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Marzia

Mai avrei pensato che ce l’avrei fatta…
Finalmente l’ho scopata e voglio raccontarvi per bene come è andata.
Sto parlando della mia falsa cugina Marzia, 25 anni, bionda, riccia e molto, molto prosperosa.
Ah, dimenticavo. Io mi chiamo Paolo e ho circa 30 anni.
Avevo sempre pensato a Carla come oggetto del mio desiderio.
Siamo cresciuti insieme, io lei e sua sorella minore Liana.
Insieme abbiamo scoperto le prime reazioni dei nostri corpi in giochi innocenti ma colmi di fantasie.
Giocavamo sempre, ad esempio, a ricorrerci fino a quando io, sfinito, puntualmente mi gettavo esausto sul divano.
A quel punto, altrettanto puntualmente, le sorelline mi venivano sopra facendo indurire per le primissime volte il mio ingenuo cazzetto.
Insomma sono cresciuto sempre con loro nella mente, ma Marzia, vuoi o non vuoi, anche per essere la maggiore ma credo proprio per un fisico più da troia: pienotta, labbra carnose e seno prorompente.
Fatto sta che oggi, passati più di dieci anni, ancora mi ritrovavo a pensare alle sue tette tra le mie mani, alla sua bocca introno al mio uccello e partivo puntualmente con delle seghe infinite.
Il tutto è successo la scorsa estate.
Eravamo tutti in vacanza a Palinuro, posto di mare, e mi hanno invitato a passare una settimana da loro.
Quando dico loro parlo delle due famiglie di mio Zio Mario (stavolta carnale) e di Giancarlo (l’acquisito).
Naturalmente, trovarsi a Roma in pieno Agosto non è piacevole per nessuno così accettai.
Il tutto procedeva tranquillamente.
Bagni al mare con costumi bianchi che diventavano trasparenti appena usciti dall’acqua, docce fugaci, spiate varie, riposini pomeridiani io e Marzia su un divano appiccicati nella totale innocenza.
Finche un giorno, passando accanto alla sua camera, la vidi mentre si infilava un vibratore di circa 25 centimetri in fica godendo come una pazza.
Naturalmente sono rimasto allibito.
La facevo la ragazza più ingenua del mondo e invece eccola lì.. come una qualunque donna frustrata e abbastanza troia da scoparsi da sola.
Fu un lampo: mi venne l’idea del ricatto e cominciai a covarla nel mio intimo sempre di più, cercando di organizzare un piano chiaro e sicuro per attuare la mia cattiveria.
Finchè un pomeriggio, tutti decisero di andare al mare mentre io finsi di non avere voglia e Marzia rimase per farmi compagnia.
Una volta usciti tutti avevo via libera e cominciai a preparare il terreno con qualche fugace domandina sul sesso. Tipo
“hai un ragazzo” –
“no” –
“ma come mai? Così carina.. ” –
“non mi interessano, sai lo studio.. ” Insomma le solite cazzate da donne. Finchè decisi che era giunto il momento.
“Scusami un attimo, devo andare in bagno. Torno subito” – le feci.
“Tranquillo, io intanto vedo se possiamo vedere un film, ti va? ”
“Certo, certo.. scegli pure tu, non ti preoccupare. ”
E invece di andare in bagno andai in camera sua, frugai velocemente dappertutto finchè lo trovai.
Odorava ancora della sua fica.
Tornai in salotto nascondendo il braccio dietro la schiena e dissi
“Hai trovato qualcosa di interessante da vedere? ”
“Macchè… Qui sono tutti dei miei.. una merda totale”
“Ora te lo do io il film – era il momento – Che ne dici di farmi vedere come usi questo? ” e le mostra il cazzo di gomma.
Lei rimase attonita portandosi la mano davanti alla bocca ancora spalancata.
“oh, mio dio, e tu come lo sai? Mi hai spiata? ”
“NON importa come lo so. Importa solo che da ora in poi e per tutta la settimana che mi rimane da fare qui, tu dovrai stare attenta a come ti comporti se vuoi sperare che non lo dica ai tuoi. E sai come la prenderebbe tuo padre, con quel caratterino.. ”
“Ma dai, non fare lo stronzo… Dammi quel coso e falla finita”
Si era evidentemente ripresa o forse non mi faceva capace di quello che dicevo così decisi di usare un tono un po’ più diretto.
“Ora ascoltami bene, troietta da strapazzo. Non osare mai più parlarmi con quel tono o credimi, so come fartela pagare. Hai sentito quello che ho detto? D’ora in poi tu sarai ai miei ordini più assoluti a cominciare da adesso” e prendendola per un polso la costrinsi a mettersi in ginocchio calai il costume e continuai
“Avanti, succhiamelo! Prendilo in bocca e vedi di non mordere o invece di dirlo a tuo padre lo dico a tutto Palinuro e a tutta Roma quando torniamo”:
Il mio cazzo era già bello in tiro, eccitato da quella situazione mentre Marzia lo guardava senza agire.
“Allora? Muoviti sto perdendo la pazienza” e prendendola per la nuca la costrinsi ad ingoiare la mia stanga.
“Forza, così.. Mettici un po’ di impegno.. Ruota la lingua.. ”
Lei non ci metteva molta passione ma mi bastò poco.
Le tirai i capelli e le urlai in faccia
“Non mi sta piacendo per niente!!
Succhialo come fai di solito con il tuo vibratore, sbrigati!! ” e glielo ricacciai gola.
Stavolta aveva capito.
“Ecco così.. Sei proprio una troiona, lo sai? Dì la verità, da quanto tempo speravi di leccarti un cazzo del genere? ”
“ti prego.. ”
“Chiamami Padrone…. E dimmi che ti piace succhiarmi”
Mi guardò con uno sguardo carico di odio smettendo per un secondo di leccarmi
“Sei proprio uno stronzo” Schiaff!!
Una sonora e dolente sberla la colpì sul viso e fu lì che si rese conto che facevo davvero sul serio.
“perdonami Padrone.. ”
“Dimmi che ti piace succhiarmi e ringraziami per poterlo fare.. ”
“Adoro succhiarLa Padrone. Grazie per permettermi di farlo. ”
Ormai era docile e voluttuosa.
Cominciai a pensare che le piacesse essere dominata. Stavo quasi per venire così le dissi
“Gomiti sul divano e ginocchia a terra. Ora sto per scoparti come meriti puttana”
Docilmente fece come le dissi e le infilai il mio cazzo fino all’esofago con cattiveria, duramente strappandole delle urla da panico.
“Ti piace eh? L’ho sempre saputo che eri nata per fottere. ”
La stantuffai fino a farle davvero male finche la ripresi per i capelli e intimandole di aprire la bocca le scaricai tutta la mia sborra in gola
“Ingoia, troia, ingoia!! ”
Non dovetti ripeterlo perché avidamente si dimenò per bere tutto il mio seme.
La lasciai e le ordinai di rimanere per terra..
Avevo ancora qualche ora di tempo e averi potuto fare di lei quello che più desideravo.

Quella notte non dormii per l’eccitazione e ad una certa ora decisi che la mia cuginetta mi avrebbe senz’altro fatto scaricare un po’ di adrenalina.
Mi alzai, verso le 3. 00 e mi diressi in camera sua in punta di piedi.
Avvicinai l’orecchio alla porta per evitare di avere brutte sorprese. Silenzio.
La ragazza dormiva come un angioletto.
Aprii piano piano la porta e la vidi lì.
Distesa sul letto, senza coperte per il troppo caldo ed un pigiamino due pezzi con calzoncini che le lasciavano scoperte le gambe tornite.
Sempre silenziosamente mi avvicinai a lei.
Una volta ai bordi del letto lo tirai fuori e cominciai a menarmelo.
Lei non si accorse di nulla fin quando non cominciai a parlare:
“Svegliati! ” Fece un sobbalzo
“Ma che cazzo … ” e il suo sguardo si posò subito sul mio arnese.
“Cosa vuoi, stronzo? Non voglio avere più nulla a che fare con te. Vattene e lasciami dormire”.
“Io non vado proprio da nessuna parte. Sono venuto qui per farmelo succhiare dalla tua bocca da troia e tu sarai così gentile da volermi accontentare.. Altrimenti”.
“Bastardo! Ma non ti è bastato oggi? Ho già fatto quello che volevi ora lasciami in pace… ”
“Hai fatto solo il tuo dovere ed era solo una minima parte. Ora, prima che perda la pazienza, lecca questo bel cono al tuo Padrone e poi, forse, potrai dormire”:
Detto qeusto la presi per i capelli e la avvicinai al mio cazzo già in perfetto tiro, ma all’inizio la bloccai a circa un cm da lui.
“Guardalo. Ti piace vero? Guardalo ancora un po’. So che vorresti subito toccarlo, succhiarlo come una puttana viziosa”
“Ti prego.. Lasciami andare”
“Non se ne parla neppure. Abbiamo appena cominciato! Forza ora comincia a leccarlo, molto lentamente. Gustatelo questo bel pompino da troia! ”
E lei cominciò ad obbedire, ormai rassegnata all’evidenza.
Piano piano vidi che cominciava davvero a prenderci gusto così’ non persi l’occasione di farglielo notare.
“Vedo che ti piace davvero! Brava la mia porcellina, così mi piaci, ubbidiente e sottomessa. Toccati la fica e fatti godere intanto. Andiamo comportati da vera troia”
E lei fece quello che le ordinai senza fiatare.
La sua mano si accarezzava il pelo con voluttà e desiderio crescente.
Le staccai la testa dal mio uccello e la costrinsi di nuovo a guardarlo.
Continuai così per diverse volte finchè non vidi nel suo sguardo la vera e propria voglia di ciucciarlo.
“Ti prego – disse – dammelo. Lasciamelo succhiare! ”
Aveva ormai perso ogni limite alla decenza.
“Ecco, brava. , Mi piaci quando mi supplichi” e glielo ridiedi in bocca stavolta lasciandocelo per un po’ più di tempo…
“Girati ora. Prima mi hai dato la fica, stanotte mi darai il tuo bel culetto vergine. ”
“no, ti prego, quello no, mi farai male”
A quel punto persi di nuovo la pazienza e la ripresi per i capelli facendole piegare la testa all’indietro
“allora non sono stato chiaro! Devi fare solo tutto quello che ti ordino io e senza protestare, siamo intesti? ”
“si… vabene”
“si padrone” le suggerii
“Sì… Padrone”.
“Ed ora avanti, girati e mettiti a pecorina sulo letto. Abbassa la testa sulle mani in modo che veda bene il tuo culo”
Schiaff. Un sono ceffone sul culo e lei gemette.
“Ti piace anche essere picchiata? Sei proprio una troia! ”
Appoggiai la cappella sul suo ano e cominciai a farmi strada in quel pertugio strettissimo.
“Ahhhh.. piano ti prego.. mi fai male.. è troppo grosso per me… ”
“Zitta e godi, puttana! ”
Dopo qualche leggera spinta arrivai fino in fondo e cominciai davvero a scoparmela da dietro.
Cinque minuti di quell’andirivieni finché una voce femminile accompagnò l’improvviso aprirsi della porta
“Marzia? Tutto bene? ”
“Mamma!! ” Esclamò la cuginetta…. FINE

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