritornato duro come il marmo. Io invece di approfittarne rimasi impietrito, incapace di spiaccicare una parola o di fare un qualsiasi gesto. Nel frattempo Piera continuava a masturbarmi strusciandosi contro di me. Non resistetti a lungo e dopo breve tempo eruttai una grande quantità di sperma che finì in gran parte nel lavandino ed in parte sulla mano di mia zia. Dopo avermelo scrollato per benino si allontanò, senza dire niente, ma dallo specchio vidi che leccava lo sperma che si era depositato sulla sua mano. A sera andai a cenare, con la speranza che lei non dicesse niente a mio zio. Ed infatti non disse niente anche se, quando mi guardava, continuava a sorridere. Dopo cena ci sedemmo sul divano a guardare un po’ di televisione, ma il mio imbarazzo non mi permise di stare più a lungo, così con una scusa dissi che andavo a letto. Dopo neanche mezz’ora sentii bussare alla porta della mia camera. Un “avanti” con voce tremolante fece aprire la porta ed il cuore mi balzò ancora in gola, come nel pomeriggio. Apparve mia zia Piera con una camicia da notte corta, trasparente e aderente. Non portava il reggiseno e le sue tette mi apparivano maestose. Potevo vedere i suoi grossi capezzoli che spingevano sulla leggera stoffa e potevo vedere chiaramente le sue mutandine che trasparivano dalla camicia da notte. Con naturalezza chiuse la porta e si sedette sul letto e mi disse
“come sta il mio nipotino? O meglio come sta il suo bel cazzone? ” Detto questo appoggiò la sua mano sulle mie mutande e con un bel massaggino me lo fece diventare duro come il marmo. Nel frattempo lei allargò le gambe e così ebbi in bella vista quelle mutandine trasparenti che a malapena nascondevano un folto cespuglio di peli neri. Senza dire niente mi abbassò le mutande ed il mio cazzo svettò dritto e duro come un bronzo di Riace. Sempre senza proferire parola mia zia iniziò a menarlo. Su e giù soffermandosi ogni tanto sulla cappella turgida. Io stavo fermo, inconsapevole di quanto stava succedendo. Ad un certo punto mia zia mi disse
“allora oggi ho fatto un favore io a te, questa sera devi farlo tu a me”. Detto questo appoggiò la sua lingua sulla mia cappella e roteandola iniziò un lento massaggio. Poi iniziò a leccarmi tutta l’asta, fino alle palle che prese in bocca ad una una succhiandole voluttuosamente. La mia mente era annebbiata, ma questo non mi vietò di allungare una mano in mezzo alle sue cosce, palpandola prima delicatamente e poi più violentemente. Tastai le mutandine e le trovai fradice di umori. Misi una mano sul suo senso, ma lei mi fermò. Si alzò e si sfilò la camicia da notte. Io dissi, o meglio balbettai
“e lo zio? ” e lei sorridendomi
“non ti preoccupare, è uscito con gli amici e non rientrerà fino a notte fonda”. Presi coraggio e mi alzai dal letto. Mi sfilai le mutande e l’abbracciai incollando le mie labbra sulle sue. La sua lingua cercò vorticosamente la mia. Non so quanti minuti trascorsero, ma senz’altro più di quanto mi possa immaginare. Le mie mani stringevano il suo culo e finalmente i miei sogni si avveravano. Dopo mi prese per mano e mi condusse nella sua camera da letto. Si sfilò le mutandine mostrandomi una fica mostruosamente pelosa. Poi si sedette e iniziò un pompino che non avrei mai immaginato.
“Si dai succhiamelo, mordimelo, fammi godere, fammi sentire la tua lingua” Oramai tutte le inibizioni erano finite. Ad un certo punto mi allontanai da lei e la spinsi sul letto. Le allargai le gambe e mi tuffai su quella fica pelosa e bagnata. Inizia a leccare e mi ritrovai un folto ciuffo di peli in bocca. Bagnati, fradici della sua sborra. Leccai vorticosamente finche sentii un timido
“vengo, vengo, vengo”. Sentii mia zia rilassata, ma dopo neanche un minuto si alzò da letto e con aria un po’ stralunata mi disse
“non credere, questo è solo l’inizio”. Si buttò sopra di me e prendendo il mio cazzo con una mano se lo indirizzò nella fica. Il cazzo entrò velocemente, vista la copiosa lubrificazione della sua fica. Questa volta non resistetti a lungo e sborrai direttamente dentro di lei, inondandole l’utero di sborra calda. Ci sdraiammo l’uno accanto all’altro, ma subito lei mi prese il cazzo in bocca. Si posizionò sopra di me, offrendomi la sua fica ancora grondante della mia sborra. Leccai, incurante di ingurgitare anche il mio seme, poi passai al buchetto del culo che trovai stretto ma non inviolato. Lo slinguai per benino e poi iniziai a penetrarlo, prima con uno e poi con due dita. Intanto mia zia ha mollato il mio cazzo. Le sue parole
“dai sfondami, rompimi il culo, mi piace prenderlo in culo, trattami come una puttana, trattami da troia” mi eccitavano ancora di più. Con un balzo la feci girare e poi con un sol colpo la inculai di brutto, spingendole nell’intestino tutto il mio cazzo. Mentre la pompavo lei si masturbava e con il bacino indietreggiava aumentando così la portata dei miei colpi nel suo culo. Venne dimenandosi come una vera troiana, e dopo un minuto di rilassamento estrassi il cazzo dal suo culo ed avvicinatolo alla sua bocca Piera non fece altro che inghiottirlo come fosse il migliore dei dolci. Era un po’ sporco di feci, ma lei non ci fece caso. Dopo averlo ripulito iniziò il migliore dei pompini mai avuti che culminò in una sborrata colossale nella sua bocca. La zietta inghiottiva tutta la sborra e quel poco che le usciva dalla bocca la raccoglieva con un dito per poi succhiarlo avidamente. Eravamo sfiniti, ma contenti. Dopo un po’ di tranquillità mi confessò che erano anni che non si divertiva in questo modo. Mi disse che mio zio era un tradizionale tipo una botta e via. Niente pompini, niente inculate, la solita e classica scopata dove lui sborrava dopo 15 secondi. Mi confessò che da giovane lei le aveva provate tutte, ma col matrimonio ha docuto lasciare tutto il ben di Dio. Ma la cosa che più mi ha lasciato perplesso è stato quando mi chiese
“Ti sono piaciuta? Ti piacciono le donne disinibite che si fanno fare tutto, insomma ti piace come faccio la puttana? ” Dissi senz’altro di si, ed allora lei mi disse
“allora ti piace anche tua mamma, mia sorella, perché lei lo è stata, ma ti assicuro lo è ancora più troia di me”. Detto questo, senza lasciarmi diritto di replica mi diede un bacio profondo in bocca. Nei giorni seguenti non chiesi più niente di quella sibillina frase, anche se nella mia mente frullava sempre un tarlo: immaginare mia madre più troia di mia zia. Continuammo a scopare tutti i giorni quando mio zio non c’era, ma purtroppo arrivò anche l’ultimo giorno. I miei genitori venivano a prendermi alla sera e così, nel pomeriggio, approfittammo per farci l’ultima favolosa scopata. Dopo esserci rilassati mia zia mi diede una video cassetta, facendomi promettere che l’avrei guardata solo dopo l’esame di maturità. Vennero i miei genitori a prendermi e, credetemi, nonostante fosse vestita, mi immaginai mia madre completamente nuda. Ci salutammo e mia zia Piera mi sussurrò, baciandomi su una guancia
“spero non ti dimenticherai della mia fica e del mio culo e che in futuro potremo divertirci ancora insieme” I miei genitori come al solito avevano avuto ragione. La “tranquillità” della casa di mia zia si era rivelata un ottima occasione per prendere un ragionevole 58/60 agli esami di maturità. Naturalmente pensavo ancora a quella video cassetta, anche se immaginavo già cosa contenesse. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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