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L’esame

Ciao sono Stella e vorrei raccontarvi una mia esperienza vissuta all’Università. Era un periodo difficile in quanto avevo un grosso problema con un esame che proprio non riuscivo a superare, era una materia che, in quel momento, proprio non riuscivo a capire ed a studiare. Tuttavia era un esame importante in quanto mi bloccava l’accesso ad altri corsi di studio e quindi dovevo necessariamente superarlo e questo a tutti i costi. Comunque provai un paio di volte a studiare ed a fare il compito scritto ma in entrambi i casi i risultati furono talmente scarsi che alla fine piansi di rabbia per un giorno intero. Nel bel mezzo della mia disperazione un pensiero cominciò ad introdursi nella mia mente: “E se circuissi il professore? Sì certo, ma con cosa non con denaro …. sì ci sono con LA FICA”. Questo pensiero divenne per una settimana intera un chiodo fisso nella mia mente ed alla fine decisi finalmente di provare. Devo premettere che non sono poi così male e a quell’epoca ero una discreta ragazza, alta 1. 72 bionda, longilinea con un buon fisico e con un seno prosperoso (porto la quarta misura), sicuramente non ero una top-model ma comunque facevo la mia degna figura. Oltretutto si era d’estate e quindi questo avrebbe favorito non poco il mio progetto. Il professore era un brav’uomo di circa 50 anni, non aveva nessun fascino particolare ma anzi era un tipo non molto alto, esile all’apparenza insignificante anche se però devo dire che mi risultava molto simpatico. Decisi quindi di mettere in atto il mio piano ed iniziai ad andare nel suo studio apparentemente per chiedere spiegazioni sulla materia. La prima volta indossai un paio di pantaloni attillati che mettevano in risalto il mio fondoschiena ed una maglietta in cui i miei seni stavano veramente stretti, prima di andare dal professore mi recai in bagno per togliermi il reggiseno, così poteva ammirare le forme e vedere i miei capezzoli già abbastanza turgidi per l’eccitazione. Poco dopo entrai nel suo studio, inizialmente il docente sembrava mi ascoltasse un po’ distrattamente le mie parole, ma dopo poco mi sembrò che la sua attenzione fosse cresciuta. Notai quasi subito che mentre mi dava alcune spiegazioni sulla sua materia il suo sguardo raramente era rivolto verso il mio volto ma cadeva più in basso, proprio lì sulla scollatura che non era eccessiva ma comunque apprezzabile. Io mi stavo eccitando a quello sguardo e sentivo i capezzoli diventare sempre più duri e di certo erano ben visibili dalla maglietta. Cercai allora di muovermi un po’ in avanti in modo da fargli avere una migliore visione del mio seno. Il prof. sembrò gradire ma comunque debbo dire che non si mostrò mai imbarazzato o se lo era lo nascondeva molto bene, comunque per il primo giorno tutto finì lì e il mio docente mi lasciò manifestandomi la sua piena disponibilità a darmi ulteriori spiegazioni.
Dopo alcuni giorni tornai alla carica, mi vestii in modo più provocante della volta precedente, portavo una minigonna (più mini che gonna) che metteva bene in mostra le mie gambe abbronzate ed una camicetta naturalmente senza reggiseno per cui potevo mostrare il seno semplicemente slacciando un bottone in più. Bussai ed entrai nello studio del prof. che alla mia vista sorrise compiaciuto e sembrava molto contento della visita. Naturalmente mi ero preparata alcuni argomenti di discussione ed iniziai quindi a fargli delle domande poi, nel corso della discussione, dando la colpa al caldo ne approfittai per aprirmi un po’ la camicetta. Ora il mio docente poteva vedere completamente il mio seno ed i miei capezzoli eccitati, questa volta colsi nello sguardo un lampo di turbamento ed imbarazzo, ogni tanto mi spostavo un po’ all’indietro per dargli modo di poter vedere le cosce e le minuscole mutandine che portavo. Il suo turbamento aumentava sempre di più e mi chiedevo fino a quando avrebbe resistito ma nonostante tutto anche quella volta terminammo senza parlare d’altro che non fosse la sua materia. A questo punto dovevo prendere coraggio ed allora decisi che la volta successiva doveva essere quella decisiva, mi presentai nuovamente a lui indossando la stessa camicetta ed un’altra minigonna questa volta però senza le mutandine. Non appena mi vide entrò in confusione e si vedeva che mille pensieri lo assalivano. Con la scusa di raccogliere da terra la penna gli mostrai subito il mio sedere nudo, lui dopo questo spettacolo era arrossito vivamente e i suoi sforzi per mantenersi calmo e parlare tranquillamente della sua materia erano inutili, continuai la mia provocazione sbottonando la camicetta e indietreggiando con la sedia non perdevo occasione di fargli scorgere la peluria che ricopriva la mia fica. Il suo rossore andava aumentando ed il suo respiro era sempre più affannoso, lo avevo in pugno. Infatti alla fine sbottò e disse “Signorina ho capito che lei non capisce niente della mia materia e mi sta proponendo uno scambio: il suo corpo con l’esame”
Risposi “è vero pensa che un paio di tette così (e spalancai la camicetta) bastino? ”
Il prof. “Può darsi però vorrei anche una prova delle sue doti amatorie” e così dicendo si alzo per chiudere a chiave la porta dello studio. Era fatta.
Tornò verso di me e mi succhiò i capezzoli, lappandoli come un neonato, poi mi presentò il cazzo alla bocca e disse “Vediamo come se la cava in questa arte. ”
Risposi “Professore questo è solo un saggio delle mie doti, le dimostrerò tutto ad esame avvenuto. ”
“Va bene mi dia questo saggio. ” Replicò il prof..
Inizia a leccare quel cazzo, girando tutto intorno con la lingua e poi lo feci sparire nella mia bocca, comincia a fargli un delizioso pompino. Gli leccai anche le palle e facevo passare la mia lingua su tutta l’asta che non era poi così male. Quando sentivo che stava per venire mi fermai, mi alzai e dissi “Questo è il saggio, finiremo questo lavoro la prossima settimana, il giorno prima dell’esame passerò a prendere il testo del compito e la soluzione, poi ad esame registrato avrà il resto d’accordo? ”
Il prof. che aveva una strana espressione mista di stupore e godimento annuì “Ok, va bene. ”
Così feci, alla vigilia dell’esame mi presentai di nuovo al professore che, non appena oltrepassai la soglia, si precipitò a sbarrare la porta. Mi consegnò il compito con le risposte esatte e disse: “Bene ora tocca a lei c’è un lavoro da finire. ”
Mi inginocchiai davanti a lui, gli slacciai i pantaloni e tirai fuori il suo cazzo già eccitato ma non ancora completamente duro. Iniziai a leccarlo fermandomi molto sulle palle e poi proseguii scorrendo con la lingua tutta l’asta fino poi ad imprigionarla nella mia bocca. Sapevo di essere molto brava in questo tipo di opera ed il professore se ne stava accorgendo, aveva declinato la testa all’indietro e gemeva sommessamente. Continuai a leccarlo ed a succhiarlo come forse lui non aveva mai provato prima e sul suo viso passavano intense sensazioni di piacere. La mia esperienza mi faceva capire quando stava arrivando al culmine ed allora strinsi sempre di più il cazzo nella mia bocca per non perdere nemmeno una goccia, d’altronde non avevo mai assaporato lo sperma di un professore. Il prof. venne e scaricò tutto il suo seme denso e bollente nella mia bocca, cercai di inghiottirlo tutto perché a me piace veramente lo sperma caldo è la bevanda che preferisco.
Terminato il pompino lo salutai e convenimmo come peraltro già d’accordo che avrebbe avuto tutto il resto ad esame avvenuto.
Inutile dire che superai l’esame con il massimo dei voti, subito dopo e fu stabilito che sarei passata la sera stessa a casa del prof. per chiudere definitivamente la pratica. Quindi mi recai con eccitazione all’appartamento del professore che mi accolse con entusiasmo e mi invitò ad entrare ed a mettermi a mio agio. Una volta arrivata in salotto ebbi una spiacevole sorpresa: il prof. non era solo, c’era un altro uomo di circa 35 anni che avevo peraltro già visto all’università.
“Stia tranquilla, non si deve preoccupare – disse il professore – questo è il mio assistente, l’ho invitato perché in fin dei conti è anche merito suo se ha superato l’esame, perché è lui che mi ha spinto a fare questo patto con lei e quindi ha diritto anche lui ad un premio. ”
Rimasi interdetta e non sapevo cosa fare, non ero mai stata con due uomini contemporaneamente, ma poi si fece strada in me l’idea che visto che la maggioranza dei docenti erano uomini se si fossa sparsa la voce di un mio rifiuto avrei avuto la vita dura in università e poi insomma ero anche eccitata. Decisi allora di andare avanti e dissi: “D’accordo, non ci sono problemi, se anche lui se lo merita diamogli il premio. ”
Sciogliemmo un po’ il ghiaccio bevendo qualcosa e scambiando due chiacchiere poi, mi si fecero sotto ed iniziarono a palparmi per tutto il corpo. A turno si accanivano sui miei seni fino a quando non uscirono prepotentemente dalla maglietta che poi mi fu sfilata, iniziarono a lapparmi i seni uno per uno ed io, avendo un seno molto sensibile, stavo cominciando a bagnarmi ed a provare veramente piacere, l’assistente scivolo giù, mi tolse le mutandine ed iniziò a mordere la mia fichetta bagnata; questo loro muoversi mi provocò subito un orgasmo e cominciai a gemere ed ad invitarli a non smettere. Successivamente tirarono fuori i loro cazzi e dissero “Dai ora vediamo se superi anche questo orale. ” Mi inginocchiai tra loro ed inizia a masturbarli entrambi, era la prima volta che avevo due cazzi a disposizione e questo mi dava delle sensazioni di piacere diverse dal solito, due cazzi per me che bello. Iniziai poi a slinguarli ed a succhiarli un po’ l’uno un po’ altro. Era fantastico ma perché non ci ho mai pensato prima, che cosa mi sono persa; dall’eccitazione la mia fica stava colando umori sulle mie cosce. I loro gemiti erano sempre più forti, se la godevano un mondo quei due porconi, io continuavo a muovere le mie labbra e la mia lingua su quei cazzi in attesa di ricevere in gola il mio premio. Il premio arrivò puntuale e prima il prof. poi l’altro scaricarono nella mia bocca una grossa quantità di sperma che mi affrettai ad assaporare ed inghiottire. Dopo continuai a succhiarli per farli diventare duri nuovamente, il prof. fu il primo a riprendersi ed a mostrare una erezione ragguardevole. Il prof. mi fece mi chiese di mettermi a novanta gradi, io eseguii mantenendo sempre l’altro cazzo in bocca. Il professore si posizionò di dietro e sentii subito il suo cazzo puntare verso la mia fica fradicia e già aperta, il cazzo entrò trionfalmente ed inizio a stantuffare con un ritmo violento che mi procurò un nuovo orgasmo, ma non potevo urlare il mio piacere perché avevo la bocca occupata per cui mi uscirono solo mugolii. Mi fecero girare e si dettero il cambio, ora avevo il professore ancora nella mia bocca e l’assistente che mi stava cavalcando e mi scopava divinamente. Non avevo mai goduto tanto, venni una terza volta era bellissimo speravo non venissero mai. Arrivati nuovamente vicini a venire i due uomini mi fecero stendere e si masturbarono fino a schizzarmi tutti e due sulle mie tette abbondanti, leccai tutto il mio seno per catturare più sperma possibile. Dopo ci ricomponemmo e dopo una veloce doccia lascia l’appartamento. Penso poi che il professore abbia sparso la voce, infatti dopo quella avventura notavo gli sguardi dei docenti su di me evi devo confessare che sono ricorsa a questo espediente anche per superare altri esami. FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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