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Miria mia cugina, studentessa a Parma

Impiego due ore circa per coprire la distanza che mi divide da Miria che da 15 giorni è a Parma per l’università.
La fretta di raggiungerla è pari alla grande voglia di rivederla, abbracciarla, coprirla di baci, di amarla fino allo sfinimento.
Sono troppi 15 giorni di lontananza per me e per lei che per tutto il tempo mi ha inondato di e-mail e telefonate imploranti e supplichevoli chiedendomi di raggiungerla al più presto.
Mi accoglie con il solito entusiasmo di gioia che toglie il respiro, mentre mi strapazza di baci e di abbracci.
Non si cura della presenza della figura femminile apparsa alle urla di contentezza della dolce cuginetta. Cerco di contenere le sue intemperanze e mi presenta all’amica:
“Elisa… questo è Vani! ”
“Ci voleva poco a capirlo visto con quale entusiasmo lo stai strapazzando! ” risponde con un sorriso aperto e proseguendo:
” Piacere, .. Mira, così generosa mi ha accolto qui da lei. Seguiamo lo stesso corso all’università”
Io le porgo la mano che mi viene quasi stritolata dalla sua manona morbida.
Elisa, biondissima, capelli a caschetto, occhi di un azzurro chiaro, bocca larga circondata da labbra rosse scarlatte, viso gradevole, è un donnone. Sarà alta m. 1, 80 circa, possiede un paio di poppe che sembrano due mongolfiere, indossa un fuseau che evidenzia fianchi larghi su due coscione proporzionate alla stazza di oltre un quintale. Avrà 20 anni.
Rimango solo per un attimo a guardarla perché Miria mi distoglie:
“Vani, non ti ho parlato di Elisa, è una cara amica, studiamo bene insieme ma soprattutto è una cuoca sopraffina, prepara certi appetitosi pranzetti! ”
“Difatti ti vedo più in carne, si vede che la cucina ti piace! ”
Elisa è una ragazza spigliata, intelligente, allegra, piena d’interessi, è un’atleta campionessa regionale di lancio del peso e soprattutto è molto simpatica. Ogni tanto scherza sulle sue dimensioni. Consumiamo una deliziosa cenetta da lei preparata in poco tempo, rimanendo a chiacchierare fino a tardi.
Quando ci ritiriamo Elisa simpaticamente ci raccomanda di fare sogni d’oro, strizzandoci l’occhio.

Miria non ha nascosto l’impazienza di andare a letto difatti mi rivela quanto sia eccitata e non si ferma a nessun preliminare lasciandosi penetrare dal mio membro rigido ed ansioso appena soli in camera.
L’irresistibile attrazione si rinnova e si rafforza ogni qualvolta la potenza del mio pene viene annientata dalla passione lussuriosa della cuginetta. Io perdo la cognizione del tempo li fra quelle cosce favolose perché il mio alloggio naturale, ormai, è li in quell’alcova deliziosa; il mio desco è li fra quei seni protesi verso la mia avidità.
Miria ad ogni incontro d’amore dà sempre il meglio di se stessa; con il mio randello si lascia perforare in ogni luogo, con sospiri ed urla che riempiono tutta la casa.
Immagino come Elisa possa riuscire a dormire, in tale situazione!
Miria si calma soltanto dopo aver goduto infinite volte, inforcata dal mio palo instancabile, fino all’accasciamento totale di entrambi.
Mi sveglio tutto solo, nella stanza da letto illuminata a giorno. Sento le voci delle ragazze in cucina. Mi alzo per raggiungerle. Avvicinandomi sento che parlano di me. Mi fermo nell’atrio ed ascolto:
“Tuo cugino è proprio un gran bel ragazzo, Miria! è migliore di quanto appaia nelle foto che hai disseminato per la casa”
Oh.. si Elisa è bello, fantastico.. io lo amo da sempre, è la mia ragione di vita, è la mia droga! ”
“Ci credo, l’ho constatato stanotte! Mi avete lasciato vegliare con i vostri rumorosi lamenti. Tu Miria eri proprio assatanata”
“Scusa Elisa! Non riesco proprio a controllarmi. Vani mi fa perdere la testa. Mi dispiace proprio. ”
Sento distintamente Elisa che descrive con colorito eloquio le scene dei nostri amplessi di ieri seri, più o meno come segue:
“No cara, anzi devo ringraziarvi! Sai ad un certo punto non ho resistito e mi sono accostata alla vostra porta socchiusa.
Ho assistito al più bello spettacolo della mia vita. Nulla è stato sottratto al mio sguardo. Ho visto per prima quando stavi stesa su di lui con le natiche in aria e le gambe aperte, lasciandomi vedere tutta l’apertura della tua fessura. Lui con le ginocchia alzate presentava distintamente ai miei occhi un autentico gioiello. Non ho mai visto una bellezza simile. Avevo 15 anni quando la prima e l’unica volta un amico di mio fratello, un po’ più grande, ha tentato di farmi toccare il suo uccello. Non aveva niente a che fare con quello che ho visto ieri sera. Com’era enorme! Potente! Circondato alla radice dai peli neri e da cui pendevano quei due splendidi pendagli gonfi. Oh Miria! Se sapessi come mi batteva il cuore e non mi vergogno di dirti che mi sono eccitata come una maiala.
L’ho visto entrare nella tua fessura, sparirvi e di volta in volta ricomparire. Vi baciavate con un trasporto tale da farmi capire il piacere che provavate.
Poi ho visto quel meraviglioso strumento uscire completamente con la punta tutta scoperta, rossa e bagnata e gettare fuori il liquido bianco che ha schizzato impetuoso sulle tue natiche.
Immagina, Miria, in quale situazione mi trovavo con un simile quadro davanti agli occhi!
Ero scossa, trasportata da un desiderio folle, io non ho mai provato una cosa simile, avrei voluto partecipare al vostro banchetto.
Non ho potuto fare altro che masturbarmi senza vergogna, tormentandomi fino a farmi male.
Tu non ti fermavi, hai continuato a giocare a lungo con quel palo formidabile.
Lui assecondava ogni tuo desiderio, intuivo quanto fosse tutto proteso al tuo piacere, era generosamente infaticabile.
Non mi è sfuggito nessun dettaglio. Eri golosa di quel bastone di gioia che ti ha penetrato dappertutto.
Quali splendidi corpi erano rappresentati ai miei occhi!
Venere in tutta la sua regalità non può essere più perfetta di te.
Marte, nell’impeto della battaglia non può essere più bello del tuo amante.
La vostra bellezza lussuriosa, la grazia, la simmetria delle linee, quell’opera d’amore che si stava svolgendo sotto i miei occhi, mi ha affascinata fino alla commozione.
I vostri sospiri, i ruggiti, i mormorii estatici si spegnevano nei baci fino a quando i vostri corpi armoniosi si agitavano convulsamente per giungere in deliquio nell’acme del piacere.
Insomma Miria per me è stata una scoperta straordinaria, assistere alla vostra passione. Ho goduto nell’ammirarvi. ”
“Elisa!! ” Risponde Miria: “Potevi farti sentire! Venire avanti! Vani è irresistibile .. ed io non sono gelosa di condividerlo.. con la mia assistenza naturalmente! ”
Ho ascoltato abbastanza, per cui mi faccio sentire ed entro in cucina, dove sono accolto con gioiosità.
Elisa mi saluta con un sorriso aperto:
“Hai trascorso una buona nottata, Vani? In questa casa si dorme proprio bene! ” c’è una leggera ironia nell’espressione, ma facendo finta di niente mi precipito a divorare l’ abbondante colazione che mi viene offerta.
Più tardi, quando siamo soli, Miria mi chiede:
“è simpatica, Elisa, vero? Sono proprio contenta di averla qui con me. ”
“Si, è proprio simpatica ed intelligente. Non mi pare che le sue forme ingombranti le creino dei problemi. Anzi ci scherza su. ”
“Ti piace? … Di la verità! ” Mi stuzzica ridendo.
“Certo!!! ” rispondo pronto. “Ci sarebbe da smarrirsi in quell’abbondanza.. per entrare in una mole così occorrerebbe una prolunga, credo! ” Proseguo ridendo.
“Ma tu che problemi avresti! ” replica con un sorriso Miria.
“Così ben dotato saresti perfettamente in grado di soddisfarla. Mi sa che ne abbia proprio bisogno. Potresti davvero fare un’opera buona! ”
“Tu scherzi, vero? ” rispondo serio. “Ce ne vorrebbe di voglia per riuscirci!! ”
“Per quello ci penserei io. Sai che quando mi ci metto, c’impiego poco a farti andare su di giri. “”
Detto ciò l’imprevedibile cuginetta guarda un punto fisso, davanti a se, assorta in qualche sua diabolica immaginazione.
Trascorriamo la giornata tranquilli, bighellonando fra le strade della vecchia città fino a sera quando ci rivediamo con Elisa.
La ragazza è gentile e premurosa ed anche stasera approfittiamo della sua cena che ci prepara con bravura da perfetta cuoca.
Quando ci accingiamo a ritirarci nelle nostre camere, Elisa ci saluta scherzosamente:
“Buona notte, ragazzi.. e non fate chiasso anche stanotte, sapete occorre anche dormire un po’”
Miria però: “Elisa, perché non ci fai ancora un po’ di compagnia? Non è tardi. ”
Io intuisco che qualcosa le frulla in testa, conosco la mia fata.
Elisa ci segue. Ci sediamo sul bordo del letto e chiacchieriamo un po’ su tutto. Ad un certo punto Miria fa:
“Non vi sembra che faccia caldo? Così dicendo comincia a spogliarsi.
La guardiamo perplessi, mentre lei continua ed invita Elisa:
Togliti quella maglia! Non senti anche tu caldo? ” e senza attendere risposta si avvicina e le sfila la maglia, lasciandola a torso nudo, con il solo reggiseno (per modo di dire) che contiene solo una minima parte della due enormi sfere.
Elisa, arrossisce, tentando di proteggere le protuberanze, ma Miria ormai incontenibile:
“Elisa, fai vedere quelle tette! Sai Vani va matto per gioie simili! “”
Elisa tenta di resistere, ma Miria abilmente slaccia il reggiseno dell’amica, liberando le due poppe mastodontiche. Non sono affatto cadenti, tentano di abbassarsi un po’ soltanto per le dimensione, per il peso, ma sono sode, perfettamente sferiche, di un candore abbagliate nel quale contrastano i due capezzoli sporgenti, scuri come due prugne.
Sono affascinato da simili mammelle.
Miria allunga la mano soppesando la consistenza, invitandomi ammiccante:
“Vani, vedi come sono belli! Hai mai visto qualcosa di simile? Toccali, lo so che ti piacciono? ”
Timidamente accosto la mano ricevendo un muto assenso di Elisa che mi guarda avvampata.
Premo l’indice su un capezzolo, spingendolo fino a farlo rientrare in quella massa lattiginosa. Poi delicatamente con il palmo della mano circumnavigo un globo, poi l’altro.
Elisa emette dei silenziosi sospiri alle carezze delle mie mani.
Miria è, invece, indaffarata nell’opera di svestimento completo di Elisa, che è completamente distesa e rilassata sul letto, poi comincia a praticare leggeri massaggi sul corpo della balena che accelera i sospiri.
Io sono tutto preso, estasiato dalle mammelle, reclinate ai lati. Lambisco con la lingua l’aureola dei capezzoli, inghiottendone uno, succhiandolo e mordicchiandolo, procurando alla proprietaria altri fremiti di piacere che lei esterna, senza alcuna timidezza ormai:
“Ohhh, ragazzi, siete diabolici!! Ohhh! … !! ”
Intanto, pur occupato sulle favolose tette, vedo con la coda dell’occhio Miria che allarga le concione sode e lisce, perfettamente proporzionate alla stazza di Elisa, piegandone le ginocchia, accingendosi a massaggiare la vulva offerta alla vista della operosa cuginetta.
Elisa è nelle nostre mani. Il corpo è abbandonato, incapace di qualsiasi reazione, emette gemiti soffocati mordendosi le labbra. Tiene gli occhi chiusi come se stesse sognando.
Le stiamo regalando, indubbiamente, un piacere che non avrà mai provato, con le nostre abili manovre. è l’obiettivo che si è prefissato la mia generosa cuginetta che io diligentemente assecondo seguendone le direttive.
Abbandono le tettone, mi accosto alla cuginetta che ora sta trafficando fra le labbra della vulva palpitante della grassona.
è una vulva voluminosa, sotto ad un pube gonfio come un pallone. Le grandi labbra sono talmente piene che ricoprono, essendo accostate insieme, l’ingresso della vagina.
Si distingue appena la punta del clitoride.
Miria con le due mani allarga le suddette labbra, tracciando il solco per le mie dita che affondano nell’ingresso roseo, scorrendovi dentro con lenta decisione, risalendo poi lentamente a martirizzare il clitoride.
Il corpo di Elisa è ora agitato dal piacere ed i suoi gemiti soffocati diventano rantoli che si attenuano con lo scemarsi del primo violento orgasmo che la ragazza ci urla, emettendo una quantità abbondante dei suoi fluidi dalla vagina allagata.
Facciamo una pausa contemplando soddisfatti quell’immenso corpo, tremolante dagli esiti dell’orgasmo.
Miria eccitata mi abbraccia come per congratularsi per l’opera eseguita e allaccia la sua bocca alla mia in un bacio violento, tanto da portare la mia eccitazione ai massimi livelli.
Libera in un lampo il mio membro ed inizia davanti ad Elisa che ci guarda con occhi sognanti, un lento massaggio dai testicoli alla punta, poi si abbassa ed inforca fra le labbra il glande roseo.
Il suo delizioso pompino è breve, perché si stacca per offrire all’amica la verga preparata per lei:
“Elisa!! Dai continua tu! ”
Elisa è affascinata dall’asta, allunga una mano accarezzandola timidamente, facendosi man mano più decisa.
S’inginocchia e l’afferra alla base accostando la bocca spalancate ingoiandone buona parte.
In breve tempo diventa esperta perché riesce a donarmi dei brividi inconsueti con il suo risucchio fra le grosse labbra. Lai comincia a provarci gusto, io sono quasi all’epilogo. Ma Miria la ferma:
“Aspetta Elisa! Non farlo godere, lasciati prendere ora che sei pronta. Assaggerai una vera leccornia, per la prima volta. Non temere, Vani è abile, vedrai ti condurrà in Paradiso. ”
Elisa, ubbidisce, guidata da Miria, si posizione alla punta del letto, si distende alzando ed allargando le grosse gambe.
Mi metto in piedi in modo che il mio bastone rimane all’altezza della vulva in attesa.
Miria, ripete la manovra precedente, allargando con le dita le labbra di quella ficona, io intanto strofino il glande dall’alto in basso del solco per risalire ed infilarlo nel buco.
La verga viene accolta nell’antro senza ostacoli, essendo tutta intrisa dei propri umori. La rottura dell’imene non deve essere stato doloroso perché Elisa emette solo un leggero ” Ohhh” di piacere o dolore quando il randello giunge fino al fondo della voragine.
Dopo una breve pausa in quella cloaca, ormai, inizio il mio progressivo andirvieni, tentando di allacciare il più possibile le mie braccia intorno alle immensa anche della ragazza.
Il randello è ben alloggiato. Si odono, negli affondi, il ciaf ciaf dei testicoli che sbattono sulle natiche sporgenti della balena che emette grida di piacere e d’incitamenti fino a raggiungere un altro rumoroso orgasmo.
Miria m’ intima:
“Resisti, Vani il più possibile, falla godere come una fontana! Un’occasione così Elisa sarà difficile che la ritrovi! Dai amore!! ”
Io eseguo gli ordini alla perfezione, non oso deludere la mia fata.
Sono uno stantuffo instancabile, portando al godimento innumerevoli volte la martire, che delira, farfugliando parole incomprensibili, con la bocca impastata. Le mammelle immense ondeggiano sotto i colpi come enormi cavalloni marini.
Miria a sua volta è decisamente eccitata dal copione da lei stessa inscenato e da me realizzato. La sento gridare:
“Oh Vani…. Sei magnifico, potente.. dai… dai.. come sei bello!! Oddio come è eccitante!! ” portandosi la mani al ventre premendo all’altezza del pube.
Elisa sta prosciugandosi per i fiumi di liquidi che ha emesso, mentre continuo a martellare.
Ormai è rosolata al punto giusto, è cotta, è abbandonata con le braccia allargate in attesa della fine. Sento pietà ed abbandono la caverna.
Per tutto il tempo non ho goduto, come al solito mi esalto e mi dedico, in tali frangenti, solo a procurare piacere. Mi voglio conservare tutto per l’eccitatissima cuginetta che accortasi della disoccupazione del mio fallo m’implora:
“Vani, oh .. sto morendo dalla voglia!! Cucina anche me a dovere con quel mostro. Prendimi!!! ”
Afferro la verga infiammata ancora gocciolante e la dirigo decisamente nella fica spalancata della cuginetta riversa accanto all’amica ancora in deliquio.
Miria è in pieno delirio sotto i prepotenti colpi inferti, è il solito spettacolo eccitante nel contemplare questa meravigliosa femmina nell’espressione estatica della lussuria.
Entrambi ci avviciniamo all’orgasmo. Miria agita la testa bionda roteando gli occhi, attanaglia convulsamente le sue mani sul ventre mentre il seno sobbalza sempre più in fretta.
All’improvviso con il corpo scosso dai tremiti, sospira:
“Sto venendo! Vani! Amoreee… ohhh”
Io non da meno ormai al limite immerso nella michetta calda, riverso il seme copioso.
è ritornata la quiete, sul campo di battaglia. Elisa ammira i nostri corpi ancora allacciati.
Io sono adagiato sul delizioso materasso che è la mia cuginetta.
“Ragazzi” dice “è un piacere guardarvi! Non ho mai visto niente di più bello! Sapete? Non avrei mai creduto, se me lo avessero detto che avrei potuto provare un piacere così grande!
Voi me lo avete donate! Io vi amo!! ” FINE

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