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Nove volte in un caldo pomeriggio

Nove volte in un caldo pomeriggio! Domenica 21 luglio, sarebbe dovuta essere per me una domenica veramente noiosa, una domenica di luglio calda e soffocante; mio marito Alex è partito insieme al suo socio subito dopo pranzo, direzione Cuneo, per concludere un contratto con un’azienda dolciaria del posto. Devono vedersi domani mattina presto, quindi hanno optato per partire oggi dopo pranzo. Così, mi ritrovo da sola di domenica pomeriggio, e non è che sia proprio il massimo. Verso le tre esco, decisa ad andare all’Ikea, per comprare delle nuove pentole e padelle per la cucina. Devo fare benzina, quindi mi fermo al distributore sotto casa, quello di Giuliano. Ricordate Giuliano? è il proprietario del distributore di benzina, con il quale ho giocato già qualche volta, sia da sola che con mio marito, e la sua presenza è anche in qualche mio racconto. Ero convinta che il distributore fosse chiuso e che fosse in funzione il self-service, invece trovo proprio lui che è nel gabbiotto a fare dei conti. Ne ha approfittato perché anche lui era solo in casa, ma per un motivo diverso. Infatti, lui e la moglie almeno un paio di volte al mese, organizzano un incontro di sesso di gruppo nella loro casa al mare, dove però la moglie è sempre protagonista da sola e lui non partecipa mai. Al ritorno a casa della mogliettina, lei lo relaziona minuziosamente per poi scopare furiosamente! Ci salutiamo e subito dopo lui mi fa il pieno. Parliamo del più e del meno, lui mi informa subito che è arrapatissimo perché si immagina la moglie che viene scopata dai quattro ragazzi che si è portata nella casa al mare, e non vede l’ora che stasera rientri per ascoltare i suoi racconti e scoparsela alla grande. Penso che non sarebbe male prendere la palla al balzo, e propongo a Giuliano, che, visto che sono sola anch’io, non sarebbe poi affatto male passare il pomeriggio insieme! “Si però stavolta a casa mia! ” mi risponde lui. Monto sulla sua auto al volo e via! Chiacchieriamo ancora un po’, mi racconta di quanto gli piaccia far scopare la moglie da altri uomini senza che lui sia presente e di quanto scopano furiosamente quando lei gli racconto tutto, intanto io comincio a fare i miei giochini con i piedi nudi sul suo corpo mentre guida, e quando gli massaggio il pacco lo sento già bello tosto! Giuliano non sta a pensarci su neanche un po’, e senza dirmi niente sterza in una via che costeggia il G. R. A. , per poi infilarsi in un viottolo di campagna che finisce in mezzo ad un boschetto; si ferma sotto un albero e mi dice:

“Dai scendi che in macchina fa troppo caldo! ” Scendo e, punzecchiandolo, gli chiedo, con voce da bambina ingenua:

“Per che coosa fa troppo caaldo? ” Sono ancora di fianco alla macchina con lo sportello aperto e lui mi gira, mi fa piegare in due sul sedile, usando anche una certa forza, mi sfila il tanga ed in un lampo, senza nemmeno farmelo vedere, me lo infila su dentro, nella fica! Fortunatamente ero già eccitata per conto mio e la mia fichetta era già bagnata, altrimenti il bastardino mi avrebbe fatto male, anche perché si ritrova una mazza niente affatto male! Se non fosse per il fatto che non aspettavo altro, questa scopata potrebbe sembrare più uno stupro, invece me la godo proprio, appoggiando le mani e la testa sul sedile, allargando un po’ le gambe per prenderlo meglio e per sentire la sua cappella toccare il fondo della vagina, con il culo spinto bene in alto. Mentre lui mi pompa di brutto, gli prendo in mano i testicoli e noto che sono completamente lisci, senza neanche un pelo intorno al pube. Mi rifila ancora quattro o cinque botte poi sempre in perfetto silenzio, lo tira fuori e sussultando mi sborra sulle chiappe. Ci resto un po’ male, perché mi ha lasciata lì lì, come una cretina, proprio sul più bello! Lui deve scorgere la delusione sul mio volto e come se mi avesse letto nel pensiero mi dice: “Tranquilla piccola questo era solo un assaggino, adesso andiamo a casa mia, accendiamo il condizionatore e ti do il resto! ” “No, no, carino! Tu ti sei sfogato, ma io non ancora e non aspetto certo di arrivare a casa tua! Dai, vieni qui che adesso te lo rimetto in forze e me lo risbatti subito dentro! ” Così dicendo mi siedo sul cofano della macchina ed inizio a spompinarlo per bene, fino a quando sento che è di nuovo pronto; ripiego le gambe verso l’alto, la mia fichetta è all’altezza giusta e il mio amico non può certo tirarsi indietro. “Ma come mai ti depili tutto? ” gli chiedo io, e lui mi risponde che così si sente più pulito e che gli piace di più, chiedendomi poi se a me piaccia così depilato. “Si Si! ” rispondo io, ma non faccio in tempo a finire la frase che nel frattempo me lo infila dentro ed allora non me ne frega più niente, penso solo al grosso pezzo di carne, duro come il marmo, che va avanti e indietro dentro di me! Mentre Giuliano mi stantuffa a più non posso, da un sentierino sbuca fuori un gruppetto di ragazzini; non si sono accorti di noi, né noi di loro, perché arrivano da dietro gli alberi, così ce li troviamo proprio di fianco a pochi centimetri esattamente nel momento in cui io stò per venire. Naturalmente non mi faccio impressionare da quattro mocciosi, che guardino pure, così questa sera si faranno una bella sega pensando a me! “Hhhhaaaaa!! Siiiiiiii!!!! ” vengo con un lungo lamento, i ragazzini restano come impietriti, immobili, con la bocca aperta non sanno che fare, ma i loro occhi affamati non si staccano dal mio corpo bagnato di sudore, poi, improvvisamente, si scuotono e se la danno a gambe levate! Io scoppio a ridere e dico a Giuliano:

“Cavolo che caldo! è lontana casa tua? ” Non è lontana, entriamo ed andiamo subito in camera da letto, accendiamo il climatizzatore, così finalmente in questo soffocante pomeriggio di luglio respiriamo un po’ d’aria fresca. Ci spogliamo subito, la voglia non è affatto calata, anzi se possibile è cresciuta ancora di più! Devo dire che Giuliano mi è sempre piaciuto e dopo aver assaggiato di nuovo il suo arnese oggi pomeriggio, non vedo l’ora di gustarlo meglio! Credo di fargli anch’io un bell’effetto, perché come si toglie gli slip, la sua banana salta su, svettante e fiera! Mi metto in ginocchio davanti a lui e dolcemente inizio a leccarglielo, come se fosse un gelato, con tutta la lingua fuori; parto dalla base dell’asta ed arrivo fino in cima dove slinguetto allegramente il glande che è turgido e violaceo, poi torno giù, gli lappo prima un testicolo e dopo l’altro, e mi fa uno strano effetto leccare due bei coglioni lisci e senza peli! Ad un certo punto però, mi dice:

“Ferma, ferma! Adesso mettiti sul letto, che te ne do tanto finchè non gridi basta” “Seee!! Boom! Me lo dicono tutti, ma poi se ne vengono in dieci minuti, e dopo restano spompati, a parte chiaramente mio marito, che riesce davvero a durare fino a che vuole e farmi dire basta! Vediamo se sei alla sua altezza! ” gli rispondo provocandolo! Detto fatto! Giuliano mi si butta addosso, mi bacia sulla bocca, sulle tette, sull’ombelico, poi scende e mi morde le cosce, grido, ma non mi fa male, piazza il suo bel testone rapato in mezzo alle mie gambe e mi prende tutta la fica in bocca, l’aspira, la succhia, la beve, la mordicchia, la penetra fino in fondo con la lingua. Ma che lingua lunga e dura! Mi sembra quasi un cazzetto! E lui, devo dire che me la lecca da Dio! Comunque un po’ di preliminare va bene, ma poi preferisco qualcosa di più sostanzioso! Voglio sentire ancora tutto il suo membro dentro di me! Giuliano lo capisce e lo vuole anche lui, quindi mi solleva le gambe facendosele passare sopra le spalle, mi infila in un colpo solo la spada dentro e finalmente comincia a fottermi da Dio! è fantastico, ci da dentro con forza, possente e regolare, senza una sbavatura, il suo ritmo è perfetto ed infatti nel giro di pochi minuti ce ne veniamo insieme all’unisono! Ma non siamo che all’inizio, il tempo di fumare una sigaretta e bere una bibita fresca e siamo già pronti per ricominciare! Questa volta sono io a prendere l’iniziativa, essendo girata di spalle comincio ad ondeggiare il culetto contro il suo pisellone che da subito segno di alto gradimento e, da solo, trova la strada giusta, mettendo la cappellona tra le grandi labbra, cosicché la mia fichetta ingorda lo fa scivolare dentro senza nessuno sforzo! Che bello! Lui aderisce a me con tutto il corpo, e mentre mi sbatte, sento le sue palle lisce contro le mie cosce, mi strizza forte le tette e i capezzoli, intanto io cerco di allargare con le mani le chiappe per farlo entrare meglio nella fica. Mi lecca la schiena, le spalle, le orecchie, il collo e poi me lo mordicchia anche e la cosa mi fa morire; mamma mia che bello! Che libidine! Mi fa gridare e grido, grido, grido forte ed arriva la scarica di adrenalina che mi fa sussultare, quasi mi manca il fiato, lui continua imperterrito a pomparmi ma io ho bisogno di un attimo di tregua così lo faccio scivolare fuori. “Cazzo ! NO!! ” dice lui. “Un momentino tesoro”, gli sussurro nell’orecchio, “adesso te la ridò. ” Prendiamo un po’ di fiato. Poco dopo infatti, dopo averglielo menato per pochi secondi è gia bello pronto, gli monto a cavallo, a smorzacandela, ed inizio a dirigere io la danza, accelero e rallento il ritmo a mio piacimento, ne prendo solo un pezzettino e poi me lo infilo per bene fino in fondo e quando arrivo alla sgroppata finale, non mi tiene più nessuno, ululo senza ritegno tutto il mio orgasmo, e così, con la sua verga rigida piantata dentro fino in fondo, ancora una volta tutti e due ci fondiamo in un unico, grande, fantastico orgasmo! Giuliano si stappa una birra, io ne approfitto per guardargli le spalle squadrate e massicce, la schiena dritta e nervosa, le gambe muscolose e senza peli, ma è il culo, perfetto, senza un filo di grasso, duro e sodo, che è veramente un capolavoro! “Sai, c’è una tipa niente male che mi scopo, sta dalle parti di Carsoli, a Riofreddo, è la figlia di una coppia che gestisce un privè, una fica da paura, 22 anni ma troia come una di 40! Che ne diresti se combinassimo un numero in tre? O in quattro, così la facciamo scopare anche a tuo marito! ” mi dice il maialino mentre sdraiati sul letto ci godiamo l’aria fresca del condizionatore. “Ok, ma basta che sia porca! Una bella ammucchiata non si rifiuta mai! ” “MMhh!! Ma lo sai che con questi discorsi mi è tornato duro? ” Pronti, via! Mi fa inginocchiare sul letto, testa bassa e me lo ficca dentro un’altra volta! La mia passerina ormai è un po’ arrossata, perché il suo uccello sarà anche senza peli, ma è un rapace di notevoli dimensioni! Insomma facciamo capriole ancora per un paio di orette buone, cambiando non so quante posizioni, e con lui che mi da altre quattro razioni di sborra! Poi ci addormentiamo, spossati ma soddisfatti. Dopo un po’ Giuliano mi sveglia perché è ora di andare, ed io mi alzo e vado a farmi una doccia. In bagno la doccia è senza tenda e senza nessun gradino, lui entra dicendo che è tardi e che possiamo farla insieme, così facciamo prima. Si, altro che prima! Lui mi insapona davanti e di dietro e poiché io sono beneducata, contraccambio e lo insapono dappertutto, ma quando arrivo in mezzo alle gambe, mi ritrovo tra le mani un affare grosso e duro come il marmo, e con autentico stupore gli domando: “Ma hai ancora voglia? ? ? ” e lui di rimando:

“Perchè sei già stanca? ” “Non sia mai detto! ” rispondo io! Cominciamo a scherzare, così ridendo e scherzando mi ritrovo sollevata da terra, con la schiena contro il muro, le gambe avvinghiate alla sua vita, le braccia intorno alle sue spalle ed il suo membro infilato dentro ben bene, fino al collo dell’utero, nella cosiddetta posizione dell’albero. La giornata finisce esattamente come era incominciata. Mi sono girata, appoggiando le mani al lavandino, e lui mi chiava ancora alla pecorina, poi mi sborra ancora una volta sulle chiappe. Incredibile ma vero! Ragazzi, che grande scopatore Giuliano il benzinaio!! In questa torrida domenica di luglio ha eiaculato esattamente nove volte e la mia fichetta mi è rimasta infiammata e dolente per tutta la notte ed anche la mattina del lunedì, ma non me ne sono certo pentita, lo giuro! FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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