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L’iniziazione

La mia generazione ha avuto una adolescenza sfortunata; erano passati i tempi in cui il genitore, per una corretta educazione sessuale del rampollo lo portava al bordello, erano passati i mitici anni ’60 e con essi il sesso libero, non era ancora il tempo dei filmini porno su VHS o delle tele private; si era invece oltre la metà degli anni ’70 dove, vuoi un rigurgito moralista dei genitori post sessantottini, vuoi gli anni di piombo, rendevano più difficili i contatti tra i due sessi; basti pensare che la mia prima classe mista l’ho avuta in IV° Ginnasio, dopo aver avuto classi maschili sia alle elementari che alle medie. I nostri contatti con l’altro sesso, si avevano nelle rare festicciole fatte in casa, in cui si invitava qualche ragazza della sezione femminile. E lì, tra uno scatenato ballo di disco music ed un lento dei Bee Gees, ci scappavano le prime limonate. Oltre non si poteva andare: se ti provavi a toccare, anche attraverso del filtro della maglietta, i seni ancora acerbi della fidanzatina di turno, ti beccavi un ceffone, ed andavi in bianco per il resto del pomeriggio. Così, tra noi ragazzi, si scatenava il mito delle “più grandi”: quelle sì che si facevano toccare, con quelle si che ti potevi divertire; il problema era che non Ti cagavano; loro cercavano ragazzi più grandi e più “esperti”. In realtà io delle chance le avevo anche. Alla fine della terza media, quando mi mancava poco per compiere quattordici anni, era quello che si poteva definire un bel ragazzo: Alto già 1. 82, fisico scolpito da tre anni di pratica di canottaggio agonistico, piuttosto sviluppato (avevo da poco iniziato a radermi), incontravo il favore delle più grandi: il problema era che svicolavo, in quanto impaurito dalla figura che con la mia inesperienza avrei fatto. Tutto veniva complicato dal fatto di essere figlio di genitori separati, e mio padre, che vedevo solo nei dine settimana, non mi aveva mai parlato di sesso; le uniche cose che sapevo, le avevo apprese a scuola dai compagni di classe. In quel periodo ero un’esplosione di ormoni: avevo almeno due polluzioni notturne settimanali, anche se non mi masturbavo, non sapendo quasi cosa significasse e ritenendolo, chissà perché poi, una cosa che facevano i froci. Ma durante quell’estate accadde qualche cosa che mi affrancò dalla sfortuna dei miei compagni. Nel mese di Luglio, essendo finite le scuole e lavorando ambedue i miei genitori, mia madre mandò me e mia sorella, di 7 anni più piccola, al mare dalle sorelle. Le mie zie erano solite affittare casa al mare per Luglio ed Agosto: a Luglio rimanevano sole con i figli, ad Agosto venivano raggiunte dai mariti. Io non ero molto contento della scelta, in quanto i miei cugini avevano pressappoco l’età di mia sorella, ed avrei potuto divertirmi assai poco con loro, mentre, rimanendo in città, sarei potuto uscire con qualche amico. Tuttavia dovetti accondiscendere alla scelta di mia madre. Le mie zie, Giovanna e Paola, erano piuttosto simpatiche e soprattutto, volevano un bene dell’anima a me e mia sorella. A vederle vicine non sembravano neanche sorelle: Zia Giovanna, all’epoca 42 anni, era bionda piccolina e magrolina, mentre Zia Paola, di tre anni più vecchia, era mora alta e, anche se non grassa, con forme decisamente giunoniche ed era anche quella che somigliava di più a mia madre. Anche caratterialmente, all’apparenza, erano diverse: per quanto fosse liberetaria, espansiva e disinibita zia Giovanna, era apprensiva e più riservata Zia Paola; per spiegarmi meglio, Zia Giovanna non aveva problemi a farsi vedere nuda dal sottoscritto, mentre Zia Paola, quando doveva cambiarsi, se c’ero io tra i paraggi, si chiudeva la porta. Forse questa diversità di comportamenti era dovuta al fatto, che durante l’inverno frequentavo spessissimo Zia Giovanna e molto poco Zia Paola, cosi che molte volte era capitato che Lei e mia madre girassero per casa nude o semi nude, e la cosa non mi creava nessun imbarazzo, anche se ammetto che le mie zie, mia madre, le mia nonne ed un po’ tutte le donne adulte che conoscevo, erano protagoniste di quei sogni che mi portavano alla polluzione notturna. Un pomeriggio, mentre ero sul dondolo in giardino a leggere una rivista sportiva, mia Zia Giovanna, intenta con la sorella a prendere il sole su un lettino, mi chiese perché me ne stavo solo a casa invece di uscire a prendere un gelato; Le risposi che non mi andava di uscire da solo e che non conoscevo nessun ragazzo della mia età. Lei ribattè dicendo che se mi fossi recato al bar sulla piazza, avrei sicuramente incontrato moltissimi ragazzi e ragazze e che avrei potuto fare amicizia.

Non volendo dirle ero troppo timido per fare amicizia da solo, preferii non rispondere. A quel punto mia zia si fece più insistente: ” Ce l’hai la ragazzetta a Roma ? ” Io le dissi che al momento non ne avevo ma che qualcuna durante l’anno, come lei ben sapeva, la avevo avuta. Poi dopo aver detto qualche cosa piano a Zia Paola, ed aver confabulato un po’ tra loro, riprese : ” E che ci facevi con queste ragazze? ” Mio Dio, era la prima volta che un adulto parlava di sesso con me! Tale piacevole novità vinse la mia naturale timidezza, e poi, che diamine, era con Zia Giovanna che stavo parlando: la donna, a parte mia madre, cui ero più affezionato tanto da considerarla una seconda mamma. è vero c’era anche Zia Paola ma era pur sempre mia zia. ” Ci scambiavamo dei baci in bocca con lingua” ” Interessante – aggiunse Lei – E poi nient’altro? ” “Beh in vero no. Queste coetanee non si fanno toccare. Al massimo puoi approfittare e strusciarti un po’ quando balli i lenti ma poi …… Altre cose le fanno quelle più grandi ma a noi non ci filano proprio” A quel punto intervenne Zia Paola : ” Ma che dici? Ma se ieri sulla spiaggia la figlia di Maria, la nostra vicina di ombrellone, ti mangiava con gli occhi! Quella ha 15 anni e mezzo! E poi tu fisicamente non sembri un quattordicenne. Non ti accorgi che sei molto più alto e robusto dei tuoi coetanei ed anche dei giovanotti più grandi di te? ” Dovetti risponderle : ” Sì, è vero, lo so che a qualche ragazzetta più grande posso piacere, ma con quelle sono io ad aver paura di fare brutte figure. Sai quelle fanno cose che magari io neanche so che esistono” Le due si misero a ridere poi Giovanna, sempre più intraprendente : ” E lì – disse indicandomi inequivocabilmente i paesi bassi – lì qualche volta, beh, insomma, ti tocchi ? ” Divenni paonazzo, pensai tra me e me di non aver cancellato bene le tracce delle polluzioni notturne avute in quel periodo, e risposi imbarazzatissimo ” Ma scherzi? Quelle cose lì le fanno i froci! ” Mia zia dopo aver riso sulla mia affermazione, mi spiegò che avevo una idea sbagliata e che tutti i ragazzi della mia età si toccano per avere piacere. Comunque, con mio sollievo, il discorso si fermò lì. La sera dopo aver cenato ed aver messo i bimbi al letto, mi misi davanti alla televisione con le mie Zie. Siccome mi si stavano chiudendo gli occhi, le diedi la buonanotte ed andai nella mia stanza. Con grande sorpresa trovai il letto senza lenzuola e senza cuscino, così tornai in salone per chiedere alle zie dove potessi trovare le lenzuola. Zia Giovanna si alzò dalla poltrona e disse : ” Io e Zia Paola abbiamo deciso che stanotte dormirai nel lettone con noi due, ti dispiace? ” Le risposi di no, anche se in realtà la prospettiva, ricordo non mi allettava a spasso. Mi condussero nella loro camera da letto, chiusero la porta, e sempre Zia Giovanna ” Siccome abbiamo capito che nessuno ti ha mai parlato di sesso, io e Zia Paola abbiamo deciso di darti qualche lezioncina, in modo che non dirai più tutte quelle sciocchezze che ci hai detto oggi”. Le due iniziarono a spogliarsi e vidi per la prima volta mia zia Paola completamente nuda: era veramente stupenda! Aveva seni enormi e due gambe lunghissime. Giovanna disse: ” Iniziamo da quello che sai fare! Dai un bel bacio in bocca a Zia Paola. Mi avvicinai a Zia Paola che mi disse di togliermi la maglietta che indossavo. La abbraccia e inizia a baciarla in bocca come meglio potevo. Mi accorsi che stavo mulinando la lingua come mai avevo fatto, forse eccitato nel sentire i capezzoli di quelle enormi poppe sbattermi sul torace. Zia Giovanna mi prese una mano e la posò sulla tetta della sorella ed iniziò ad aiutarmi ad accarezzarla; dopo un po’ mi lasciò continuare da solo. Continuavo a baciare senza sosta; giusto il tempo di riprendere fiato. “Uauh! Esclamò alla fine della limonata zia Paola, questo si che è un bacio. Bello di zia, se usi la lingua così già stai a metà dell’opera! ” Io nel frattempo non avevo staccato le mani da quelle tette che continuavo a massaggiare” Vuoi ciucciarle? Fallo pure” disse Zia Paola. Non mi feci pregare ed iniziai a leccare e succhiare quei capezzoli turgidi con voluttà, mentre Zia Giovanna si era poggiata la mia mano sua una sua tetta. Molto più piccola di quella della sorella, ma assai sfiziosa. “Adesso, basta leccare le tette- irruppe Zia Giovanna- Paola, prendigli la mano e insegnali come masturbare una donna, mentre io lo masturberò a mia volta” Così detto Zia Paola prese la mia mano, umettò con la sua bocca le dita ed iniziò a strofinarsela sulla figa ” Ecco, caro, questa mandorlina è il clitoride, ricordati di stuzzicarlo più che puoi, ci fa impazzire a noi donne. Questo più giù è invece il buchino che serve per far l’amore; se vuoi tirare un ditalino con i fiocchi ad una ragazza, infila il medio qui dentro e fai avanti e dietro, mentre con il pollice massaggia il clitoride. Continua da te” Continuai come Zia mi aveva insegnato e sentivo un senso di piacere intenso percorrere tutto il mio corpo; altro che bacetti, questa si che era vita. Anche Zia Paola doveva gradire molto quel che stavo facendo, difatti aveva la fregna oramai fradicia e ansimava ritmicamente alle mie palpate. Nel frattempo Zia Giovanna mi tolse i pantaloni del pigiama e mi prese in mano il cazzo oramai in tiro completo” Urca che roba! – esclamò – questo è un pisello da uomo. Ce l’hai più grosso di Zio Walter. Che ne dici Paola? ” Ma Paola era troppo impegnata a gustarsi il suo ditalino per rispondere alla domanda della sorella. Improvvisamente sentii quel senso di piacere che avevo su tutto il corpo, concentrarsi unicamente sul cazzo; mi si obnubilò la vista e feci una enorme sborrata, che sporcò completamente Zia Giovanna. Era la mia prima sborrata da sveglio! Passato il momento di intenso piacere mi scusai con mia Zia per non essermi accorto che stavo per venire, ma fui subito perdonato, anzi aggiunse ” Stasera non finisce se non dopo averti fatto scopare! “. Dopo essersi un attimo quietate, le mie due splendide insegnati mi fecero distendere sul letto. Mia Zia Giovanna mi mise la figa in faccia chiedendo di leccargliela, mentre Zia Paola aveva iniziato a spompinare il mio cazzo ammosciato. Dico la verità, forse ero più eccitato a leccare la figa che a farmi spompinare; l’odore del sesso di mia zia era meraviglioso: sembrava avesse un frutteto tra le cosce. Mentre la leccavo roteava velocemente il bacino per dare più intensità alle mie lappate; dopo un po’ di quel trattamento, venne copiosamente nella mia bocca ed io continuai a leccare i suoi umori. Nel frattempo il cazzo era tornato in super tiro. A quel punto le sorelle si scambiarono posizione, Zia Giovanna venne sopra di me e si fece impalare dal mio cazzo turgido ” Guarda bene come si fa, tesoro. Guardati il pisello mentre scompare dentro di me” Ebbi un attimo di paura ” Ma, zia, sei sicura che così non ti metto incinta? ” ” Tranquillo, prendo la pillola. è proprio per questo che lo fai con me e non con zia Paola. Ancora non sei abbastanza esperto per capire quando tirarlo fuori, per cui se lo fai con altre donne, usa sempre i preservativi” Datami quest’ultima lezione, iniziò ad alzarsi ed abbassarsi sul mio cazzo, mentre zia Paola mi chiese di tirarle un ditalino. A breve le due donne iniziarono ad ansimare di piacere, Zia Gianna contraeva sempre più la passera attorno al mio ceppo, inarcando la schiena. D’improvviso iniziò ad aumentare il ritmo del suo su e giù e prese a sbiascicare ” Stai scopando, bambino! Stai scopando! Ti rendi conto? Scopa, scopa, scopaaaaaaaaa, vengooooooh” Improvvisamente sentii salire su per il cazzo la stessa sensazione provata prima e sborrai nuovamente. Finita la lezione le zie mi dissero ” Domani Ti presentiamo la ragazzetta vicina di ombrellone, visto che ci sembra che te la cavi egregiamente in ogni performance. Se però ti serve una rinfrescata di idee………” passai un Luglio magnifico grazie alle mie due insegnanti ed alle loro ripetizioni. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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