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copertina racconto erotico

Pesci Rossi

I pesci rossi della vasca brucavano lo strato di alghe sulle rocce dell’acquario, assorto Marco si sorprese a chiedersi ogni quanto i proprietari rimpiazzassero la vegetazione dell’acquario nel ristorante.

“Hei! … Sveglia ! … C’è qualcuno in casa? … ”

Vedendolo ipnotizzato Anna cercò di richiamare l’attenzione di Marco agitando la mano di fronte a lui. Gli occhi sgranati di Marco misero a fuoco i seni abbondanti di sua moglie che continuò a parlargli ridendo:
“Eri andato! … Come fossi partito! Che c’era di così interessante? … ”
“Ho! Nulla! … Solo mi ero incantato a guardare la vasca dei pesci rossi! ”
Bevve distrattamente quel che restava della grappa di rose, poi prese le mani di Anna tra le sue. Stettero in silenzio ascoltando divertiti i suoni della coppia nel separè accanto al loro.

“Si! … Bello! … Ancora! … Dai! … Vieni dentro ti prego! … ” e poi il tum-tum della monta in atto!

“Vuoi unirti alla festa? ” Chiese Anna maliziosa, Marco annui, accettando volentieri l’invito. Lei si alzò e sedette sulle sue gambe, guardandosi negli occhi si baciarono intensamente. Prima sulle labbra, poi le loro lingue umide si fusero, scambiandosi gli aromi del pasto.

Marco infilò un mano sotto la gonna di Anna trovandola pronta e ricettiva.
Come sempre! Accarezzò deliziato la sua pelle… com’era morbida e vellutata … annusò il suo profumo sotto il collo.
Il dito penetrò nell’ano e cominciò ad esplorarne deliziosamente la cavità. Anna si concentrò ad ascoltare quella curiosa sensazione dentro di sè!

… Frattanto la parete del separè accanto ribolliva dell’orgasmo di lei gemente sotto i colpi del Partner…

Lasciato il culo le mani di Marco cominciarono ad esplorare metodicamente i fianchi sotto il vestito sottile.

Trovarono la lampo ed in un attimo Anna fù nuda sul tavolo. Si abbandonò disponibile ad essere consumata, stesa sul suo abito trasformato in involucro e tovaglia allo stesso tempo.

Immerse le dita nei capelli ricci di lui e guidò la sua testa verso il sesso fremente, godendo il contatto umido della sua lingua che con amore esplorava il suo ombelico e sgusciava sul suo ventre inerpicandosi per il monte di Venere. Anna sussultò quando marco cominciò a leccarle il clitoride.
Dapprima gentile, con colpi lenti e prolungati, per farle giungere la sensazione di ruvidezza, poi colpi più veloci e precisi, che raramente mancavano il segno, e penetravano sempre più profondamente nella vagina ormai aperta. Marco avvertì il respiro di Anna farsi rapido ed eccitato e lasciò che le sue mani gli guidassero la testa nei punti dove lei, di volta in volta, percepiva maggior piacere. A volte lei lo premeva contro il suo sesso, permettendo a Marco di raggiungere una profondità maggiore, a volte lo spostava allontanandolo un poco per inarcare le anche e mettere meglio in mostra la vagina. Minuto dopo minuto Anna sentì l’orgasmo salire dentro di lei, impossessarsi del suo corpo, farla sussultare in mille contrazioni. Con la testa riversa all’indietro Anna cominciò a lanciare piccole, brevi grida. Il lavoro di Marco era duro, molto duro, in preda all’agitazione Anna stringeva vigorosamente i capelli, facendogli temere uno strappo, mentre le contrazioni di Anna allontanavano continuamente la fica dalla bocca, obbligandolo ad inseguirla. Prese tra le mani le cosce di Anna e piantò le dita nei fianchi, poi tuffò decisamente la testa tra le gambe fragranti, ben intenzionato a non lasciare la presa e neppure a sfilare la lingua prima di averla fatta godere.

Stimolata dalla puntura delle mani sulle sue cosce e, dalla lingua conficcata dentro di lei Anna ritmava grida di piacere sempre più alte, dando a Marco il ritmo della linguata. Di tanto in tanto Anna muoveva le anche per sentire la lingua esplorarla profondamente, finchè, ad un tratto, con un profondo gemito Anna venne deliziosamente.

Stordito per la lunga apnea Marco ricominciò a leccare le labbra della vagina di Anna. Poi si alzò e le sorrise:
“Temevo non saresti più arrivata! ”
“Mi piace godermi la strada! … Sei pronto adesso? ”
“Prova! … ”
“Vediamo! … ”

Messasi a sedere, con un semplice gesto Anna sfilò i pantaloni di Marco, il pene balzò gagliardo di fronte a lei che lo catturò con presa salda e fiera per cominciare a muoverlo. Mentre con la mano masturbava Marco, Anna osservava con curiosità il prepuzio caldo di fronte a lei. Di tanto in tanto si interrompeva per baciarlo o gustarne l’aroma prendendolo in bocca o leccarlo con un rapido colpo di lingua o infine, alzare la testa e guardare negli occhi di lui l’eccitazione crescere.

Il desiderio sessuale di Anna non conosceva tregue, in ufficio, a casa … in ogni luogo incontrasse un bel maschio che fosse di suo gusto ed avesse voglia di dissetarla lei si concedeva prontamente. Tuttavia vi erano sere in cui Anna si sentiva particolarmente …

Quando decise che il suo toro era ormai pronto scese dal tavolo e si accucciò a quattro zampe sul pavimento:

“Ti prego! … ” sospirò allargando bene le gambe e sollevando le coscie
“Montami come una vacca! ”

Poi chiuse gli occhi e rimase sospesa attendendo l’inizio della penetrazione.
Con forza e delicatezza lui le prese tra le mani i fianchi ed entrò facendola gemere di piacere.

“Fottimi! … ” sussurrò.

Obbediente Marco cominciò la monta prendendo un ritmo lento e regolare guidando Anna verso il secondo orgasmo della serata… dentro… fuori… dentro… fuori…

Anna rispondeva lasciando oscillare il bacino, seguendo le sensazioni che quella dura asta gl i producevano e cercando di dirigerla verso i punti più sensibili.

“Vieni più dentro! ” … “Più veloce! “…

Pian piano il ritmo della monta aumentava, ed anche la profondità della penetrazione diventava via via cresceva dando ad Anna un godimento sempre maggiore, dopo un po’ Anna cominciò a percepire l’urto dei testicoli sulle coscie, il segnale che ora il membro era ben dentro di lei. Marco le sollevò il bacino, in modo da avere più spazio per penetrare, ormai aperta Anna lo prese completamente dentro di sè.

Un colpo … un colpo … due colpi in sequenza … ogni tanto Marco si fermava e lasciava ad Anna l’iniziativa di muoversi attorno a lui con due o tre colpi delle anche. Poi di nuovo la immobilizzava con le braccia e metodico tornava a spingere.

Dentro … fuori … dentro …

Colpo dopo colpo Anna rispondeva con brevi gridolini e si voltava verso
Marco per mostrarle, sorridendo, la sua approvazione.
Oppure di tanto in tanto, quasi per gioco, faceva resistenza al membro che penetrava dentro di lei.

“Vediamo quanto sei forte! ”

Dentro … fuori … dentro …

Ad un tratto Marco estrasse totalmente il pene dalla vagina e cercò di penetrare l’ano. Sentendo la cappella entrare, Anna urlò, inarcò la schiena per rendere più stretta la penetrazione e sfuggire alla sodomizzazione.
Ridendo lo sfidò a superare la barriera.

“Lì No! ”

Ma veloce il suo partner liberò una mano e le afferrò i lunghi capelli tirandoli fino a farle rovesciare indietro la testa.
Totalmente sottomessa lei abbandonò ogni tentativo di resistenza e si lasciò prendere da dietro, poichè in effetti Anna amava molto farsi prendere a quel modo dopo una bella pecorina.

Ormai lubrificato dai liquidi vaginali ed aiutato dalle oscillazioni del sedere l’uccello non faticò ad entrare sino ai testicoli, strappando ad entrambi un suono di soddisfazione. Marco riprese a pompare coscienziosamente nel culo di lei. Dopo alcune falcate Anna venne e si immobilizzò respirando profondamente, sempre tenendole i capelli Marco uscì e rientrò nella vagina obbligando la sua compagna a continuare la copula. Ripetè questo giochetto più volte attendendo l’orgasmo di lei prima di cambiare buco, fino a rendersi conto di non poter più resistere ulteriormente. Allora, trattenendo i capelli, Marco abbandonò il sesso della sua giovenca. Rovesciò Anna sulla schiena, poi si mise a cavalcioni sopra di lei sollevandole la testa ed entrando nella bocca. Ubriaca per gli orgasmi ripetuti, Anna non potè fare a meno di accettarlo tutto, fino a baciarne e leccarne la base ogni qualvolta lui le premeva la testa contro il ventre. Alla fine Marco puntò la cappella in mezzo agli occhi, masturbandosi vigorosamente e lei si preparò all’evento:

“Vuoi venirmi in faccia? ? ? ” – “Si! ”

Marco chiuse gli occhi ed in un attimo venne, vuotandosi totalmente sul volto della sua Amata. Anna vide il primo fiotto biancastro uscire dal forellino verso di lei e colpirla in pieno viso. Tosto seguirono altre due eiaculazioni e lo sperma cominciò a colarle addosso, in pochi secondi Anna potè goderne il dolce aroma penetrare le narici e le labbra.

Lui si distese soddisfatto, lei in segno di gratitudine posò la testa sul suo ventre prendendoglielo in bocca. Così, cullati dalla musica del locale, felici si addormentarono. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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