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Quella gran maialona di Marzia

Sono Luca un ragazzo di 19 anni, era il periodo estivo del 1998, ed io attraversavo un periodo di crisi con la mia ragazza, e la cosa che sessualmente mi eccitava di più era il pensiero di trombarmi quella gran ficona della nostra migliore amica.
Marzia, questo il nome della nostra amica, aveva 24 anni ed era separata dal marito; puntualmente ogni volta che uscivamo ci recavamo a casa sua per passare due orette da dedicare al sesso più sfrenato.
Lei chiusa nella sua stanza a trombare il suo amante ed io e la mia ragazza sul divano del salotto.
Da sempre Marzia è stata desiderio durante le mie seghe, già solo il ricordare il mugolio di quelle voci che provenivano dall’altra stanza durante le nostre “giornate” mi faceva diventare duro il mio pene.
Un giorno capitò appunto che io ero in crisi con la mia ragazza e lei con il suo amante; passavamo insieme le giornate con Marzia a parlare male dei nostri lui/lei.
Col passare dei giorni i nostri discorsi erano improntati sul fatto, che in fondo in fondo a noi mancava moltissimo la “scopatina” giornaliera.
Ci lanciavamo battutine del tipo:
-“Vorrei tanto avere qualcosa dentro la mia passera”-
-“Vorrei tanto chiavare un buco del culo ma non trovo nessuno”-
Queste però ormai dopo pochi giorni non diventarono più battutine, ma puri stimoli per un nostro futuro incontro.
Le serate di mezza estate incominciavano ad essere un po’ monotone, prospettavano comunque un bel finale.
Uscivo infatti ogni sera con Marzia, e puntualmente le nostre serate finivano con una mano di Marzia a sbattere il mio cazzo e le mie dita a penetrare la sempre più bagnata fica di Marzia.
Un giorno Marzia viene a sapere che il suo “amante” sta con un’altra.
Questo a Marzia dava molto fastidio, ed allora da vera troia decise di scoparsi il primo che capitasse; subito pensò a me.
Quella sera io ero fuori a cena, lei mi rintracciò subito e mi disse:
Luca devo vederti assolutamente, ti prego incontriamoci stasera, sarà una serata come piace a te!!!!
Preso dall’eccitazione trovai una scusa ai miei compagni e mi recai dove Marzia mi aveva detto.
Raggiunto il luogo indicato, parcheggiai la mia macchina e salì a bordo della macchina di Marzia.

La mia prima visione, bastò per far svegliare il mio cazzo.
Davanti ai miei occhi Marzia si mostrava davvero provocante; il suo abitino stretto, il suo seno davvero provocante che gli tirava su quelle sode tette, e quei reggi calze, erano da sballo.
In più dall’abitino corto si travedevano i peli della fichetta; notai subito che quella troia di Marzia era assetata di sesso, ma soprattutto capii che la serata si stava mettendo bene!!!!
Appena un minuto per riprendermi dalla schoc e Marzia mi disse, dai Luca passa tu a guidare a me non va.
Pronto per aprire lo sportello e girare, mi disse, ma no che fai non serve aprire lo sportello:
Marzia si tirò su quel che gli restava dell’abitino e mi passò di sopra, in quel momento sentii il mio cazzo strusciare contro il suo culo; adesso puoi cambiare posto.
Preso dall’eccitazione decisi allora di lasciarmi trascinare da tutto ciò che voleva, sapevo che mi avrebbe fatto godere come mai.
Presi subito il volante e mi indirizzai verso quella zona dove ogni sera ci masturbavamo a vicenda; appena partiti Marzia mi slinguò tutto il lobo dell’orecchio, poi prendendo il mio dito medio, simulò un rapporto orale.
Ero eccitato al massimo, e questo Marzia non ritardò a capirlo, mi sbottono subito i pantaloni e fece uscire il mio cazzo da ciò che erano diventate una galera: le mutande.
A dire la verità presa della foga, le mutande preferì strapparmele, come per farmi capire che stasera si faceva sul serio.

In quel momento capii che il mio sogno si stava per avverare, dopo pochi minuti infatti, mentre guidavo mi ritrovavo la testa di Marzia sotto il volante, con la bocca che ingoiava tutto il mio sesso.
Presa dalla foga non riusciva a fermarsi un minuto, pompava furiosamente senza pensare che tra poco sarei scoppiato in una sborrata fenomenale.

Arrivammo dunque al “nostro” posto.
Qui andavamo ogni sera, e puntualmente ogni sera non c’era anima viva.
Fermammo la macchina e preparammo i sedili; Marzia aveva deciso di fermarsi un poco perché aveva detto che voleva godermi in tutto e per tutto.
La guardai e cercai di capire in che posizione voleva trombarmi, ma lei inconscia del pericolo che poteva esserci (ben poco) decise di scendere dalla macchina di farsi trombare sopra il cofano della sua macchina.
Io ero pronto per fare tutto, ma non sapevo da dove iniziare; Marzia mi disse:
-“a chi aspetti? Spogliami tutta, voglio sentire le tue mani strapparmi il reggiseno e palpare i miei capezzoli”-
La mia reazione non si fece aspettare, mi buttai sopra di lei e con la lingua scostai il reggiseno da sopra le sue tette; i suoi capezzoli erano veramente turgidi; decisi allora di mordichhiarli, così anche l’eccitazione di Marzia iniziò a salire, a questo punto si stese con la schiena sul cofano, il culo appena alla fine del cofano e i suoi talloni paralleli al culo.
Marzia era pronta per essere chiavata, e i suoi umori lo dimostrarono,
adesso però volevo prima assaggiare il sapore della sua fica, scesi infatti tra le sue cosce e partendo dall’interno coscia risalì fino ad infilare la lingua dentro la sua fica.
I suoi mugolii iniziarono a diventare grida:
-“Dai Luca, siii , voglio sentire la tua lingua dentro di me”-
-“Presto chiavami, ho bisogno di un cazzo”-

Detto così Marzia prese il mio cazzo e lo portò verso la sua fica, bastò una leggera spinta e il mio caldo cazzo entrò a penetrare tutta la fica di Marzia, ad ogni mio colpo Marzia spingeva il bacino verso di me, come se volesse essere sfondata tutta.
Mi incitava sempre di più con frasi del tipo:
-“Dai voglio sentire le tue palle sbattere contro di me”-
-“Fottimi tutta sono tutta tua”-
Io intanto continuavo a chiavarla tutta, sentivo però che i miei coglioni erano sempre più pieni e stavo per venire.
Appena dissi:
-“Marzia ancora poco e sto per venire”-
Lei si fermò subito e mi disse:
-“Aspetta prima voglio realizzare il mio sogno, sentire il tuo cazzo dentro il mio culo”-
L’idea eccitava pure me, al punto che senza aspettare scaricai un po’ di saliva sul suo buco e comincia a massaggiarlo, ma lei mi disse:
-“Aspetta ho portato qualcosa di utile, dalla macchina uscì allora un tubetto di vasellina, porgendomelo mi disse:
-“tieni spalmela in culo e poi chiavami tutta”-
Feci subito le operazioni di lubrificazione, e appoggiai la mia cappella sul suo sfintere, non spinsi neanche un poco, perché appena appoggiato Marzia spinse verso di me; sentii come una sensazione di risucchio; poche botte ed il mio cazzo era tutto dentro di lei.
Una sensazione di calore avvolgeva tutta la mia asta e la mia coppola; sentivo che non potevo più resistere, sfilai il cazzo dal suo culo, e lo avvicinai alla sua faccia, dopo pochi secondi sborrai tutto sulla sua faccia.
Marzia era avvolta per tutta la faccia di crema bianca;
cercò di raccogliere con la sua lingua tutto il possibile, e quando non riuscì mi fece leccare lo sperma in modo da poterlo poi assaggiare dalla mia lingua.
Appena tutta pulita ci rivestimmo e salimmo in macchina, promettendoci un’altra di questa giornata.
Poi però con il passare del tempo io mi sono lasciato con la mia ragazza, e lei, quella gran troiona di Marzia, è tornata insieme al suo “amante”. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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