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Max e Roberta

Max e Roberta

Max conosceva Roberta da molti anni, si erano conosciuti all’università.
Roberta aveva avuto voglia di Max, ma questi forse per timidezza, non era mai andato oltre a qualche conversazione sul più o meno. Roberta era una ragazza non molto di circa 1. 70 di carnagione olivastra e lunghi capelli neri, molto aperta era sempre sorridente anche quando studiava per qualche esame impegnativo.
Dato che Roberta amava molto il cazzo, e dato che Max non si dimostrava interessato a lei, questa aveva fatto amicizia con Walter, un altro compagno di università, ovviamente l’amicizia con Walter si era subito trasformata in grandi ore di sesso che la porca non disdegnava certo.
Dopo qualche anno i due si lasciarono, Roberta si ritrovò senza uomo e questo la turbava molto, aveva assoluto bisogno del cazzo di un maschio.
Si sognava di notte Max che la montava, questi era alto più di 1. 85, castano, occhi verdi e dal fisico scultoreo, con belle spalle e bei pettorali, ma soprattutto ben dotato, Roberta si sognava mentre questo stallone la chiavava e spesso si svegliava al mattino con le mutandine bagnate di umori femminili.
Dal canto suo Max non era interessato alla cosa, la sua timidezza con le ragazze lo bloccava, d’altro canto la sua voglia di chiavare non poteva essere risolta con le solite seghe e quindi da tempo iniziò ad andare a puttane. Un profilattico e una scopata; un profilattico, una pompa e una scopata la cosa però non lo soddisfaceva appieno, si risolveva il problema al momento, ma voleva avere un rapporto più completo si voleva toccare la sua donna, leccarle la figa, farsi spompinare senza profilattico, montare la sua femmina… baciarla profondamente mentre il suo cazzo stantuffava su e giù da quella solca bagnata, sentire la sua femmina ansimare, chiedere il cazzo, poterle sborrare in gola tutto il suo seme…
Basta, dopo 5, 6 scopate con queste troie da marciapiede decise di smettere, seghe su seghe tentavano di calmare la sua voglia di ventenne, finché gli venne in mente Roberta, perché non provarci?
Un giorno si fece dare il numero di telefono da un amico, quindi le telefonò:
<<ehmm… ciao Roberta, sono Max come và? ? >> .. piuttosto ridicolo ed impacciato…
<<ciaooooo carissimo io sto bene e tu? … >>
dopo le solite frasi di luogo Max decise di puntare al sodo:
<<senti Roberta ti ho chiamato perché avevo bisogno gli appunti del Prof… (palla colossale! n. d. s. ) i miei non li trovo più>>
<<certo te li posso dare, ci vediamo in facoltà ? >>
<<no guarda non ci passo, se preferisci ci possiamo vedere una sera, me li dai e magari andiamo a mangiare una pizza assieme… >>
<<ok, con piacere>> e fissarono l’appuntamento per il giorno seguente.
Max si fece una doccia fredda per calmare l’erezione, si mise una camicia di seta, un paio di pantaloni di pelle nera ben attillati, giacca di daino e scarpe da ginnastica.
Prese la moto e partì. Giunto sotto la casa di questa vide Roberta che lo stava già aspettando, vedendolo arrivare con quei pantaloni di pelle stretta che ben facevano vedere le forme del suo maschio gli venne un tonfo al cuore:
<<ciao Max, ma sei veramente arrapante con quei pantaloni, come stai bene… >>
<<bè, sai ogni tanto li indosso… , prendi il casco e salta su… >>
<<che splendida moto… >> fece Roberta con aria disinvolta.
I due partirono, non ci volle molto perché Roberta da un semplice tenersi iniziò ad accarezzare Max, le sue mani si posero sui suoi pettorali per tastarne la consistenza, piano scesero sino agli addominali, ben formati e consistenti, quindi presa dalla foia gli appoggiò le stesse sulla patta dei pantaloni, iniziò a massaggiargli i genitali continuando a far scorrere le sue dita sulla pelle nera dei pantaloni, subito sentì un’erezione e poté tastare la consistenza del membro… gli venne l’acquolina in bocca, altro che pizza.
Lo fece accostare e gli disse:
<<voglio chiavare, scopami ti prego Max… >>
Lui infoiato si tolse il casco avvicino le sue labbra a quelle della femmina e gli
caccio la lingua in gola in un bacio profondo, lei continuava a massaggiargli il cazzo che stava esplodendo da sotto i pantaloni:
<<i tuoi pantaloni di pelle mi fanno morire, voglio leccarti il cazzo e bere la tua sborra, voglio essere la tua puttana… >> senza dire nulla Max riaccese la moto e ripartì portandola a casa sua.
Saliti nel suo piccolo appartamento non fece in tempo a spogliarsi che Roberta gli tirò fuori il banano e se lo cacciò tutto in gola…
<<hai un cazzo fantastico, è da anni che sognavo di prendertelo in bocca… >>
Max si appoggiò alla parete, iniziò ad ansimare, godeva, godeva, godeva, la Roberta gli leccava l’asta, gli mordicchiava le palle che gonfie di sborra sembravano scoppiare, Max ansimava sempre più sinchè:
<<Roberta sto per sborrare, … sborro, … siiiiii…. >>
Un forte schizzo di sborra invase la gola della femmina che lo inghiottì prontamente, un altro e altro ancora e ancora la femmina continuava a deglutire questo miele del suo maschio.
<<Mi hai riempita, non ho mai bevuto tanta sborra così>> fece Roberta
<<leccami la figa, ti prego… >>
Max la prese e la portò in camera da letto, i due si spogliarono, il cazzo alla vista di quella solca bagnata fradicia si rizzò prontamente, Max iniziò a leccare la figa della sua femmina che sbrodolava come una fontana, questa gli riprese il cazzo e se lo mise tutto in gola sin quasi a soffocare,
<< sbattimelo dentro, ora! >> il maschio la fece coricare gli puntò il cazzo sulla solca e spinse con delicatezza entrando nelle grandi labbra, piano cercò con la punta del cazzo le piccole labbra e spinse con decisione l’asta sino in fondo, aveva le palle che erano sin contro alla vagina della femmina, questa iniziò ad ansimare come una cagna…
<<si che cazzo fantastico spaccami… spaccami… sbattimelo ancora più dentro… >> Max però andava piano, sapeva che la femmina doveva godere lentamente, le scopate con le troie gli avevano insegnato che il cazzo va usato con lentezza e più di una troia si era bagnata e aveva goduto con lui. Il cazzo si muoveva pianissimo, su e giù, su e giù, lentissimo sino alle palle e di nuovo fuori fin quasi a toglierlo, Roberta sembrava impazzita piantava le sue unghie nella schiena del maschio che la montava la sua lingua continuava a mescolarsi con quella del suo uomo…
Max non ce la faceva più, ogni tanto si staccava dalle labbra di Roberta per stringere i denti, voleva sborrare ma stringeva i denti e rallentava, non voleva ancora venire, aveva le palle dure e gonfie oramai era da tempo che stantuffava in quella solca paradisiaca, Roberta gli fece:
<<sborrami, sborrami dentro, ti prego… >> a quel punto Max cambiò posizione, si mise sotto e la femmina sopra, questa incominciò a sbattersi il cazzo su e giù sempre più forte, per rallentare a leccare e baciare il petto del maschio, e subito dopo a riprendere il ritmo forsennato sinché con un urlo Max iniziò la sborrata, Roberta godeva come una pazza la sborra usciva dalla figa per mischiarsi agli umori della femmina e colare lungo il culo del maschio sino sul lenzuolo bianco, Roberta si tolse il cazzo dalla figa, lo prese in bocca e iniziò a masturbarlo con violenza sinché non bevve sino all’ultima goccia di nettare.
Roberta stremata si coricò sul corpo del suo uomo, i due cuori battevano all’unisono, l’uno sentiva i battiti dell’altro.
Max la guardò e con fare interrogativo gli disse:
<<Amore, abbiamo dimenticato gli appunti del Proff. >> FINE

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