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Mara, una brava

Ero uscito con i soliti amici della sala giochi di piazza Verdi, il posto che frequentavo da qualche settimana.
Lì avevo trovato una bella compagnia di gente amichevole anche se un po’ ‘grezza’ (una maggioranza di metallari o punk).

Pur non essendo un metallaro io ascolto con gusto questa musica: ecco come mai mi sono ambientato in fretta .

La comitiva era mista e mi piaceva stare con loro fino al mattino a scherzare e a bere Birra ,c’erano molte ragazze che spesso venivano chiacchierate un po’ troppo per i miei gusti (non mi è mai piaciuto parlar male delle donne che venivano a letto con me, poiché le consideravo come delle complici: se avessi dato della troia a loro lo avrei dovuto dire anche di me), mi dicevano:
"Perché tu che ci sai fare tanto non ti fai Alessia, Sara o Marta che ce le siamo ripassate tutti ?" non mi andava di rispondere, poiché sapevo che loro non potevano capire quindi dicevo che non avevo tempo anche per quelle.

In effetti ce n’era una che mi tirava proprio, non vedevo l’ora di farmela ma non volevo farlo sapere agli altri .
Poiché avrebbero detto:
"A guarda Sara s’è scopata anche Rico", io ci avrei fatto una bella figura ma lei no e sarebbe finito tutto .

Decisi allora di parlare con quella che pensavo fosse la sua migliore amica: Mara.

Mara era una ragazza strana: vestiva sempre con gonne lunghe e nere non era attraente ma aveva in se un fascino eccitante e anche un po’ mistico, aveva delle tette della quarta misura, e un sedere un po’ ingrossato ,era famosa per i suoi pompini tanto che Giulio una volta mi aveva raccontato che dopo aver bevuto tanto tutti insieme, giocando tutti al gioco della bottiglia gli era uscito come pegno di fare un pompino a tutti quelli della comitiva, e lei presa dall’alcol non se lo fece ripetere due volte, lei, unica ragazza presente, fece un pompino con ingoio a tutti gli altri 8 ragazzi.

Gli telefonai e gli spiegai che da tempo mi piaceva la sua amica ma non me la sentivo di parlare con lei davanti a tutti gli chiesi quindi di darmi un consiglio.
Lei mi disse che sapeva come fare ne avrebbe parlato con Sara e domani dopo essere stati al concerto di Giulio la potevo riaccompagnare a casa con una scusa e parlarci gli risposi che ci saremmo visti già il giorno.

La sera dopo siamo usciti come tutti insieme per recarci al locale dove suonava Giulio con il suo complesso .

Ma Sara non c’era, chiesi spiegazione di ciò a Mara che mi disse che non sapeva niente .
La serata andò comunque avanti ed io non ci pensai molto dopo tutto non mi ero mica innamorato, tra un bicchiere di Birra ed uno di JD avevo l’impressione che Mara mi stesse guardando in modo malizioso, la certezza delle sue intenzioni arrivo quando lei guardandomi ancora mi chiese di riportarla a casa perché non si sentiva molto bene . Io che avevo intuito quali fossero i suoi progetti gli dissi che andava bene .

Uscimmo dal locale e ,appena entrati in macchina gli chiesi dove fosse di preciso la sua casa lei mi rispose con fare provocante :
"Dove vuoi" .

A quel Punto mi diressi su una collina panoramica a 3 km dal centro e spenta la macchina iniziai i miei soliti discorsi :
"..guarda come sono belle le stelle… ma secondo te siamo soli nell’universo…" mentre mi concentravo sulle cazzate che stavo dicendo lei aveva già cominciato a concentrarsi sulla patta dei miei pantaloni.
Era probabilmente la prima volta che non ero io a cominciare, in un certo senso mi sentivo privato del mio ruolo ma vabbè … dico sempre di essere per i pari diritti allora la feci continuare, lei si stava dando veramente da fare e non perse molto tempo:
Aprì la lampo, sbottonò i
pantaloni prese il mio cazzo e se lo mise in bocca con una tale aggressività che sembrava desiderasse mangiarlo da 10 anni, io nonostante la mia esperienza andai in estasi immediatamente e non seppi muovermi per un po’, ma lei non protestava continuava a fare tutto da sola.
Si fermo per un attimo e mi tolse pantaloni mutande e camicia per poi rigettarsi sul mio membro, lei era seduta sul posto affianco al mio che ero al posto guida, appena ne ebbi la forza mi sdraiai per togliergli la gonna che era lunga e nera con tanti bottoni ci misi un po’ per sbottonarli tutti e quando ebbi finito mi trovai davanti una stupenda e morbida fica depilata fu più forte di me ero al massimo dell’eccitazione e anche io assalii il suo sesso, modificando di poco la nostra posizione ci ritrovammo a 69, nella manovra lei non aveva smesso di spompinarmi e così stavo per venire ma allora mi fermai con la scusa che avevo il freno a mano nella schiena.

Poi gli chiesi di passare dietro, ci spogliammo completamente e lei si mise a testa in giù con la schiena sul sedile e le gambe divaricate appoggiate sul tetto della macchina, non avevo idea di cosa volesse fare, ma lei mi invitò a sedermi sulla sua faccia e comincio a leccarmi le palle ero in estasi, lei scivolò un po’ con la testa fino a portarla a pendere dallo spigolo del sedile quindi capii ed iniziai a scoparle la bocca, nel frattempo mi avventai di nuovo sulla sua fica che era a pochi cm dalla mia bocca .
La posizione era talmente comoda che riuscii ad infilare la mia lingua nella sua natura quasi fino in fondo .
Era incredibile la stavo scopando sia in fica sia in bocca, e non mi bastava ancora sul sedile di dietro c’era un astuccio lasciato li da mia sorella probabilmente, senza staccare la mia lingua dalla sua fica lo presi e tirati fuori 5 evidenziatori iniziai ad infilarglieli nel culo, uno alla volta, all’inizio andavano dentro facilmente ed io mi accorsi che il suo culo non era vergine, poi arrivati al quarto evidenziatore ho avuto l’impressione che volesse urlare (ma non poteva: aveva la bocca piena :)) continuai prendendo dei pennarelli dall’astuccio, lei si era fermata dallo spompinarmi dopo 5 evidenziatori e 4 pennarelli.

Tolsi il mio pene dalla sua bocca era completamente in estasi: in le dissi di essere più bravo di lei e lei ammise di averla sottovalutato ma che si sarebbe data da fare per dimostrarmi la sua superiorità ,ormai era diventata un sfida: la sdraiai sul sedile di dietro era ancora in estasi e la sua fica continuava ad essere un ‘Astuccio’ la girai con la pancia sul sedile e afferrati i colori e gli evidenziatori tutti insieme li tolsi via in un sol colpo, lei grido fortissimo, quasi mi spaventai il suo buchino era diventato un bucone ed era li ancora aperto e spanato sotto i miei occhi, presi la mia mano destra e con un paio di colpetti la infilai tutta nel suo culo le gridò ancora ed io che avevo il cazzo che stava per esplodere ed ero in ginocchio dietro di lei che era a carponi, gli infilai il cazzo nella fica che fino ad allora aveva ospitato solo la mia lingua.

Cominciai così a scoparla in culo ed in fica con tutte le mie forze come se stessi gareggiando con qualcuno le sue urla si fecero intense e mi racconto in seguito di aver perso il conto delle volte che era venuta .

Continuavo sempre più forte facendo chiodo scaccia chiodo con la mano e con il cazzo, e lei si muoveva per assecondarmi nonostante il dolore che era evidente .

Arrivò il momento che dovetti venire e mentre continuavo a fotterla le chiesi dove la voleva, lei non mi rispose, accelerò il ritmo e quando io tirai fuori mio cazzo per venirle sulla schiena lei si girò di scatto e prese al volo la mia il latte che stava schizzando e si attacco a succhiare tutta la mia linfa fino all’ultima goccia tanto da farmi male !!! le mie palle non ne potevano più non c’era niente da succhiare ma lei continuava e io non avevo le forze per fermarla .

Si fermo da sola dopo ben 10 minuti ed io ero sfinito.
Il mio cazzo era ridotto ai minimi termini e non dava segni di vita.

Lei si accasciò al mio fianco con fare di soddisfazione per essersi stancata più tardi ed io ancora insuperbito dalla sfida gli dissi che non era ancora finita lei si mise a ridere e disse che il mio cazzo non si sarebbe mosso per una decina di anni, era un trattamento brevettato, io gli risposi di non averne bisogno e lei mi guardo con aria interrogativa ….

… non so dove trovai le forze ma scattai in piedi e presi dal cofano dell’auto un rotolo di nastro americano e una bottiglia di succo di frutta Yoga ,piena, lei era ancora sdraiata sul sedile io la presi con forza e la misi al centro del sedile, lei mi fece fare e non si oppose neppure quando con il nastro americano assicurai le sue caviglie alla parte superiore del finestrino e tirai avanti i sedili per fare spazio davanti alla sua natura che restava sospesa a mezz’aria con le gambe divaricate che toccavano il tettuccio del veicolo, che scena, la cosa più bella era la sua faccia interrogativa.

Intanto il mio cazzo non si decideva a rianimarsi, allora presi la bottiglia di Yoga la aprii e ne bevvi meta alla calata per recuperare le forze la richiusi e la assicurai ,usando il nastro, al mio basso ventre: ed esclamai :
"Ecco il mio nuovo cazzo!" lei rispose :
"tu sei completamente pazzo, quel coso avrà 10 cm di diametro !!!" io alzai le spalle e dissi:
"Non ho niente di più grosso !!!:)".

Detto ciò lo puntai contro la sua fica e iniziai a spingere, spingere e non mi fu difficile infilarlo tutto, anche se lei continuava a gridare io sapevo che stava godendo immensamente, lei si contorceva ma più di tanto non ci riusciva ed io cominciai ad accelerare il ritmo delle mie pompate le era diventata tutta rossa in faccia e continuava ad urlare di dolore e piacere i suoi umori scivolarono sul suo sedere ancora spanato per la precedente esperienza e mi tentarono ad intraprendere anche quella strada, lei intuì e disse di no, io naturalmente non l’ascoltai e quasi in un sol colpo gli misi la bottiglia di Yoga nel culo stava scoppiando e getto un urlo che mi spavento sul serio ma non mi fermai, anzi accelerai l’emozione era tanta che mi era tornato duro quello vero e quindi staccai velocemente la bottiglia dal mio ventre lasciandola ancora lì nel suo culo e misi il cazzo tra le sue tette era tanto esausta che non reagiva io feci quasi da solo e dopo 5 minuti venni sborrando sulla sua faccia .
Lei si rianimo ripulendomi per bene il cazzo e dicendomi per sta volta hai vinto tu ma ci rivedremo , rise e si addormentò la coprii con una coperta e mi diressi verso la città, arrivato vicino casa sua mi venne voglia di bere qualcosa ma non avevo soldi cosi stavo per svegliarla e chiederli a lei quando mi ricordai dello Yoga che estrassi dal suo sedere ,dove lo avevo lasciato, e bevvi in un sol sorso !!!

Lei si sveglio si rivesti e come uno zombie si diresse verso la porta di casa .

 

FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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