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Paura di rimanere in casa sola

Il mese scorso i miei mi chiesero se potevo fare loro la cortesia di fare compagnia a mia zia Franca (una donna di 50 anni insipida e magrolina) che abita fuori Bologna in una casa isolata in quanto il marito doveva andare ad un congresso all’estero per tre giorni.
Io avevo già acquistato i biglietti per un concerto degli U2 e dissi che non potevo, i miei insistettero molto, e alla fine dovetti accontentarli, così dopo accordi telefonici presi con mio zio il giorno seguente partii in treno per Bologna.
Arrivai in stazione a Bologna alle 11 del mattino e mio zio era già lì ad attendermi, ciao Marco mi disse come ti sei fatto grande… le solite cazzate e così via, mi disse che dovevamo andare in centro a prendere la zia che era a fare spese e che poi l’avremmo dovuto accompagnare all’aeroporto.
La giornata iniziò in modo positivo in quanto mio zio aveva una splendida auto di lusso e mi disse guida tu perché tanto poi mi devi portare a prendere l’aereo così prendi confidenza.
Mi disse di dirigermi verso il centro e di fermarmi presso il Bar Carletti, dove sarebbe arrivata la zia.
Parcheggiammo entrammo nel bar e la zia non c’era quindi ci sedemmo e prendemmo l’aperitivo, dopo circa dieci minuti vedo entrare una signora sui 40/45 anni alta 170 molto formosa con i capelli rossi e due tette da paura impuntate in uno splendido completo nero con gonna corta calze a rete nere e scarpe con tacchi che sembravano trampoli, e rivolgendomi a mio zio dissi guarda che bella signora che sta entrando, a Bologna ci sono sempre donne speciali anche quelle un po’ mature, lui mi chiese se lo stavo prendendo in giro o se parlavo sul serio, e io no no parlo sul serio per me quella è proprio bona, lui scoppio a ridere e mi disse mi stai prendendo in giro hai riconosciuto benissimo che è la zia.
Io non sapevo più che santi chiamare e gli chiesi scusa, e lui figurati per me è un complimento sapere che mia moglie piace anche a un ragazzo giovane come tè ; la zia Franca si avvicina al tavolo io mi alzo, ci abbracciamo e mi bacia sulle guance dicendomi mamma mia sei proprio carino Marco, potresti fare il modello mi dispiace farti perdere tre giorni a farmi compagnia chissà le tue donne come faranno, io sorrisi e le dissi sei cambiata parecchio dall’ultima volta che ti ho vista, e lei è si ho superato un brutto periodo di crisi ho preso qualche chilo e un chirurgo plastico mi ha ritoccata e finì con un sorrisetto malizioso, dove adesso sono coperta.
Mio zio sorridendo raccontò alla moglie cosa avevo detto quando l’avevo vista entrare e aggiunse adesso sono geloso come faccio a partire e scoppiò a ridere, (io dentro di me pensavo che cazzo ridi scemo, faresti bene a essere geloso, se questa figona ci stesse me la farei subito), Franca disse parti tranquillo tesoro purtroppo ormai non posso piacere a un ragazzo di 30anni.
Uscimmo dal bar e accompagnammo mio zio a prendere l’aereo ; appena imbarcato lo zio Franca mi disse adesso ti porto a mangiare in un bel posto in centro, guida che ti indico la strada, appena si sedette in macchina e la sua gonna grazie allo spacchetto laterale mi lasciava intravedere la sua coscia segnata dalla fascia nera delle sue calze a rete autoreggenti, iniziai ad eccitarmi e aspettai un minuto a partire incantato a guardarla, al chè lei mi chiese perché non parti ? e io scusami mi ero incantato guardando una cosa bellissima, lei logicamente mi chiese cosa e io farfugliavo senza darle una risposta, e partii di colpo e ad ogni semaforo le fissavo le gambe spudoratamente, e a lei non sembrava dar fastidio e per tutto il tragitto non parlammo e lei non fece nulla per cercare di coprire la sua coscia ormai in bella mostra.
Arrivati al ristorante lei mi disse sai che lo zio quando arriviamo in un posto scende sempre per primo e mi apre lo sportello, io le dissi resta lì che io non sono da meno e andai ad aprirle lo sportello, facendole un segno con la mano verso l’ingresso e dicendole siamo arrivati affascinante signora, lei sorrise e mi disse grazie stupenda creatura, e per scendere allargò in modo esagerato le gambe mettendo fuori prima la gamba destra e a seguire molto lentamente la gamba sinistra facendomi assistere a distanza ravvicinata alla visione delle sue mutande nere in raso lucido io socchiusi gli occhi e dissi oggi la giornata è iniziata alla grande.
Entrati nel lussuoso ristorante, un cameriere si avvicina alla zia e le dice buongiorno signora e suo marito, lei rispose no caro mio marito è via per lavoro sono qui con il mio giovane amante quindi dacci un tavolo intimo e appartato, il cameriere rimase quasi paralizzato, e gli dissi tranquillo purtroppo non sono il suo amante sono suo nipote, ci fece accomodare in un tavolo molto carino e appartato, e ci sedemmo uno di fronte all’altro io sulla panca imbottita addossata al muro e la zia sulla sedia, al chè lei mi dice senti ti dispiace se mi siedo anch’io sulla panca è più comoda, io ma certo così siamo più intimi cara zietta.
Dal momento in cui si sedette fino al termine del pranzo non smisi mai di buttare l’occhio sulle sue gambe e la cosa si faceva sempre più eccitante anche perché lei sembrava stare al gioco anzi aveva mosso le gambe in modo da far salire più in alto possibile la gonna.
Mangiammo moltissimo e bevemmo il doppio tanto che lei mi disse Marco mi sento sbronza non fare caso se faccio o dico qualche cavolata, e mi accarezzò una gamba in modo affettuoso, e io ribadii accarezzando la sua coscia ma al contrari suo continuai le mie carezze per tutto il pranzo la mia eccitazione era quasi al massimo e il mio cazzo teso nelle mutande ne era la
prova.
Zia Franca estasiata dalle mie carezze mi chiese con dolcezza tesoro prendi il dolce io risposi no grazie ma mi piacerebbe che tu lo prendessi per imboccarti, e lei mi imboccheresti veramente, io le dissi di non usare il condizionale, di ordinare e di stare a vedere, ordinò un budino di cioccolato ricoperto di panna e mentre la imboccavo con la mano destra con la mano sinistra continuavo a massaggiarla ormai sfioravo le sue mutandine, lei disse sono proprio ubriaca guarda ho macchiato il vestito di panna, non la feci finire di parlare che la mia lingua era già sul suo vestito all’altezza del seno per togliere la panna, Franca disse che la prendevo in giro perché era ubriaca e mi divertivo ad eccitare una vecchia babbiona, io le risposi che forse lei mi stava prendendo in giro sapendo d’essere una donna molto attraente si divertiva a far eccitare un ragazzo come me che ormai aveva perso la testa, la zia disse potresti capire in un solo modo se ti prendo in giro o se sono eccitata ma non ho il coraggio di dirti come, io capii al volo e spinsi la mano nelle sue mutandine rimanendo stupito in modo entusiasmante erano bagnatissime sembrava si fosse versata un litro d’acqua in mezzo alle gambe, allora con la mano le scostai le mutandine e iniziai a massaggiarle la figa e facendo delle leggere penetrazioni con le dita, lei mi disse basta ti prego sto impazzendo stiamo facendo una stupidata, io tolsi la mano non volevo forzarla e le feci vedere che mi leccavo la mano che era inumidita dai suoi umori, e le dissi per me non è una stupidata, l’eccitazione non può essere stupida.
Senti Marco è bellissimo ma sei mio nipote lo capisci, lo so che sono tuo nipote ma resta il fatto che a me non me ne frega e che forse il fatto che tu sia mia zia mi eccita ancora di più.
Sono stordita pago il conto e andiamo via ma ti prego tu non perdere la tua naturalezza fai quello che senti.
Lei si alzò tirandosi la gonna verso il basso, e io le dissi sbagli hai due gambe fantastiche e le devi mostrare la gonna corta ti sta meglio, al chè lei disse sei un’intenditore anche d’abbigliamento femminile allora adesso andiamo a fare spese e tu mi consigli, lei pagò il conto e uscimmo.
Le aprii lo sportello della macchina e lei salì facendo il suo solito gioco di gambe mostrandomi nuovamente le sue mutandine nere, mi misi alla guida e
lei mi indicò la strada per arrivare a un negozio stupendo per signora.
Prima di entrare le chiesi se aveva voglia di fare un gioco innocente con me e lei mi rispose di si, allora le dissi entriamo e stai al gioco ok ; ok ci stò rispose.
Una volta entrati ci venne incontro la commessa salutandoci e chiedendoci cosa desideravamo, io presi in mano la situazione e dissi volevo un vestito molto provocante per la mia donna questa sera è il nostro anniversario e abbiamo una cena speciale, mia zia sorrise imbarazzata e io senza darle il tempo di dire o di fare nulla le piantai la mia lingua in bocca per un secondo e lei rimase stordita, la commessa disse è bello vedere una coppia così affiatata, seguitemi che vi mostro delle cosine molto carine, mia zia mi abbracciò stringendomi a lei e seguimmo la commessa.
Io spiegai subito alla commessa che volevo per lei un vestito nero magari molto attillato in modo da contrastare con i suoi capelli rossi (tinti), la commessa una ragazza molto carina sui 30anni capì al volo e ci mostrò un vestito nero lungo molto trasparente con uno spacco laterale e un decoltè esagerato, io dissi subito che era meraviglioso,
quindi mia zia chiese la sua taglia e andò nel camerino a provarlo, io molto disinvolto le dissi entro con te che ti aiuto a svestirti la zia rispose no non occorre tesoro, ma io incurante della sua risposta entrai ugualmente nel camerino lei per nulla imbarazzata iniziò a spogliarsi e rimase con l’intimo le calze autoreggenti, ma la vera sorpresa fu la vista di due tette imperiali senz’altro una quarta, ecco dove aveva ritoccato il chirurgo plastico (tardi ma c’ero arrivato), le dissi zia Franca sei una figa da paura, lei mi rispose sono contenta di piacerti tesoro, con tutta la mia sfrontatezza mi calai i pantaloni e le feci vedere il mio cazzo in tiro iniziando a masturbarmi e dicendole lo faccio per te, lei con un filo di voce disse Marco sei adorabile e hai un cazzo magnifico ma ti prego fermati adesso mi provo il vestito e usciamo.
Io le dissi che sarei uscito dal camerino solo dopo che lei m’avesse accarezzato il cazzo, non se lo fece dire due volte lo prese in mano e mi masturbò violentemente poi si inginocchiò e portò la sua lingua sulla mia c appella per un’attimo si rialzò e disse ti prego usciamo altrimenti facciamo la figura dei depravati, uscimmo dal camerino.
Il vestito le stava benissimo era attillato a tutte le sue forme , la commessa le disse le sta benissimo signora però se posso darle un consiglio, va portato senza reggiseno e con delle mutandine molto più strette sia davanti e con un filino dietro, l’ideale sarebbe un perizoma, io subito diedi ragione alla commessa e dissi franca togli il reggiseno che vediamo come stai, lei in un secondo entro ed uscì dal camerino senza reggiseno, le sue tette praticamente erano in bella vista e la cosa più bella è che si presentavano sode nonostante la taglia e con due capezzoli esagerati, lei disse che te ne pare, a dir poco ti sta benissimo stasera farai un figurone, e adesso andiamo a comprare dell’intimo adatto.
Usciti dal negozio lei mi disse tesoro ormai è chiaro che io e te finiremo a letto insieme e l’idea mi rende euforica non me ne frega di niente neanche del fatto che sei mio nipote, ormai hai trent’anni meglio una sana scopata con me che ti accontenterò in tutto piuttosto che tu vada a scopare con qualche giovane troietta che non sa come farti godere per bene, Franca le tue parole meriterebbero il nobel ci divertiremo vedrai, e la strinsi a me e ci mettemmo a baciarci come due giovani assatanati, io la stringevo dalle chiappe verso il mio cazzo e lei mi stringeva in modo vigoroso avvolgendomi le spalle tanto da schiacciare le sue tettone su di me.
La nostra serata stava per iniziare e ci dirigemmo verso casa sua. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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